Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 175 ∙ (Discussione della proposta di concordato)


Tutte le MassimeCassazione
Adunanza dei creditori e gruppo di impreseIllustrazione della proposta ai creditoriOsservazioni dei creditori sui creditiChiarimenti del debitoreModifica della attestazioneModifica della proposta di concordatoModifica della proposta e comunicazione ai creditoriNuova proposta di concordatoModifica della proposta e procedimento di revoca ex art. 173 L.F



Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Modifiche alla proposta concordataria - Procedimento teso alla revoca dell’ammissione ex art. 173 l.fall. - Irrilevanza - Limite temporale - Fase anteriore alle operazioni di voto - Fondamento - Fattispecie
Nel concordato preventivo le modifiche alla proposta presentata possono intervenire anche in pendenza del procedimento teso alla revoca dell'ammissione al concordato ex art. 173 l.fall., poiché l'art. 175, comma 2, l.fall. – nel testo applicabile "ratione temporis" prima della sua soppressione disposta dal d.l. n. 83 del 2015, conv. con modif. dalla l. n. 132 del 2015 –, riconosce espressamente tale facoltà fino all'inizio delle operazioni di voto, al fine di evitare che il calcolo delle maggioranze si fondi su voti espressi in riferimento ad una proposta diversa da quella oggetto di omologa (Nella specie la S.C. ha ritenuto che il proponente potesse modificare la proposta in pendenza del procedimento teso alla revoca della sua ammissione al concordato e prima del voto, mediante la presentazione di fideiussioni tese a migliorarla senza necessità di ulteriori attestazioni in ordine al piano concordatario rimasto immutato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29741.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Gruppo di imprese - Nozione
Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie, insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.

All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" può pertanto ritenersi fondato in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre, ne consegue che il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie nella quale l'unitarietà della proposta e del piano sia intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.

["Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie. Tale riconoscimento è insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.
All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" è legittimo in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre.
Pertanto, il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie di cui dà atto l'impugnata sentenza, nella quale l'unitarietà della proposta e del piano era intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.
Situazioni analoghe a queste la prassi ha nel tempo delineato nel contesto di tecniche di redazione di domande o proposte di concordato caratterizzate dalla costituzione di nuove società alle quali conferire i beni di altre, per modo di accedere al concordato su iniziativa della conferitaria - e/o (secondo i casi) della conferente legittimata dalla condizione di titolarità della massa attiva e passiva.
E può aggiungersi che la non corrispondenza tra i concetti puntualmente messa in luce da una parte della dottrina nella contrapposizione tra una nozione "forte" (o propria) e una "debole" (o impropria) del concordato di gruppo - è oggi viepiù confortata dal progetto di riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza, culminato nello schema di disegno di legge attualmente all'esame del Parlamento.
Tale schema prospetta invero di inserire la afferente procedura di concordato preventivo nel contesto di disciplina teso alla definizione del gruppo di imprese, e di modellare codesta definizione sull'insieme delle "società o imprese sottoposte alla direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 e ss., nonché art. 2545-septies c.c.", corredata dalla presunzione semplice di assoggettamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c. Sicché a tanto affida il presupposto affinché la procedura di concordato preventivo del gruppo di imprese venga poi disciplinata, consentendo che più società o imprese, appartenenti al medesimo gruppo e sottoposte alla giurisdizione dello Stato, abbiano a proporre "con un unico ricorso domanda di ammissione ad una procedura di concordato preventivo unitaria, fondata su un unico piano, o su piani reciprocamente collegati e interferenti ferma restando in ogni caso l'autonomia delle rispettive masse attive e passive".
Nel caso di specie, non risulta che sia stato neppure dedotto che le società in questione fossero state assoggettate - magari solo di fatto - a eterodirezione o a controllo.
7. L'anzidetta sottolineatura consente al collegio di puntualizzare che la sezione si è di recente determinata nel senso della attuale non proponibilità del concordato di gruppo in mancanza di una disciplina positiva che si occupi di regolare la competenza del tribunale, le forme del ricorso, la nomina degli organi, nonché la formazione delle classi e delle masse. Donde ha affermato che, in base alla disciplina vigente, il concordato preventivo può essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola impresa (v. Cass. n. 20559-15).
Nella fattispecie in esame, nella quale non viene in questione un profilo di competenza, neppure è il caso di maggiormente indugiare su quanto emergente dalla citata pronuncia.
Essendosi dinanzi a una forma di aggregazione diversa dal gruppo societario propriamente inteso, evocare la questione circa l'ammissibilità o meno di un concordato di gruppo è poco conferente. Quel che unicamente rileva è difatti questo: che la commistione delle masse, debitamente accertata dal giudice del merito e ostativa finanche al vero concordato di gruppo, impedisce di ravvisare il presupposto di ammissibilità di ogni prospettazione concordataria che rifluisca su soggetti distinti.
8. Ferma allora la considerazione previa in ordine al profilo involto dal sintagma "concordato di gruppo", può osservarsi che in tutti i casi di aggregazione diversa dal gruppo, ove vi siano proposte concordatarie tra loro coordinate in prospettiva di conferimenti e accolli tra le singole società di cui si tratta, elemento imprescindibile resta l'autonomia delle masse attive e passive e la conseguente votazione separata sulle proposte da parte dei creditori di ciascuna società o impresa. Mentre la corte d'appello ha accertato che la proposta in esame era unica ed era stata caratterizzata da una confusione di masse tra loro non coincidenti, essendo mancato il conferimento integrale dei beni in (*) ed essendo risultata questa società priva di impianto contabile onde potersi apprezzare la dedotta (e in sè oltre tutto inverosimile) inesistenza di obbligazioni proprie, medio tempore contratte."] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19014.


Concordato preventivo – Modifiche alla proposta – Fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto – Fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto – Distinzione tra modifiche migliorative e peggiorative Irrilevanza
In tema di modifiche alla proposta di concordato preventivo, l’art. 175, comma 2, legge fall., nel riconoscere espressamente tale facoltà, ne ha rigorosamente limitato l'ambito temporale di esercizio alla fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto, senza distinguere tra modifiche migliorative e peggiorative, al fine di evitare che il calcolo delle maggioranze si fondi su voti espressi in riferimento ad un piano diverso da quello destinato ad essere effettivamente eseguito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Maggio 2017.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Inammissibilità
In assenza di apposita previsione normativa, deve ritenersi inammissibile il concordato di gruppo ove vi sia confusione tra le masse attive e passive delle società coinvolte e ciò anche nell’ipotesi in cui la proposta rimetta al tribunale il compito di procedere alla separazione delle rispettive procedure e di assumere separati provvedimenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 31 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Nuova proposta – Integrazione o modificazione della proposta originaria – Differenze
Anche in assenza di una preventiva ed esplicita rinuncia della domanda originaria, integra gli estremi della nuova proposta di concordato, e non già della mera modificazione o integrazione, la proposta che preveda per la prima volta elementi del tutto nuovi quali la formazione di classi, l’ingresso di un garante, la soddisfazione mediante datio in solutum, la costituzione di una newco, l’assegnazione del bene in leasing, la diversa percentuale offerta ai chirografari. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo – Nuova proposta – Disciplina applicabile
Si applicano le disposizioni di cui al d.l. 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni in l. 6 agosto 2015, n. 132, alla nuova domanda di concordato preventivo, proposta successivamente alla sua entrata in vigore, anche laddove la domanda originaria sia stata introdotta nel periodo anteriore alla novella legislativa. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Distinzione delle singole masse - Partecipazione di imprese con sede nel circondario dello stesso tribunale - Ammissibilità - Fattispecie - Conferimento delle aziende in società in accomandita semplice
La problematica in ordine all'ammissibilità del concordato di gruppo deve ritenersi limitata agli aspetti procedurali, con particolare riferimento alla conformazione del voto in sede di adunanza dei creditori ed alla competenza territoriale del tribunale; deve, pertanto, ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese dove vengano tenute distinte le attività e le passività di ogni singola impresa del gruppo, così da consentire ad ogni creditore di verificare la propria posizione creditoria e l'impatto della proposta sul soddisfacimento della stessa, e dove le società proponenti abbiano tutte sede nel circondario dello stesso tribunale e risultino altresì in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, legge fall.

Nel caso di specie, le società proponenti il concordato hanno conferito le proprie aziende in una società in accomandita semplice costituita allo scopo di presentare un ricorso per concordato preventivo con conservazione e continuità dell'attività delle singole imprese; la costituzione di detta società è stata sottoposta alla condizione risolutiva della mancata definitiva omologazione del concordato e l'atto di conferimento di ogni azienda prevede espressamente il mantenimento dell'autonomia organizzativa e contabile di ciascuna di esse nonché l'acquisizione della partecipazione nella conferitaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 05 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Informazione dei creditori - Rilevanza - Modalità e momenti di espressione nell'ambito del procedimento di concordato
L'informazione dei creditori, la quale assume nella costruzione generale dell'istituto concordatario valore essenziale, giacché il voto dei creditori è idoneo a condizionare la minoranza dissenziente, può valere quale pilastro dello strumento a condizione che si tratti di un voto informato, trova plurime sedi di espressione nel procedimento di concordato; essa viene in primo luogo fornita dal proponente ed attuata mediante la trasmissione della proposta ai creditori da parte del commissario giudiziale secondo le indicazioni fornite dal tribunale quando pronuncia il provvedimento di ammissione; una successiva informazione "terza" viene poi assicurata dal commissario giudiziale nella relazione ex articolo 172 legge fall. ed una ulteriore informazione dei creditori può aver luogo in sede di adunanza ex articolo 175 legge fall., alla quale il proponente deve obbligatoriamente presenziare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo – Modificazione della proposta concordataria – Produzione in corso di procedura della relazione ex art. 160 secondo comma l. fall. – Ammissibilità
Va ritenuto legittimo il deposito in corso di procedura della relazione ex art. 160 secondo comma l. fall. a fronte della intervenuta modificazione della domanda; così come la domanda può essere modificata ex art. 175 l. fall. sino all’inizio delle operazioni di voto ed analogamente deve dirsi per la possibilità di modificare o depositare una relazione di attestazione supplettiva, ai sensi di quanto disposto dall’ultimo periodo dell’art. 161 terzo comma l. fall. introdotto dalla riforma del 2012, così deve ritenersi che analoga possibilità di deposito successivo o integrativo debba concedersi per la relazione ex art. 160 secondo comma l. fall.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Inammissibilità - Ragioni - Fattispecie
Allo stato attuale della legislazione, non può ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese, posto che: i) la competenza territoriale del tribunale fallimentare stabilita dagli articoli 9, 161 e 195 L.F. ha natura inderogabile; ii) il concordato deve riguardare individualmente le singole società del gruppo; iii) il concordato preventivo della società non si estende ai soci illimitatamente responsabili, i quali beneficiano soltanto dell'effetto esdebitatorio, ai sensi dell'articolo 184, comma 2, L.F. unicamente per i debiti sociali, non per quelli personali di ciascuno di loro; iv) in presenza di un concordato di diverse società legate da rapporti di controllo, anche ove soggette a direzione unitaria, occorre tenere distinte le masse attive e passive, le quali conservano la loro autonomia giuridica, dovendo restare separate le posizioni debitorie e creditorie delle singole società; v) sul piano procedimentale, le maggioranze per l'approvazione del concordato devono essere calcolate in riferimento alle singole imprese del gruppo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Ottobre 2015, n. 20559.


Concordato preventivo - Pendenza di istanze di fallimento - Presentazione di nuova proposta - Ammissibilità - Indagine sulla effettiva novità della proposta - Necessità
Non solo deve riconoscersi al debitore la possibilità di depositare una nuova proposta di concordato dopo che sia scaduto il termine fissato ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fall., ma anche, più in generale, si deve affermare che il deposito di una precedente domanda di concordato non costituisce mai, di per sé solo, elemento ostativo alla presentazione di un nuovo ricorso accompagnato dal piano e dalla relazione, neppure allorquando la prima procedura si sia chiusa prematuramente a causa della revoca dell'ammissione o del mancato raggiungimento della maggioranza prescritta dalla legge. Conseguentemente, la "nuova" proposta concordataria non va bocciata solo perché presentata dopo la scadenza del termine previsto dall'articolo 175 legge fall., in quanto è sempre necessario porre a confronto le due proposte per verificare in concreto se quella successiva sia solamente una copia della precedente, perché solo in questo caso si potrà legittimamente la si potrà dichiarare inammissibile e passare all'esame delle istanze di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Transazione - Competenze degli organi della procedura - Controllo sull'eventuale modifica del piano
Nel concordato preventivo, gli organi della procedura, in presenza dell'eventuale soluzione transattiva di una controversia, sono chiamati a verificare che tale regolazione pattizia non si tramuti in un'occulta modifica della proposta di concordato, specie se effettuata successivamente alle operazioni di voto, a ciò ostandovi il disposto di cui all'articolo 175, comma 2, legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 27 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive al piano - Incidenza sui tempi di liquidazione e sulla sua fruttuosità e quindi sulla fattibilità economica del concordato - Rilevanza - Necessità della valutazione dei creditori - Insufficienza della relazione predisposta dal commissario giudiziale - Aggiornamento della relazione dell'attestatore - Necessità
Le variazioni del piano concordatario le quali, pur non comportando un mutamento della percentuale di soddisfacimento offerta ai creditori, attengono alle modalità di attuazione del piano concordatario incidendo non solo sui tempi della liquidazione, ma anche sulla fruttuosità della stessa, e quindi sulla fattibilità economica del concordato, non possono considerarsi indifferenti per i creditori, i quali devono essere adeguatamente ragguagliati in ordine alle prospettive temporali ed economiche di realizzazione del piano, per la cui valutazione non può ritenersi sufficiente la relazione predisposta dal commissario giudiziale, essendo, invece, necessario un aggiornamento della relazione redatta ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F. dal professionista attestatore designato dal debitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive alla proposta - Trasformazione del piano - Revoca della proposta originaria
Le modifiche alla proposta di concordato apportate dal debitore dopo il compimento delle operazioni di voto che siano di portata non trascurabile e che implicano una trasformazione del piano, configurano una revoca della proposta originaria la quale, benché approvata dai creditori, non può essere posta a base del provvedimento di omologazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche al piano concordatario - Limite dell'inizio delle operazioni di voto - Distinzione tra modifiche migliorative o peggiorative - Irrilevanza
Il legislatore, nel riconoscere espressamente al debitore la facoltà di apportare modifiche al piano concordatario, ne ha rigorosamente limitato l'ambito temporale di esercizio alla fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto, senza distinguere tra modifiche migliorative o peggiorative, e ciò essenzialmente al fine di evitare che il calcolo delle maggioranze si fondi su voti espressi in riferimento ad un piano diverso da quello destinato ad essere effettivamente eseguito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche al piano concordatario - Modifiche che incidono sui tempi della liquidazione e sulla fruttuosità della stessa - Fattibilità economica del concordato - Rilevanza - Aggiornamento della attestazione - Necessità
Non possono considerarsi indifferenti per i creditori le modifiche apportate al piano di concordato, le quali, pur non comportando un mutamento della percentuale di soddisfacimento dei crediti indicata nella proposta, siano suscettibili di incidere non solo sui tempi della liquidazione, ma anche sulla fruttuosità della stessa e quindi sulla fattibilità economica del concordato. In tal caso, i creditori, ai fini di un'informata e consapevole espressione del voto, devono essere adeguatamente ragguagliati in ordine alle prospettive temporali ed economiche di realizzazione del piano, per la cui valutazione non può ritenersi sufficiente una nuova relazione predisposta dal commissario giudiziale, occorrendo innanzitutto un aggiornamento di quella redatta dal professionista designato dal debitore ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche al piano concordatario - Mutamento delle condizioni di fattibilità successive all'approvazione del concordato - Facoltà di porre rimedio a carenze della proposta - Esclusione - Verificarsi di eventi sopravvenuti estranei alla volontà del debitore - Facoltà per i creditori di modificare il voto già espresso
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., nell'affidare al commissario giudiziale il compito di rilevare eventuali mutamenti nelle condizioni di fattibilità del piano, presuppone il verificarsi di eventi estranei alla volontà del debitore e sopravvenuti all'approvazione del concordato idonei ad impedirne il corretto adempimento, escludendo pertanto che la predetta iniziativa possa essere assunta al fine di porre tardivamente rimedio a carenze originarie della proposta. Destinatari dell'avviso previsto dall'articolo 169, comma 2, sono, infatti, i creditori, rispondendo la segnalazione in esame alla finalità di consentire non già al debitore di apportare alla proposta le modifiche necessarie per ottenere il voto favorevole dei creditori, ma ha questi ultimi di costituirsi nel giudizio di omologazione per modificare il voto precedentemente espresso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Attestazione - Sostituzione - Inammissibilità
L'attestazione del piano concordatario, nella sua forma idonea ad assolvere lo scopo previsto dalla legge, deve essere depositata al momento della domanda di concordato ed il disposto di cui all'articolo 162, comma 1, L.F. deve essere interpretato nel senso che il tribunale possa consentire esclusivamente una integrazione del piano e la produzione di nuovi documenti, ma non la sostituzione di una attestazione che si sia rivelata ab origine inidonea. La possibilità, prevista dall'articolo 175 L.F., di modifica della proposta fino al momento della votazione, non depone in senso contrario a quanto affermato perché in tal caso il deposito di una nuova attestazione si rende necessario come conseguenza della modifica della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 20 Marzo 2015.


Concordato di gruppo - Unicità della procedura, del piano e della adunanza dei creditori - Computo delle maggioranze riferito non ad ogni singola impresa ma all'unico programma concordatario
Nel concordato di gruppo, i rapporti che legano le varie imprese del gruppo giustificano e legittimano sia una valutazione sostanziale che una trattazione a livello procedurale unitaria del piano concordatario e quindi una gestione integralmente unitaria della procedura concorsuale, con unica adunanza dei creditori e un computo delle maggioranze riferito non già ad ogni singola d'impresa bensì all'unico programma concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Manifestazione del voto in epoca anteriore al deposito della relazione del commissario giudiziale e all'adunanza - Ammissibilità.
È valido il voto di dissenso espresso dal creditore in qualunque momento, anteriore o posteriore al deposito del piano o all'adunanza dei creditori. Benché, infatti, l'attività del commissario giudiziale sia funzionale alla espressione di un voto informato, l'acquisizione di adeguate informazioni non è un obbligo ma un diritto del creditore e l'attività del commissario non è l'unica fonte di informazioni, potendo il creditore ritenersi in grado di valutare autonomamente la fattibilità e la convenienza del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 10 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Accertamento dei crediti - Rilevanza esclusivamente ai fini del voto e del computo delle maggioranze - Contestazione del debitore - Decadenza - Esclusione - Revocabilità e immodificabilità dei provvedimenti fino alla chiusura delle operazioni di voto.
I creditori che non risultino inseriti nell'elenco predisposto dal debitore che chiede l'ammissione al concordato preventivo o in quello rettificato dal commissario giudiziale possono chiedere al giudice delegato il riconoscimento dei rispettivi crediti esclusivamente ai fini dell'ammissione al voto e del calcolo delle maggioranze. In sede di adunanza il debitore ha facoltà di rispondere e contestare i crediti e ha il dovere di fornire al giudice gli opportuni chiarimenti, facoltà, questa, per la quale non è prevista decadenza alcuna, posto che l'ammissione o l'esclusione di eventuali crediti viene decisa sulla base di una verifica di carattere sommario ed i relativi provvedimenti, che hanno forma di decreto, possono essere revocati o modificati dallo stesso giudice delegato fino alla chiusura delle operazioni di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 20 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Offerta migliorativa successiva alla votazione - Inammissibilità - Obbligazione naturale.
Poiché le modificazioni alla proposta di concordato successive alla votazione dei creditori devono considerarsi inammissibili, l'impegno del debitore di pagare una percentuale maggiore che venga assunto dopo la votazione può essere considerato alla stregua di un'obbligazione naturale la quale, una volta adempiuta, non consente la ripetizione di quanto corrisposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Modifica della proposta prima dell'inizio delle operazioni di voto - Ammissibilità - Attivazione del procedimento di revoca ex art. 173 l.fall. - Modifica della proposta - Esclusione.
Prima dell'inizio delle operazioni di voto la proposta concordataria può essere modificata sempre che non sia stato in precedenza attivato il procedimento di revoca ex art. 173 l.fall. Una volta attivato il procedimento ex art. 173 l.fall. la procedura di concordato entra, infatti, in una fase di "limbo" durante la quale non possono essere invocate le norme che quella procedura caratterizzano. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Esposizione di credito contestato in misura inferiore a quella pretesa e senza il privilegio richiesto - Disamina della doglianza in sede di adunanza dei creditori - Corretta informazione del ceto creditorio.
La disamina, in sede di adunanza dei creditori, delle doglianze esposte da chi lamenti l'esposizione del proprio credito in misura inferiore a quella pretesa e senza riconoscimento del privilegio, è idonea a soddisfare le esigenze di corretta informazione del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Unica domanda di concordato - Previsione di un'unica massa attiva - Approvazione del concordato mediante distinte e separate adunanze e maggioranze - Necessità.
Qualora con riferimento ad un gruppo di imprese venga presentata un'unica domanda di concordato, con previsione di un'unica massa attiva da ripartire tra i creditori di tutte le società, l'approvazione del concordato da parte dei creditori dovrà aver luogo in adunanze separate e votazioni distinte per ciascuna società con conseguenti, rispettive e distinte maggioranze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 18 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Revoca della procedura ex articolo 173 LF - Modifiche la domanda - Esclusione.
La procedura ex art. 173, legge fallimentare rende inoperante la procedura di concordato preventivo con la conseguenza che non possono essere introdotte modifiche a proposte che riguardino una procedura che non é in corso. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Appello Milano, 29 Giugno 2011.


Concordato preventivo – Domanda di concordato – Modificabilità della domanda – Limite ultimo.
L’art. 175, secondo comma, l.fall. prevede esplicitamente che la proposta di concordato preventivo possa essere modificata, anche dopo l’ammissione alla procedura, fino all’inizio delle operazioni di voto nell’adunanza dei creditori, ponendo perciò come limite estremo di modificabilità della domanda la decisione dei creditori di approvazione o meno della proposta, in linea con la natura eminentemente contrattuale che connota il nuovo concordato preventivo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 10 Maggio 2011.


Concordato preventivo - Termine per la presentazione di modifiche alla proposta - Inizio delle operazioni di voto - Articolo 175, comma 2.l.f. - Applicabilità del divieto alla  presentazione di nuova proposta - Esclusione.
Il divieto contenuto nell'articolo 175, comma 2, legge fallimentare, per cui “la proposta di concordato non può più essere modificata dopo l'inizio delle operazioni di voto”, deve ritenersi riferito esclusivamente alla sola ipotesi di modifica  della originaria proposta e non è quindi applicabile all'ipotesi in cui venga formulata una diversa e nuova proposta che non costituisca integrazione o modifica della precedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Dicembre 2010.


Fallimento e concordato preventivo – Contemporanea pendenza dei due procedimenti – Presentazione di una nuova proposta di concordato – Previa decisione delle istanze di fallimento – Necessità. (29/06/2010)
In caso di contemporanea pendenza del procedimento di concordato preventivo e di quello per dichiarazione di fallimento, qualora la proposta di concordato venga respinta, il tribunale potrà procedere all’esame di una eventuale nuova proposta di concordato solo dopo aver deciso sull’istanza di fallimento già presentata e su quelle eventualmente sopraggiunte; depone in tale senso la struttura del procedimento previsto dagli artt. 162, comma 2, 179 e 175 della legge fallimentare, con particolare riferimento alla disposizione che non consente la modifica della proposta di concordato dopo che abbia avuto luogo l’adunanza dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 18 Giugno 2010, n. 0.


Fallimento – Concordato preventivo – Modifica della domanda a seguito di inammissibilità – Non configurabilità. (20/07/2010)
La proposta di concordato preventivo dichiarata inammissibile non può essere modificata o integrata fino all’inizio delle operazioni di voto, posto che non vi è alcuna procedura pendente, né proposta che si possa modificare; va invece presentata una nuova proposta. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 06 Luglio 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Modifica migliorativa della proposta intervenuta prima delle operazioni di voto – Comunicazione ai creditori – Non necessità.
Non è causa di nullità del procedimento o di lesione dei diritti dei creditori la mancata comunicazione agli stessi della proposta migliorativa di concordato preventivo intervenuta prima dell’inizio delle operazioni di voto così come consentito dall’art. 175 legge fallimentare, quand'anche riguardi l'impegno dei soci della società ammessa al concordato al trasferimento in favore della società o degli acquirenti della procedura degli immobili di proprietà dei medesimi soci, posto che costituisce onere dei creditori partecipare all’adunanza, come momento del pieno contraddittorio su ogni aspetto della proposta, e che la modifica solo migliorativa non altera, se non in senso più favorevole per i creditori sociali, la prognosi di fattibilità del concordato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 05 Marzo 2009.


Concordato preventivo – Modifica in melius della proposta – Ammissibilità – Diversa modalità di indicazione della percentuale offerta ai creditori – Irrilevanza.
Sino a che non sia intervenuta l’omologazione, è ammissibile la modifica in melius della proposta di concordato preventivo e ciò a prescindere dalla esatta indicazione della percentuale offerta ai creditori chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 05 Dicembre 2007, n. 0.


Concordato preventivo - Approvazione - Possibilità per il debitore di migliorare le proprie offerte - Esclusione
In tema di concordato preventivo, dopo la manifestazione di voto da parte dei creditori ai sensi dell'art. 175 legge fallimentare, e in caso di mancata approvazione della proposta di concordato, il debitore non ha più la possibilità di formulare proposte migliorative della originaria offerta, dovendosi definitivamente escludere ogni ulteriore sviluppo della procedura concordataria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 1999, n. 13582.