Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 163 ∙ (Ammissione alla procedura e proposte concorrenti)


Tutte le MassimeCassazione
Rapporto tra le procedure di concordato e di fallimento
Momento della valutazione del conflitto
Rapporto di pregiudizialitàSospensioneRapporto con il procedimento di revoca ex articolo 173 L.F.ImprocedibilitàPrevalenza della procedura di concordatoAbuso dello strumento concordatarioPendenza di impugnazioneRegolamento di competenzaTrattazione congiuntaNuova proposta di concordatoReclamabilità del provvedimento di revoca

Le classi nel concordato preventivo
Formazione delle classi e autonomia privata
Valutazione del tribunale sulla formazione delle classiClassi monosoggettiveValutazione in concreto dell'interesse economicoClassamento dei creditori disgiunto dall'offerta di trattamenti diversificatiFittizia proliferazione di classiMancata previsione di classiCreditori garantitiCreditori postergatiObbligo di integrale pagamento di Iva e ritenute e formazione delle classiCrediti dei soci per rimborso di finanziamentiResponsabilità per attività di direzione e coordinamento ex articolo 2497 c.c.Conflitto di interessiIstituti bancari e fornitoriSocio accomandanteCreditori privilegiati

Deposito cauzionale
Natura perentoria del termine per il deposito
Omesso deposito e apertura del procedimento di revocaAutorizzazione a finanziamento prededucibile per provvedere al deposito cauzionale

Proposte concorrenti
Regime transitorio
Modifica della propostaLegittimazione del mandatario alla gestione dei creditiTermine di presentazioneOperazioni sul capitale

Altro
Collegio di commissari



Concordato preventivo – Cessione di partecipazioni – Procedura competitiva – Esclusione
Le distinte ipotesi della cessione dell'azienda e del trasferimento delle azioni o delle quote della società che dell'azienda stessa è titolare non sono in alcun modo sovrapponibili e non devono essere confuse tra loro né sul piano logico-giuridico, nel sul piano della struttura e del trattamento che sono destinate a riceve nell'ambito del concordato preventivo e più in generale delle procedure concorsuali.

La prima ipotesi attiene alla liquidazione degli assets che appartengono all'impresa e ne compongono il patrimonio, e che nel concordato preventivo è assoggettata alle regole volte a garantire, nel rispetto del principio della responsabilità patrimoniale, la garanzia generica dei creditori, posto che l'ambito di operatività dell'art. 163 bis 1.fall. è circoscritto alla tutela dei creditori a mezzo del patrimonio dell'impresa, che è a sua volta l'oggetto della procedura di concordato.

La seconda ipotesi invece si pone e svolge "a monte" e su un piano diverso rispetto a quello relativo al patrimonio dell'impresa, mediante operazioni sul capitale delle società di appartenenza dei soci e che solo indirettamente ed atecnicamente possono aver riflessi sul sottostante patrimonio, come reso evidente dal fatto che il negozio dismissivo relativo al capitale non è svolto dalla società, ma dai soci cui appartengono le quote o le azioni.

E così dunque mentre la prima ipotesi attiene chiaramente al "trasferimento in suo favore, anche prima dell'omologazione, verso un corrispettivo in denaro o comunque a titolo oneroso dell'azienda" o ad "un contratto che comunque abbia la finalità del trasferimento non immediato dell'azienda" (art. 163 bis 1.f.), la seconda, proprio perché non riferibile a beni o aziende che costituiscono il patrimonio dell'impresa non è certamente assoggettabile a procedura competitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Agosto 2019.


Concordato preventivo - Cessione del capitale dell’impresa debitrice -  Tutela dei creditori - Proposta concorrente ex art. 163 l.f.
Nell’ambito del concordato preventivo, la tutela dei creditori per le ipotesi di cessione del capitale dell’impresa debitrice è offerta dallo strumento della proposta concorrente di cui all’art. 163 legge fall., la quale consente ai creditori di formulare una proposta concordataria integralmente alternativa rispetto a quella che si assume pregiudizievole; per tale ragione non appare possibile applicare l’istituto di cui all’art. 163-bis legge fall. al caso in esame. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Agosto 2019.


Finanziamento del socio - Fallimento della società - Applicabilità dell’art. 2467 c.c. - Ammissione al passivo - Rango postergato - Fondamento
In tema di insinuazione allo stato passivo, il credito derivante dal finanziamento alla società fallita in qualunque forma effettuato dal socio, in una situazione finanziaria in cui sarebbe stato ragionevole un conferimento ai sensi dell'art. 2467 c.c., va ammesso al concorso con il rango postergato non essendo equiparabile ad un credito chirografario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2019, n. 20649.


Concordato preventivo – Continuità aziendale – Conferimento della partecipazione – Procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Aumento di capitale – Fattispecie
Ai sensi dell’art. 163-bis l.f., va disposta la procedura competitiva per la cessione della partecipazione nel capitale della debitrice qualora il piano concordatario preveda il conferimento della medesima partecipazione ad altra società con impegno di questa a: i) sottoscrivere e versare un aumento di capitale; ii) prestare le garanzie necessarie per l’ottenimento di linee di fido commerciale o bancario per un determinato importo minimo; iii) garantire il pagamento a favore della procedura, entro una data determinata, dei flussi derivanti dalla continuità fino ad un determinato importo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 22 Luglio 2019.


Fallimento – Concordato preventivo – Mancata approvazione – Preconcordato – Nuova domanda – Inammissibilità
La presentazione di una semplice (senza contenuti) seconda domanda di preconcordato dopo la mancata approvazione della proposta di concordato presentata all’esito della prima procedura di preconcordato integra un inammissibile abuso del diritto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19 Luglio 2019.


Concordato preventivo – Pianificazione del trasferimento a data successiva alla chiusura della procedura – Necessità di far luogo a procedura competitiva – Sussiste – Impossibilità di farvi luogo – Inammissibilità del concordato – Sussiste
E’ irrilevante che il trasferimento dell’azienda o di assets aziendali sia collocato formalmente in un momento successivo rispetto alla chiusura del concordato o, addirittura, non sia formalmente previsto nel piano, quando però ne costituisca logica e ineludibile proiezione.

La sostanza deve prevalere sulla forma e, nel concordato, la sostanza è data dal piano, non solo da ciò che in esso è espressamente pianificato, ma anche da ciò che, pur non essendo stato esplicitato, ne costituisce logica implicazione, proiezione e conseguenza, secondo inferenze induttive basate su canoni di ragionevolezza della condotta di operatori economici razionali.

E’ la pianificazione del trasferimento, non il momento in cui esso avverrà, a far sì che sia necessaria l’apertura di procedura competitiva ex art. 163 bis l.f. e se, per le modalità in cui è strutturato il piano, risulti impossibile per il tribunale aprire la procedura competitiva, essendo impossibile rendere le offerte comparabili, il concordato deve ritenersi inammissibile.

Non è compito del collegio, di fronte ad un piano concepito in partenza per escludere ogni tipo di contesa sull’azienda o altro asset, elaborare procedure competitive che comportino modifiche sostanziali del piano. E’ onere di chi adisce la procedura confezionare il piano, in modo da mettere in condizione il collegio di costruire procedure competitive credibili e trasparenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 12 Luglio 2019.


Fallimento – Concordato preventivo – Proposta concorrente – Impedimento alla presentazione – Limiti

Fallimento – Concordato preventivo – Aumento di capitale – Proposta concorrente – Ammissibilità

Il debitore concordatario che voglia impedire la presentazione di una proposta concorrente deve presentare una sua proposta di concordato offrendo la percentuale del 30% ai creditori chirografari sin dall’inizio, non potendo elevare la percentuale originariamente inferiore al 30% in un momento successivo e solo in funzione di eventuali proposte concorrenti che siano presentate o che stiano per esserlo.

E’ ammissibile la proposta concorrente anche nel caso in cui sia previsto nel concordato un aumento di capitale, con il quale si realizzi in ultima analisi il trasferimento dell’azienda, potendosi comunque fare ricorso (in caso di mancata collaborazione dei soci, ove prevalga la proposta concorrente) all’ipotesi prevista dall’art. 185, co. 6, l.f., in combinato disposto con l’art. 163, co. 5, l.f., che consente la nomina di un amministratore giudiziario “ad acta”, per il compimento di tutto quanto occorra per la piena attuazione della proposta medesima. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 30 Aprile 2019.


Concordato preventivo – Procedura competitiva – Rapporti contrattuali compresi nell’azienda in essere con ente pubblico – Ammissibilità della procedura

Concordato preventivo – Procedura competitiva – Rapporti contrattuali compresi nell’azienda gestiti in associazione temporanea di impresa in presenza di clausola di gradimento – Ammissibilità della procedura

E’ possibile disporre procedura competitiva ex art.163 bis l.fall. anche quando nel ramo d’azienda posto in vendita sono compresi rapporti contrattuali in essere con un ente pubblico gestiti in ATI con altra impresa privata, operando anche per questi contratti il subentro del cessionario del ramo d’azienda, e questo ai sensi della previsione dell’art.116 del d.lgs. 12.4.2006 n.163 (applicabile alla fattispecie in esame) e dell’art.106, co. I lett.d) sub 2 del d.lgs. 18.4.2016 n.50, i quali derogano la regola generale del divieto di modifiche soggettive nei contratti pubblici proprio nelle ipotesi di trasferimenti di azienda (e rami d’azienda), risultando sufficiente in tal caso che il cessionario sia fornito dei requisiti di qualificazione previsti dalla legge.

E’ possibile disporre procedura competitiva ex art.163 bis l.fall. anche quando nel ramo d’azienda posto in vendita sono compresi rapporti contrattuali gestiti in ATI con altra impresa, nonostante la presenza di una clausola di gradimento inserita nel contratto di Associazione Temporanea, operando anche per questi contratti il subentro del cessionario del ramo d’azienda, posto che il contratto associativo è connotato dalla temporaneità dell'impegno e da vincolo soltanto interno, per cui la clausola di gradimento ha natura obbligatoria tra le parti ma non è opponibile al terzo acquirente del ramo d’azienda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 24 Aprile 2019.


Concordato preventivo – Proposta di acquisto dei rami aziendali del terzo assuntore – Procedura competitiva ex art 163 bis l. fall. – Necessità – Esclusione
Malgrado la formula letterale dell’art. 163-bis l. fall., per cui qualsiasi offerta proveniente da soggetto già individuato, che preveda il trasferimento in suo favore a titolo oneroso dell’azienda o di uno o più rami d’azienda o di specifici beni della società in concordato, deve essere sottoposta, a cura del tribunale, a procedura competitiva, detta disposizione di legge non si applica all’offerta proveniente da soggetto terzo che si propone come assuntore del concordato (cfr. in tal senso Trib. Milano 15.6.2017 e 13.12.2018; Trib. Monza 31.10.2018), prendendosi peraltro atto dell’esistenza di un contrario orientamento giurisprudenziale (fatto proprio da Trib. Torino 19.6.2018). (1) (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 25 Febbraio 2019.


Concordato preventivo – Fase anteriore all’ammissione alla procedura – Proposta di acquisto dell’azienda condotta in affitto – Autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall. – Avvio procedure competitive ex art. 163-bis l. fall. – Condizioni
L’art. 163 bis l. fall., nell’ammettere le procedure di vendita anche nella fase c.d. prenotativa del  concordato, richiede che la procedura competitiva sia “compatibile” con lo stato del procedimento di risoluzione della crisi, per cui va esclusa l’autorizzazione a procedere alla vendita dell’azienda quanto la situazione contrattuale appare indubbiamente articolata, al punto da non consentire una valutazione dell’utilità di detta procedura competitiva in termini economici, e ancora prima di fattibilità giuridica della stessa, in assenza del piano depositato dalla concordante di cui il tribunale è chiamato a vagliare la causa concreta e, dunque, lo scopo ultimo perseguito dall’imprenditore. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 14 Febbraio 2019.


Concordato preventivo – Mutamento degli assetti societari mediante cessione delle partecipazioni – Procedura competitiva di cui all’art. 163-bis l.fall. – Applicabilità – Escussione
Il vincolo dell’esperimento della procedura competitiva di cui all’art. 163-bis l.fall. non può intendersi esteso, se non attraverso una forzata interpretazione teleologica in totale distonia con la lettera della disposizione e il suo immediato perimetro applicativo, al caso in cui la società debitrice realizzi un’operazione di modificazione degli assetti proprietari con una deliberazione di aumento del capitale sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Luglio 2018.


Concordato preventivo – Creditori postergati – Diritto di voto – Sussistenza – Condizioni
Nel concordato preventivo, la proposta del debitore può prevedere la suddivisione dei creditori in classi con il riconoscimento del diritto di voto ai creditori postergati che siano stati inseriti in apposita classe, purché il trattamento previsto per questi ultimi sia tale da non derogare alla regola del loro soddisfacimento sempre posposto a quello integrale degli altri creditori chirografari. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Giugno 2018, n. 16348.


Concordato preventivo – Cessione dell’azienda – Elusione delle disposizioni di cu all’art. 163-bis l.f. – Inammissibilità della proposta
E’ inammissibile la proposta concordataria la quale preveda l’acquisizione dell’azienda da parte di un soggetto determinato, evitando, mediante l’attuazione di un complesso percorso contrattuale, la gara con altri potenziali acquirenti prevista dalla norma di carattere imperativo contenuta nell’art. 163 bis l.fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 21 Giugno 2018.


Concordato preventivo - Aumento di capitale con rinuncia al diritto di opzione e ingresso di nuovi soci - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Applicazione - Esclusione
Alla proposta di concordato preventivo che preveda un aumento del capitale sociale della proponente con rinuncia al diritto di opzione e dunque l'ingresso di nuovi soci, non è applicabile la procedura competitiva di cui all'art. 163-bis legge fall., dettata per ipotesi assolutamente differenti dal caso in cui la società debitrice realizzi un’operazione di modificazione degli assetti proprietari a mezzo di una deliberazione di aumento del capitale sociale rispetto alla quale i titolari dei beni oggetto di atto dispositivo (come la rinuncia al diritto di opzione) sono i soci e soltanto i soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 13 Giugno 2018.


Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Atto urgente di straordinaria amministrazione - Autorizzazione del tribunale - Necessità

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Natura coattiva

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Offerta formulata da soggetto già individuato - Stima del bene - Necessità - Esclusione

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Offerta formulata da soggetto già individuato - Applicazione della disciplina di cui agli artt. 182 e 107 l.f. - Esclusione

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Offerta condizionata - Inammissibilità - Condiciones iuris

Procedure concorsuali - Vendite - Diritto di prelazione - Compatibilità - Vendita di un complesso di beni costituenti ramo d'azienda

L'attuazione della procedura competitiva di cui all'art. 163-bis legge fall. durante la fase preconcordataria, quando dunque il concordato non sia ancora stato dichiarato aperto ai sensi dell'art. 163 legge fall., costituisce atto urgente di straordinaria amministrazione che, come tale, richiede l'autorizzazione del tribunale.

[Nel caso di specie, il tribunale ha individuato il requisito dell'urgenza nella necessità di concludere la procedura competitiva in tempo utile per trasferire parte dei contratti stipulati dalla proponente, la cui efficacia era stata sospesa ai sensi dell’art. 169-bis legge fall., e di evitare il rischio che la committente potesse invocare la risoluzione dei contratti medesimi ed applicare le penali in essi previste.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La vendita di cui all’art. 163-bis l. fall. ha natura coattiva, in quanto: a) comporta gli effetti cd. purgativi di una vendita forzata (art. 108), eseguita con decreto di trasferimento del giudice o con atto notarile previa autorizzazione del giudice ed è dunque attuata dall’autorità giudiziaria o comunque da essa delegata; b) è posta in essere indipendentemente dalla volontà del debitore, in quanto soggetta a procedura competitiva; c) si svolge nell’interesse del ceto creditorio; d) prevede la distribuzione del ricavato nel rispetto delle cause legittime di prelazione ai sensi dell’art. 2741 c.c.; d) quando ha ad oggetto l'azienda, produce effetti liberatori dalla responsabilità dell’acquirente per i debiti sorti prima del trasferimento e risultanti dai libri contabili obbligatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Lo svolgimento della procedura competitiva di cui all'art. 163-bis legge fall., la quale trova applicazione nel caso di offerta formulata da soggetto già individuato e destinata al trasferimento di un bene, non richiede che sia prima effettuata la stima, in quanto il legislatore pare avere ritenuto a tal fine sufficiente l’individuazione del prezzo da parte dell'offerente.

L’effettivo valore del bene oggetto della proposta sarà poi stabilito dal mercato, a condizione che sia garantito, mediante idonea pubblicità, l’accesso a tutti i dati necessari per una completa ed analitica valutazione dell’asset oggetto di trasferimento; questo meccanismo risponde, infatti, anche alle esigenze di celerità ed urgenza che spesso connotano le vendite di beni oggetto di offerte da parte di soggetto individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Se è vero che la disciplina di cui all’163-bis l. fall. trova applicazione nel caso di offerta formulata da soggetto già individuato destinata al trasferimento di un bene - la cui procedura deve comunque effettuarsi prima dell’udienza fissata per l’adunanza dei creditori anche nell'ipotesi in cui il piano preveda che il trasferimento del bene abbia luogo dopo l’omologazione, è possibile affermare che la disciplina generale in tema di vendite nel concordato preventivo di cui agli artt. 182 e 107 legge fall. troverà applicazione nei casi in cui nel piano concordatario sia prevista la liquidazione di un bene che non sia stato oggetto di proposta di acquisto da parte di un soggetto certo ed individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'offerta. prevista dall'art. 163-bis legge fall., di acquisto di un bene del concordato formulata da soggetto individuato, così come le offerte dei partecipanti alla relativa gara competitiva, non possono essere sottoposte a condizione, salvo che si tratti di condizioni previste dalla legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il diritto di prelazione è compatibile con la procedura di vendita competitiva delle procedure concorsuali quando il bene oggetto del diritto di prelazione coincide con quello oggetto di trasferimento; laddove, invece, tale coincidenza non vi sia, come nel caso della vendita di un complesso di beni costituenti ramo d'azienda, l'attività svolta dagli organi fallimentari, in quanto mirata alla salvaguardia di finalità pubblicistiche, non può soffrire impedimenti disposti da una regola interna ad un rapporto di carattere privatistico del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 09 Maggio 2018.


Concordato preventivo - Rapporto tra le procedure di vendita di cui agli artt. 163-bis e 182 l.f. - Presupposti
L'espressa previsione della applicabilità della procedura di cui all'art. 163-bis legge fall. anche dopo l'omologazione del concordato preventivo (“Quando il piano di concordato di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e), comprende una offerta da parte di un soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo favore, anche prima dell’omologazione […]) corrobora la tesi secondo la quale i due istituti di cui agli artt. 163-bis e 182 legge fall. non si applicano a seconda della fase nella quale è disposta la vendita (il primo nella fase ante omologa, il secondo nella successiva), bensì differiscono a seconda che l’imprenditore abbia o meno considerato l’offerta irrevocabile ricevuta quale presupposto del piano concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 02 Maggio 2018.


Concordato preventivo - Omologazione - Formazione di classi di creditori - Omogeneità delle posizioni giuridiche e degli interessi economici - Esame congiunto dei detti criteri - Necessità - Valutazione in fatto riservata al giudice di merito - Sindacato in sede di legittimità - Limiti
In tema di concordato preventivo, ove intenda prevedere la suddivisione in classi, la proposta deve necessariamente conformarsi ai due criteri fissati dal legislatore nell'art. 160, comma 1, lett. c), l.fall., costituiti dall'omogeneità delle posizioni giuridiche (che riguardano la natura del credito, le sue qualità intrinseche, il carattere chirografario o privilegiato, l'eventuale esistenza di contestazioni, ovvero la presenza o meno di garanzie prestate da terzi o di un titolo esecutivo) e degli interessi economici (riferiti alla fonte e alla tipologia socio-economica del credito, ovvero al peculiare tornaconto vantato dal suo titolare). Rientra tra i compiti del tribunale - con un accertamento in fatto che non è sindacabile in sede di legittimità ove adeguatamente motivato - valutare congiuntamente i detti criteri al fine di verificare l'omogeneità dei crediti raggruppati, che non può essere affermata in termini di assoluta identità, essendo sufficiente la presenza di tratti principali comuni di importanza preponderante, che rendano di secondario rilievo quelli differenzianti, in modo da far apparire ragionevole una comune sorte satisfattiva per le singole posizioni costituite in classe. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Aprile 2018, n. 9378.


Deposito della cauzione nel concordato preventivo - Termine perentorio - Rimessione in termini - Applicabilità - Mancato pregiudizio alla prosecuzione della procedura - Contegno diligente
Il mancato deposito della cauzione nel concordato preventivo è insuperabile anche nel caso in cui il ritardo sia di soli pochi giorni (nel caso di specie 4 giorni) anche nel caso in cui sia stata tempestivamente depositato il deposito cauzionale indicato nella fase di concordato in bianco: “in definitiva la costituzione del fondo all’atto dell’ammissione del concordato in bianco, nella sua autonomia, è priva di attitudine ad influire sulla natura dell’onere di cui all’art. 163 L.F. ed impedire gli effetti decadenziali di cui sopra”. (Paolo Borrelli) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 21 Febbraio 2018.


Concordato preventivo - Cauzione per le spese di procedura - Dichiarazione di volersi avvalere di finanziamento bancario - Apertura del concordato - Omesso deposito - Valutazione di fattibilità economica
A fronte di una dichiarazione resa dalla impresa proponente di volersi avvalere di finanziamento bancario per provvedere, nei ristretti termini di legge, al deposito della somma ritenuta necessaria a garantire il pagamento delle spese della procedura, la richiesta del tribunale di munirsi di una dichiarazione d'obbligo da parte dell'istituto bancario prescelto è da ritenersi del tutto coerente al compito riservato al giudice della delibazione della proposta di concordato dall'art. 162 legge fall., che consiste anche nel valutarne la fattibilità economica escludendo l'ammissibilità del concordato in caso di manifesta inidoneità del piano a soddisfare, sia pure in percentuale ridotta, i crediti nel rispetto dei termini previsti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 Febbraio 2018, n. 2729.


Concordato preventivo – Proposta concorrenti – Legittimazione – Mandatario alla gestione dei crediti – Esclusione

Concordato preventivo – Classi – Criteri di formazione – Collocamento in classi diverse di creditori con stessa posizione giuridica ed interessi economici omogenei – Esclusione

La proposta concorrente di concordato preventivo presuppone la titolarità in capo al proponente di crediti nei confronti del debitore, requisito, questo, che non può ritenersi sussistente in capo al soggetto incaricato della gestione dei crediti medesimi in forza di apposito mandato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, i creditori aventi la stessa posizione giuridica ed interessi economici omogenei non possono essere collocati in classi diverse riservando loro un trattamento differente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 02 Febbraio 2018.


Concordato preventivo - Revoca dell’ammissione - Atti in frode - Stipula di un contratto in difetto della autorizzazione - Mancanza di danno
Non implica una condotta frodatoria la stipula di un contratto in difetto della autorizzazione ai sensi dell’art. 161, comma 7, l.fall., nel caso in cui la proposta contrattuale sia stata informalmente depositata prima del deposito della domanda di concordato e se alcuni giorni dopo tale domanda sia stata richiesta espressamente l’autorizzazione alla stipulazione del contratto, ove si rilevi che il mantenimento del contratto non abbia portato alcun danno, ma verosimilmente un vantaggio alla massa dei creditori, consentendo un’offerta di acquisto del ramo d’azienda sulla base della quale verrà disposta una gara competitiva, ai sensi dell’art. 163-bis l.fall.

Infatti, l’utilizzo dell’espressione “o comunque diretti a frodare le ragioni dei creditori” – di cui al terzo comma dell’art. 173 l.fall. – avvalora l’idea che il compimento di un atto non autorizzato di per sé non integri la fattispecie in assenza della finalità decettiva e di un concreto pregiudizio per i creditori. (Marco Greggio) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 05 Gennaio 2018.


Fallimento - Crediti prededucibili - Rapporto di strumentalità con le finalità della procedura - Necessità
In tema di prededucibilità nel successivo fallimento dei debiti contratti ai fini dell'acquisizione delle risorse necessarie per l'accesso alla procedura di concordato preventivo, va ribadita la necessità che l'assunzione del debito sia riferibile all'attività degli organi della procedura, in tal senso interpretandosi la prescrizione del nesso di occasionalità (Cass., Sez. 6, 7 ottobre 2016, n. 20113), richiedendosi, in alternativa, che i creditori ammessi al voto siano posti in grado di esprimere le necessarie valutazioni circa la convenienza del concordato e di formulare una ragionevole prognosi sulle effettive possibilità di adempimento (Cass., Sez. 6, 7 marzo 2017, n. 5662), con la conseguente sottolineatura dell'esigenza di effettività del rapporto di strumentalità con le finalità della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2017, n. 29805.


Concordato preventivo – Fase anteriore all’ammissione alla procedura – Proposta di stipulazione di contratto di opzione d’acquisto immobiliare – Autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall. – Avvio procedure competitive ex art. 163-bis l. fall. – Necessità
Nella fase anteriore all’ammissione alla procedura di concordato preventivo, la proposta negoziale proveniente da un terzo ed avente ad oggetto la stipulazione di un contratto di opzione per l’acquisto di uno stabilimento industriale è soggetta a preventiva autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall. ed impone l’avvio della procedura competitiva ex art. 163-bis l. fall., il cui ultimo comma prevede espressamente che “la disciplina del presente articolo si applica, in quanto compatibile, anche agli atti da autorizzare ai sensi dell'articolo 161, settimo comma, l fall.”.
L’ art. 163-bis l. fall. impone l’espletamento delle procedure competitive con riferimento a tutte le offerte che prevedono come controprestazione un corrispettivo in denaro o siano comunque a titolo oneroso, finalizzate al successivo trasferimento di beni – sia pure, come nel caso in esame, solo eventuale in ipotesi di esercizio del diritto di opzione -, sulla base delle manifestazioni di interesse pervenute e del valore dei beni medesimi da liquidare.
La disciplina delle offerte concorrenti si applica altresì a qualsiasi trasferimento di beni in ambito concordatario e quindi non soltanto nelle procedure di natura liquidatoria, ma anche nelle procedure con continuità mista e con continuità funzionale alla cessione dell’azienda o rami di essa, e può essere esperita anche nella fase anteriore all’ammissione, come si evince dal combinato disposto degli artt. 163-bis, ultimo comma, e art. 182 quinto comma l. fall. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 09 Novembre 2017.


Concordato preventivo – Fase anteriore all’ammissione alla procedura – Proposta negoziale proveniente dal terzo – Preventivo esperimento della procedura competitiva ex art. 163-bis l. fall. – Necessità di ricorso alla procedura competitiva ex art. 182 l. fall. dopo l’omologazione del concordato – Esclusione – Condizioni
In relazione ai rapporti con l’art. 182 l. fall. ed al perimetro applicativo della disposizione di cui all’art. 163-bis l.fall. – considerato l’apparente sovrapposti delle relative discipline riguardanti le liquidazioni in ambito concordatario – si è chiarito che l’art. 163-bis l. fall. trova applicazione alle cessioni, all’affitto di aziende, nonché ai contratti che prevedono la futura cessione dei beni, da stipularsi nella fase in cui il concordato è ancora in corso, prima dell’omologazione, esclusa la necessità che dopo l’omologazione sia necessario l’avvio di una ulteriore ed analoga procedura competitiva ex. art. 182 l. fall., in relazione alla particolare natura dell’atto da autorizzare.
In particolare, in relazione alla peculiarità del contratto o dei rapporti negoziali collegati da avviare nella fase anteriore all’omologa del concordato, si è osservato che non dovrebbe più applicarsi nella fase esecutiva la disciplina dell’art. 182 l. fall. che costituirebbe in sostanza una mera duplicazione di attività già svolte in una fase precedente della medesima procedura. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 09 Novembre 2017.


Crediti parti correlate - Postergazione - Inapplicabilità art. 2467 e 2497-quinquies c.c.

Modifica della proposta di concordato preventivo - Applicabilità del d.l. 83/2015 - Nuova proposta radicalmente nuova - Effetti notativi - Applicabilità della nuova disciplina

Ai crediti delle c.d. “parti correlate” riconducibili a finanziamenti soci e società infragruppo in favore della debitrice e sorti in data anteriore al 1° gennaio 2004 non sono applicabili le disposizioni relative alla postergazione di cui agli art. 2467 e 2497-quinquies c.c., in quanto il legislatore non ha previsto alcuna deroga dell’art. 11 dis. prel. c.c.

E’ dunque onere della società escussa dimostrare la presenza di ragioni ostative al riconoscimento del debito.

[Il tribunale, in mancanza della indicazione di ragioni ritiene impeditive alla esigibilità dei crediti in esame, ha ritenuto che gli stessi dovessero essere inclusi tra i chirografari ed ha quindi revocato il concordato ai sensi dell'art. 173. Legge fall. per il mancato raggiungimento della soglia minima di soddisfazione dei creditori chirografari. (Paolo Borrelli) (riproduzione riservata)

E’ applicabile la disciplina “medio tempore” introdotta dal d.l. 83/2015 che contiene nuove regole in tema di concordato preventivo laddove la proposta debba considerarsi radicalmente nuova rispetto alla precedente introdotta secondo la vecchia disciplina al fine di evitare una elusione della “ratio delle norme riformate”. (Paolo Borrelli) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 10 Ottobre 2017.


Concordato preventivo – Offerte concorrenti – Procedura competitiva – Ragioni di urgenza – Concordato con riserva – Deroga alla disciplina delle offerte concorrenti – Modalità
L'introduzione dell'art. 163-bis l.fall. e la contestuale modifica del quinto comma dell'art. 182 l.fall. (ad opera del d.l. 27 giugno 2015 n. 83, come convertito con legge 6 agosto 2015 n. 132), hanno determinato la creazione di un vero e proprio principio di portata generale secondo cui gli atti dismissivi del patrimonio dell'azienda che ricorra al concordato preventivo devono necessariamente essere effettuati mediante il preventivo espletamento di procedure competitive (e ciò sia nella fase del concordato pieno, sia nella fase c.d. prenotativa, sia, infine, nella fase esecutiva); ciò al fine di garantire la miglior soddisfazione dei creditori ed evitare che, con il sistema delle c.d. offerte chiuse, i beni vengano ceduti a prezzi non di mercato o si presti il fianco a condotte fraudolente.

Va tuttavia rilevato che l'applicazione della disciplina di cui all'art. 163-bis l.fall. anche agli atti di autorizzazione ex art. 161, comma 7, è prevista "in quanto compatibile"; il generale principio delle cessioni competitive può, pertanto, in specifiche e peculiari ipotesi, essere derogato, qualora vi sia l’esigenza di evitare che il ritardo derivante dall'espletamento della procedura competitiva porti a risultati contrari all'interesse dei creditori.

[Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che sussistessero esigenze di urgenza non compatibili con l'espletamento delle formalità previste dalla procedura di cui all'art. 163-bis l.fall., la quale avrebbe comportato una dilatazione dei tempi della cessione e dunque un differimento dell'incasso del prezzo, con pregiudizio al mantenimento in esercizio dei punti vendita ed alle ragioni dei creditori.

Il Tribunale ha, inoltre, ritenuto che il principio generale della competitività avrebbe potuto essere salvaguardato attraverso una procedura più snella, consistente nella ricerca di interessati all'acquisto (ad opera del Commissario) sulla base dell'offerta irrevocabile ricevuta.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Agosto 2017.


Concordato preventivo – Offerte concorrenti – Applicazione della disciplina di cui agli art. 105 ss. l.f. – Condizioni – Natura urgente delle vendite – Affitto di azienda
L’applicabilità delle disposizioni di cui agli art. 105 e seguenti della legge fallimentare alle procedure competitive di cui all’art. 163-bis l.fall. deve essere vagliata caso per caso, tenendo presente la necessità che il procedimento si concluda prima della adunanza dei creditori, e che, per quanto riguarda l’affitto di azienda o di suoi rami, l’urgenza può dirsi in re ipsa, in quanto legata all’esigenza di evitare la perdita dell’avviamento o il maturare di costi in prededuzione (tanto che nel fallimento l’affitto di azienda può essere autorizzato anche prima della presentazione del programma di liquidazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 10 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Concordato con riserva – Ammissibilità – Implicita ammissione al concordato – Esclusione
La procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. può essere disposta anche durante la fase di concordato con riserva; non è, pertanto, corretto affermare che l’apertura di detta procedura comporta l’implicita ammissione al concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Liquidazione di determinati beni - Applicazione della disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.f. - Mancanza di offerta da parte di soggetto già individuato - Esclusione
Nel caso di istanza per autorizzazione al compimento di atti straordinaria amministrazione ex art. 161, comma 7, l.fall. che comportino la liquidazione di determinati beni, non vi è ragione di applicare la disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.fall qualora non vi sia offerta da parte di soggetto già individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Giugno 2017.


Concordato preventivo - Reperimento delle risorse funzionali all’esercizio della continuità aziendale - Aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto d'opzione
La disposizione di cui all'art. 163, comma 5, l.fall., secondo la quale la proposta di concordato preventivo può prevedere l'intervento di terzi e, se il debitore ha la forma di società per azioni o a responsabilità limitata, può prevedere un aumento di capitale della società con esclusione o limitazione del diritto d'opzione, ha natura eccezionale e non può essere applicata al di fuori dell'ipotesi delle proposte concorrenti.

Nel caso di specie, il Tribunale ha dichiarato inammissibile la proposta di concordato preventivo ove le risorse funzionali all’esercizio della continuità aziendale avrebbero dovuto essere reperite mediante deliberazione di un aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione per i soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 28 Giugno 2017.


Concordato preventivo – Offerte concorrenti – Mancanza – Efficacia dell’offerta originaria – Prosecuzione del contratto di affitto di azienda
In mancanza di presentazione di offerte concorrenti (ivi compresa quella del contraente originario) ex art 163-bis l.f., l’offerta originaria non diviene inefficace e la proposta concordataria deve essere portata al voto dei creditori alle condizioni autonomamente formulate dal proponente - compresa la prosecuzione del contratto di affitto in essere con l’attuale affittuario - già sottoposte con esito favorevole al vaglio di ammissibilità del tribunale; il contratto di affitto eventualmente stipulato in data anteriore alla procedura continua pertanto a produrre i suoi effetti con il contenuto economico originariamente pattuito tra le parti, non essendo stato superato da una migliore offerta, e non occorre una specifica autorizzazione alla prosecuzione del contratto, che mantiene la sua efficacia anche ai fini dell’approvazione da parte dei creditori, come conseguenza automatica dell’esito infruttuoso della gara ex art. 163-bis l.f. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 05 Giugno 2017.


Concordato preventivo – Offerte per l’acquisto dell’azienda o di altri beni formulate da soggetti interessati all’acquisto – Previsione di liquazione di detti cespiti mediante gara competitiva – Applicazione della disciplina speciale delle offerte concorrenti di cui all’art. 163-bis l.f. – Esclusione
Ove il piano di concordato dia conto della presenza di varie offerte per l’acquisto dell’azienda o di altri beni formulate da soggetti interessati all’acquisto, ma il proponente dichiari di voler dar comunque corso alla liquazione di detti cespiti mediante gara competitiva, non vi è ragione di fare applicazione della disciplina speciale delle offerte concorrenti di cui all’art. 163-bis l.fall, la quale deve ritenersi applicabile esclusivamente nel caso in cui il piano preveda, quale sua specifica modalità di attuazione, il trasferimento anche non immediato del bene in favore di un soggetto offerente già individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Maggio 2017.


Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Abuso del processo – Fattispecie
Configura un’ipotesi di abuso del processo la circostanza per cui il debitore, a seguito della chiusura dell’istruttoria prefallimentare, depositi ricorso per concordato preventivo in bianco, specificando di non svolgere attività commerciale e di non essere pertanto soggetto fallibile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 27 Aprile 2017.


Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Abuso del processo – Nozione
Atteso che la facoltà di disporre unilateralmente e potestativamente dei tempi del procedimento fallimentare non compete al debitore, questi commette abuso del processo quando, violando i canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, impiega gli strumenti processuali per realizzare finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l’ordinamento li ha predisposti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 27 Aprile 2017.


Mutuo contratto dal debitore ai fini del deposito delle spese ex art. 163, comma 2, n. 4, l.fall. - Prededucibilità - Ricorrenza delle condizioni previste dall'art. 182-quater, comma 2, l.fall. - Necessità
Nell’ipotesi di concordato preventivo seguito dalla dichiarazione di fallimento, il credito relativo al mutuo contratto dal debitore ai fini del deposito dell’acconto per le spese che si presumono necessarie per l’intera procedura, ai sensi dell’art. 163, comma 2, n. 4, l.fall., può essere soddisfatto in prededuzione, ai sensi dell’art. 182-quater, comma 2, l.fall., purché ricorrano le condizioni ivi previste, consentendo in tal modo ai creditori ammessi al voto le necessarie valutazioni circa la convenienza del concordato e di formulare una ragionevole prognosi sulle effettive possibilità di adempimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Marzo 2017, n. 5662.


Fallimento – Reclamo – Giudicato implicito – Nullità sentenza dichiarativa di fallimento
Il Tribunale che non si conformi al principio enunciato dalla Corte di Appello in sede di decisione del reclamo, si pone in evidente contrasto con il giudicato implicito ed in palese violazione del principio di chiusura del giudizio di rinvio qualora, come nel caso di specie, sostenga, diversamente dalle indicazioni fornite dalla Corte, che la presentazione della domanda ex art. 160 e 161, comma 6, l.f. successivamente alla conclusione dell’udienza prefallimentare costituisca ipotesi di tardiva presentazione della domanda di concordato (già definito abuso di diritto nella precedente sentenza di fallimento). (Francesco Innocenti) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 06 Marzo 2017.


Concordato preventivo – Procedimento ex art. 173 l.f. – Provvedimento negativo – Natura decisoria – Esclusione
Non è autonomamente impugnabile il provvedimento con il quale il tribunale, a conclusione del procedimento ex art. 173 legge fall., non riconoscendo fondamento alla ragione di revoca dell’ammissione al concordato preventivo, definisce un conflitto insorto rispetto ad una mera fase endoconcordatizia, senza decidere su diritti o status né incidere su di essi.

La mancata impugnazione di detto provvedimento (che, nel caso di specie, non ha revocato il concordato in ragione del mancato deposito della cauzione di cui all’art. 163 legge fall.) non preclude, pertanto, la facoltà di proporre opposizione al concordato ex art. 180 legge fall. contestando i presupposti di omologabilità a contraddittorio pieno e con unicità della decisione finale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Gennaio 2017, n. 2234.


Concordato preventivo – Migliore soddisfazione dei creditori - Clausola generale applicabile in via analogica a tutte le tipologie di concordato – Cessioni – Procedimento competitivo – Necessità
Il criterio della "migliore soddisfazione dei creditori" (solo di recente espressamente codificato), individua una sorta di clausola generale applicabile in via analogica a tutte le tipologie di concordato (ivi compreso quello meramente liquidatorio), quale regola di scrutinio della legittimità degli atti compiuti dal debitore ammesso alla procedura (Cass. 3324/2016).

Tale principio, per preventiva ed insindacabile valutazione del legislatore, prevede che le cessioni avvengano sempre con procedimento competitivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Affitto di azienda stipulato prima dell’accesso alla procedura – Attivazione della procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Disciplina – Comparabilità delle offerte
Nell’ipotesi in cui il proponente, prima di accedere al concordato preventivo, abbia stipulato un contratto di affitto di azienda e il piano preveda l’offerta del contraente di proseguire il contratto fino alla sua scadenza, deve essere disposta la procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. al fine di realizzare il massimo dalla liquidazione dei beni del debitore e il tribunale deve disciplinare la procedura competitiva per la ricerca di soggetti interessati all’affitto in modo da assicurare la comparabilità delle eventuali offerte concorrenti a quella prevista nel piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 24 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Ricorso per concordato con riserva – Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento – Situazione contabile e gestionale inattendibile – Abuso dello strumento concordatario
Integra la fattispecie dell’abuso dello strumento concordatario la presentazione di ricorso per concordato con riserva ex art. 161, comma 6, legge fall. quando sia pendente il procedimento per dichiarazione di fallimento nell’ambito del quale sia emersa una situazione di totale inattendibilità della documentazione contabile e gestionale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 14 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Concordato c.d. con riserva – Autorizzazione al subentro nella gestione aziendale in favore di soggetto finanziatore – Disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l. fall. – Applicabilità – Esclusione – Incompatibilità con la procedura competitiva – Sussistenza
In pendenza del concordato c.d. con riserva, dovendo autorizzare il subentro nella gestione aziendale della società i cui soci hanno assunto l’impegno di apportare finanza concordataria, non trova applicazione la procedura competitiva di cui all’ultimo comma dell’art. 163 bis l. fall., stante la mancanza di compatibilità conseguente all’inscindibile connessione, nella proposta concordataria, tra la posizione di affittuario e quella di obbligato all’apporto finanziario, resa espressa nel contratto di affitto e nella lettera di impegno sottoscritta a latere del medesimo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 01 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Posizione del terzo affittuario dell’azienda connessa con quella di soggetto obbligato all’apporto finanziario
Non trova applicazione la prescrizione in ordine alla procedura competitiva di cui all’art. 163-bis l.fall. in presenza di un piano di concordato in cui la posizione del terzo affittuario dell’azienda sia inscindibilmente connessa con quella di soggetto obbligato all’apporto finanziario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 01 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Piano concordatario incompatibile con il disposto dell’art. 163-bis l.f. – Modifica – Affitto di azienda con clausola risolutiva e obbligo di restituzione – Risoluzione del preliminare di acquisto dell’azienda e offerta di acquisto
È compatibile con il disposto dell’art. 163-bis legge fall., e può pertanto ritenersi ammissibile, la proposta di concordato preventivo che modifichi il contratto di affitto di azienda già stipulato  prevedendone (con clausola di immediata risoluzione ed obbligo di restituzione) la prosecuzione fino alla eventuale aggiudicazione dell’azienda in esito alla procedura competitiva da svolgersi nelle forme di cui al citato articolo 163-bis, così da consentire la continuazione dell’attività conservandone il valore; ii) che dia atto della risoluzione di un contratto preliminare di vendita dell’azienda stipulato a favore di soggetto determinato ed alleghi, invece, una proposta irrevocabile di acquisto da parte di terzo soggetto con pagamento rateale e riscatto finale con permanenza in capo al debitore della proprietà dell’azienda stessa sino all’integrale pagamento del prezzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 24 Novembre 2016.


Concordato preventivo – Offerta da parte di soggetto già individuato – Procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Concordato con riserva – Esclusione
L’esperimento della procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. presuppone il deposito del piano di concordato e non può, pertanto, essere disposto nella fase di concordato con riserva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 Novembre 2016.


Concordato preventivo – Offerta da parte di soggetto già individuato – Procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Concordato con riserva – Requisiti di urgenza ex art. 161, comma 7, l.f. – Ammissibilità
L’esperimento della procedura competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall. può essere disposto ai sensi dell’ultimo comma del citato articolo - che richiama l’art. 161, comma 7, legge fall. - ove si tratti di atto urgente di straordinaria amministrazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 Novembre 2016.


Concordato preventivo – Abuso – Indici rivelatori – Rinuncia alla domanda di concordato
Sono fatti rivelatori dell’utilizzo abusivo dello strumento concordatario, che ne impediscono l’omologazione anche nel caso in cui sia stata raggiunta la maggioranza dei creditori, l’omessa indicazione di poste debitorie che riducono notevolmente la prospettiva di soddisfazione dei creditori chirografari, il tentativo di prelievo, posto in essere nel corso della procedura, di somme ingenti dai conti dell’impresa ed infine la rinuncia alla domanda di concordato preventivo quando sia pendente il procedimento per dichiarazione di fallimento e tale facoltà sia esercitata in violazione del dovere di correttezza e buona fede per finalità diverse da quelle per le quali è concessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 10 Novembre 2016.


Concordato preventivo – Offerte concorrenti – Ramo di azienda con immobili – Bando di gara ex art. 163-bis l.f. – Modalità – Accordo modificativo della durata del contratto di affitto pendente – Cancellazione formalità a carico della procedura – Esclusione di offerte migliorative – Applicazione dell’art. 108 l.f.
  Tribunale Terni, 08 Novembre 2016.


Fallimento - Concordato preventivo - Ammissione - Mancato versamento del deposito - Conseguenze - Revoca dell'ammissione al concordato - Procedimento applicabile
L'omesso deposito della somma di cui all'art. 163, comma 3, l.fall., come quantificata nel decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo, innesta, attraverso l'informativa del commissario giudiziale al tribunale, il subprocedimento di revoca dell'ammissione a quella procedura, ex art. 173 l.fall., che si articola in due fasi: la prima, necessaria ed officiosa, nel corso della quale il tribunale verifica la sussistenza dei requisiti per l'adozione del provvedimento; la seconda, eventuale e ad impulso di parte, che può condurre alla dichiarazione di fallimento, ove ne ricorrano i presupposti di cui agli artt. 1 e 5 l.fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Settembre 2016, n. 18704.


Finanziamenti dei soci - Rimborso - Postergazione - Condizioni - Estensione della regola a finanziamenti erogati da soggetti in posizione di influenza o vicinanza
Condizione sufficiente per l’estensione della regola della postergazione al finanziamento ai sensi dell’articolo 2467 c.c. è costituita dalla sussistenza di una posizione di influenza o di vicinanza dei soci di vertice alla gestione del soggetto che finanzia ed a quella del soggetto finanziato.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che dovesse essere applicata la regola della postergazione al finanziamento erogato da una società terza che, benché non sia socia quella finanziata, appartiene al medesimo gruppo, con identità di interessi economici perseguiti e coordinamento dei processi decisionali relativi ad entrambe.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 22 Settembre 2016.


Concordato preventivo – Procedimento competitivo ex art.163 bis l.f. – Ipotesi di pluralità di offerenti concorrenti – Aggiudicazione al miglior offerente – Ipotesi di unico offerente – Aggiudicazione all’unico offerente – Ipotesi di nessun partecipante alla procedura – Validità dell’offerta inserita nel piano concordatario che dovrà essere portata ad esecuzione
In ipotesi di procedimento competitivo ai sensi dell’art.163 bis l.f. disposto perché il piano di concordato comprende un’offerta irrevocabile d’acquisto da parte di un soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo favore a titolo oneroso dell’azienda o di un ramo d’azienda o di specifici beni: 1) se sono presentate più offerte concorrenti va indetta gara tra gli offerenti e all’esito della gara al rialzo, si procede all’aggiudicazione al miglior offerente, valutate le offerte nel loro complesso; 2) in difetto di una pluralità di offerte migliorative, l’aggiudicazione va disposta a favore dell’unico offerente che ha presentato offerta secondo le modalità previste nel decreto che dispone la procedura; 3) qualora non vi sia alcun partecipante alla procedura competitiva, permanendo la validità dell’offerta inserita nel piano concordatario, l’azienda o il bene andranno trasferiti  al soggetto già individuato dalla società proponente, a prescindere dalla partecipazione di questi al procedimento competitivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 Agosto 2016.


Conferimento di ramo di azienda in società interamente partecipata – Applicazione disciplina offerte concorrenti – Esclusione
Nel caso in cui la proposta di concordato preveda il conferimento di rami di azienda a società interamente partecipate dalla proponente, non trova applicazione la disciplina dell’art. 163 bis legge fall. in tema di offerte concorrenti. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 29 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Creditore contestato – Collocamento in autonoma classe – Effetti del voto

Concordato preventivo – Creditori postergati – Collocamento in autonoma classe – Approvazione delle maggioranze delle singole classi – Effetti transattivi riconducibili al voto

Nulla vieta che il creditore contestato possa essere inserito, proprio in ragione della contestazione, in una classe a parte ed il suo voto abbia espressamente e dichiaratamente l’attitudine a cristallizzare ed accettare il pagamento nella misura ridotta. (Giorgio Aschieri) (riproduzione riservata)

E’ possibile inserire i creditori postergati tra i creditori della procedura concordataria se le maggioranze delle singole classi previste approvino espressamente tale inserimento e sempreché il creditore postergato sia inserito in classe a parte.

Il fatto che il creditore ipoteticamente postergato abbia accettato il suo inserimento in una classe ad hoc, permette di ritenere prevalente la posizione transattiva emergente dal voto e quindi di considerarlo a tutti gli effetti creditore concordatario. (Giorgio Aschieri) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Scissione - Elusione della disciplina di cui all'art. 163-bis l.f.
Elude il meccanismo competitivo stabilito dall’art. 163 bis l.f. e determina la inammissibilità della proposta di concordato preventivo, il piano concordatario che preveda una operazione straordinaria di scissione della società debitrice proponente, mediante incorporazione in altra società preesistente, in esito alla quale risulti trasferita alla società beneficiaria l’azienda in esercizio della società scissa.
(Centro Studi di Diritto Fallimentare di Siracusa) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 14 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Formazione delle classi – Classe monosoggettiva
La natura monosoggettiva delle classi non è in sé ragione di inammissibilità. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all’articolo 163 bis l.f. - Azienda affittata dal proponente - Dichiarazione di disponibilità al rilascio del compendio a favore dell’aggiudicatario - Necessità
Qualora si debba, ai sensi dell’articolo 163-bis legge fall., aprire una procedura competitiva in ordine alla vendita dell’azienda che sia stata affittata dal proponente, questi, al fine di rendere possibile l’esperimento di detta procedura, dovrà procurarsi una dichiarazione di disponibilità dell’affittuario a consegnare immediatamente il compendio al terzo che eventualmente dovesse aggiudicarsi il bene; in mancanza di tale dichiarazione di disponibilità, lo svolgimento della procedura su un’azienda affittata a terzi (nel caso di specie per la durata di tre anni) vanificherebbe l’efficacia del meccanismo competitivo e la ossibilità di rispettarne il principio ispiratore e farebbe conseguentemente venir meno un presupposto di ammissibilità del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 22 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Ambito di applicazione - Affitto di azienda stipulato in data anteriore alla domanda di concordato - Contratti preliminari - Fattispecie con inserimento di clausola risolutiva per il caso di aggiudicazione a soggetto diverso
La nuova disciplina dettata dall’art. 163-bis legge fall. è applicabile a tutte le fattispecie in cui il debitore depositi un piano concordatario che comprenda un’offerta da parte di soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento, in suo favore, anche prima dell’omologazione dell’azienda, di un ramo di azienda o anche solo di beni specifici contro un corrispettivo in denaro o a titolo oneroso (es. cessione di crediti, accollo TFR).

Di disciplina trova altresì applicazione ai contratti d’affitto d’azienda o di ramo d’azienda (163-bis, ultimo comma), nonché ai contratti che hanno comunque la finalità del trasferimento non immediato dell’azienda, del ramo d’azienda o di specifici beni, ossia ai contratti preliminari, stipulati anche prima del deposito della domanda di concordato preventivo (si pensi, in particolare, al contratto d’affitto d’azienda stipulato prima del deposito della domanda di concordato, accompagnato da offerta irrevocabile d’acquisto o da preliminare di vendita della stessa azienda affittata, oppure al contratto di locazione di immobile, accompagnato da offerta d’acquisto o da preliminare di vendita dello stesso).

(Nel caso di specie, il tribunale, pur consapevole dell’inopponibilità - per effetto della disposizione contenuta nel primo comma, secondo periodo, dell’art. 163-bis legge fall.- dei contratti di affitto d’azienda stipulati dalle proponenti il concordato, ha comunque ritenuto più opportuno richiedere alle parti interessate l’inserimento nei predetti contratti di una clausola che preveda la risoluzione degli stessi in caso di aggiudicazione delle aziende ad un terzo soggetto diverso dall’affittuario/offerente; ciò al fine di evitare qualsivoglia potenziale contenzioso in fase successiva all’aggiudicazione dei beni che rischi di rallentare il normale corso della procedura concordataria e per garantire, al contempo, il principio dell’affidamento dei terzi interessati al buon esito delle procedure stesse). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Ambito di applicazione - Concordato con riserva
L’applicazione della disciplina dettata dall’art. 163-bis legge fall. non è condizionata all’esistenza di un piano concordatario, essendo sufficiente l’apertura di una procedura concordataria a seguito di deposito di domanda di concordato “in bianco”, sempre che via sia un’ offerta d’acquisto di un bene concordatario o un contratto preliminare che tenda a tale scopo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Ambito di applicazione - Principio generale delle vendite competitive
I principi espressi dall’art. 163-bis legge fall. costituiscono l'applicazione, in fase di pre-ammissione, del più generale principio stabilito dall’art. 182 legge fall., ove al comma 5 dispone che “alle vendite, alle cessioni e ai trasferimenti legalmente posti in essere dopo il deposito della domanda si applicano gli artt. da 105 a 108-ter. Le cancellazioni delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo, sono effettuati su ordine del giudice salvo diversa disposizione contenuta nel decreto di omologazione per gli atti a queste successivi”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Coordinamento con la disciplina di cui all'articolo 182 l.f. - Recovery dei creditori concordatari - Accelerazione delle vendite degli assets da valorizzare
Nel tentativo di delineare un possibile percorso di coordinamento delle (in parte distinte) discipline dettate dagli articoli 182 e 163-bis, è fondamentale non perdere di vista quella che è stata la principale e reale intenzione del legislatore posta alla base dell’introduzione della disciplina delle cd. offerte concorrenti e della modifica apportata all’art. 182 legge fall., rappresentata dalla massima recovery dei creditori concordatari realizzabile, fra i vari strumenti, anche con l’accelerazione delle vendite degli assets da valorizzare. Questa lettura deve, quindi, guidare nell’esegesi del nuovo art. 163-bis, anche laddove la sua formulazione letterale non è di immediata e di facile interpretazione, per evitare di instaurare – ingiustificatamente - una procedura competitiva meno snella e più farraginosa, non solo di quella prevista dall’art. 182 legge fall. nei concordati preventivi, ma anche di quella prevista in ambito fallimentare dall’art. 107 legge fall., disposizione caratterizzata dalla libertà di forme. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Coordinamento con la disciplina di cui all'articolo 182 l.f. - Conseguenze - Effetti protettivi della vendita - Effetti liberatori dalla responsabilità per i debiti dell'azienda
Sotto il profilo degli effetti, la vendita competitiva di cui all’art. 163-bis legge fall., pur in assenza di un richiamo degli artt. da 105 a 108-ter legge fall. comporta:
1) gli effetti cd. purgativi di una vendita forzata (art. 108), eseguita con decreto di trasferimento del giudice o con atto notarile previa autorizzazione del giudice, in quanto (i) fatta dall’autorità giudiziaria; (ii) indipendentemente dalla volontà del debitore, in quanto soggetta a procedura competitiva, oltretutto soggetta all’aumento minimo del prezzo base; (iii) nell’interesse del ceto creditorio e (iv) con distribuzione del ricavato nel rispetto delle cause legittime di prelazione ai sensi dell’art. 2741 cc;
2) gli effetti liberatori dalla responsabilità dell’acquirente per i debiti sorti prima del trasferimento dell’azienda e risultanti dai libri contabili obbligatori (105 legge fall.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Differenza rispetto alla disciplina di cui all'articolo 182 l.f. - Obbligatorietà dell'aumento minimo dell'offerta originaria della gara - Modalità di svolgimento - Disciplina delle offerte - Individuazione del miglior offerente
Nonostante entrambi gli articoli 163-bis e 182, comma 5, legge fall. impongano regole competitive, le rispettive procedure sono diverse in quanto l’art. 163-bis prevede l’obbligatorietà, a differenza del combinato disposto degli artt. 182 e 107, dell’aumento (non del rilancio) minimo dell’offerta originaria nonché della gara, con ciò imponendo una procedura competitiva più restrittiva e meno libera rispetto a quella prevista dall’art. 107 legge fall.

Di conseguenza il Tribunale sarà obbligato a stabilire l’aumento minimo, andando così ad incidere, limitandola, sulla libertà negoziale di offerente ed imprenditore in concordato, per consentire la presentazione di “offerte migliorative”, come previsto dal terzo comma dell’art. 163-bis legge fall.

Il tribunale auspicabilmente fisserà un aumento esiguo per limitare quanto più possibile il suo potere di incidere sull’autonomia negoziale delle parti, considerato che deve incidere sulla sfera patrimoniale di un soggetto, il debitore, che non è spossessato del proprio patrimonio, mantenendo oltre alla proprietà, l’amministrazione e la disponibilità dei suoi beni, salve le limitazioni connesse alla natura della procedura.

Laddove, peraltro, alla gara non dovesse partecipare alcuno, oppure le offerte depositate, compresa quella dell’originario offerente, si dovessero ritenere inefficaci in quanto non conformi al decreto del tribunale oppure condizionate, il bene andrà comunque aggiudicato a colui il quale aveva fatto l’offerta originaria iniziale; ciò nonostante la formulazione poco chiara della prima parte del comma 2 dell’art. 163-bis, laddove parrebbe che l’offerta originaria (“L’offerta di cui al primo comma diviene irrevocabile nel momento (…)”) divenga irrevocabile solamente se viene modificata in conformità a quanto previsto dal decreto del tribunale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Delega al commissario giudiziale dello svolgimento della gara - Esclusione
La gara di cui all'articolo 163-bis legge fall. (disciplina delle offerte concorrenti nel concordato preventivo) non può essere delegata al commissario giudiziale, e ciò in ossequio alle regole stabilite dagli artt. 107 e 182 per le vendite competitive, posto che la disposizione prevede che le offerte sono rese pubbliche all’udienza fissata per l’esame delle stesse; che, nel caso in cui vengano presentate più offerte migliorative, il giudice dispone la gara fra gli offerenti, avendo la norma voluto introdurre un sistema di maggior garanzia per il debitore, non spossessato, il quale è sottoposto ad una considerevole limitazione della sua autonomia negoziale e patrimoniale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Aggiudicazione al miglior offerente - Svolgimento di ulteriore gara tra gli offerenti
Si rileva, ancora, che la previsione dell’obbligatorietà della gara sembra non consentire più di aggiudicare il bene al miglior offerente "migliorativo", ma impone comunque una gara fra coloro che abbiano proposto una offerta migliorativa valida, con la conseguenza, tendenzialmente negativa, per la miglior recovery concordataria, che tutti offrano l’importo pari al prezzo offerto dal proponente originario incrementato dell'aumento minimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Obbligo di pubblicità - Distinzione rispetto alla previsione di cui all'articolo 107 l.f.
Quanto all’obbligo di pubblicità, l’art. 163-bis ricalca l’art. 107, laddove prevede che con il decreto è in ogni caso disposta la pubblicità sul portale delle vendite pubbliche di cui all’art. 490 del codice di procedura civile. A differenza, però, dell’art. 107 legge fall., la disposizione in tema di offerte concorrenti non fa seguire alla predetta regola inderogabile l’obbligo di pubblicare la vendita almeno 30 giorni prima dell’inizio della procedura. Si ritiene che ancora una volta il legislatore abbia voluto garantire elasticità, snellezza e rapidità alla procedura competitiva, laddove questa si svolga in una fase iniziale della procedura concordataria, fase in cui spesso deve essere ancora predisposto o perfezionato il piano, sulla cui impostazione andrà a incidere l’esito della gara stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Modalità di vendita - Potere di sospensione del giudice delegato - Sussistenza
Alle vendite competitive di cui all'articolo 163-bis legge fall. è applicabile il potere di sospensione della vendita da parte del giudice delegato di cui all'articolo 108 legge fall., posto che l'articolo 182, comma 5, legge fall. esprime una regola generale applicabile, in quanto compatibile, anche alla fase disciplinata dall’art. 163-bis, si ritiene non esclusa l’applicazione della disciplina residuale di cui all’art. 108, comma 1, legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Modalità di vendita - Potere di sospensione del commissario giudiziale - Esclusione
Alle vendite competitive di cui all'articolo 163-bis legge fall. non è applicabile il potere di sospensione della vendita che l'articolo 107 legge fall. riconosce al curatore per l'ipotesi della presentazione di offerte migliorative, in quanto tale disciplina è applicabile esclusivamente alle vendite effettuate direttamente dal curatore laddove, invece, nel concordato preventivo, le vendite competitive in tema di offerte concorrenti sono gestite dal giudice delegato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Divieto di vendita vincolata - Estensione ai casi in cui debitore e offerente abbiano concluso un contratto preliminare prima dell’apertura del concorso dei creditori - Inopponibilità alla massa
Con l’introduzione della disciplina delle offerte concorrenti di cui all’articolo 163-bis legge fall., il divieto della vendita vincolata nell’ambito della proposta di concordato preventivo è stato esteso anche alle ipotesi in cui il debitore e l’offerente abbiano concluso un contratto preliminare prima del momento dell’apertura del concorso dei creditori, con la conseguenza che un eventuale pregresso incontro delle volontà negoziali di debitore e offerente risultano inefficaci e inopponibili alla massa dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Ambito applicativo - Natura del concordato
La disciplina delle offerte concorrenti si applica qualsiasi a trasferimento di beni in ambito concordatario e quindi non soltanto alle procedure di natura liquidatoria, ma anche a quelle con continuità mista e con continuità funzionale alla cessione dell’azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17 Maggio 2016.


Concordato preventivo – Società immobiliare – Contratti preliminari di cessione di immobili – Procedimento delle offerte concorrenti – Non applicabilità
Non rientrano nell’ambito applicativo delle offerte concorrenti ex art- 163-bis l.f. i contratti preliminari stipulati prima del concordato di cessione di singoli beni ricollegabili alla normale e caratteristica attività di gestione dell’impresa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 11 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Contratti preliminari stipulati in data anteriore all'apertura del concorso - Contratti ricollegabili alla attività di gestione dell'impresa - Applicazione della disciplina delle offerte concorrenti - Esclusione
La lettera della norma contenuta nell'art. 163-bis legge fall. sembra estendere il divieto della vendita vincolata a tutte le ipotesi in cui debitore ed offerente abbiano concluso un contratto preliminare di compravendita in data anteriore all'apertura del concorso dei creditori, con la conseguenza di ritenere inopponibile alla massa anche un eventuale pregresso incontro delle volontà negoziali di debitore e offerente. Appare, tuttavia, maggiormente aderente alla ratio della norma (evitare abusi dello strumento concordatario attraverso la vendita a soggetti predeterminati ed a prezzi inferiori a quelli di mercato) ritenere che non rientrino nell'ambito applicativo delle offerte concorrenti i contratti preliminari di cessione di singoli beni ricollegabili alla normale attività di gestione dell'impresa.

L'assunto trova conforto nelle linee guida del marzo 2016 espresse dai giudici del Tribunale di Bergamo: "Il principio (di cui all'art. 163-bis l.fall.) integra una significativa eccezione a quello generale secondo cui i contratti pendenti proseguono in costanza di concordato, salvo domanda di sospensione o scioglimento da parte del debitore ex art. 169-bis l. fall.. La sua applicazione va quindi riservata ai contratti preliminari conclusi prima della pubblicazione della domanda di concordato, che abbiano come oggetto l'azienda, un ramo d'azienda o specifici beni facenti parte dell'azienda, con conseguente esclusione dei contratti preliminari che siano stati conclusi in coerenza con l'attività di gestione caratteristica della società debitrice (es.: preliminari di compravendita di appartamenti stipulati da una società immobiliare)". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 11 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Vendita di merci deperibili - Modalità competitiva ex art. 163-bis l.f. - Atto urgente di straordinaria amministrazione ex art.161, comma 7, l.f.
Durante la fase di concordato con riserva ex articolo 161, comma 6, legge fall., la vendita da attuarsi mediante modalità competitive ai sensi dell'articolo 163-bis legge fall. di beni dell'impresa proponente può essere ricondotta nel novero degli atti di straordinaria amministrazione a carattere di urgenza di cui all'articolo 161, comma 7, legge fall. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto condivisibili le ragioni addotte dalla proponente a sostegno dell'istanza per la vendita in blocco delle merci del magazzino, in ragione della necessità di procedere alla tempestiva vendita di beni a rapida obsolescenza e la cui conservazione avrebbe comportato una riduzione della capacità di soddisfacimento dei creditori, tenuto conto dei costi relativi ai canoni di locazione del magazzino, al personale addetto, alla manutenzione di locali e attrezzature, nonché delle utenze necessarie alla conservazione di prodotti reperibili). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Ammissione - Somma necessaria per l'intera procedura - Termine fissato dal tribunale per il deposito - Natura - Deposito tardivo - Conseguenze
In tema di concordato preventivo, il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell'art. 163 l.fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l'intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest'ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell'importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2016, n. 8100.


Aumento minimo di cui all’art.163 bis L.F. - Modalità di presentazione delle offerte - Esclusione della possibilità di presentare offerte per persona da nominare - Modalità di svolgimento della gara - Esclusione di offerte pervenute dopo l’aggiudicazione, salva l’applicazione dell’art. 108, c. 1, l.f.
  Tribunale Modena, 19 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Imposta sul valore aggiunto - IVA - Falcidia - Ammissibilità - Presupposti
L’articolo 4, paragrafo 3, TUE nonché gli articoli 2, 250, paragrafo 1, e 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, non ostano a una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, interpretata nel senso che un imprenditore in stato di insolvenza può presentare a un giudice una domanda di apertura di una procedura di concordato preventivo, al fine di saldare i propri debiti mediante la liquidazione del suo patrimonio, con la quale proponga di pagare solo parzialmente un debito dell’imposta sul valore aggiunto attestando, sulla base dell’accertamento di un esperto indipendente, che tale debito non riceverebbe un trattamento migliore nel caso di proprio fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 07 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Provvedimento di apertura - Termine per il deposito della cauzione - Natura perentoria - Revoca del concordato
Il termine previsto dall'articolo 163 legge fall. per il deposito della cauzione ha natura perentoria e la sua violazione comporta la revoca del concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 31 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all’articolo 163-bis legge fall. - Espletamento prima dell’adunanza dei creditori - Modifica del piano di concordato preventivo - Necessità
Il procedimento competitivo previsto dall’articolo 163-bis legge fall. deve esaurirsi prima dell’adunanza dei creditori e ciò anche nell’ipotesi in cui il piano concordatario preveda che la vendita o l’aggiudicazione abbiano luogo dopo l’omologazione; da ciò consegue che il piano di concordato dovrà essere formulato in modo tale da rendere possibile l’espletamento della procedura competitiva nei termini sopra indicati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 29 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Condizione che subordina l’efficacia dell’offerta all’omologa del concordato - Incompatibilità
È incompatibile con l’istituto delle offerte concorrenti e con la scansione temporale che lo caratterizza l’apposizione di una condizione che subordini l’efficacia dell’offerta o del contratto “che abbia la finalità del trasferimento non immediato dell’azienda, del ramo di azienda o di specifici beni” alla intervenuta definitività del decreto di omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Potere del tribunale di definire il contenuto delle offerte - Limiti - Natura negoziale del procedimento
Il potere del tribunale di definire nel dettaglio il contenuto delle future offerte concorrenti ex articolo 163-bis legge fall. può essere esercitato solo entro determinati limiti e non può spingersi fino a trasformare o travolgere completamente le caratteristiche o il contenuto dell’offerta originaria, ma solo specificarlo ed integrarlo in relazione agli aspetti e ai profili indicati dal legislatore e ciò allo scopo di non intaccare il carattere negoziale che contraddistingue il procedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Offerta originaria - Prestazione di garanzia - Necessità - Sottoposizione a condizione - Esclusione
È inammissibile l’offerta da parte di un soggetto già individuato che non sia accompagnata dalla prestazione di alcuna garanzia, in quanto, per assicurarne la comparabilità con eventuali altre offerte, l’offerta originaria deve presentare fin dall’inizio le caratteristiche minime prescritte dall’articolo 163-bis legge fall.

Per la medesima ragione le offerte non possono essere sottoposte a condizioni di sorta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Nuova proposta – Integrazione o modificazione della proposta originaria – Differenze
Anche in assenza di una preventiva ed esplicita rinuncia della domanda originaria, integra gli estremi della nuova proposta di concordato, e non già della mera modificazione o integrazione, la proposta che preveda per la prima volta elementi del tutto nuovi quali la formazione di classi, l’ingresso di un garante, la soddisfazione mediante datio in solutum, la costituzione di una newco, l’assegnazione del bene in leasing, la diversa percentuale offerta ai chirografari. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo – Nuova proposta – Disciplina applicabile
Si applicano le disposizioni di cui al d.l. 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni in l. 6 agosto 2015, n. 132, alla nuova domanda di concordato preventivo, proposta successivamente alla sua entrata in vigore, anche laddove la domanda originaria sia stata introdotta nel periodo anteriore alla novella legislativa. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Classi - Criteri di formazione - Regola generale della pluralità di crediti suddivisi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei - Formazione di classi formate da un solo creditore - Inammissibilità della proposta
È inammissibile la proposta di concordato la quale preveda la formazione di due classi su tre composte da un solo creditore, senza che siano state indicate le ragioni che giustificano la deroga alla regola generale, desumibile dall'articolo 160 legge fall., della formazione della classe mediante l'inserimento di una pluralità di crediti suddivisi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Obbligo di integrale pagamento di Iva e ritenute - Norma eccezionale di carattere sostanziale - Incidenza sull'ordine delle cause di prelazione e sui criteri di formazione delle classi - Esclusione
L'obbligo di pagamento integrale dell'Iva e delle ritenute d'acconto operate e non versate costituisce norma eccezionale di carattere sostanziale dettata dall'articolo 182-ter legge fall. e, come tale, non comporta alcuna alterazione dell'ordine delle cause legittime di prelazione nè viene in rilievo per l'applicazione del principio che impone la formazione delle classi secondo posizione giuridiche ed interessi economici omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 04 Febbraio 2016.


Concordato preventivo – Disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.f. – Concordato in continuità aziendale – Applicabilità – Vendita concorsuale nella fase preconcordataria – Ammissibilità
L’ art. 163 bis l. fall. ha ricompreso nel novero delle offerte soggette a gara tutte quelle che contemplino come controprestazione un corrispettivo in denaro o siano comunque a titolo oneroso, imponendo, senza alcun margine di discrezionalità per il tribunale, di aprire la procedura competitiva alla luce delle manifestazioni di interesse pervenute e del valore dell' azienda o del bene da liquidare.

La disciplina delle offerte concorrenti si applica a qualsiasi trasferimento di beni in ambito concordatario e quindi non soltanto nelle procedure di natura liquidatoria, ma anche nelle procedure con continuità mista e con continuità funzionale alla cessione dell'azienda.

La vendita concorsuale può avvenire anche nella fase preconcordataria, cioè prima della scadenza del termine concesso dal Tribunale ex art. 161, 6° c., l. fall., in assenza di piano, proposta e relazione attestatrice, come lascia chiaramente intendere il combinato disposto degli artt. 163 bis, ultimo comma, e 182, 5° c., l. fall.

E’ ammissibile l’indizione della gara ai sensi dell’art. 163 bis l. fall. sulla base del prezzo di stima giudicato realizzabile dal commissario giudiziale, tenuto conto delle risultanze di bilancio della società e del suo volume d' affari. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 03 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Nomina del commissario giudiziale - Nomina di un collegio di commissari - Ammissibilità - Modalità di funzionamento - Perequazione del compenso
Nonostante l’art. 163, comma 2, n. 3), legge fall. faccia esplicito riferimento alla nomina di un solo commissario, tale norma non esclude la possibilità di nominare un organo avente struttura collegiale, la cui designazione deve quindi reputarsi non estranea al dettato normativo, specie in presenza di diverse norme che prevedono la possibilità per il giudice di avvalersi del contributo e dell’attività di organi tecnici collegiali, tra le quali norme vanno incluse quelle relative ad altre procedure concorsuali previste dall’ordinamento (cfr. la disciplina dettata in tema di esecuzione del concordato preventivo per cessione di beni, in tema di liquidazione coatta amministrativa, di dichiarazione dello stato di insolvenza ex lege n. 270/1999 e di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi). In coerenza con le norme suindicate, il collegio di commissari giudiziali deve adempiere alle proprie funzioni secondo la disciplina da esse prevista per il caso in cui venga disposta la nomina di un organo collegiale: deliberazione a maggioranza in caso di eventuale contrasto di opinioni; esercizio congiunto dei poteri di rappresentanza attraverso almeno due dei componenti del collegio (artt. 198, comma 2, legge fall.; 15 e 38 l. n. 270/1999). Va infine evidenziato che, in considerazione dell’effetto sinergico dell’attività svolta dai componenti del collegio, il compenso finale a quest’ultimo spettante, da determinare secondo i consueti criteri di legge, non può comunque superare quello previsto a favore di un unico commissario, dovendosi quindi procedere alla suddivisione dell’unico onorario complessivo, nella misura che verrà liquidata dal tribunale, per la quota di un terzo in favore di ciascun professionista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Rinvio dell'adunanza dei creditori - Spostamento del termine per la presentazione di proposte concorrenti
L’eventuale rinvio dell’adunanza dei creditori sortisce quale effetto lo spostamento del termine utile per la presentazione di proposte concorrenti da parte di soggetti a ciò legittimati, termine individuato dall’art. 163 legge fall. nel trentesimo giorno antecedente quello dell’adunanza dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Offerta irrevocabile di acquisto condizionata all'omologazione del concordato - Procedura competitiva - Necessità - Determinazione delle modalità di presentazione di offerte irrevocabili
La proposta di concordato accompagnata da due offerte irrevocabili di acquisto condizionate all’omologazione del concordato, aventi ad oggetto le partecipazioni della società ricorrente in altre società, determina l’obbligo per il tribunale di aprire una procedura competitiva (come desumibile dal combinato disposto di cui agli articoli 182 e 163-bis l. fall.) per la ricerca di eventuali ulteriori soggetti interessati all’acquisto delle partecipazioni in discorso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.f. - Ambito applicativo - Contratto preliminare per il trasferimento dell'azienda - Affitto d'azienda - Applicazione ai contratti già conclusi dal debitore in vista della formulazione del piano concordatario con lo scopo del trasferimento non immediato dell'azienda di un ramo della stessa o di specifici beni
La disciplina delle "offerte concorrenti" di cui all'art. 163-bis legge fall., trova applicazione anche quando il debitore abbia stipulato, prima del deposito della domanda di concordato, un contratto che si ha comunque finalizzato al trasferimento non immediato dell'azienda, del ramo d'azienda o di specifici beni e quindi quando il debitore abbia concluso prima del deposito del ricorso un contratto le cui obbligazioni non abbiano avuto ancora esecuzione, come nel caso del contratto preliminare.

Nell'ambito di applicazione della norma in esame non rientra soltanto il caso del contratto preliminare ma anche più in generale l'ipotesi di ogni contratto già concluso dal debitore in vista della formulazione del piano concordatario che abbia comunque lo scopo del trasferimento non immediato dell'azienda, di un ramo d'azienda o di specifici beni, tale dovendosi ritenere anche l'affitto d'azienda ove sia stata pattuita la cessione della stessa al termine dell'affitto o sia stato concesso il diritto di prelazione a favore dell'affittuario stesso, ipotesi questa del resto espressamente richiamata dal legislatore nell'ultimo comma, oppure un contratto di locazione di immobile di cui sia poi prevista la cessione al locatario con imputazione dei canoni nel frattempo corrisposti in conto prezzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 18 Gennaio 2016.


Concordato preventivo con riserva - Affitto d'azienda - Necessità di impedire l'arresto dell'attività - Differimento della procedura competitiva - Fattispecie
Durante la fase di concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, legge fall., è possibile autorizzare in via d'urgenza l'affitto del ramo di azienda, e differire ad un momento successivo l'esperimento della procedura competitiva per l'individuazione del soggetto affittuario, qualora vi sia necessità di salvaguardare l'integrità e il valore del ramo aziendale al fine della migliore soddisfazione dei creditori. (Nel caso di specie, si doveva provvedere alle manutenzioni ed al pagamento dei fornitori di energia indispensabili per impedire l'arresto del processo produttivo; il Tribunale ha quindi autorizzato la stipula dell'affitto di azienda con assunzione da parte dell'affittuaria degli oneri di manutenzione degli impianti e dalla rimessa in esercizio dell'attività d'impresa e con l'impegno di mantenere l'efficacia dell'offerta d'acquisto della stessa anche nell'ipotesi di fallimento del debitore). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 23 Dicembre 2015.


Concordato preventivo - Offerta da parte di soggetto già individuato - Esperimento della procedura competitiva - Inderogabilità della norma - Modifica della proposta - Necessità
La prescrizione dell'esperimento della procedura competitiva contenuta nell'articolo 163-bis legge fall. costituisce norma inderogabile destinata a regolare le vendite e le cessioni in ambito concordatario; da ciò consegue la necessità di modificare la proposta che si fondi essenzialmente su un'offerta di acquisto che preveda un termine di scadenza talmente ravvicinato da impedire la pubblicizzazione dell'offerta e l'espletamento della gara competitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Novembre 2015.


Concordato preventivo – Finanziamenti prededucibili – Finanziamenti erogati in funzione della presentazione della domanda di concordato ex art. 182-quater l.fall. – Natura prededucibile del credito relativo alla restituzione della caparra corrisposta dal promissario acquirente dell’azienda in caso di mancata aggiudicazione all’esito della procedura competitiva ex art. 163-bis l.fall. – Sussistenza
Il credito relativo alla restituzione della somma corrisposta dal promissario acquirente dell’azienda quale caparra e versata a titolo di spese di procedura ha natura prededucibile, laddove il promissario acquirente non risulti cessionario dell’azienda all’esito dell’espletamento delle procedure competitive ex art. 163-bis l.fall. (Francesco Fimmanò) (Riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 26 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Proposte concorrenti - Applicazione alla procedura di concordato introdotta con ricorso ex articolo 160, comma 6, l.f. in data anteriore al d.l. 83/2015 - Esclusione
Poiché alla procedura di concordato preventivo introdotta con ricorso prenotativo ex articolo 160, comma 6, legge fall. non si applica la normativa di cui al decreto legge 83/2015, convertito in legge 132/2015, deve ritenersi inammissibile la proposta concorrente depositata dal terzo nell'ambito di una procedura iniziata con ricorso prenotativo depositato in data 6 maggio 2015, proposta che potrà essere presa in considerazione solo nel caso in cui venga fatta propria e deliberata dal debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 26 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Creazione di una classe di creditori finalizzata alla precostituzione di un gruppo a priori assenziente - Abuso - Violazione del principio generale di buona fede - Uso deviato della facoltà che la legge riconosce al proponente il concordato
La creazione di una classe di creditori finalizzata alla precostituzione di un gruppo a priori assenziente (specie se si tratta di creditori che originariamente non avrebbero avuto diritto di voto) costituisce fattispecie ascrivibile all'abuso del diritto quale violazione del principio generale di buona fede, in quanto diretta ad un uso deviato della facoltà che la legge riconosce al debitore proponente il piano concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Articolo 160 L.F. - Deroga al principio della parità di trattamento dei creditori - Formazione delle classi - Destinazione di beni ad alcuni creditori soltanto - Illegittimità
Se è vero che l'articolo 160 legge fall., nella misura in cui consente un trattamento differenziato per le varie classi di creditori, comporta una deroga all'articolo 2741 c.c., è altrettanto vero che il prevedere una ripartizione percentualmente differenziata di un'unica massa attiva non significa destinare determinati beni esclusivamente ad alcuni creditori o secondo un meccanismo del tutto sovrapponibile a quello del privilegio ipotecario o speciale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Offerta d'acquisto dell'azienda da parte di soggetto già individuato - Procedura competitiva - Ammissibilità
Qualora il ricorso per concordato con riserva ex articolo 161, comma 6, legge fall. dia atto dell'esistenza di un'offerta per l'acquisto dell'azienda da parte di soggetto già individuato, è possibile disporre immediatamente l'attivazione di una procedura competitiva ai sensi dell'articolo 163-bis legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 17 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Garanzia di adempimento del concordato prestata da un terzo - Cessione di azienda a soggetto determinato - Procedura competitiva - Aggiudicazione dell'azienda ad altro soggetto - Restituzione della fideiussione
Qualora l'adempimento del piano concordatario sia garantito da fideiussione prestata da un terzo, è possibile prevedere la restituzione della fideiussione nell'ipotesi in cui, all'esito delle procedure competitive disposte dal tribunale, l'azienda venga acquistata da soggetto diverso da quello indicato nel piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Credito vantato dalla società controllante - Postergazione
Il fatto che il principale credito chirografario sia vantato dalla società che controlla quella ammessa alla procedura di concordato impone di considerare il credito della prima come credito da finanziamento suscettibile di postergazione a norma dell'articolo 2467 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Crediti postergati - Distinzione dei creditori chirografari - Necessità
Comporta la violazione delle regole di formazione delle classi dei creditori la proposta di concordato che collochi nell'unica classe di creditori chirografari anche il credito da finanziamento soci postergato ai sensi dell'articolo 2467 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Novembre 2015.


Postergazione - Crediti derivanti da forniture effettuate dal socio in periodo di squilibrio - Natura postergata - Sussistenza - Fattispecie
Ha natura postergata ex articolo 2467 c.c. il credito derivante da prestazioni di beni o di servizi effettuate dal socio in un periodo in cui la società versava in situazione di squilibrio finanziario, tanto che sarebbe stato ragionevole un conferimento, ovvero in una situazione di eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto.
(Nel caso di specie, i) le forniture che hanno dato origine al credito - che il tribunale ha ritenuto costituisse un finanziamento indiretto effettuato dai soci - erano state effettuate in un periodo in cui i soci avevano deliberato la messa in liquidazione della società, dando atto della perdita del capitale al di sotto del minimo di legge nonché di precedenti confronti informali sulla questione, ed avevano, inoltre, affittato d'azienda ad un terzo; oltre al fatto che le forniture erano quantitativamente di gran lunga superiori rispetto a quelle dell'anno precedente; ii) il piano prevedeva l'ipotesi alternativa dell'apporto di finanza esterna per l'ipotesi in cui al credito in questione fosse stata riconosciuta la natura postergata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 23 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Contratto finalizzato alla vendita differita dei beni - Potere/dovere del giudice di sciogliere il debitore - Modifica della proposta del piano in conformità all'esito della gara
È necessario dar corso al procedimento competitivo di cui all'articolo 163-bis legge fall. anche quando il debitore abbia stipulato un contratto finalizzato alla vendita differita dei beni; in tal caso, il giudice ha il potere/dovere di sciogliere il debitore dagli obblighi contrattualmente assunti per permettergli di modificare la proposta ed il piano di concordato in conformità all'esito della gara, con la precisazione che tale scioglimento avrà luogo solo al momento dell'aggiudicazione ad un diverso soggetto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 15 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Affitto di azienda stipulato in data anteriore alla procedura - Acquisto dell'azienda da parte dell'affittuario - Modalità di svolgimento della gara
Qualora il procedimento competitivo di cui all'articolo 163-bis legge fall. abbia ad oggetto l'acquisto di un'azienda da parte dell'affittuario in base a contratto di affitto stipulato in data anteriore alla domanda di concordato, l'aumento minimo del corrispettivo di cui all'articolo 163-bis, comma 2, citato può essere riferito esclusivamente al prezzo per l'acquisto dell'azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 15 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Offerte concorrenti - Contratto di affitto di azienda in corso con l'affittuario - Clausola di scioglimento anticipato - Inopponibilità alla procedura della maggior durata
Per effetto dell'applicazione del procedimento competitivo di cui all'articolo 163-bis legge fall., qualora il contratto di affitto del ramo di azienda già in corso con laffittuario scelto dal debitore in data anteriore alla domanda di concordato preveda la sua estinzione anticipata nell'ipotesi in cui l'azienda venga acquistata dallo stesso affittuario, il contratto di affitto si scioglierà di diritto al momento della aggiudicazione ad un soggetto diverso, non essendo opponibile alla procedura la maggior durata dallo stesso prevista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 15 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Scadenza del termine di cui all'articolo 10 l.f. - Abuso dello strumento concordatario - Esclusione
La presentazione della domanda di concordato preventivo in prossimità della scadenza del termine di cui all'articolo 10 legge fall., oltre il quale non è più possibile dichiarare il fallimento, non è di per sé elemento sufficiente per configurare l'abuso dello strumento concordatario, tanto più quando nel ricorso sia espressa la volontà di assicurare il soddisfacimento concorsuale dei creditori con la liquidazione del patrimonio immobiliare.

È comunque ipotizzabile un’interpretazione ragionevole (costituzionalmente orientata al rispetto dell’art. 3 della Costituzione) del combinato disposto degli artt. 10 e 161 legge fall., secondo cui la presentazione dell’istanza di concordato, durante la pendenza del termine previsto dall’art. 10 legge fall., sospende il termine annuale per la dichiarazione di fallimento fino alla definizione della procedura di concordato, tenuto conto del rilievo che: 1) la finalità perseguita dall’art. 10 è realizzata anche dall’instaurazione nel termine annuale del procedimento di liquidazione concorsuale alternativo e prevalente rispetto alla dichiarazione di fallimento; 2) in caso contrario, l’evidenziata prevalenza generale del concordato rispetto al fallimento verrebbe meno, in assenza di un’espressa previsione derogatoria; 3) l’art. 162, comma 2, legge fall., nel prevedere la dichiarazione di fallimento all’esito del procedimento di concordato preventivo, non richiama l’art. 10. (Paola Cuzzocrea) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Omologa del Tribunale - Revoca da parte della Corte d'appello - Proposizione di ricorso per cassazione - Immediata esecutività - Esclusione - Obbligo per il Tribunale di dichiarare il fallimento - Esclusione - Coordinamento tra la procedura fallimentare e concordataria - Preferenza di quest'ultima
In caso di revoca dell'omologa del concordato preventivo, pronunciata dalla Corte d'appello su reclamo ex art. 182 l.fall., con rimessione degli atti al Tribunale per i provvedimenti di competenza, qualora la debitrice concordataria abbia impugnato il provvedimento della Corte d'appello con ricorso per Cassazione, il Tribunale non è obbligato a dichiarare il fallimento, dovendosi ritenere che la decisione resa in sede di reclamo non sia esecutiva sino al suo passaggio in giudicato. Per un verso, infatti, non è possibile formulare un principio di carattere generale vigente per tutti i procedimenti camerali quando si discute di efficacia dei provvedimenti ancora soggetti ad impugnazione; per altro verso, l'analisi della peculiare disciplina legale degli effetti del decreto di omologazione del concordato preventivo induce a considerare che gli effetti del rimedio impugnatorio debbano essere ricostruiti in analogia con quanto stabilito dalla giurisprudenza con riferimento alla revoca della sentenza dichiarativa di fallimento. L'equiparazione operata dall'art. 180 l.fall. tra gli effetti - provvisoriamente esecutivi - della decisione di omologa del concordato preventivo e quelli della sentenza dichiarativa di fallimento impone di confrontarsi con la giurisprudenza di Cassazione in materia di esecutività della decizione di revoca della sentenza di fallimento, assunta in sede di reclamo, ed induce a ritenere che la stessa ratio, ossia la tutela dei creditori (meglio realizzata dall'ipotesi concordataria in continuità, che, oltre ad essere stata accettata dalla maggioranza di essi, è per sua stessa natura più conveniente dell'ipotesi liquidatoria fallimentare), possa giustificare la non esecutività del provvedimento emesso dalla Corte d'appello fino alla definitività della decisione sul reclamo stesso.

La superiore conclusione non è revocata in dubbio dalla pronuncia delle Sez. Un. n. 9953/2015, ove si è affermato che, al verificarsi degli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 l.fall., il fallimento dell'imprenditore può essere dichiarato, su istanza del creditore o del pubblico ministero, con sentenza contestuale al decreto di revoca-inammissibilità-insuccesso-diniego di omologa della procedura concordataria. A tali eventi non è infatti parificabile il rigetto dell'omologa ex art. 182 l.fall., sia perché in siffatta ipotesi è stato impugnato davanti alla Corte d'appello un decreto di omologazione che ha dato pieno ingresso alla procedura concordataria, e non vi ha, invece, posto fine; sia perché è impossibile una contestualità tra la decisione che pone fine alla procedura concordataria e la dichiarazione di fallimento, anzi affidate ad organi giudiziari distinti. La pendenza del ricorso per Cassazione, che mantiene in vita il procedimento di concordato preventivo, impone dunque un coordinamento con la parallela procedura pre-fallimentare affidato al Tribunale, il quale - tenuto conto della grande convenienza della proposta di concordato rispetto a quella liquidatoria, del fatto che i rapporti del liquidatore giudiziale danno conto di un'esecuzione del concordato conforme alla prognosi della proposta, del fatto che la dichiarazione di fallimento determinerebbe la morte del concordato anche nell'ipotesi in cui il ricorso per Cassazione venisse accolto, del fatto che nessun pregiudizio può derivare ai creditori o al fallito dall'attesa dell'esito del ricorso per Cassazione - ritiene di non avere la discrezionalità per aprire un fallimento, e pertanto non può che rigettare la richiesta di fallimento per improcedibilità. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Rovereto, 16 Luglio 2015.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Eccessivo squilibrio dell'indebitamento - Situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento - Indagine - Criteri - Patrimonio netto rettificato
E nel patrimonio netto rettificato e rivalutato, più che nei meri dati di bilancio, che va ricercato il senso delle nozioni di eccessivo squilibrio usata dal legislatore, posto che è in tali poste rettificate che risiede la garanzia per i creditori terzi di vedere soddisfatte le proprie ragioni in sede di liquidazione, tenuto conto che trattasi di una stima della reale consistenza patrimoniale nota a qualsiasi intermediario finanziario impegnato in una valutazione della solidità patrimoniale della società in sede di istruttoria del fido; con la precisazione che la stima non può limitarsi ad una disamina statica, ma deve porsi anche in un'ottica liquidatoria futura (essendo la norma rivolta alla tutela dei creditori terzi rispetto ai creditori soci), dovendosi quindi valutare anche, su un ragionevole orizzonte temporale, se l'impresa possa prospetticamente operare in condizioni di equilibrio economico finanziario, venendo meno le quali anche l'attuale equilibrio potrebbe apparire del tutto effimero ed apparente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Predisposizione del piano concordatario - Differenziazione rispetto ai creditori chirografari - Creazione di apposita classe - Necessità
Il creditore postergato non può essere inserito nel piano di concordato di cui facciano parte anche altri creditori chirografari in posizione indifferenziata rispetto ad essi, ossia senza che il postergato venga inserito in apposita classe che ne preveda e rispetti il trattamento disomogeneo rispetto agli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Creditori postergati - Trattamento - Divieto di alterazione delle cause legittime di prelazione
È illegittima una proposta di concordato che destini parte delle risorse dell'attivo concordatario al pagamento dei creditori postergati in danno dei chirografari, senza che un'eventuale approvazione maggioritaria della stessa, con o senza classi, possa valere a sanare il vulnus all'articolo 2467 c.c., traducendosi una tale proposta in una violazione del disposto dell'articolo 160, comma 2, legge fall, a mente del quale in nessun caso il trattamento stabilito per ciascuna classe può avere l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione, disposizione nella quale ben può farsi rientrare l'articolo 2467 c.c., inteso come una forma di privilegio in negativo o anti-privilegio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Pendenza di procedimento di concordato preventivo - Dichiarabilità del fallimento - Esaurimento della procedura di concordato - Necessità
In pendenza di un procedimento di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, il fallimento dell'imprenditore, su istanza di un creditore o su richiesta del pubblico ministero, può essere dichiarato soltanto quando ricorrono gli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 l. fall. e cioè, rispettivamente, quando la domanda di concordato sia stata dichiarata inammissibile, quando sia stata revocata l'ammissione alla procedura, quando la proposta di concordato non sia stata approvata e quando, all'esito del giudizio di omologazione, sia stato respinto il concordato; la dichiarazione di fallimento, peraltro, non sussistendo un rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tra le procedure, non è esclusa durante le eventuali fasi di impugnazione dell'esito negativo del concordato preventivo. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Pendenza di procedimento di concordato preventivo ordinario o con riserva - Improcedibilità del procedimento prefallimentare - Esclusione - Impedimento temporaneo alla dichiarabilità del fallimento - Dichiarazione di rigetto - Ammissibilità
La pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, non rende improcedibile il procedimento prefallimentare iniziato su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, né ne consente la sospensione, ma impedisce temporaneamente soltanto la dichiarazione di fallimento sino al verificarsi degli eventi previsti dagli arti. 162, 173, 179 e 180 I. fall.; il procedimento, pertanto, può essere istruito e può concludersi con un decreto di rigetto. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Procedimento di concordato preventivo - Rapporti tra le procedure - Continenza - Riunione
Tra la domanda di concordato preventivo e l'istanza o la richiesta di fallimento ricorre, in quanto iniziative tra loro incompatibili e dirette a regolare la stessa situazione di crisi, un rapporto di continenza. Ne consegue la riunione dei relativi procedimenti ai sensi dell'art. 273 c.p.c., se pendenti innanzi allo stesso giudice, ovvero l'applicazione delle disposizioni dettate dall'art. 39, comma 2, c.p.c. in tema di continenza e competenza, se pendenti innanzi a giudici diversi. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Domanda presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa ma con lo scopo di differire la dichiarazione di fallimento - Abuso del processo - Inammissibilità
La domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Pendenza di procedimento di concordato preventivo - Dichiarabilità del fallimento - Esaurimento della procedura di concordato - Necessità
In pendenza di un procedimento di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, il fallimento dell'imprenditore, su istanza di un creditore o su richiesta del pubblico ministero, può essere dichiarato soltanto quando ricorrono gli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 I. fall. e cioè, rispettivamente, quando la domanda di concordato sia stata dichiarata inammissibile, quando sia stata revocata l'ammissione alla procedura, quando la proposta di concordato non sia stata approvata e quando/ all'esito del giudizio di omologazione, sia stato respinto il concordato; la dichiarazione di fallimento, peraltro, non sussistendo un rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tra le procedure, non è esclusa durante le eventuali fasi di impugnazione dell'esito negativo del concordato preventivo. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Pendenza di procedimento di concordato preventivo ordinario o con riserva - Improcedibilità del procedimento prefallimentare - Esclusione - Impedimento temporaneo alla dichiarabilità del fallimento - Dichiarazione di rigetto - Ammissibilità
La pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, non rende improcedibile il procedimento prefallimentare iniziato su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, né ne consente la sospensione, ma impedisce temporaneamente soltanto la dichiarazione di fallimento sino ai verificarsi degli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 1. fall.; il procedimento, pertanto, può essere istruito e può concludersi con un decreto di rigetto. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Procedimento di concordato preventivo - Rapporti tra le procedure - Continenza - Riunione
Tra la domanda di concordato preventivo e l'istanza o la richiesta di fallimento ricorre, in quanto iniziative tra loro incompatibili e dirette a regolare la stessa situazione di crisi, un rapporto di continenza. Ne consegue la riunione dei relativi procedimenti ai sensi dell'art. 273 c.p.c., se pendenti innanzi allo stesso giudice, ovvero l'applicazione delle disposizioni dettate dall'art. 39, comma 2, c.p.c. in tema di continenza e competenza, se pendenti innanzi a giudici diversi. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Concordato preventivo - Domanda presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa ma con lo scopo di differire la dichiarazione di fallimento - Abuso del processo - Inammissibilità
La domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti. Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015.


Concordato preventivo – Crediti per IVA e per ritenute d'acconto operate e non versate – Falcidia – Ammissibilità
Sulla base di quanto ha statuito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la recentissima sentenza ECLI:EU:C:2016:206 del 7 aprile 2016 non è incompatibile con l'ordinamento italiano una falcidia dell'IVA in sede concordataria ed a maggior ragione, lo stesso ragionamento deve valere per le "ritenute" citate nell'art. 182-ter, non avendo esse neppure quel rilievo Europeo che aveva portato la Cassazione a escludere la falcidiabilità concordataria dell'IVA. Da ciò consegue che la non falcidiabilità di IVA e ritenute deve essere confinata nell'ambito della transazione fiscale, e dunque la legittimità della falcidia in assenza di transazione fiscale che è solo facoltativa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Rinuncia a due precedenti proposte - Abuso - Esclusione - Fattispecie
È possibile escludere la fattispecie dell'abuso del concordato qualora, nonostante la rinuncia a due precedenti proposte, non siano state proposte istanze di fallimento e sia stata svolta un'intensa attività allo scopo di raggiungere un accordo con i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 10 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Procedimento di revoca ex articolo 173 L.F. - Procedimento - Diritto di difesa del debitore - Applicazione “in quanto compatibili” delle forme previste dall’articolo 15 L.F. - Possibili sbocco del procedimento nella richiesta di fallimento - Eventualità nota al debitore sin dal momento della presentazione della domanda di concordato
Il principio secondo il quale il sub procedimento per la revoca del concordato preventivo previsto dall’articolo 173 L.F. si svolge nelle forme di cui all’articolo 15 L.F. deve intendersi nei limiti della compatibilità con le norme del procedimento di concordato, nell’ambito del quale il debitore ha già formalizzato il rapporto processuale innanzi al tribunale e dove il creditore ed il pubblico ministero possono formulare istanza di fallimento direttamente all’udienza fissata per la revoca dell’ammissione. In sostanza, dopo l’ammissione del debitore al concordato preventivo, deve ritenersi già instaurato il rapporto processuale tra il debitore ed il tribunale ed è nell’ambito di tale rapporto che si apre il sub procedimento di cui all’articolo 173, il cui eventuale sbocco nella dichiarazione di fallimento deve ritenersi noto al debitore sin dal momento della proposizione della domanda di concordato. In questo senso depone la possibilità, prevista dall’articolo 173, comma 2, che l’istanza di fallimento sia proposta in occasione dell’udienza. Pertanto, ove all’udienza fissata ai sensi dell’articolo 173, comma 2, venga proposta istanza di fallimento, potrà tutt’al più essere concesso al debitore che lo richieda un termine a difesa, in analogia con quanto previsto dall’articolo 15, comma 4, soprattutto nel caso in cui la domanda di concordato è stata proposta deducendo uno stato di crisi e non di insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 30 Ottobre 2014.


Finanziamenti in funzione o in esecuzione del concordato preventivo – Somme necessarie per il deposito giudiziale ex art. 163 l. fall. – Autorizzazione a contrarre il finanziamento presso istituto bancario – Ammissibilità – Prededuzione
In sede di ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo, il tribunale può autorizzare il ricorrente a contrarre un finanziamento bancario necessario per la costituzione del deposito giudiziale ex art. 163 l. fall., riconoscendo la prededuzione al corrispondente credito ai sensi e per gli effetti dell’art. 182 quater, comma 2, l. fall.. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 17 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Deposito cauzionale - Natura perentoria del termine - Esclusione - Apertura d’ufficio del procedimento di revoca
Il termine per il deposito della cauzione di cui all’articolo 163 L.F. non può ritenersi perentorio in mancanza di esplicita previsione normativa; in secondo luogo, il mancato rispetto di detto termine non comporta l’immediata e automatica applicazione della sanzione della revoca del concordato, bensì l’apertura d’ufficio del procedimento di revoca, nell’ambito del quale, previa audizione del debitore, il giudice, tenendo conto dell’interesse della procedura e dei creditori, dovrà valutare caso per caso se il ritardato versamento della somma renda impossibile il rispetto di tutte le successive scadenze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bari, 30 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Provvedimento di ammissione di cui all’articolo 163 L.F. Reclamabilità - Esclusione
Posto che il decreto di ammissione al concordato preventivo di cui all’articolo 163 L.F. non è soggetto a reclamo per esplicita previsione del primo comma di detta disposizione, appare opportuno rilevare che la soluzione di valutare l’eventuale mancato rispetto del termine per il deposito della cauzione nell’ambito del procedimento di revoca del concordato appare una soluzione coerente con la natura procedimentalizzata del procedimento e consente di contemperare, grazie al controllo del giudice, le particolari e pregnanti varie esigenze di speditezza e certezza della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bari, 30 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Abuso dello strumento concordatario
Se è vero che il controllo del tribunale non si sovrappone alla valutazione di fattibilità e di veridicità dei dati aziendali contenuta nella relazione del professionista, è opportuno precisare che detto controllo e comunque deputato a garantire che l’accesso alla procedura di concordato preventivo non abbia intenti meramente dilatori. (Nel caso di specie, il debitore aveva presentato ricorso per concordato con riserva nell’immediatezza dell’udienza fissata per la dichiarazione di fallimento, allegando copia informale dei bilanci ed una situazione patrimoniale non aggiornata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 28 Luglio 2014.


Bilanciamento dei contrapposti interessi - Valutazione da effettuarsi dopo il deposito del piano
Nell'ipotesi di contemporanea pendenza del procedimento per dichiarazione di fallimento e di quello per concordato preventivo, ove non sia ravvisabile un manifesto abuso dello strumento concordatario, la valutazione in ordine al bilanciamento tra l'interesse dei creditori al fallimento e quello del debitore all'accesso a soluzioni concordate della crisi può essere differita al momento del deposito del piano e della documentazione di cui all'articolo 161, commi 2 e 3 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 06 Giugno 2014.


Finanziamento dei soci - Crediti postergati - Applicazione dell’articolo 2467 c.c. ai rapporti in corso alla data del 1 gennaio 2004
L’articolo 2467 c.c. è applicabile in via analogica anche ai finanziamenti effettuati dai soci, effettuati alle condizioni previste dalla norma, in epoca precedente la riforma del diritto societario e quindi a tutti i finanziamenti che alla data del 1 gennaio 2004 erano ancora in corso e da rimborsare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 20 Maggio 2014.


Finanziamento dei soci - Postergazione - Credito con natura eventuale - Diritto agli accantonamenti a riserva - Esclusione
La postergazione ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. è finalizzata alla tutela dei creditori terzi e ciò vale a maggior ragione quando i finanziamenti siano erogati dai soci di società sottocapitalizzate e con compagini ristrette. L’apporto di capitale di rischio, ancorché sub specie mutui, non attribuisce, infatti, ai soci finanziatori di una società in crisi il diritto di concorrere in pari grado con gli altri creditori sociali, poiché, diversamente opinando, il rischio d’impresa verrebbe trasferito di fatto su costoro, il che dimostra, ulteriormente, come il credito del socio finanziatore sia, all’interno di una procedura fallimentare, non già e non tanto un credito semplicemente condizionato, quanto un credito del tutto eventuale, al più ammissibile al passivo con postergazione e senza alcun diritto agli accantonamenti a riserva, come invece disposto per i creditori effettivamente condizionali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 20 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Dichiarazione di fallimento - Rapporto tra le due procedure - Principio della prevalenza del concordato preventivo sul fallimento - Funzione preventiva del concordato attraverso una soluzione alternativa basata sull'accordo del debitore con la maggioranza dei creditori - Contrasto con la sentenza delle Sezioni unite n. 1521 del 2013.
La prima sezione della Corte di cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione relativa al rapporto tra le procedure di concordato preventivo e di fallimento, affermando che la sentenza delle Sezioni unite n. 1521 del 2013, non si sarebbe limitata a negare che l'esame della domanda di concordato condizioni quello della richiesta di fallimento, ma, valutando il rapporto tra le due procedure nel loro complesso, abbia negato che l'apertura della seconda sia condizionata all'esaurimento della soluzione concordata della crisi.
Il Collegio è, invece, dell'avviso che la pendenza della procedura di concordato preventivo precluda la possibilità di dichiarare il fallimento e che, più in generale, il principio della prevalenza della procedura di concordato non possa dirsi superato per effetto della eliminazione dell'inciso contenuto nell'articolo 160 L.F., secondo il quale all'imprenditore veniva concessa la facoltà di proporre il concordato preventivo fino a che il suo fallimento non fosse stato dichiarato.
Non può, infatti, escludersi, prosegue la Corte, che il principio della prevalenza sul fallimento del concordato preventivo sia altrimenti ricavabile dal sistema, il quale attribuisce al secondo la funzione di prevenire il fallimento attraverso una soluzione alternativa basata sull'accordo del debitore con la maggioranza dei creditori. Tale funzione preventiva comporta che, prima di dichiarare il fallimento, debba essere esaminata l'eventuale domanda di concordato, per far luogo, poi, alla dichiarazione del fallimento solo in caso di mancata apertura della procedura minore. Inoltre, una volta aperta quest'ultima ai sensi dell'articolo 163 L.F., il fallimento non potrà più essere dichiarato sino alla conclusione di essa in senso negativo, ossia con la mancata approvazione ai sensi dell'articolo 169, il rigetto ai sensi dell'articolo 180, ultimo comma, ovvero la revoca dell'ammissione ai sensi dell'articolo 173.
La Corte afferma, quindi, che, allorché sia pendente anche la domanda di concordato, l'istanza (o richiesta) di fallimento non è sospesa ai sensi dell'articolo 295 c.p.c., in quanto manca il rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tra le due domande e che, in tal caso, non è nemmeno corretto parlare di temporanea improcedibilità della domanda di fallimento, dato che nulla osta ad una decisione di rigetto. Semplicemente il fallimento non potrà essere dichiarato sino all'esito negativo della domanda di concordato.
La Corte precisa, poi, che la regola della temporanea non dichiarabilità del fallimento non trova applicazione con riguardo alle fasi di impugnazione dei provvedimenti che pongono fine alla prospettiva concordataria, per cui non è necessario attendere l'esito dell'impugnazione per dichiarare il fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2014, n. 9476.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Crediti generati dalla responsabilità di cui all'articolo 2497 c.c. per attività di direzione e coordinamento di società - Responsabilità sussidiaria - Formazione di apposita classe - Necessità.
La responsabilità derivante dall'attività di direzione e coordinamento di società di cui all'articolo 2497 c.c. ha natura sussidiaria, subordinata all’incapienza del patrimonio della società sottoposta; ne consegue che, nell'ambito del concordato della società preposta, i crediti generati da tale responsabilità devono essere collocati in apposita classe. Tribunale Rimini, 26 Novembre 2013.


Dichiarazione di fallimento - Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo - Sospensione del procedimento per dichiarato di fallimento - Regolamento di competenza - Esclusione.
Il provvedimento che dispone la sospensione del procedimento per dichiarazione di fallimento per effetto dell'ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo non è impugnabile con regolamento di competenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Giugno 2013.


Dichiarazione di fallimento - Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo - Ammissione del debitore alla procedura di concordato - Improcedibilità della domanda di fallimento.
In tema di rapporti tra i procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo, in caso di ammissione del debitore alla seconda procedura e di contestuale presentazione di un'istanza di fallimento, l'unica soluzione alternativa alla sospensione impropria è quella di dichiarare improcedibile la domanda di fallimento, ai sensi dell'articolo 168 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Giugno 2013.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Costituzione di autonoma classe composta dai crediti dei soci per finanziamenti postergati ex art. 2467 c.c..
Nel concordato preventivo, nella formazione delle classi, è corretta la costituzione di autonoma classe composta dai crediti dei soci per il rimborso dei finanziamenti effettuati a favore della società, postergati, ai sensi dell'art. 2467 c.c., rispetto al soddisfacimento degli altri creditori, essendo diversa la loro posizione giuridica, differente sia dai privilegiati che dai chirografari, posto che la citata norma ne prevede il rimborso solo dopo il soddisfacimento degli altri creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Classe composta dai crediti dei soci per rimborso di finanziamenti postergati ai sensi dell'articolo 2467 c.c. - Diritto al voto - Sussistenza.
Nel concordato preventivo con classi, i creditori che appartengono alla classe composta dai crediti di rimborso dei soci per finanziamenti a favore della società postergati ai sensi dell'art. 2467 c.c. devono essere ammessi al voto, atteso che i crediti di cui sono titolari sono anteriori alla pubblicazione nel registro delle imprese del ricorso per concordato, ed esigibili, non trovando applicazione nella specie l'esclusione di voto prevista dall'art. 177, comma 4, L.F., che è norma eccezionale, soggetta ad interpretazione restrittiva, non suscettibile di interpretazione analogica. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Suddivisione dei creditori in classi - Discrezionalità del proponente - Verifica del tribunale circa la genuinità del voto.
Nel concordato preventivo la scelta di effettuare una suddivisione dei creditori in classi è rimessa alla discrezionalità dell'imprenditore proponente il concordato e il sindacato del tribunale deve limitarsi a verificare la presenza di omogeneità -per posizione giuridica e/o interesse economico- tra i creditori inseriti nella medesima classe, affinchè il voto espresso a maggioranza sia il più possibile genuino, evitando che il voto delle singole classi possa essere inquinato dalla posizione peculiare di taluno dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Suddivisione dei creditori in classi - Suddivisione tra istituti bancari e fornitori - Legittimità.
Nel concordato preventivo con suddivisione dei creditori in classi è del tutto legittima la collocazione in classi diverse di istituti bancari e fornitori, essendo differente e meritevole di valorizzazione la posizione soggettiva di chi eroga credito rispetto al fornitori di beni e servizi, differenziandosi sia per struttura imprenditoriale che per diversa capacità di sopportare un differimento nei pagamenti oltre che, di regola, per dimensione dei crediti. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Suddivisione dei creditori in classi - Classe costituita dal solo socio accomandante - Ammissibilità.
Nel concordato preventivo di una società in accomandita semplice con suddivisione dei creditori in classi è corretta la costituzione di una classe costituita dal solo socio accomandante, quale creditore della società, posto che l'accomandante della società è portatore di un interesse economico rispetto all'approvazione del concordato differente da quello degli altri creditori e quindi è indispensabile che il suo voto sia espresso separatamente, mediante l’isolamento in un'apposita classe. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Società in accomandita semplice - Ammissibilità del voto del socio accomandante creditore della società.
Il socio accomandante di società in accomandita semplice ammessa al concordato preventivo, se creditore della società, può essere ammesso al voto non operando la previsione dell'art. 177 ul.co. L.F. che costituisce norma eccezionale soggetta ad interpretazione restrittiva, non suscettibile, pertanto, di interpretazione analogica. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Formazione di una pluralità di classi con il medesimo trattamento - Oggettiva diversità di interessi - Ammissibilità.
La formazione di una pluralità di classi con il medesimo trattamento deve ritenersi ammissibile qualora sia giustificata da un’oggettiva diversità di interessi (nel caso concreto non può ritenersi giuridicamente identica la posizione dei creditori muniti di privilegio speciale garantiti aliunde con quella dei creditori muniti di privilegio generale, in relazione alla quota chirografaria non assistita da privilegio). (Massimo Gaballo) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 29 Novembre 2012.


Concordato preventivo - Ammissione - Decreto di ammissione - In genere - Somma necessaria per l'intera procedura - Termine fissato dal tribunale per il deposito - Natura - Deposito tardivo - Conseguenze
In tema di concordato preventivo, il termine fissato dal tribunale, ai sensi dell'art. 163 legge fall., per il deposito della somma che si presume necessaria per l'intera procedura ha carattere perentorio, atteso che la prosecuzione di quest'ultima richiede la piena disponibilità, da parte del commissario, dell'importo a tal fine destinato e questa esigenza può essere soddisfatta soltanto con la preventiva costituzione del fondo nel rispetto del predetto termine, da considerarsi quindi improrogabile, con conseguente inefficacia del deposito tardivamente effettuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Novembre 2012, n. 20667.


Concordato preventivo – Proposta concordataria – Suddivisione dei creditori in classi – Composizione delle classi – Libertà del debitore – Rispetto del criterio di ragionevolezza dettato dal legislatore – Controllo del Tribunale – Necessità – Collocazione dei creditori – Valutazione di merito del Tribunale – Esclusione.
Nel silenzio del legislatore su come debba essere effettuata in concreto la distribuzione dei creditori all'interno delle classi, deve ritenersi che il debitore nella composizione delle stesse sia libero di assumere le iniziative che crede, con il solo limite dell'applicazione del criterio di ragionevolezza dettato dalla legge, dovendosi escludere, in ogni caso, che il tribunale possa spingersi a valutazioni di merito circa l'opportunità della collocazione di un creditore in una classe piuttosto che nell'altra, potendo il tribunale valutare esclusivamente la correttezza dei criteri utilizzati alla luce del dettato normativo che prescrive come unico parametro l'omogeneità di posizione giuridica e di interessi economici. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 16 Luglio 2012.


Fallimento – Domanda di concordato preventivo – Ricorsi pendenti – Pendenza congiunta – Regime processuale.
Il procedimento per la dichiarazione di fallimento e quello per l’ammissione al concordato preventivo debbono essere trattati congiuntamente, affinché il Tribunale possa vagliare la sussistenza dei requisiti di ammissibilità della domanda di concordato anche alla luce del materiale probatorio proveniente dal creditore istante per la dichiarazione di fallimento, decidere prima sulla domanda di concordato e, in caso di inammissibilità o mancata omologazione di quest’ultima, valutare la sussistenza dei presupposti per la dichiarazione di fallimento. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 21 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Fideiussori e garanti in genere - Collocazione in apposita classe - Opportunità - Rilevanza delle sole garanzie prestate per debiti liquidi - Esclusione di quelle relative a responsabilità risarcitorie.
Nella proposta di concordato preventivo appare opportuna la formazione di una apposita classe per crediti derivanti da obbligazioni di garanzia condizionate al mancato pagamento da parte del debitore principale, limitatamente a quelle garanzie prestate in favore di terzi a fronte dei debiti liquidi del debitore e con esclusione quindi di quelle relative ad eventuali responsabilità risarcitorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Maggio 2012.


Società per azioni - Applicazione dell'articolo 2467, comma 1, c.c. - Postergazione dei finanziamenti infragruppo.
L'articolo 2467, comma 1, c.c., laddove prevede che il rimborso dei finanziamenti dei soci (o della società controllante) a favore della società controllata è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell'anno precedente dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito, è applicabile anche alle società per azioni limitatamente all'ipotesi dei finanziamenti cosiddetti infragruppo ma non anche ai finanziamenti effettuati dai singoli soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 26 Aprile 2012.


Concordato preventivo – Classi di creditori – Trattamenti identici tra le varie classi – Ammissibilità – Facoltà di scelta del proponente.
E’ possibile il classamento dei creditori disgiunto dall’offerta di trattamenti diversificati tra le varie classi, ricollegandosi in principalità la suddivisione dei creditori in classi ai diversi interessi di cui essi sono portatori, non potendosi interpretare come congiunte le previsioni della lett. c) e d) dell’art. 160 l.f., alla luce dell’ampia libertà di scelta lasciata dal legislatore al proponente il concordato nell’individuazione delle forme e modalità di soddisfacimento dei crediti. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Aprile 2012.


Concordato preventivo - Voto dei creditori - Conflitto di interessi - Formazione di una classe costituita dal creditore in conflitto - Incidenza sulla formazione della maggioranza delle classi - Aggravamento del conflitto.
Nel concordato preventivo, il conflitto di interessi che riguardi i creditori aventi diritto al voto non può essere eliminato mediante la creazione di apposite classi costituite dai singoli creditori in conflitto; questa soluzione, infatti, non fa altro che aggravare il conflitto di interessi perché consente a tali creditori di incidere sull'esito del concordato concorrendo alla formazione della maggioranza per classi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Applicazione del principio di maggioranza - Fittizia proliferazione delle classi - Controllo del tribunale sulla espressione del voto e sulla corretta formazione delle classi.
Nell'ambito del concordato preventivo, la corretta applicazione del “principio di maggioranza” impone che non vi sia un inquinamento generato da vicende singolari, quali ad esempio una fittizia proliferazione di classi avente il solo scopo di ottenere la maggioranza dei voti. Anche in applicazione di tali criteri, l'esito della votazione può e deve essere accettato solo se scaturisce da una decisione trasparente e incondizionata e il tribunale, nell'effettuare un controllo sulle modalità di svolgimento del voto, dovrà verificare la corretta formazione delle classi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Settembre 2011.


Fallimento – Iniziativa del P.M. – Contestuale domanda di concordato preventivo – Criterio della prevenzione.
Benché sia stato soppresso l’inciso del vecchio testo dell’art. 160 l.fall., la domanda di concordato preventivo deve essere trattata con precedenza rispetto ad una domanda di fallimento, attesa la funzione dell’istituto, volto a prevenire la dichiarazione di fallimento mediante il componimento del dissesto previsto nel piano di ristrutturazione dei debiti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 10 Maggio 2011.


Fallimento – Iniziativa del P.M. – Contestuale domanda di concordato preventivo – Preclusioni.
Il principio della prevenzione della domanda di concordato su quella di fallimento non può essere sovvertito dalla circostanza secondo la quale la prima sia stata depositata in pendenza dell’iniziativa, ex art. 7, l.fall., del P.M. in esito ad un precedente rigetto di una prima proposta di concordato, atteso che gli artt. 160 e ss. l.fall. non prevedono alcuna preclusione in ordine alla presentazione della domanda, fintanto che il tribunale non abbia dichiarato il fallimento del debitore. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 10 Maggio 2011.


Concordato preventivo - Nuova proposta - Contemporanea pendenza di ricorso per ricerca di fallimento - Esame preliminare della nuova proposta - Necessità.
Qualora sia presentata una nuova proposta di concordato preventivo in seguito al rigetto da parte del tribunale della precedente domanda, l'esame della seconda proposta si pone come preliminare anche in presenza di un'istanza di fallimento, atteso che la domanda di concordato - secondo il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità e di merito - deve essere trattata per prima, conformemente alla funzione dell'istituto, volto a prevenire la dichiarazione di fallimento mediante il concordato componimento del dissesto, previsto nel piano di ristrutturazione dei debiti. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 09 Maggio 2011.


Concordato preventivo - Pendenza di istanza di fallimento - Principio della prevenzione della domanda di concordato - Istanza di fallimento presentata dal pubblico ministero.
Il principio della prevenzione della domanda di concordato su quella di fallimento non può essere sovvertito dalla circostanza che la domanda di concordato sia stata depositata in pendenza della richiesta di fallimento del pubblico ministero in esito al precedente rigetto da parte del tribunale della prima e meno favorevole proposta di concordato, atteso che gli artt. 160 e ss., legge fallimentare non prevedono alcuna preclusione di sorta alla presentazione di una nuova domanda di concordato fintanto che il tribunale non abbia dichiarato il fallimento del debitore. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 09 Maggio 2011.


Concordato preventivo - Suddivisione dei creditori in classi - Finalità - Espressione dell'autonomia privata - Non censurabilità in sede giudiziale.
Nel concordato preventivo, la suddivisione dei creditori in classi ha lo scopo di agevolare la proposta di concordato e costituisce, pertanto, espressione dell'autonomia privata non censurabile in sede giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Agosto 2010.


Concordato preventivo - Assenza di classi - Potere del tribunale di esprimersi sulla necessità di formazione di classi - Limiti - Presenza di opposizioni - Necessità.
Nel caso in cui, nel concordato preventivo, la mancata previsione di classi ponga sullo stesso piano creditori con interessi tra loro non omogenei, il tribunale potrà esprimersi sulla necessità della formazione di classi distinte solo ed esclusivamente in presenza di opposizioni. (Fattispecie di proposta senza previsioni di classi e presenza di creditori forti muniti di garanzie collaterali). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Agosto 2010.


Concordato preventivo – Procedimento di ammissione – Poteri del tribunale – Correttezza dei criteri di formazione delle classi – Valutazione della convenienza – Esclusione. (22/06/2010)
In sede di ammissione alla procedura di concordato preventivo, a norma dell’art. 162, legge fallimentare, il tribunale deve verificare esclusivamente la sussistenza dei presupposti di cui agli artt. 160, commi 1 e 2, e 161, nonché, ove siano previste diverse classi di creditori, la correttezza dei criteri di formazione delle stesse ai sensi dell’art. 163, comma 1. In detta sede, il tribunale non potrà quindi valutare la convenienza della proposta, essendo tale valutazione riservata ai creditori e da loro espressa mediante il voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Suddivisione dei creditori in classi e previsione di trattamenti differenziati – Deroga alla par condicio creditorum – Interpretazione restrittiva – Necessità. (22/06/2010)
La norma di cui all’art. 160, legge fallimentare che, in tema di concordato preventivo, consente di prevedere trattamenti differenziati tra creditori suddivisi in classi secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei, costituisce una deroga al principio generale della par condicio creditorum e, come tale, non può che ricevere una stretta interpretazione; ne consegue che i) tale norma non potrà essere applicata ai creditori privilegiati cui si offra il pagamento integrale; ii) qualora vengano offerti trattamenti differenziati ai creditori chirografari ed a quelli prelatizi non integralmente soddisfatti, dovranno essere formate classi distinte di creditori suddivisi secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei; iii) non potranno essere formate classi distinte di creditori laddove non si intenda offrire loro trattamenti differenziati, in quanto ciò urterebbe contro il principio di eguaglianza sotto il profilo del diritto di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Trattamenti differenziati tra creditori – Omessa suddivisione in classi – Inammissibilità. (22/06/2010)
In sede di ammissione al concordato preventivo, il tribunale deve procedere d’ufficio alla valutazione di correttezza dei criteri di formazione delle classi (art. 163, comma 1, legge fallimentare) sicchè la previsione di trattamenti differenziati in mancanza di suddivisione in classi, ovvero la suddivisione in classi non collegata a trattamenti differenziati e la non corretta formazione delle classi sono cause di inammissibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Formazione delle classi – Omogeneità di interessi economici – Garanzie di terzi – Rilevanza.
La natura chirografaria dei crediti se da un lato integra il requisito dell’omogeneità di posizione giuridica, dall’altro lato non è di per sé sufficiente a dimostrare l’omogeneità degli interessi economici, atteso che l’interesse economico del singolo creditore deve essere necessariamente valutato in concreto e conseguentemente tenendo adeguatamente conto anche della eventuale esistenza di garanzie esterne, le quali possono consentire al creditore una maggiore possibilità di soddisfacimento rispetto ai creditori privi di tali garanzie. La mancata valorizzazione di tali garanzie nell’ambito della valutazione dell’interesse economico del singolo creditore pregiudicherebbe la funzione di questo requisito, in quanto consentirebbe l’inserimento in un'unica classe di creditori con diverse prospettive di soddisfacimento dei propri crediti, con conseguente alterazione della genuinità del meccanismo di formazione della volontà della maggioranza della classe, soprattutto ove i creditori con garanzie esterne fossero titolari dei crediti di maggiore entità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Novembre 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Proposta di concordato senza classi – Esistenza di un’unica classe chirografaria – Trasparenza della proposta – Suddivisione in classi – Necessità – Scopo.
Qualora il concordato non preveda la suddivisione in classi, si deve ritenere che in realtà ci si trovi in presenza di un’unica classe di creditori chirografari, composta da creditori di vario tipo e che vi sia pertanto la necessità di operare una suddivisione in classi allo scopo di assicurare alla proposta la necessaria trasparenza, evitando la commistione di interessi disomogenei quali quelli di creditori muniti di garanzie di terzi o di privilegiati declassati a chirografari per la parte incapiente del loro credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 23 Novembre 2009, n. 0.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - In genere - Omesso deposito del fondo per le spese di procedura - Conseguenze - Regime intermedio conseguente al d.lgs. n. 5 del 2006 ed anteriore al d.lgs. n.169 del 2007 - Dichiarazione di fallimento d'ufficio - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
In tema di concordato preventivo, quando il debitore non esegue il deposito delle somme necessarie allo svolgimento della procedura, ai sensi dell'art. 163, terzo comma, della legge fall. (nel testo, "ratione temporis" vigente, conseguente alle modifiche di cui al d.lgs. n. 5 del 2006 ed anteriore all'ulteriore novella di cui al d.lgs. n. 169 del 2007), non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento d'ufficio, istituto la cui abrogazione è stata disposta, in via generale e con norma programmatica, dal citato d.lgs. n. 5 del 2006, che, modificando l'art. 6 della legge fall., ha tacitamente abrogato, per incompatibilità, le disposizioni di cui agli artt.162 e 163 della legge fall. (Nell'affermare detto principio, la S.C. ha anche negato che, nel predetto regime intermedio, la relazione del commissario giudiziale, che nella specie dava atto dell'omesso versamento del fondo spese da parte del debitore ammesso al concordato, potesse fungere da rituale istanza di fallimento dell'imprenditore, trattandosi di soggetto non legittimato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Agosto 2009, n. 18236.


Fallimento – Concordato preventivo – Classi di creditori – Diversa collocazione ex lege – Uguale trattamento nel piano – Inammissibilità. (20/07/2010)
E’ inammissibile una domanda di concordato preventivo che presenti un piano con suddivisione in classi dei creditori, secondo cui gli stessi, pur avendo diversa collocazione ex lege, vengono trattati con la stessa percentuale di pagamento, poiché alla diversa collocazione dei privilegi deve corrispondere anche un diverso trattamento, per non alterare l’ordine delle cause legittime di prelazione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 06 Luglio 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Dichiarazione del tribunale di apertura della procedura, previo positivo riscontro dei presupposti per l'ammissione – Classi di creditori – Valutazione della correttezza dei criteri di formazione delle diverse classi – Omessa previsione – Irragionevolezza – Questione di costituzionalità – Non manifesta infondatezza.
E’ rilevante e non manifestamente infondata - per violazione dell'art. 3 Costituzione - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 163, primo comma, in relazione all'art. 162, secondo comma e all'art. 160, primo comma, lett. c) (come modificati dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella legge 14 maggio 2005, n. 80, dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169) del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui non prevede che il tribunale dichiara aperta la procedura di concordato preventivo previa valutazione anche della correttezza della mancata suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei. Tribunale Biella, 23 Aprile 2009.


Concordato preventivo – Suddivisione in classi – Finalità conservative o liquidatorie – Formazione delle classi – Distinzione – Tutela del dissenso – Necessità – Funzione del tribunale.
Qualora il concordato preventivo persegua fini conservativi, attraverso la ristrutturazione del debito e la soddisfazione dei creditori con modalità alternative rispetto al pagamento, la suddivisione in classi presenta maggiore analogia con l’ipotesi del chapter eleven, cui il legislatore si è ispirato e che nel modello statunitense pare principalmente destinato a favorire il debitore consentendogli di superare il dissenso di alcuni creditori. Qualora, invece, il concordato persegua fini liquidatori, ove le finalità satisfattorie si realizzano tramite pagamento in termini monetari, le classi sono dalla dottrina più attenta avvertite come uno strumento anche di tutela dei creditori, che acquisiscono così informazione piena e corretta e che possono correlare la loro situazione a quella di creditori che si trovano in una posizione omogenea per interessi e per collocazione giuridica, orientando il proprio consenso in modo libero e informato; proprio questa finalità giustifica il potere del tribunale di esaminare e censurare le suddivisioni in classi che siano finalizzate a inertizzare comunque il volere dei creditori annegandone il dissenso all’interno di classi composte da creditori con interessi economici non omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 07 Aprile 2009, n. 0.