Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 175 ∙ (Discussione della proposta di concordato)


Nuova proposta di concordato
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Adunanza dei creditori e gruppo di impreseIllustrazione della proposta ai creditoriOsservazioni dei creditori sui creditiChiarimenti del debitoreModifica della attestazioneModifica della proposta di concordatoModifica della proposta e comunicazione ai creditoriNuova proposta di concordatoModifica della proposta e procedimento di revoca ex art. 173 L.F


Nuova proposta di concordato

Concordato preventivo – Nuova proposta – Integrazione o modificazione della proposta originaria – Differenze
Anche in assenza di una preventiva ed esplicita rinuncia della domanda originaria, integra gli estremi della nuova proposta di concordato, e non già della mera modificazione o integrazione, la proposta che preveda per la prima volta elementi del tutto nuovi quali la formazione di classi, l’ingresso di un garante, la soddisfazione mediante datio in solutum, la costituzione di una newco, l’assegnazione del bene in leasing, la diversa percentuale offerta ai chirografari. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo – Nuova proposta – Disciplina applicabile
Si applicano le disposizioni di cui al d.l. 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni in l. 6 agosto 2015, n. 132, alla nuova domanda di concordato preventivo, proposta successivamente alla sua entrata in vigore, anche laddove la domanda originaria sia stata introdotta nel periodo anteriore alla novella legislativa. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Pendenza di istanze di fallimento - Presentazione di nuova proposta - Ammissibilità - Indagine sulla effettiva novità della proposta - Necessità
Non solo deve riconoscersi al debitore la possibilità di depositare una nuova proposta di concordato dopo che sia scaduto il termine fissato ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fall., ma anche, più in generale, si deve affermare che il deposito di una precedente domanda di concordato non costituisce mai, di per sé solo, elemento ostativo alla presentazione di un nuovo ricorso accompagnato dal piano e dalla relazione, neppure allorquando la prima procedura si sia chiusa prematuramente a causa della revoca dell'ammissione o del mancato raggiungimento della maggioranza prescritta dalla legge. Conseguentemente, la "nuova" proposta concordataria non va bocciata solo perché presentata dopo la scadenza del termine previsto dall'articolo 175 legge fall., in quanto è sempre necessario porre a confronto le due proposte per verificare in concreto se quella successiva sia solamente una copia della precedente, perché solo in questo caso si potrà legittimamente la si potrà dichiarare inammissibile e passare all'esame delle istanze di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive al piano - Incidenza sui tempi di liquidazione e sulla sua fruttuosità e quindi sulla fattibilità economica del concordato - Rilevanza - Necessità della valutazione dei creditori - Insufficienza della relazione predisposta dal commissario giudiziale - Aggiornamento della relazione dell'attestatore - Necessità
Le variazioni del piano concordatario le quali, pur non comportando un mutamento della percentuale di soddisfacimento offerta ai creditori, attengono alle modalità di attuazione del piano concordatario incidendo non solo sui tempi della liquidazione, ma anche sulla fruttuosità della stessa, e quindi sulla fattibilità economica del concordato, non possono considerarsi indifferenti per i creditori, i quali devono essere adeguatamente ragguagliati in ordine alle prospettive temporali ed economiche di realizzazione del piano, per la cui valutazione non può ritenersi sufficiente la relazione predisposta dal commissario giudiziale, essendo, invece, necessario un aggiornamento della relazione redatta ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F. dal professionista attestatore designato dal debitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive alla proposta - Trasformazione del piano - Revoca della proposta originaria
Le modifiche alla proposta di concordato apportate dal debitore dopo il compimento delle operazioni di voto che siano di portata non trascurabile e che implicano una trasformazione del piano, configurano una revoca della proposta originaria la quale, benché approvata dai creditori, non può essere posta a base del provvedimento di omologazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Termine per la presentazione di modifiche alla proposta - Inizio delle operazioni di voto - Articolo 175, comma 2.l.f. - Applicabilità del divieto alla  presentazione di nuova proposta - Esclusione.
Il divieto contenuto nell'articolo 175, comma 2, legge fallimentare, per cui “la proposta di concordato non può più essere modificata dopo l'inizio delle operazioni di voto”, deve ritenersi riferito esclusivamente alla sola ipotesi di modifica  della originaria proposta e non è quindi applicabile all'ipotesi in cui venga formulata una diversa e nuova proposta che non costituisca integrazione o modifica della precedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Dicembre 2010.