Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 175 ∙ (Discussione della proposta di concordato)


Modifica della proposta di concordato
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Adunanza dei creditori e gruppo di impreseIllustrazione della proposta ai creditoriOsservazioni dei creditori sui creditiChiarimenti del debitoreModifica della attestazioneModifica della proposta di concordatoModifica della proposta e comunicazione ai creditoriNuova proposta di concordatoModifica della proposta e procedimento di revoca ex art. 173 L.F


Modifica della proposta di concordato

Concordato preventivo – Modifiche alla proposta – Fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto – Fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto – Distinzione tra modifiche migliorative e peggiorative Irrilevanza
In tema di modifiche alla proposta di concordato preventivo, l’art. 175, comma 2, legge fall., nel riconoscere espressamente tale facoltà, ne ha rigorosamente limitato l'ambito temporale di esercizio alla fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto, senza distinguere tra modifiche migliorative e peggiorative, al fine di evitare che il calcolo delle maggioranze si fondi su voti espressi in riferimento ad un piano diverso da quello destinato ad essere effettivamente eseguito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Maggio 2017.


Concordato preventivo – Modificazione della proposta concordataria – Produzione in corso di procedura della relazione ex art. 160 secondo comma l. fall. – Ammissibilità
Va ritenuto legittimo il deposito in corso di procedura della relazione ex art. 160 secondo comma l. fall. a fronte della intervenuta modificazione della domanda; così come la domanda può essere modificata ex art. 175 l. fall. sino all’inizio delle operazioni di voto ed analogamente deve dirsi per la possibilità di modificare o depositare una relazione di attestazione supplettiva, ai sensi di quanto disposto dall’ultimo periodo dell’art. 161 terzo comma l. fall. introdotto dalla riforma del 2012, così deve ritenersi che analoga possibilità di deposito successivo o integrativo debba concedersi per la relazione ex art. 160 secondo comma l. fall.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Transazione - Competenze degli organi della procedura - Controllo sull'eventuale modifica del piano
Nel concordato preventivo, gli organi della procedura, in presenza dell'eventuale soluzione transattiva di una controversia, sono chiamati a verificare che tale regolazione pattizia non si tramuti in un'occulta modifica della proposta di concordato, specie se effettuata successivamente alle operazioni di voto, a ciò ostandovi il disposto di cui all'articolo 175, comma 2, legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 27 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive al piano - Incidenza sui tempi di liquidazione e sulla sua fruttuosità e quindi sulla fattibilità economica del concordato - Rilevanza - Necessità della valutazione dei creditori - Insufficienza della relazione predisposta dal commissario giudiziale - Aggiornamento della relazione dell'attestatore - Necessità
Le variazioni del piano concordatario le quali, pur non comportando un mutamento della percentuale di soddisfacimento offerta ai creditori, attengono alle modalità di attuazione del piano concordatario incidendo non solo sui tempi della liquidazione, ma anche sulla fruttuosità della stessa, e quindi sulla fattibilità economica del concordato, non possono considerarsi indifferenti per i creditori, i quali devono essere adeguatamente ragguagliati in ordine alle prospettive temporali ed economiche di realizzazione del piano, per la cui valutazione non può ritenersi sufficiente la relazione predisposta dal commissario giudiziale, essendo, invece, necessario un aggiornamento della relazione redatta ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F. dal professionista attestatore designato dal debitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive alla proposta - Trasformazione del piano - Revoca della proposta originaria
Le modifiche alla proposta di concordato apportate dal debitore dopo il compimento delle operazioni di voto che siano di portata non trascurabile e che implicano una trasformazione del piano, configurano una revoca della proposta originaria la quale, benché approvata dai creditori, non può essere posta a base del provvedimento di omologazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche al piano concordatario - Limite dell'inizio delle operazioni di voto - Distinzione tra modifiche migliorative o peggiorative - Irrilevanza
Il legislatore, nel riconoscere espressamente al debitore la facoltà di apportare modifiche al piano concordatario, ne ha rigorosamente limitato l'ambito temporale di esercizio alla fase anteriore all'inizio delle operazioni di voto, senza distinguere tra modifiche migliorative o peggiorative, e ciò essenzialmente al fine di evitare che il calcolo delle maggioranze si fondi su voti espressi in riferimento ad un piano diverso da quello destinato ad essere effettivamente eseguito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche al piano concordatario - Modifiche che incidono sui tempi della liquidazione e sulla fruttuosità della stessa - Fattibilità economica del concordato - Rilevanza - Aggiornamento della attestazione - Necessità
Non possono considerarsi indifferenti per i creditori le modifiche apportate al piano di concordato, le quali, pur non comportando un mutamento della percentuale di soddisfacimento dei crediti indicata nella proposta, siano suscettibili di incidere non solo sui tempi della liquidazione, ma anche sulla fruttuosità della stessa e quindi sulla fattibilità economica del concordato. In tal caso, i creditori, ai fini di un'informata e consapevole espressione del voto, devono essere adeguatamente ragguagliati in ordine alle prospettive temporali ed economiche di realizzazione del piano, per la cui valutazione non può ritenersi sufficiente una nuova relazione predisposta dal commissario giudiziale, occorrendo innanzitutto un aggiornamento di quella redatta dal professionista designato dal debitore ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche al piano concordatario - Mutamento delle condizioni di fattibilità successive all'approvazione del concordato - Facoltà di porre rimedio a carenze della proposta - Esclusione - Verificarsi di eventi sopravvenuti estranei alla volontà del debitore - Facoltà per i creditori di modificare il voto già espresso
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., nell'affidare al commissario giudiziale il compito di rilevare eventuali mutamenti nelle condizioni di fattibilità del piano, presuppone il verificarsi di eventi estranei alla volontà del debitore e sopravvenuti all'approvazione del concordato idonei ad impedirne il corretto adempimento, escludendo pertanto che la predetta iniziativa possa essere assunta al fine di porre tardivamente rimedio a carenze originarie della proposta. Destinatari dell'avviso previsto dall'articolo 169, comma 2, sono, infatti, i creditori, rispondendo la segnalazione in esame alla finalità di consentire non già al debitore di apportare alla proposta le modifiche necessarie per ottenere il voto favorevole dei creditori, ma ha questi ultimi di costituirsi nel giudizio di omologazione per modificare il voto precedentemente espresso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Offerta migliorativa successiva alla votazione - Inammissibilità - Obbligazione naturale.
Poiché le modificazioni alla proposta di concordato successive alla votazione dei creditori devono considerarsi inammissibili, l'impegno del debitore di pagare una percentuale maggiore che venga assunto dopo la votazione può essere considerato alla stregua di un'obbligazione naturale la quale, una volta adempiuta, non consente la ripetizione di quanto corrisposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Modifica della proposta prima dell'inizio delle operazioni di voto - Ammissibilità - Attivazione del procedimento di revoca ex art. 173 l.fall. - Modifica della proposta - Esclusione.
Prima dell'inizio delle operazioni di voto la proposta concordataria può essere modificata sempre che non sia stato in precedenza attivato il procedimento di revoca ex art. 173 l.fall. Una volta attivato il procedimento ex art. 173 l.fall. la procedura di concordato entra, infatti, in una fase di "limbo" durante la quale non possono essere invocate le norme che quella procedura caratterizzano. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Termine per la presentazione di modifiche alla proposta - Inizio delle operazioni di voto - Articolo 175, comma 2.l.f. - Applicabilità del divieto alla  presentazione di nuova proposta - Esclusione.
Il divieto contenuto nell'articolo 175, comma 2, legge fallimentare, per cui “la proposta di concordato non può più essere modificata dopo l'inizio delle operazioni di voto”, deve ritenersi riferito esclusivamente alla sola ipotesi di modifica  della originaria proposta e non è quindi applicabile all'ipotesi in cui venga formulata una diversa e nuova proposta che non costituisca integrazione o modifica della precedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Dicembre 2010.


Fallimento e concordato preventivo – Contemporanea pendenza dei due procedimenti – Presentazione di una nuova proposta di concordato – Previa decisione delle istanze di fallimento – Necessità. (29/06/2010)
In caso di contemporanea pendenza del procedimento di concordato preventivo e di quello per dichiarazione di fallimento, qualora la proposta di concordato venga respinta, il tribunale potrà procedere all’esame di una eventuale nuova proposta di concordato solo dopo aver deciso sull’istanza di fallimento già presentata e su quelle eventualmente sopraggiunte; depone in tale senso la struttura del procedimento previsto dagli artt. 162, comma 2, 179 e 175 della legge fallimentare, con particolare riferimento alla disposizione che non consente la modifica della proposta di concordato dopo che abbia avuto luogo l’adunanza dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 18 Giugno 2010, n. 0.


Fallimento – Concordato preventivo – Modifica della domanda a seguito di inammissibilità – Non configurabilità. (20/07/2010)
La proposta di concordato preventivo dichiarata inammissibile non può essere modificata o integrata fino all’inizio delle operazioni di voto, posto che non vi è alcuna procedura pendente, né proposta che si possa modificare; va invece presentata una nuova proposta. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 06 Luglio 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Modifica migliorativa della proposta intervenuta prima delle operazioni di voto – Comunicazione ai creditori – Non necessità.
Non è causa di nullità del procedimento o di lesione dei diritti dei creditori la mancata comunicazione agli stessi della proposta migliorativa di concordato preventivo intervenuta prima dell’inizio delle operazioni di voto così come consentito dall’art. 175 legge fallimentare, quand'anche riguardi l'impegno dei soci della società ammessa al concordato al trasferimento in favore della società o degli acquirenti della procedura degli immobili di proprietà dei medesimi soci, posto che costituisce onere dei creditori partecipare all’adunanza, come momento del pieno contraddittorio su ogni aspetto della proposta, e che la modifica solo migliorativa non altera, se non in senso più favorevole per i creditori sociali, la prognosi di fattibilità del concordato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 05 Marzo 2009.


Concordato preventivo – Modifica in melius della proposta – Ammissibilità – Diversa modalità di indicazione della percentuale offerta ai creditori – Irrilevanza.
Sino a che non sia intervenuta l’omologazione, è ammissibile la modifica in melius della proposta di concordato preventivo e ciò a prescindere dalla esatta indicazione della percentuale offerta ai creditori chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 05 Dicembre 2007, n. 0.


Concordato preventivo - Approvazione - Possibilità per il debitore di migliorare le proprie offerte - Esclusione
In tema di concordato preventivo, dopo la manifestazione di voto da parte dei creditori ai sensi dell'art. 175 legge fallimentare, e in caso di mancata approvazione della proposta di concordato, il debitore non ha più la possibilità di formulare proposte migliorative della originaria offerta, dovendosi definitivamente escludere ogni ulteriore sviluppo della procedura concordataria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 1999, n. 13582.