Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 168 ∙ (Effetti della presentazione del ricorso)


Tutte le MassimeCassazione
Divieto di azioni esecutive e cautelari
Oggetto del divieto
Decorrenza del divietoPubblicazione nel registro delle impreseTermine finale del divietoConseguenze della violazione del divietoEffetti sulle procedure di espropriazione pendentiRegime anteriore

Concordato omologato
Concordato con riservaAccordo di ristrutturazione dei debitiSoci illimitatamente responsabiliDichiarazione di fallimento

Diritti di prelazione
Consecuzione tra procedure e inefficiacia dell'ipoteca
Ipoteca giudiziale

Fattispecie
Azioni di cognizione
Azioni di responsabilità

Espropriazione presso terzi
Esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarreAzioni di consegna, rilascio, rivendicazione e separazione dei beniAzione di rilascio dell'immobile in leasingVendita in danno di partecipazioni del socio moroso ex art. 2466 c.cProcedura esecutiva esattorialeAzione esecutiva per crediti maturati successivamente alla omologazionePegno

Azioni cautelari
Sequestro conservativoSequestro giudiziarioSequestro preventivo penale e giudiziarioProvvedimenti di urgenza

Contratti in corso di esecuzione
Contratti di durataContratti di lavoro subordinatoContratti bancariContratti di garanzia finanziaria

Fusione e scissione
DURCRegolarità contributiva



Concordato preventivo – Improcedibilità delle azioni esecutive individuali ex art. 168 L.F. – Pignoramento presso terzi – Emissione della ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. prima dell’avvio della procedura concorsuale – Pagamento del terzo in pendenza della procedura concorsuale
È inammissibile l’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. proposta dal debitore esecutato successivamente all’emissione – avvenuta prima dell’avvio della procedura di concordato preventivo – dell’ordinanza di assegnazione delle somme pignorate, ex art. 553 c.p.c., provvedimento questo che costituisce l’atto finale e conclusivo del processo di esecuzione forzata presso terzi.

La dichiarazione di inammissibilità non è impedita né dalla circostanza che il pagamento ad opera del terzo pignorato ed in favore del creditore procedente sia stato effettuato coattivamente ed in epoca successiva alla ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo (in quanto tale il pagamento deve essere considerato atto successivo rispetto ad una procedura esecutiva esaurita e già conclusa con l’assegnazione della somma pignorata), né da quella che il debitore esecutato, ammesso al concordato, abbia proposto l’opposizione all’esecuzione prima dell’effettuazione del pagamento. (1) (Vincenzo Blaga) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01 Ottobre 2018.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
Con l’art. 33, comma 1, lettera c), n° 1, lettera b), il legislatore ha aggiunto al primo comma dell’art. 168 l.f. , dopo la parola «esecutive», le parole «e cautelari», senza alcuna ulteriore distinzione, precisazione, riserva o deroga, intervento che deve intendersi consapevolmente finalizzato a porre fine ad ogni incertezza introducendo espressamente un divieto generalizzato di proposizione di qualsiasi azione cautelare.

È appena il caso di aggiungere, poi, che il termine «creditori», che identifica i destinatari del divieto, non può essere inteso nel senso restrittivo di “creditori di una somma di denaro”, ma indica invece, conformemente del resto ad una sua più esatta accezione nella terminologia giuridica, ogni soggetto che sia (o si affermi) creditore di una qualsiasi prestazione, positiva (consistente in un dare o un facere) o negativa (consistente, invece, in un’astensione o un pati).
(Il Tribunale di Roma ai sensi dell’art. 168 l.f. ha così dichiarato inammissibile un provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. e, in subordine, ex art. 671 c.p.c., richiesto per la restituzione di alcune auto da una casa automobilistica nei confronti di una società ex concessionaria di automobili che aveva precedentemente depositato il ricorso ex art. 161 sesto comma l.f.). (Marco Greggio) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Agosto 2018.


Successione di due domande di concordato preventivo - Ipoteche iscritte nei 90 giorni anteriori alla pubblicazione del primo ricorso - Inefficacia ex art. 168, comma 3, l.fall. - Inapplicabilità
L'inefficacia delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni precedenti la pubblicazione della domanda di concordato preventivo, ai sensi dell'art. 168, comma 3, l.fall., - come novellato dal d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. in I. n. 134 del 2012 - opera esclusivamente con riferimento alla singola domanda di concordato ed in funzione del suo buon esito, sicché non può essere invocata nell'ambito dell'eventuale successiva domanda di concordato presentata dal medesimo debitore, non trovando applicazione il principio della cd. "consecuzione delle procedure" che opera soltanto nel caso di successione tra concordato preventivo e fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Giugno 2018, n. 14671.


Concordato preventivo - Fusione societaria - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Operatività in relazione alle società partecipanti alla fusione
Nel caso di concordato preventivo che si fondi su un'operazione di fusione societaria e la domanda di concordato sia presentata da una soltanto delle società, il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari di cui all'art. 168 l.fall. opera solo in relazione alla società che abbia presentato ricorso per concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Concordato Preventivo – Divieto di azioni esecutive – Opposizione all’esecuzione per sopravvenuta pendenza della procedura concorsuale di concordato preventivo – Declaratoria di improcedibilità dell’esecuzione forzosa
Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 168 L.F., qualora successivamente all’instaurazione di una procedura esecutiva nei confronti di impresa debitrice, quest’ultima proponga (e quindi sia pendente, a eseguito di deposito della relativa domanda di ammissione) una procedura concorsuale di concordato preventivo, la procedura esecutiva non può proseguire, e non può quindi essere sospesa in attesa dell’esito della procedura concorsuale, dovendo invece essere dichiarata improcedibile, con conseguente svincolo della somme pignorate. (Matteo Nerbi) (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 23 Novembre 2017.


Procedure concorsuali – Principio della consecuzione – Espressione della medesima crisi economica – Elementi sintomatici della continuazione
Perché possa esservi consecuzione tra più procedure, è di regola necessario che, con una valutazione condotta a posteriori, la seconda possa dirsi espressione della medesima crisi economica sottesa alla prima.

Elemento sintomatico della continuazione può essere rappresentato dalla coincidenza, in termini qualitativi e quantitativi, delle masse passive delle due procedure; inoltre, l'esistenza di uno iato temporale tra la prima e la seconda procedura, quand'anche non valga ad escluderne l'accertamento, può tuttavia incidere in termini negativi, posto che tanto più ampio sarà tale intervallo, tanto più difficile sarà desumere l'esistenza dell'identità della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Ottobre 2017.


Concordato preventivo omologato – Azioni esecutive sul patrimonio del debitore sottoposto a procedura concorsuale – Spese processuali distratte in favore del difensore del creditore in un giudizio iniziato prima e conclusosi in pendenza della procedura concorsuale – Ammissibilità – In misura integrale anziché nei termini e alle condizioni di cui al piano omologato
Dal combinato disposto degli artt. 168 comma 1 e 184 Legge Fallimentare sono escluse le spese processuali, distratte in favore del difensore della controparte dell’impresa in concordato in un giudizio iniziato prima e conclusosi in pendenza della procedura concorsuale e, pertanto, avvenuta l’omologazione definitiva del concordato è sempre ammissibile l’azione esecutiva per il loro recupero integrale, anziché nei termini e alle condizioni di cui al piano omologato. (Gilberto Casalino) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 23 Agosto 2017.


Credito per spese legali - Titolo Esecutivo - Concordato preventivo - Sentenza successiva all’omologa - Obbligatorietà del concordato preventivo - Credito per causa anteriore al concordato
Il titolo esecutivo, ottenuto successivamente all’omologazione del concordato preventivo, vantato in relazione alla pronuncia relativa alle spese di lite ed ex 96, comma 3, c.p.c. trova fondamento in un fatto costitutivo anteriore alla presentazione della domanda di concordato, incontra un limite nelle previsioni del concordato omologato e non consente quindi l'esercizio di azioni esecutive individuali. (Andrea Olivieri) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 04 Agosto 2017.


Fallimento - Sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca - Impugnazione - Oggetto del sequestro - Somme in giacenza sul conto corrente della procedura derivanti dall'attività di gestione degli organi fallimentari - Legittimazione del curatore - Sussistenza
Il curatore è legittimato all'impugnativa del provvedimento di sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca (nella specie per il reato di cui all'art. 10-bis d.lgs. n. 74 del 2000), nel caso in cui oggetto del sequestro siano le somme in giacenza sul conto corrente della procedura concorsuale derivanti dall'attività di gestione degli organi fallimentari, con l'avvertenza tuttavia che il giudice del gravame deve apprezzare nel caso concreto il diritto e l'interesse del curatore fallimentare all'impugnativa delle misure cautelari reali, avuto riguardo alla specialità delle norme fallimentari, da un lato, ed alla specialità delle norme penali dall'altro, formulando di volta in volta un giudizio di bilanciamento dei contrapposti interessi anche tenuto conto del principio della prevenzione.


["Proprio, cogliendo lo spunto incidentale del precedente n. 42469/16 questa Corte ha l'occasione di portare il ragionamento più in là, affermando con certezza la legittimazione all'impugnativa del curatore, in un caso, come quello in esame, in cui oggetto del sequestro sono proprio le somme in giacenza sul conto corrente della procedura concorsuale e derivanti dall'attività di gestione degli organi fallimentari. Peraltro, non basta a superare tale peculiare condizione (per la quale non constano precedenti) ed a fondare il difetto di legittimazione del curatore sulla base della considerazione che l'attivo sia riconducibile comunque ai soggetti indagati del reato tributario, perchè, anche se si superasse il criterio della prevenzione come ha inteso fare la sentenza Focarelli nel caso della confisca obbligatoria, non può non osservarsi che nella specie non è nota la composizione della massa attiva fallimentare, e cioè l'origine della giacenza del conto corrente: le somme acquisite potrebbero, ad esempio, essere il risultato del fruttuoso esperimento di azioni revocatorie fallimentari il cui presupposto è proprio la dichiarazione di fallimento o di azioni di responsabilità esercitate nell'interesse dei creditori sociali, in cui quindi il curatore non ha agito in surroga del fallito, bensì in rappresentanza dell'intera massa dei creditori sociali, casi entrambi nei quali è certamente da escludere il diritto di proprietà della società fallita o dell'indagato.

Peraltro, quanto all'interesse ad impugnare, l'idea secondo la quale l'interessato coincida sempre con l'indagato o con la società fallita è tutta da verificare in concreto, perchè, allorquando sui beni siano apposti plurimi vincoli, è ben possibile che l'indagato non abbia alcun interesse, mentre la curatela ne abbia molteplici, sicchè negarle seccamente la legittimazione, sulla base di una tralaticia applicazione del principio della sentenza Uniland finisce per negare la tutela all'avente diritto. Per contro, generalizzare la legittimazione del curatore all'impugnativa, negandola all'indagato o al legale rappresentante della società fallita pure conduce ad un diniego di tutela quando la curatela abbia dimostrato disinteresse per quell'azione giudiziale.

Ribadito che, nella specie, la curatela ha certamente la legittimazione ad impugnare il sequestro dei propri beni, va affermato il seguente principio di diritto: il giudice deve apprezzare nel caso concreto il diritto e l'interesse del curatore fallimentare all'impugnativa delle misure cautelari reali, avuto riguardo alla specialità delle norme fallimentari, da un lato, ed alle specialità delle norme penali dall'altro e formulando di volta in volta un giudizio di bilanciamento dei contrapposti interessi anche tenuto conto del principio della prevenzione."] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 27 Luglio 2017, n. 37439.


Concordato preventivo omologato – Azioni esecutive sul patrimonio del debitore sottoposto a procedura concorsuale – Spese processuali distratte in favore del difensore del creditore in giudizio iniziato prima e conclusosi in pendenza della procedura concorsuale
Una volta che il concordato preventivo sia stato omologato con provvedimento definitivo, nessuna norma impedisce che il patrimonio del debitore venga assoggettato ad esecuzione forzata per crediti maturati successivamente.

Nel caso di specie, il credito era costituito da spese di lite (distratte a favore del difensore) riconosciute in sentenza pronunciata successivamente alla omologazione del concordato. (Gilberto Casalino) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Trasferimento immobiliare – Inopponibilità alla massa ex art. 45 l.f. – Esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre – Separazione del bene immobile dall’attivo patrimoniale dell’impresa in concordato – Esclusione – Facoltà del contraente in bonis di far valere l’inadempimento – Sussistenza
Così come, aperta la procedura di concordato preventivo, un qualsiasi atto di trasferimento immobiliare volontario non potrebbe sortire efficacia nei confronti della massa, stante l’applicazione dell’art. 45 legge fall. alla domanda di concordato, allo stesso modo anche l’azione di esecuzione forzata in forma specifica dell’obbligo di contrarre – per quanto non rientrante nel disposto dell’art. 168 legge fall. e quindi liberamente esperibile dalla controparte in bonis (Cass., Sez. I, 1 marzo 2002, n. 3022; Cass. Sez. I, 23 gennaio 1998, n. 615; giurisprudenza, peraltro, formatasi sotto il vigore del precedente disposto dell’art. 169 legge fall., che non conteneva alcun rinvio recettizio all’art. 45 legge fall.) – non potrebbe sortire la separazione dall’attivo patrimoniale dell’impresa in concordato del bene immobile oggetto del contratto preliminare; ne consegue che, non potendo la controparte in bonis procedere con l’esecuzione di un contratto validamente stipulato stante la cristallizzazione dell’attivo concordatario, non potrebbe al contempo negarsi al contraente in bonis di far valere l’inadempimento della controparte relativamente a un contratto che continua a produrre i suoi effetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017.


Concordato preventivo – Pubblicazione nel registro delle imprese della domanda di concordato – Richiesta del cancelliere – Decorrenza degli effetti protettivi
La pubblicazione nel registro delle imprese della domanda di concordato preventivo si ha per avvenuta nel momento in cui il cancelliere ne richiede l’iscrizione ai sensi dell’art. 161, comma 5, legge fall. ed è dunque da tale momento che si producono gli effetti protettivi di cui all’art. 168 legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Grosseto, 14 Marzo 2017.


Concordato preventivo - Domanda di concordato con riserva proposta successivamente ad altra domanda dichiarata inammissibile - Esame dell'eventuale istanza di fallimento - Divieto di azioni esecutive o cautelari di cui all'art. 168 l.fall. - Fatto ostativo - Esclusione - Fondamento
Nel caso in cui, all’esito della declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato preventivo, venga presentata una nuova proposta di concordato con riserva, non è di ostacolo all’esame dell’istanza di fallimento eventualmente formulata la previsione dell’art. 168 l.fall., atteso che, da un lato, tale norma si riferisce alle sole azioni esecutive o cautelari, tra le quali non rientra il ricorso per dichiarazione di fallimento, e, dall’altro, perché l'art. 162, comma 2, l.fall., consentendo al tribunale di dichiarare senz'altro il fallimento del debitore, si limita a subordinare la relativa pronuncia ad un'istanza del creditore o alla richiesta del Pubblico Ministero. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2017.


Concordato preventivo - Divieto di azioni cautelari sul patrimonio del debitore
Il divieto di azioni esecutive cautelari previsto dall’art. 168 legge fall. non si estende ai beni di cui l’imprenditore in concordato abbia solo la disponibilità materiale senza vantare un valido titolo giuridico. (Enrico Felli) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Divieto di azioni cautelari sul patrimonio del debitore - Restituzione di un’azienda detenuta in assenza di un titolo che ne legittimi il godimento
E’ ammissibile una domanda cautelare nei confronti di una società che ha depositato un ricorso ai sensi dell’art. 161, comma 6, legge fall. finalizzata alla restituzione di un’azienda detenuta in assenza di un titolo che ne legittimi il godimento. (Enrico Felli) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Cessione dei beni – Fattibilità giuridica del piano – Sequestro preventivo di beni ex d.lgs. 231 del 2001 – Cessazione del vincolo cautelare – Competenza del giudice penale
In tema di concordato preventivo con cessione totale dei beni, la fattibilità giuridica del piano costituisce presupposto di ammissibilità della proposta; ne consegue che quando a carico della società proponente sia stato disposto un sequestro preventivo di beni destinato alla confisca secondo il regime di cui al d.lgs. 231 del 2001, è sempre necessario ottenere dal giudice penale la cessazione del vincolo cautelare, in mancanza, restando sottratto al giudice della procedura concorsuale ogni potere di sindacare la legittimità del provvedimento, la proposta va dichiarata senz'altro inammissibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Dicembre 2016.


Concordato società di persone - Blocco delle azioni esecutive sul patrimonio dei soci illimitatamente responsabili - Ammissibilità dell’esecuzione dei creditori particolari del socio
Il blocco delle azioni esecutive previsto dall’art. 168 l. fall. non si estende al patrimonio dei soci illimitatamente responsabili che rimane assoggettabile alle iniziative dei creditori.

I creditori particolari del socio rimangono estranei alla procedura di concordato intrapreso dalla società, nella quale non hanno diritto di voto e pertanto non possono essere pregiudicati dal concorso. (Fabio Cesare) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 19 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Società di persone – Azione esecutiva nei confronti dei soci illimitatamente responsabili – Ammissibilità
L’ammissione alla procedura di concordato preventivo della società non impedisce la proposizione o prosecuzione di azioni esecutive individuali nei confronti dei soci illimitatamente responsabili. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 19 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Collaborazione con il commissario giudiziale - Informativa periodica - Permanenza dell'onere nella fase successiva alla ammissione alla procedura
La collaborazione tra l’impresa che ha proposto ricorso per concordato preventivo e il commissario giudiziale (necessaria per lo svolgimento della sua funzione di sorveglianza, controllo, vigilanza e predisposizione della relazione di cui all’art. 172 l.f., essenziale alla corretta formazione del consenso dei creditori ai fini del voto) permane durante tutta la fase successiva alla ammissione alla procedura e ciò nonostante l'adempimento dei doveri informativi periodici sia contemplato solo dall'art. 161, comma 8, legge fall. che disciplina la fase del concordato cd. in bianco. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 24 Novembre 2016.


Concordato preventivo - Divieto di azioni esecutive - Esecuzione esattoriale - Ragione di credito maturata in data anteriore - Divieto - Opposizione all’esecuzione - Ammissibilità
La contestazione della procedibilità di un’esecuzione forzata intrapresa nei confronti di soggetto ammesso a procedura concorsuale concerne il profilo della pignorabilità dei beni dell’esecutato, sub specie di suscettibilità degli stessi ad essere assoggettati ad esecuzione forzata individuale.

Non può considerarsi sorto successivamente all’apertura della procedura concorsuale, ed essere quindi coattivamente eseguita sul patrimonio del debitore a mezzo di esecuzione individuale, una ragione di credito che trovi il proprio fondamento in un fatto costitutivo verificatosi in epoca anteriore, seppur accertata in epoca successiva.

(Nel caso di specie, l’agente per la riscossione aveva promosso, nei confronti di società ammessa alla procedura di concordato preventivo, un’espropriazione presso terzi sulla base di una ragione di credito accertata successivamente ma maturata in data anteriore all’inizio della procedura.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 04 Novembre 2016.


Mancato pagamento dei tributi – Successiva sottoposizione dell’impresa a concordato preventivo – Accertamento e riscossione – Illegittimità della cartella nella parte in cui sollecita il pagamento di spese di riscossione, interessi di mora e sanzioni nella misura massima prevista
La facoltà dell’Amministrazione finanziaria di emettere la cartella di pagamento anche durante la fase della procedura concordataria va necessariamente contemperata con il principio della “par condicio creditorum” fissato dall’art. 2741 c.c., il quale espressamente prevede che “i creditori hanno uguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore”.

Posto che dalla data di presentazione del ricorso ai creditori della società ammessa alla proceduta è impedito l’esercizio o la prosecuzione delle azioni esecutive sul patrimonio del debitore, quest’ultimo non può eseguire, per debiti pregressi, alcun pagamento fino al termine della procedura con la conseguenza che dal mandato pagamento di essi non possono conseguire effetti di tipo sanzionatorio, ancorché previsti da norme di diritto pubblico (cfr. Cass. sent n. 18078 del 02/07/2008).

E’ illegittima la cartella di pagamento emessa nei confronti di una società che abbia in precedenza presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, nella parte in cui sollecita il pagamento delle spese, dei diritti e dei compensi di riscossione, nonché degli interessi di mora (maturati e maturandi dopo il deposito della domanda di concordato preventivo) e delle sanzioni calcolate nella misura massima del 30%, in quanto un ipotetico soddisfacimento di tale richiesta verrebbe a determinare una inevitabile lesione della “par condicio creditorum”. (Maurizio Zonca) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Milano, 21 Settembre 2016.


Concordato preventivo con riserva – Verifica insussistenza presupposti ex art. 160 e 161 l.f. e procedimento di verifica – Perpetuazione effetti protettivi patrimonio debitore in forza del divieto ex art. 168 l.f. – Rimozione effetti protettivi
Se gli effetti protettivi anticipati sul patrimonio del debitore in forza dell’applicazione dell’art. 168 l.f. si verificano con l’iscrizione della domanda in bianco nel Registro delle Imprese, è altrettanto vero che tali effetti possono essere rimossi (con efficacia retroattiva e fatti salvi comunque gli atti legalmente compiuti medio tempore) se vi è un provvedimento di declaratoria di inammissibilità pronunciato dal Tribunale investito della questione.

Diversamente ed in assenza di un provvedimento reso dal Tribunale sull’inammissibilità o di declatoria di fallimento (che non avviene più motu proprio, ma per iniziativa di uno dei soggetti di cui all’art. 6 l.f.) si andrebbe incontro ad una perpetuazione degli effetti protettivi che il debitore continuerebbe a beneficiare sul proprio patrimonio in totale spregio delle ragioni dei creditori ai quali verrebbe impedito, pertanto, di soddisfarsi sui beni della società stante il divieto di cui all’art. 168 l.f.. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 21 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Azioni esecutive sul patrimonio concordatario – Ammissibilità
Le esigenze di tutela del patrimonio concordatario di cui all’art. 168, comma 1, legge fall., in ragione del quale è vietato ai creditori per titolo o causa anteriore iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, non possano essere invocate per impedire al creditore di agire in sede esecutiva per ottenere la soddisfazione del credito nei termini ed alle condizioni di cui al piano omologato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 20 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Inadempimento – Dichiarazione di fallimento – Ammissibilità

Concordato preventivo – Inadempimento alle obbligazioni concordatarie – Diritto del singolo creditore potrà agire “in executivis”

Non vi è alcuna preclusione alla dichiarazione di fallimento di una società in concordato preventivo che, una volta omologato, non venga eseguito ed emerga una situazione di insolvenza della società. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Una volta che non vi sia adempimento delle obbligazioni concordatarie, si riespande il diritto di ciascun creditore di agire, giudizialmente ed anche esecutivamente, nei confronti della società, non trovando più applicazione il divieto di azioni esecutive e cautelari di cui all’art. 168 l.fall. Tuttavia, il singolo creditore potrà agire “in executivis” soltanto per vedere soddisfatto il credito come riconfigurato in sede di concordato omologato, e ciò a meno che gli effetti del concordato non vengano rimossi dalla risoluzione o dall’annullamento ex art. 186 l.fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 17 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Effetti della presentazione del ricorso – Istanza di sospensione dei creditori procedenti ed istanza di improcedibilità dell’esecutato – Applicabilità
L’art. 168 L. fall. dispone testualmente che “dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore”. La procedura esecutiva intrapresa, dunque, non può proseguire a pena di nullità e deve esserne dichiarata la improcedibilità/nullità, disponendo lo svincolo di tutte le somme pignorate presso il terzo. (Antonio Simeone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 07 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Effetti della presentazione del ricorso – C.d. “automatic stay” – Applicabilità ai pignoramenti presso terzi – Differenze con l’art. 51 l.f.
L’art. 168 legge fall., a differenza dell’art. 51 L. fall., non contempla deroghe e quindi la sanzione della improcedibilità deve essere applicata anche alle procedure espropriative presso terzi. (Antonio Simeone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 07 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Compensazione tra crediti ante procedura e crediti sorti in corso di procedura - Divieto di pagamento di crediti anteriori
Poiché dopo l'ammissione alla procedura di concordato preventivo non sono consentiti pagamenti lesivi della par condicio creditorum, se non con le modalità espressamente previste da apposite norme, deve escludersi la ammissibilità della compensazione tra crediti sorti anteriormente alla procedura - e come tali soggetti al concorso - e crediti sorti nel corso della procedura a favore della proponente il concordato. (Nel caso di specie, la società in concordato vantava un credito a titolo di penale per il tardivo rilascio di un bene concesso a titolo precario ed in custodia ad un creditore). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 23 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti di durata - Prededuzione per i crediti maturati successivamente alla pubblicazione del ricorso per concordato - Divieto di pagamento per i crediti anteriori
Nei contratti di durata pendenti secondo la nozione di cui all'articolo 169-bis legge fall., i crediti maturati successivamente alla data di pubblicazione del ricorso di concordato preventivo anche con riserva sono prededucibili e vanno pagati integralmente, mentre quelli relativi a prestazioni anteriori soggiacciono al divieto di pagamento di cui all'articolo 168 legge fall. ed alla conseguente falcidia concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 18 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Condizioni - Regolarizzazione delle rateizzazioni contributive e tributarie sospese -  Rigetto
Dalla norma di cui al quarto comma dell’art. 182-quinques, si rilevano le condizioni che – soltanto – possono consentire all’amministratore di pagare, in pendenza del termine per predisporre proposta e piano, crediti anteriori, e cioè: a) deve trattarsi di concordato in bianco presentato in vista di predisporre un concordato in continuità, posto che non è possibile pagare i creditori anteriori in un concordato diverso da quello con continuità;
b) i creditori anteriori che possono essere pagati sono quelli c.d. strategici, ossia quelli che forniscono prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell’attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori; c) queste caratteristiche devono risultare dall’attestazione di un professionista che abbia i requisiti di cui all’art. 67, comma terzo, lett. d). Poichè i presupposti sub b) e c) non sussistono con riferimento ai crediti concorsuali contributivi e tributari, non può essere autorizzato il pagamento della rateizzazione di un credito tributario o contributivo al di fuori del concorso. (Andrea Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 14 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Ammissione - Domanda - Effetti - Improseguibilità del processo esecutivo - Conseguenze - Sospensione della vendita da parte del giudice dell'esecuzione - Ammissibilità
La proposizione di una domanda di concordato preventivo determina, ai sensi dell'art. 168, comma 1, l.fall., non già l'estinzione ma l'improseguibilità del processo esecutivo, che entra in una situazione di quiescenza perché i beni che ne costituiscono l'oggetto materiale perdono "de iure" e provvisoriamente la destinazione liquidatoria così come progettata con il pignoramento, con la conseguenza che il giudice dell'esecuzione correttamente provvede, ex artt. 486 e 487 c.p.c., a sospendere la vendita eventualmente fissata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2015.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Espropriazione forzata su beni del fallito - Successiva dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione di diritto del curatore al creditore procedente - Scelta del curatore di non coltivare la procedura - Improcedibilità della stessa - Conservazione degli effetti sostanziali del pignoramento in favore della massa - Condizioni - Assenza di cause di inefficacia del pignoramento - Fondamento
Ai sensi dell'art. 107 l.fall., come modificato dal d.lgs. n. 5 del 2006, il curatore fallimentare subentra di pieno diritto nelle procedure esecutive, mobiliari ed immobiliari, pendenti alla data della dichiarazione di fallimento al posto del creditore procedente (che non possa più proseguirle giusta l'art. 51 l.fall.), scegliendo con il programma di liquidazione di sostituirsi a lui, ovvero di proseguire la liquidazione nelle forme fallimentari. In tale ultima ipotesi, l'improcedibilità dell'esecuzione, dichiarata dal giudice dell'espropriazione su istanza del curatore, non determina la caducazione degli effetti sostanziali del pignoramento di cui agli artt. 2913 e segg. c.c., giacché nella titolarità di quegli effetti è già subentrato, automaticamente e senza condizioni, l'organo fallimentare, purché nel frattempo non sia intervenuta una causa di inefficacia del pignoramento medesimo; del resto, opinando diversamente, il curatore sarebbe sempre tenuto a proseguire l'esecuzione singolare onde conservare gli effetti del pignoramento, cosi svilendosi non solo la sua facoltà discrezionale di scelta di cui all'art. 107, comma 6, l.fall., ma anche il suo stesso ruolo centrale assunto dalla programmazione liquidatoria nella riforma del 2006. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2015.


Concordato preventivo - Divieto di pagamento dei crediti anteriori - Sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative" di cui all'articolo 3 del DM 30 gennaio 2015 - Sussistenza
Il divieto di procedere al pagamento di crediti anteriori di cui all'articolo 168 legge fall., applicabile in seguito alla presentazione della domanda di concordato preventivo anche con riserva, integra la fattispecie della "sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative" di cui all'articolo 3 del DM 30 gennaio 2015. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Dicembre 2015.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Continuità aziendale - Partecipazione a gare pubbliche d'appalto - Incasso dei crediti relativi agli appalti in corso o conclusi - Ricorso ex articolo 700 c.p.c. per il rilascio del DURC
Durante il periodo di concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, legge fall., qualora vi sia la necessità di partecipare, in forza di specifica autorizzazione del tribunale fallimentare, a gare d'appalto indispensabili per assicurare la continuità aziendale ed ottenere i pagamenti degli appalti in corso o conclusi, ed evitare, quindi, negative ed irreparabili conseguenze sulla fattibilità dell'operazione di risanamento, è possibile ordinare all'Inps, ai sensi dell'articolo 700 c.p.c., l'immediato rilascio della attestazione di regolarità contributiva positiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Dicembre 2015.


Concordato preventivo – Consecuzione tra due procedure di concordato – Iscrizione ipotecaria avvenuta nei novanta giorni anteriori alla presentazione della prima domanda di concordato – Inefficacia ex art. 168 terzo comma l. fall. – Esclusione
Non può ravvisarsi alcuna continuità e consecuzione tra una prima domanda di concordato già dichiarata inammissibile a seguito della revoca dell’ammissione ex art. 173 l. fall., ed una successiva domanda di concordato, in considerazione del fatto che il concetto di consecuzione concerne l’ipotesi in cui ad una procedura concorsuale minore faccia seguito il fallimento.

Il principio di consecuzione tra procedure si fonda sul presupposto dell’esistenza di un rapporto di continuità fra le stesse di natura non tanto temporale ma piuttosto causale; pertanto, soprattutto in presenza di un rilevante intervallo temporale fra le due procedure, ai fini della retrodatazione del periodo sospetto alla data di pubblicazione della domanda di concordato è necessario verificare se il successivo fallimento sia stato dichiarato in base all’accertamento dell’evoluzione negativa di quel medesimo stato di insolvenza che aveva portato al deposito della domanda concordataria; nel caso in esame il trascorrere di circa un anno tra la chiusura della prima procedura e l’inizio della successiva depone non certo a favore del riconoscimento di un simile rapporto.

Non può ritenersi inefficace ex art. 168 terzo comma l. fall. l’iscrizione ipotecaria avvenuta nei novanta giorni anteriori alla presentazione della prima domanda di concordato, dato che non è ipotizzabile o comunque non risulta dimostrata l’esistenza di un rapporto di consecuzione fra le due procedure minori. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 03 Novembre 2015.


Azione di responsabilità promossa dal creditore nei confronti degli amministratori e dei sindaci di società sottoposta a concordato preventivo con cessione dei beni – Ammissibilità
E’ ammissibile la proposizione dell’azione ex art 2394 c.c. da parte del creditore concorsuale che si ritenga leso da parte degli amministratori e sindaci pur a fronte della sottoposizione della relativa società a concordato preventivo con cessione dei beni. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Ottobre 2015.


Concordato preventivo – Divieto di azioni esecutive individuali – Ambito di applicabilità – Creditori anteriori – Credito da TFR per rapporto di lavoro cessato successivamente – Esclusione
La moratoria delle azioni esecutive individuali di cui all’art. 168 l. fall. e l’obbligatorietà dello stesso concordato omologato (art. 184 l. fall.) valgono esclusivamente nei confronti dei creditori concordatari ossia per titolo o causa anteriori alla pubblicazione del ricorso per concordato nel registro delle imprese e non anche per i creditori le cui ragioni si radicano in fattispecie perfezionatesi successivamente, come nel caso di credito relativo alla indennità di Trattamento di Fine Rapporto derivante da rapporto di lavoro cessato dopo l’approvazione del concordato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 27 Ottobre 2015.


Contratti di garanzia finanziaria - Procedura di risanamento - Concordato preventivo
Il concordato preventivo rientra tra le procedure di risanamento contemplate dall'articolo 4 del D.Lgs. 21 maggio 2004, n. 170 (Attuazione della direttiva 2002/47/CE, in materia di contratti di garanzia finanziaria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 22 Ottobre 2015.


Pegno irregolare - Estinzione del credito - Operazione meramente contabile - Compensazione - Esclusione - Applicazione delle norme che regolano la realizzazione del pegno nel concordato preventivo e nel fallimento - Esclusione
Esistendo unicità (ovvero accessorietà) di rapporti tra pegno irregolare e credito a garanzia del quale esso è stato costituito, l'estinzione del credito è l'effetto di un'operazione meramente contabile, la quale resta fuori dall'ambito di operatività dell'istituto della compensazione, sicché devono ritenersi inapplicabili, in caso di fallimento o di concordato preventivo del debitore concedente, sia le disposizioni sulle modalità di realizzazione del bene costituito in garanzia in concorrenza della procedura concorsuale, sia la regola di cui all'articolo 53 legge fall., secondo la quale sono soggetti alla procedura di ammissione al passivo anche i crediti pignorati, sia, infine, i limiti di compensabilità dei debiti verso il fallito di cui all'articolo 56 legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 22 Ottobre 2015.


Procedimento per ingiunzione nei confronti di società ammessa a procedura di concordato preventivo - Ammissibilità
E’ ammissibile la procedura per ingiunzione proposta nei confronti di soggetto ammesso alla procedura di concordato preventivo, atteso che tale procedura preclude le azioni esecutive, ma non le azioni di accertamento e condanna che restano proponibili. (Concetta Grillo) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 08 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti bancari - Scioglimento - Anticipazione con conferimento di mandato irrevocabile all'incasso e patto di compensazione - Cristallizzazione del passivo - Compensazione - Esclusione - Contratti di anticipazione pro solvendo - Opponibilità la procedura - Distinzione - Contratti di garanzia
Non vi sono i presupposti di cui all'articolo 169 bis L.F. per autorizzare lo scioglimento dei contratti bancari di anticipazione con conferimento alla banca di mandato irrevocabile all'incasso e patto di compensazione, ciò in ragione della cristallizzazione del passivo che si produce con la domanda di concordato ai sensi degli articoli 168 e 169 L.F. con richiamo agli articoli 45 e 56 L.F., in forza dei quali le somme versate dai terzi dopo la domanda non possono essere incamerate dalla banca a compensazione di quanto anticipato, effetto, questo, che si produce automaticamente per effetto del deposito della domanda di concordato e della sua pubblicazione nel registro delle imprese.

Allo stesso modo, non vi è motivo di autorizzare lo scioglimento dei contratti di anticipazione pro solvendo in quanto: se i contratti non sono opponibili alla procedura, non si pone la necessità di ottenerne lo scioglimento, mentre se sono opponibili, gli stessi dovranno considerarsi a garanzia delle anticipazioni, garanzie che non possono essere escusse a causa della pendenza della procedura di concordato, salva l'ipotesi dei contratti di garanzia finanziaria di cui al decreto legislativo n. 170 del 2004, per i quali è espressamente prevista la deroga alle disposizioni di cui all'articolo 168 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 23 Settembre 2015.


Concordato preventivo con riserva – Procedure esecutive e cautelari – Nozione di “patrimonio del debitore” – Leasing immobiliare – Esecuzione per rilascio – Improcedibilità
E’ improcedibile l’esecuzione per rilascio dell’immobile concesso in leasing dal creditore procedente all’utilizzatore che abbia fatto domanda di concordato preventivo ex art. 161, comma 6, L.F., perché la nozione di “patrimonio del debitore” ex art. 168 L.F. va intesa alla stregua di tutti i beni comunque organizzati in funzione dell’esercizio dell’impresa, cioè di tutte le situazioni giuridiche attive e passive facenti capo a un soggetto, comprese le aspettative e i diritti di obbligazione. (Nicola Traverso) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Agosto 2015.


Concordato preventivo – Nozione di “patrimonio del debitore” – Leasing immobiliare – Esecuzione per rilascio – Divieto di azioni esecutive e cautelari – Applicabilità
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive contro il debitore che abbia depositato domanda di concordato preventivo vale anche per l’esecuzione per rilascio di immobile concesso in leasing, perché l’art. 168 L.F. non prevede distinzioni in ordine al tipo ed all’oggetto dell’azione esecutiva instaurata, quindi ogni azione esecutiva è idonea ad incidere sul patrimonio del debitore che insta per il concordato. (Nicola Traverso) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Rilascio del DURC - Regolare pagamento dei contributi successivi alla domanda
Deve avere essere lasciato il DURC attestante la regolarità contributiva, qualora siano stati regolarmente pagati i contributi successivi alla presentazione della domanda di concordato ma non quelli precedenti per effetto del divieto di cui all'articolo 168 legge fall.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 01 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Rilascio del DURC - Rifiuto da parte dell'Inps a causa del pagamento non integrale del credito previdenziale - Illegittimità
L'Inps non può rifiutarsi di rilasciare il DURC adducendo la mancata previsione, nel piano di concordato con continuità aziendale, dell'integrale pagamento dei crediti previdenziali, posto che di essi è ammissibile di pagamento non integrale ai sensi degli articoli 160, comma 2, e 186 bis, comma 2, legge fall.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 01 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Ammissione - Effetti - Creditori - Divieto di esecuzione forzata - Operatività - Termine finale
L’articolo 168 L.F. – che individua come termine finale, sino al quale sussiste il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore, quello della definitività del decreto di omologazione – va coordinato con l’articolo 184 L.F., a mente del quale il concordato preventivo è obbligatorio per tutti i creditori. Ne deriva che il creditore, anche dopo l’omologazione, non può agire esecutivamente sul patrimonio dell’imprenditore in concordato preventivo, anche se sono scaduti i termini per l’adempimento della proposta concordataria, ma può solo chiedere la risoluzione del concordato e, eventualmente, il fallimento. (Luciano Varotti) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 24 Giugno 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Pendenza di procedimento di concordato preventivo ordinario o con riserva - Improcedibilità del procedimento prefallimentare - Esclusione - Impedimento temporaneo alla dichiarabilità del fallimento - Dichiarazione di rigetto - Ammissibilità
La pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, non rende improcedibile il procedimento prefallimentare iniziato su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, né ne consente la sospensione, ma impedisce temporaneamente soltanto la dichiarazione di fallimento sino al verificarsi degli eventi previsti dagli arti. 162, 173, 179 e 180 I. fall.; il procedimento, pertanto, può essere istruito e può concludersi con un decreto di rigetto. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Procedimento di concordato preventivo - Rapporti tra le procedure - Continenza - Riunione
Tra la domanda di concordato preventivo e l'istanza o la richiesta di fallimento ricorre, in quanto iniziative tra loro incompatibili e dirette a regolare la stessa situazione di crisi, un rapporto di continenza. Ne consegue la riunione dei relativi procedimenti ai sensi dell'art. 273 c.p.c., se pendenti innanzi allo stesso giudice, ovvero l'applicazione delle disposizioni dettate dall'art. 39, comma 2, c.p.c. in tema di continenza e competenza, se pendenti innanzi a giudici diversi. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Domanda presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa ma con lo scopo di differire la dichiarazione di fallimento - Abuso del processo - Inammissibilità
La domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Pendenza di procedimento di concordato preventivo - Dichiarabilità del fallimento - Esaurimento della procedura di concordato - Necessità
In pendenza di un procedimento di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, il fallimento dell'imprenditore, su istanza di un creditore o su richiesta del pubblico ministero, può essere dichiarato soltanto quando ricorrono gli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 I. fall. e cioè, rispettivamente, quando la domanda di concordato sia stata dichiarata inammissibile, quando sia stata revocata l'ammissione alla procedura, quando la proposta di concordato non sia stata approvata e quando/ all'esito del giudizio di omologazione, sia stato respinto il concordato; la dichiarazione di fallimento, peraltro, non sussistendo un rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tra le procedure, non è esclusa durante le eventuali fasi di impugnazione dell'esito negativo del concordato preventivo. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Pendenza di procedimento di concordato preventivo ordinario o con riserva - Improcedibilità del procedimento prefallimentare - Esclusione - Impedimento temporaneo alla dichiarabilità del fallimento - Dichiarazione di rigetto - Ammissibilità
La pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, non rende improcedibile il procedimento prefallimentare iniziato su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, né ne consente la sospensione, ma impedisce temporaneamente soltanto la dichiarazione di fallimento sino ai verificarsi degli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 1. fall.; il procedimento, pertanto, può essere istruito e può concludersi con un decreto di rigetto. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Procedimento di concordato preventivo - Rapporti tra le procedure - Continenza - Riunione
Tra la domanda di concordato preventivo e l'istanza o la richiesta di fallimento ricorre, in quanto iniziative tra loro incompatibili e dirette a regolare la stessa situazione di crisi, un rapporto di continenza. Ne consegue la riunione dei relativi procedimenti ai sensi dell'art. 273 c.p.c., se pendenti innanzi allo stesso giudice, ovvero l'applicazione delle disposizioni dettate dall'art. 39, comma 2, c.p.c. in tema di continenza e competenza, se pendenti innanzi a giudici diversi. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Domanda presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa ma con lo scopo di differire la dichiarazione di fallimento - Abuso del processo - Inammissibilità
La domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Divieto di pagamento di crediti anteriori - Rilascio del documento attestante la regolarità contributiva (DURC) - Impedimento - Esclusione
La sospensione dei pagamenti derivanti dal divieto di pagamento dei crediti concorsuali con data anteriore alla presentazione della domanda di concordato non impedisce il rilascio del documento attestante la regolarità contributiva (DURC), in quanto il mancato pagamento delle somme in questione è dovuto ad un divieto normativo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 23 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Rilascio del DURC - Pagamento del debito previdenziale preesistente - Esclusione
La società in concordato preventivo, anche con riserva, non ha la necessità di procedere all’integrale pagamento del debito previdenziale ed assistenziale maturato ante apertura del concorso, al fine di ottenere il rilascio del DURC positivo. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 29 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) - Presupposti - Sussistenza - Concordato con riserva - Applicabilità
Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) deve essere rilasciato anche in presenza di inadempienze qualora l'imprenditore acceda alla procedura di concordato preventivo anche ai sensi dell'articolo 161, comma 1, L.F. Il divieto di pagamento di debiti pregressi stabilito dagli articoli 51 e 168 L.F. integra, infatti, la fattispecie di cui alle "disposizioni legislative" di cui all'articolo 5 del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale 24 ottobre 2007, il quale prevede che "la regolarità contributiva sussiste inoltre in caso di: a) richiesta di rateizzazione per la quale l'Istituto abbia espresso parere favorevole; b) sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative; c) istanza di sospensione compensazione per la quale sia stato documentato il credito.". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Distinzione tra crediti concorsuali e crediti estranei al concorso - Distinzione - Modalità - Rilevanza del momento in cui sorge il credito, del titolo e dei fatti che ne costituiscono la radice causale
Il deposito del ricorso per concordato preventivo determina una netta cesura fra crediti concorsuali e crediti estranei al concorso, ove la distinzione tra le due categorie deve essere fatta con riferimento al momento in cui il credito sorge, in base al titolo ed ai fatti che ne costituiscono la radice causale. I crediti concorsuali, non importa se privilegiati o meno, non possono conseguire alcuna soddisfazione, nemmeno per via coattiva, al di fuori di quella prevista dal piano e dalla proposta soggetta ad ammissione, approvazione e omologazione, mentre i crediti estranei al concorso devono, invece, essere soddisfatti alle normali scadenze, senza che si possa loro opporre principi quali quelli della cristallizzazione del passivo, della concorsualità o di pari trattamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 04 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Crediti originati da contratti pendenti - Individuazione della natura concorsuale o meno - Contratti ad esecuzione istantanea e contratti di durata - Distinzione - Rilevanza del momento dell'adempimento - Contratti di durata - Individuazione delle coppie di prestazioni - Distinzione tra prestazioni relative ad unità temporali anteriori e successive alla domanda
I vincoli contrattuali preesistenti alla domanda di concordato preventivo che siano tuttavia pendenti al momento della sua presentazione, in quanto le obbligazioni già sorte si trovano in stato di inesecuzione reciproca dal punto di vista funzionale, devono essere distinti dalle ordinarie posizioni debitorie rientranti nel regime del concorso. Pertanto, per stabilire se i crediti nascenti da un rapporto pendente rientrino o meno nella categoria dei crediti concorsuali del concordato preventivo, occorre distinguere tra crediti nascenti da contratti ad esecuzione istantanea (sia pur differita o ripartita in vari momenti temporali) e crediti nascenti da contratti di durata. Per i primi non è possibile scindere la reciprocità delle prestazioni dedotte in contratto, poiché in esse l'adempimento è unico, così come il sinallagma genetico e funzionale, ed il tempo costituisce solo una variabile accessoria utile a definire il momento dell'adempimento. Per tali crediti non vige, quindi, il divieto di cui all'articolo 168 L.F. ed il pagamento delle prestazioni anteriori deve avvenire regolarmente, senza necessità di autorizzazione del giudice, perché il pagamento legittimo di un debito pregresso ha natura ordinaria. Per quanto, invece, attiene ai contratti di durata, le reciproche prestazioni possono essere agevolmente separate in coppie a seconda del periodo temporale stabilito in contratto, in quanto il tempo costituisce l'unità di misura dell'adempimento, come avviene, ad esempio, nella somministrazione e nella locazione, ove l'obbligazione è estinta dal decorso di un termine entro cui si verifica la soddisfazione dei bisogni dedotti in contratto. In tal caso, il sinallagma genetico è unico, ma numerose sono quelli funzionali, tanto che è sempre possibile instaurare un rapporto di corrispondenza tra singoli periodi di esecuzione della prestazione continuativa e singole rate di corrispettivo contrattuale. Per tali contratti, i crediti per prestazioni relative ad unità temporali anteriori alla domanda sono sempre da ritenersi sorti prima della sua presentazione, sono soggetti al concorso e non possono essere soddisfatti se non nell'ambito della previsione del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 04 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Rapporti di lavoro subordinato - Contratti di durata - Reciproche coppie di prestazioni - Rilevanza del tempo in cui vengono rese le prestazioni - Natura prededucibile dei crediti relativi a prestazioni eseguite dopo la domanda di concordato preventivo
I rapporti di lavoro subordinato rientrano nel novero dei contratti di durata, ove le reciproche coppie di prestazioni (lavoro-retribuzione) vanno valutate alla stregua del tempo in cui vengono rese. Conseguentemente, i crediti per prestazioni dei lavoratori dell'impresa insolvente poste in essere prima della domanda di concordato ed ancora insoddisfatti rientrano nell'ambito del concorso, mentre quelli relativi a prestazioni posteriori debbono essere soddisfatti regolarmente, alle scadenze contrattuali previste. Al riguardo, va precisato che non assume alcun rilievo il momento di esigibilità delle retribuzioni, in quanto esso non determina la natura concorsuale o meno del credito, dovendo, invece, aversi riguardo al momento in cui sono state svolte le prestazioni, adottando eventualmente i criteri fissati dai contratti collettivi per stabilire la quota giornaliera od oraria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 04 Dicembre 2014.


Concordato con riserva - Termine per il deposito del piano e della documentazione - Natura processuale - Esclusione

Concordato con riserva - Effetti del ricorso di cui all’articolo 161, comma 6, L.F. - Attivazione della procedura di concordato preventivo - Esclusione

Il termine concesso dal tribunale per il deposito del piano e della documentazione a fronte della domanda di concordato preventivo con riserva di all’articolo 161, comma 6, L.F. ha natura sostanziale e non processuale, con la conseguenza che ad esso non è applicabile la sospensione feriale dei termini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il deposito del ricorso di cui all’articolo 161, comma 6, L.F., il quale consente la prenotazione degli effetti di cui all’articolo 168 L.F., non dà di per sé inizio alla procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 28 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Sequestro giudiziario - Concordato con riserva
Il divieto di cui all'articolo 168 L.F. di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore non ha soltanto lo scopo di tutelare la par condicio creditorum, ma anche quello di salvaguardare la possibilità per l'imprenditore di proporre una soluzione negoziale della crisi dell'impresa; il divieto deve, pertanto, ritenersi operante anche con riferimento al sequestro giudiziario ed anche nella fase di concordato con riserva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Frosinone, 24 Ottobre 2014.


Concordato preventivo in continuità con riserva - Rilascio del DURC -  Fattispecie di cui al D.M. (Lavoro) 24 ottobre 2007, art. 5, co. 2, lett. b
Il divieto di pagamento di crediti anteriori disposto dall’art. 168 l.fall. costituisce un caso di “sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative” di cui al comma 2, lett. b, art. 5, D.M. 24 ottobre 2007 che non impedisce il rilascio del DURC anche qualora constino obbligazioni contributive inadempiute in epoca antecedente al deposito della domanda con riserva di concordato preventivo. Pertanto, il tribunale può dare il proprio nulla osta al rilascio del DURC da parte degli istituti previdenziali, e ciò anche nella fase che precede l’omologazione del concordato preventivo in continuità aziendale, con la precisazione che il tribunale deve essere messo in grado di valutare l’effettiva coerenza del provvedimento di rilascio del DURC con le finalità di risanamento e continuità aziendali, e che, a tal fine, non è sufficiente il solo deposito del ricorso per concordato in bianco non ancora integrato dal deposito del piano. (1) (Pier Giorgio Cecchini) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 24 Settembre 2014.


Concordato preventivo con riserva - Termine per il deposito della proposta e del piano - Decorrenza dalla pubblicazione del ricorso dal registro delle imprese
Poiché l’effetto protettivo previsto dall’articolo 168 L.F. (divieto dei creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore) decorre dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese del ricorso di cui all’articolo 161, comma 6, L.F., è evidente che ove si facesse decorrere il termine per il deposito della proposta concordataria e del piano dalla comunicazione del decreto del tribunale si verificherebbe una evidente dilatazione del descritto effetto protettivo in pregiudizio dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18 Settembre 2014.


Concordato con continuità aziendale - Pagamento dei lavoratori dipendenti - Atto di ordinaria amministrazione
Il pagamento dei lavoratori dipendenti nel corso di un concordato con continuità aziendale è atto di ordinaria amministrazione e come tale non necessita di autorizzazione del tribunale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 11 Agosto 2014.


Concordato con riserva - Preesistente procedimento per dichiarazione di fallimento - Inammissibilità della domanda di concordato - Presentazione di seconda domanda di concordato - Inammissibilità
Quando il procedimento di concordato aperto con la domanda c.d. in bianco si sia innestato su un procedimento prefallimentare preesistente, dalla inammissibilità o improcedibilità della domanda di concordato non può che discendere la necessità di valutare immediatamente la fondatezza del ricorso di fallimento, il quale non può subire un’ulteriore sospensione anche nel caso in cui sia stata nel frattempo presentata una nuova e diversa domanda di concordato preventivo la quale deve, pertanto, ritenersi inammissibile sino a che il precedente procedimento concordatario sia stato definito con una pronuncia che non comprenda la dichiarazione di fallimento della società ma che ne disponga il ritorno in bonis. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 06 Agosto 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Concordato con riserva - Autorizzazione ex art. 161, co. 7 L.F.
In casi eccezionali, ove, in nome del principio della migliore soddisfazione dei creditori, appaia manifestamente evidente la vantaggiosità dell’atto con riguardo a tutti i crediti concordatari ed il pagamento abbia luogo nel rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione, durante il periodo interinale del concordato con riserva può essere autorizzato il pagamento di crediti anteriori in forza della disposizione di cui all’articolo 161, comma 7, L.F. quale atto urgente di straordinaria amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Luglio 2014.


Attività di esazione successiva all’omologazione del concordato – Illegittimità dell’iscrizione a ruolo, annullamento della cartella di pagamento e non debenza dei compensi di riscossione
La domanda volta a impedire l’avvio, successivamente al deposito di una domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, di una procedura esecutiva esattoriale per la riscossione coattiva di un credito già computato al passivo concordatario costituisce una opposizione all’esecuzione preventiva avverso la cartella, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., vertendo al stessa in ordine all’an dell’esecuzione. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

La notifica della cartella di pagamento non è obbligatoria ai fini dell’ammissione al passivo di crediti iscritti a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

I c.d. “aggi” – ossia, i compensi di riscossione a carico del contribuente – non sono dovuti ove quest’ultimo sia una società sottoposta a concordato preventivo e l’attività di esazione sia iniziata dopo il deposito della domanda di ammissione alla procedura, stante il divieto di cui all’art. 168 L.F.. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Nei concordati preventivi con cessio bonorum, il concordato può dirsi completamente eseguito, con conseguente venir meno del divieto di agire in executivis di cui all’art. 168 L.F., solo per effetto della completa liquidazione dei beni sociali sulla base di quanto previsto nel piano concordatario. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Conseguentemente, l’esercizio di azioni esecutive da parte dei creditori anteriori alla procedura è, in concreto, inattuabile sino all’esecuzione del concordato preventivo e la cartella di pagamento deve essere annullata, previa dichiarazione dell’illegittimità dell’iscrizione a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata) Appello Milano, 08 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Ambito di applicazione dell’art. 168 L.F. ed azioni escluse dal divieto - Esperibilità procedimento ex art. 610 c.p.c. - Fallimento società ammessa al concordato ed applicazione dell’art. 51 L.F..
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva opera esclusivamente sulle azioni esecutive individuali, non rientrando nel citato divieto le azioni di consegna o rilascio, di rivendicazione e separazione dei beni non appartenenti al debitore. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 20 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Ambito di applicazione dell’art. 168 L.F. ed azioni escluse dal divieto - Esperibilità procedimento ex art. 610 c.p.c. - Fallimento società ammessa al concordato ed applicazione dell’art. 51 L.F..
In caso di successivo fallimento della società precedentemente ammessa al concordato preventivo opera la previsione di cui all’art. 51 L.F., sicchè al terzo proprietario di beni in possesso del debitore non resta che attivare i rimedi previsti dagli art. 87 bis, 93 e 103 L.F.. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 20 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Esame di istanza di fallimento - Ammissibilità - Diritto del debitore di proporre una procedura concorsuale alternativa - Sussistenza - Rapporto tra richiesta di fallimento e concordato con il server - Ipotesi di precedenza accordata alla dichiarazione di fallimento.
La pendenza della procedura concordataria, anche nella forma di concordato con riserva, non rappresenta un ostacolo assoluto alla dichiarazione di fallimento, che pertanto non è impedita dal divieto generale di cui all’art. 168, primo comma, l. fall., quand'anche tale eventualità deve ritenersi assolutamente eccezionale, per le ipotesi in cui la domanda di concordato alternativamente: i) non sia rituale e completa, ai sensi degli artt. 160 e 161 L.Fall.; ii) configuri una evidente forma di abuso dello strumento concordatario, anche attraverso condotte penalmente sanzionabili; iii) pregiudichi, definitivamente e in concreto, una più proficua liquidazione fallimentare, in danno della massa dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 22 Novembre 2013.


Concordato preventivo – Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari – Sospensione del processo esecutivo pendente – Revoca – Ammissibilità.
La improseguibilità della procedura esecutiva (nel caso di specie immobiliare) a seguito della pubblicazione del ricorso per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo nel registro delle imprese configura una ipotesi di sospensione, non già di estinzione, della procedura medesima sino al passaggio in giudicato della sentenza che decide sulla domanda di concordato, sicché è ammissibile la revoca del provvedimento dichiarativo della improseguibilità, e, ove il concordato non sia omologato, il creditore procedente può proseguire l’azione esecutiva individuale. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 18 Novembre 2013.


Pegno - Escussione in presenza di concordato preventivo - Ammissibilità - Condizioni.
La banca ha facoltà di escutere il pegno che risulti da scrittura avente data certa anteriore alla apertura della procedura di concordato preventivo in base all'art. 4 del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 170, il quale, in deroga al divieto di cui all'articolo 168 L.F., riconosce detta facoltà anche in caso di apertura di una procedura di risanamento o di liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 25 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Attestazione di regolarità contributiva (D.U.R.C.) - Sospensione dei pagamenti in violazione della par condicio creditorum - Legittimità.
La regolarità contributiva ai fini dell'attestazione rilasciata dagli istituti previdenziali (D.U.R.C.) sussiste anche nel caso di "sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative" e, quindi, anche per effetto della sospensione derivante dall'applicazione del divieto di pagamenti lesivi della par condicio creditorum previsto dagli articoli 167, 168 e 184 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 02 Ottobre 2013.


Concordato preventivo con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Decorrenza dalla pubblicazione nel registro delle imprese - Improcedibilità del procedimento esecutivo presso terzi pendente ed autorizzazione allo svincolo delle somme pignorate e detenute dal terzo (debitor debitoris).
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva ha inizio con la pubblicazione nel registro delle imprese. Conseguentemente, l'eventuale procedimento di espropriazione forzata pendente deve essere dal giudice dell'esecuzione dichiarato improcedibile con contestuale liberazione dal vincolo pignoratizio delle somme detenute dal terzo pignorato. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 27 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Inosservanza - Nullità degli atti.
L'art. 168 L.F. comporta la negazione temporanea del diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata e l'inosservanza del divieto sancito dallo stesso art. 168 determina la nullità degli atti, rilevabile anche d'ufficio dal giudice e deducibile con la opposizione all'esecuzione. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 26 Luglio 2013.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Esecuzione forzata pendente - Improcedibilità - Esclusione - Sospensione.
A seguito della pubblicazione nel Registro delle Imprese della domanda di concordato preventivo, l'esecuzione forzata in corso non diviene improcedibile ma va sospesa per tutto il tempo in cui opera il divieto di cui all'art. 168 L.F., giacche la nullità sancita dallo stesso art. 168 non travolge gli atti esecutivi già compiuti, ma impedisce soltanto il compimento di ulteriori atti di impulso processuale. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 26 Luglio 2013.


Dichiarazione di fallimento - Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo - Sospensione del procedimento per dichiarato di fallimento - Regolamento di competenza - Esclusione.
Il provvedimento che dispone la sospensione del procedimento per dichiarazione di fallimento per effetto dell'ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo non è impugnabile con regolamento di competenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Giugno 2013.


Concordato preventivo con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Decorrenza dalla pubblicazione nel registro delle imprese - Improcedibilità del procedimento esecutivo pendente.
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva ha inizio con la pubblicazione nel registro delle imprese. Conseguentemente, l'eventuale procedimento di espropriazione forzata pendente deve essere dal giudice dell'esecuzione dichiarato improcedibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 16 Aprile 2013.


Ricorso per concordato preventivo con riserva - Deposito di domanda di omologa di accordo di ristrutturazione dei debiti - Conservazione degli effetti del ricorso per concordato con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Sussistenza.
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive, enunciato dall'articolo 168 L.F., deve ritenersi operante anche nel caso in cui l'accordo di ristrutturazione venga presentato nel termine concesso dal tribunale in seguito al deposito di ricorso per concordato preventivo con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F.. (Alberto Rinaldi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28 Marzo 2013.


Leasing – Concordato preventivo “in bianco” dell’utilizzatore – Risoluzione del contratto ed azione esecutiva di riconsegna del bene da parte della società di leasing – Legittimità.
L’azione cautelare tesa al rilascio dell’immobile in leasing proposta dopo la risoluzione del contratto non urta contro il disposto dell’art. 168 L.F. (nella versione novellata dal D.L. 22 giugno 2012), il quale vieta di instaurare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore. L'azione in questione non incide, infatti, sul patrimonio del debitore poiché il bene oggetto del contratto di locazione finanziaria è di proprietà della concedente, mentre l'utilizzatore è titolare esclusivamente di un diritto personale di godimento. (Vittorio Versace) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 22 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Divieto di intraprendere azioni esecutive - Formale opposizione - Semplice allegazione dell'avvio della procedura - Crediti per titolo e per causa anteriori - Distinzione.
Non occorre una formale opposizione per far valere il divieto legislativo di intraprendere azioni esecutive nei confronti dell’impresa in concordato, essendo sufficiente la semplice allegazione dell’avvio della procedura per determinare l’applicazione dell’art. 168 L.F. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 06 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Divieto di intraprendere azioni esecutive - Formale opposizione - Semplice allegazione dell'avvio della procedura - Crediti per titolo e per causa anteriori - Distinzione.
Il divieto di azioni esecutive per i creditori anteriori riguarda anche la fase di esecuzione del concordato preventivo successiva all’omologazione. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 06 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Divieto di intraprendere azioni esecutive - Formale opposizione - Semplice allegazione dell'avvio della procedura - Crediti per titolo e per causa anteriori - Distinzione.
Il divieto ex art. 168 L.F. non concerne soltanto i crediti per “titolo” anteriore ma anche quelli per “causa” anteriore all’inizio della procedura: la condanna alla rifusione delle spese di una lite cominciata prima dell’apertura del concordato e contenuta in una sentenza emessa successivamente trova causa in fatti generatori accaduti in precedenza. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 06 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Omologazione - Efficacia dei titoli esecutivi ottenuti nei confronti del debitore - Esperibilità di azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Ammissibilità - Limiti imposti dal concordato omologato.
Nei confronti di soggetto ammesso alla procedura di concordato preventivo è possibile proporre in giudizio azioni di condanna e, volta che il concordato sia stato omologato, i titoli esecutivi ottenuti dai creditori conservano la loro efficacia, con la conseguenza che sulla base di detti titoli è possibile dar corso ad azioni esecutive nei confronti del debitore a condizione che vengano esercitate nei limiti indicati dalle previsioni del concordato omologato, il quale, a norma dell'articolo 184 L.F., è obbligatorio per tutti i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Dicembre 2012.


Fallimento – Ricorsi pendenti – Domanda di concordato preventivo – Regime – Improcedibilità - Esclusione.
La presentazione della domanda di concordato preventivo non comporta l’improcedibilità delle istanze di fallimento eventualmente pendenti, atteso che il concetto di azioni esecutive contenuto nell’art. 168 l.f. deve essere esteso anche alla sentenza dichiarativa di fallimento e che il relativo divieto è operativo soltanto all’esito della successiva ammissione e sino al momento della definitiva omologazione, di talché, in caso di inammissibilità della domanda o di mancata omologazione, il tribunale dovrà procedere alla valutazione delle istanze di fallimento già proposte. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 21 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Effetti sulla procedura esecutiva pendente - Estinzione.
Il divieto di cui all'articolo 168, legge fallimentare, di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore non comporta una sospensione del processo esecutivo ma una vera e propria estinzione atipica dello stesso riconducibile alle ipotesi previste dall'articolo 187 bis, disp. att. c.p.c.; la procedura esecutiva non potrà pertanto essere riattivata dopo l'omologazione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18 Aprile 2012.


Concordato preventivo – Effetti sulle procedure esecutive pendenti – Sospensione.
La presentazione della domanda di concordato preventivo da parte del debitore esecutato non comporta l’estinzione della procedura esecutiva già iniziata nei confronti del debitore stesso, ma soltanto la sospensione della stessa sino alla definizione del giudizio di omologazione (nella specie, il debitore esecutato aveva presentato domanda di concordato preventivo dopo il perfezionamento di un pignoramento presso terzi con la dichiarazione positiva del terzo pignorato, e chiesto l’estinzione della procedura esecutiva; il giudice dell’esecuzione ha invece disposto la sospensione della procedura, con ordinanza confermata in sede di reclamo). (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 16 Marzo 2012.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Vendita in danno della partecipazione del socio moroso prevista dall'articolo 2466 c.c. - Rimedio coattivo assimilabile alla procedura esecutiva.
La vendita in danno della partecipazione del socio moroso, prevista dall'articolo 2466 c.c., ha natura alternativa rispetto all'azione per l'esecuzione dei conferimenti dovuti ed è rimedio coattivo suscettibile di essere attuato in autotutela, senza la cooperazione del debitore, in suo danno e con modalità non dissimili da quanto accade con le ordinarie azioni esecutive; la vendita in questione è, pertanto, soggetta al divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore previsto dall'articolo 168, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 10 Febbraio 2012.


Concordato preventivo - Provvedimenti cautelari - Ammissibilità - Condizioni.
In assenza di specifica disposizione normativa, non è possibile escludere a priori la esperibilità di azioni cautelari nei confronti di impresa che abbia presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo dovendosi, invece, rimettere al giudice del provvedimento cautelare di valutare di volta in volta se l'adozione del provvedimento richiesto possa risultare in contrasto con la finalità e la funzione proprie del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 26 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Sequestro conservativo - Tutela del patrimonio per il tempo intercorrente tra la domanda di concordato e l'apertura della procedura - Ammissibilità.
Può concedersi il sequestro conservativo sui beni della società che abbia presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo in considerazione dell'esigenza di tutelare il patrimonio della stessa per il periodo che intercorre dalla domanda alla apertura della procedura ed altresì per l'ipotesi in cui ad una eventuale dichiarazione di inammissibilità non faccia seguito la dichiarazione di fallimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 26 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Anticipazioni bancarie regolate in conto corrente - Diritto della banca di trattenere le somme ricavate dal portafoglio anticipato prima della procedura di concordato preventivo - Sussistenza.
Deve ritenersi operante anche dopo l'inizio della procedura di concordato preventivo la clausola contrattuale che attribuisce alla banca il diritto di incamerare le somme incassate in relazione ad anticipazioni effettuate prima dell'inizio della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 22 Novembre 2011, n. 2606.


Concordato preventivo - Pignoramento presso terzi - Improcedibilità - Inopponibilità alla procedura dell'assegnazione delle somme - Dovere del creditore di restituzione delle somme assegnate.
Se anteriormente alla domanda di concordato preventivo, nell'ambito di un procedimento di espropriazione presso terzi, un creditore del proponente ha ottenuto l'assegnazione di una somma dovuta dal terzo al debitore ma non il pagamento, nel procedimento di concordato preventivo a detto creditore è preclusa, ai sensi dell’art. 168, legge fallimentare, la prosecuzione dell’azione esecutiva; ne consegue che l’assegnazione delle somme non è di fatto opponibile alla massa dei creditori ed il creditore che, in adempimento dell’ordinanza di assegnazione, dovesse ottenere il pagamento da parte del terzo sarebbe comunque tenuto a restituire alla procedura quanto indebitamente conseguito, dovendosi privilegiare il mantenimento dell’integrità del patrimonio del debitore che ha presentato proposta di concordato, la regola dell’obbligatorietà del concordato per tutti i creditori anteriori al decreto di apertura della procedura, nonché il principio di parità di trattamento di tutti i creditori anteriori che si trovino nella stessa posizione giuridica e presentino omogenei interessi economici. (Laura de Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Giugno 2011.


Concordato preventivo – Continuità dell’impresa – Crediti relativi a rapporti in prosecuzione – Prededuzione – Esclusione.
Nell’ipotesi di proposta di concordato preventivo che preveda la continuazione dell’attività d’impresa, i crediti sorti in epoca anteriore al deposito del ricorso nascenti da rapporti di cui si prevede la prosecuzione, pur se ritenuti dal proponente essenziali per la continuazione dell’impresa stessa, hanno natura concorsuale con la conseguenza che la loro collocazione in prededuzione determina l’inammissibilità del ricorso per violazione delle regole sul concorso dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 11 Aprile 2011.


Società di persone - Concordato preventivo - Posizione dei soci illimitatamente responsabili - Facoltà per i creditori particolari del socio di iniziare o proseguire azioni esecutive - Sussistenza.
Poiché nel concordato preventivo di società di persone il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili non entra a far parte della procedura, i creditori particolari di detti soci non partecipano alla votazione per l'approvazione del concordato e possono iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio dei loro debitori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 02 Novembre 2010.


Fallimento – Concordato preventivo – Esecuzione presso terzi – Assegnazione del credito al creditor creditoris anteriore alla domanda di c.p. – Riscossione del credito successiva alla domanda di c.p. – Legittimità.
E’ legittima la riscossione del credito presso terzi, a seguito di esecuzione forzata che si sia esaurita con il provvedimento di assegnazione del credito al creditor creditoris in data anteriore alla presentazione del ricorso per l’ammissione al concordato preventivo, anche se la riscossione in concreto avvenga dopo la presentazione del ricorso. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 09 Aprile 2010.


Concordato preventivo – Divieto di azioni esecutive – Sequestro conservativo – Inammissibilità – Provvedimento d’urgenza – Ammissibilità.
Il divieto posto dall’art. 168 legge fallimentare di iniziare o proseguire azioni esecutive per il periodo che intercorre dalla data di presentazione del ricorso fino all’omologazione, non riguarda solo le azioni esecutive propriamente dette (artt. 474 e seguenti codice procedura civile) ma anche qualsiasi iniziativa del creditore volta a realizzare unilateralmente e al di fuori di una procedura concorsuale il contenuto dell’obbligazione, ivi compreso quindi il sequestro conservativo (civile o penale) che anticipa gli effetti del pignoramento. Sono invece da ritenersi ammissibili il sequestro preventivo penale (art. 321 codice penale), quello giudiziario (art. 670 codice procedura civile) e i provvedimenti di urgenza (art. 700 codice procedura civile), da valutarsi, questi ultimi, alla luce della domanda di merito che il ricorrente intende proporre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 09 Ottobre 2009, n. 0.


Concordato preventivo - Divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Espropriazione presso terzi - Ordinanza di assegnazione del credito - Successivo pagamento da parte del terzo pignorato - Efficacia liberatoria per il "debitor debitoris" nei confronti dei creditori - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie
In tema di concordato preventivo, la norma di cui all'art. 168, primo comma, legge fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato del provvedimento di omologazione, se non sottrae il creditore preconcordatario accipiente all'obbligo di restituire alla massa quanto indebitamente percepito, non priva di efficacia liberatoria il medesimo pagamento per il "debitor debitoris" che adempia, nel corso del concordato preventivo e prima della dichiarazione di fallimento, all'ordinanza di assegnazione del credito disposta nella esecuzione individuale anteriormente iniziata contro il medesimo debitore. (Principio enunciato in una fattispecie nella quale la S.C., dopo aver precisato che l'art. 44 legge fall. non trova applicazione in tema di concordato preventivo, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva respinto la domanda con cui il curatore del fallimento aveva chiesto la condanna del terzo pignorato al pagamento della somma corrisposta al creditore per effetto dell'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione). (Massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2008, n. 24476.


Concordato preventivo - Ammissione - Effetti - Disciplina ex art. 2914 cod. civ. - Applicabilità - Esclusione - Applicazione limitatamente al concordato con cessione di beni - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento
Ai fini dell'inapplicabilità, in tema di concordato preventivo, della disposizione di cui all'art. 2914 cod. civ. non acquisisce rilievo la distinzione fra concordato preventivo con cessione di beni e concordato preventivo remissorio solutorio. Ogni possibilità di applicazione della disposizione suddetta è infatti, anche nel caso di concordato preventivo con cessione di beni, resistita dalla circostanza per cui la equiparazione al pignoramento in essa disposizione delineata ha ragione di essere, ai sensi degli artt. 54, terzo comma e 45 della legge fallimentare, solo per il fallimento e non per il concordato preventivo, la cui funzione, in entrambe le fattispecie sopra richiamate, è profondamente diversa da quella del fallimento, non potendosi, dalla presenza di elementi comuni quali quelli del divieto di esercizio di azioni esecutive individuali e della insensibilità del patrimonio assoggettato al procedimento rispetto ad ogni nuova obbligazione, desumersi identità di disciplina anche con riguardo alla disciplina di cui all'art. 2914 cit. In ogni caso una diversità di disciplina sul punto non potrebbe desumersi dalla differenza di struttura delle due su richiamate forme di concordato preventivo, posto che il concordato con cessione di beni si connota semplicemente per i profili della liberazione del debitore in termini più ampi ( art. 186 della legge fallimentare ) e della indeterminatezza della percentuale assicurata ai creditori chirografari. Non a caso - del resto - in entrambe le suddette forme il debitore conserva l'amministrazione del patrimonio in quanto titolare dell'impresa che resta in esercizio, nonché la legittimazione a compiere atti di amministrazione, senza distinzione, in termini di efficacia, tra quelli anteriori alla proposta di concordato e quelli successivi. Ne consegue che, salve la presenza della direzione del giudice delegato e della vigilanza del commissario giudiziale, e l'esigenza dell'autorizzazione del primo per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione ( senza la quale essi sono inefficaci ed idonei a produrre la dichiarazione di fallimento ai sensi dell'art. 173 della legge fallimentare), i limiti alla generale opponibilità, ai creditori, degli atti compiuti sul patrimonio sono solo quelli previsti dalla legge, e - cioè - dagli artt. 167 e 168 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Giugno 1999.


Inefficacia di ipoteca giudiziale - Azione relativa - Legittimazione del debitore
L'inefficacia dell'ipoteca giudiziale, che sia stata iscritta, su beni del debitore ammesso all'amministrazione controllata, dopo la data della presentazione della relativa istanza (data a partire dalla quale si verificano gli effetti della procedura concorsuale), può essere dedotta in giudizio dal debitore medesimo, in considerazione del suo interesse al mantenimento dell'integrità del patrimonio, ed altresì senza necessità di autorizzazione del giudice delegato, trattandosi di atto conservativo, il quale rientra nell'ambito dell'ordinaria amministrazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Marzo 1990, n. 2004.