Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 162 ∙ (Inammissibilità della proposta)


Sindacato del tribunale sulla relazione di attestazione
Tutte le MassimeCassazione
Modifica proposta, integrazione piano o documentazione
Termine per integrazione, natura e proroga
Nuova propostaDiscrezionalità del tribunaleIntegrazione della documentazioneIntegrazione della relazione di attestazioneModifica della propostaIntegrazione della proposta o del piano con continuità aziendaleProposte migliorative dopo il votoProposta di transazione fiscaleTermine e domanda di omologazione di accordo di ristrutturazione dei debiti

Valutazione di ammissibilità della proposta
Soglia del 20% dei crediti chirografari
Soddisfazione minima dei creditoriSoddisfazione percentuale e natura vincolante della indicazioneDiritto di difesa del debitoreDurata della proceduraLiquidazione intero patrimonio del debitoreFinanza nuovaSurplus rispetto alle stime attestateBuona fede e correttezzaAbuso del concordatoRelazione di attestazioneDocumentazioneAudizione del debitoreInformazione dei creditoriCrediti contestatiSindacato del tribunale sulle scritture contabili e sulla veridicità dei dati aziendaliSoglia del 20% dei crediti chirografari e sindacato del tribunale sulla fattibilitàSindacato del tribunale sulla fattibilitàSequestro finalizzato alla confisca e fattibilitàCausa concreta del concordatoFattibilità condizionataScissione e fusioneSindacato del tribunale sulla fattibilità e previsione di realizzoFattibilità e azioni revocatorieSindacato del tribunale sulla relazione di attestazioneSindacato del tribunale sulla documentazione prodottaSindacato del tribunale sulla formazione delle classiArtificiosa creazione di classiValutazione dei creditori sulla fattibilità economicaValutazione di fattibilità e garanzieFattibilità economica e stralcio degli interessiRuolo del pubblico ministero nel concordatoContratti in corso di esecuzione ex articolo 169 bis LFRinuncia alla domandaPresentazione di nuova domandaCrediti per Iva e ritenuteRegolamento di competenzaRevoca e diniego di omologazione del concordato, impugnazione

Concordato con riserva
Audizione del debitore
Abuso del dirittoDoveri informativiMancato deposito nei termini della proposta, del piano e della documentazioneImpugnazione del rigetto di istanza di proroga del termine

Procedimento prefallimentare
Inammissibilità della proposta
Dichiarazione di rigetto e impugnazioneConcordato con riserva e procedimento prefallimentareConcordato pieno e procedimento prefallimentareIstanza di fallimento del pubblico ministeroStato di insolvenza


Sindacato del tribunale sulla relazione di attestazione

Domanda di concordato preventivo - Regolarità e attendibilità delle scritture contabili - Controllo del tribunale - Esclusione - Attestazione del professionista - Verifica completezza dati aziendali e criteri di giudizio - Ammissibilità
In tema di concordato preventivo, nel valutare l'ammissibilità della domanda, il tribunale non può controllare direttamente la regolarità ed attendibilità delle scritture contabili del proponente, ma soltanto svolgere un sindacato sulla corretta predisposizione dell'attestazione del professionista designato ai sensi dell'art. 161, comma 2, l.fall., in termini di completezza dei dati aziendali e di comprensibilità dei criteri di giudizio adottati, rientrando tale attività nella verifica della regolarità della procedura indispensabile per garantire la corretta formazione del consenso dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2019, n. 5653.


Concordato preventivo – Fattibilità giuridica e fattibilità economica – Sindacato del giudice – Causa concreta – Fattispecie – Illogicità della relazione dell’attestatore
Nel concordato preventivo, il giudice deve controllare la legittimità del giudizio di fattibilità della proposta concordataria, competendo, invece, esclusivamente ai creditori la valutazione della probabilità di successo economico del piano e dei relativi rischi.

Il controllo, da effettuarsi in tutte le fasi in cui si articola la procedura, si attua verificando l'effettiva realizzabilità della causa concreta, da intendersi come obiettivo specifico perseguito dal procedimento, priva di contenuto fisso e predeterminabile, essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, pur se inserita nel generale quadro di riferimento finalizzato, da un lato, al superamento della situazione di crisi dell'imprenditore, e dall'altro, all'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori.

(In una fattispecie di concordato con cessione dei beni, la Corte di merito aveva confermato il decreto impugnato, la cui prognosi negativa in ordine all'esito della nuova proposta concordataria si fondava sulla ritenuta manifesta inadeguatezza ed illogicità della relazione dell'attestatore, il quale aveva omesso di spiegare perché un piano, fondato sulla cessione dei beni agli stessi soggetti che non erano stati in grado di acquistarli nel corso di un precedente concordato, potesse trovare realizzazione pochi mesi dopo l'esito negativo di quest'ultimo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Agosto 2016.


Concordato preventivo – Relazione dell’attestatore – Acritico recepimento di dati indicati dal proponente – Mancanza di valutazioni su elementi fondamentali
Il professionista deve non soltanto verificare, valutare ed attestare, ma anche riferire le proprie fonti conoscitive e i controlli effettuati specificamente, per giungere alle proprie conclusioni.

(Nel caso di specie, la Corte d'appello aveva condotto la valutazione della relazione, concludendo per la non rispondenza della stessa al tipo ed agli obiettivi di legge, dopo un'approfondita disamina delle verifiche e delle valutazioni effettuate, riscontrando che in gran parte, i dati utilizzati dal professionista erano stati semplicemente recepiti da quanto indicato dalla società debitrice, ovvero da contratti da questa stipulati in vista del concordato, che fondamentali valutazioni erano state espresse in forma dubitativa, o in forma apodittica, e che nessun elemento di giudizio era stato fornito per porre i creditori in grado di valutare l'effettiva realizzabilità dei crediti, costituenti la voce principale del fabbisogno concordatario.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Agosto 2016.


Concordato preventivo - Sindacato del giudice - Limitazione alla fattibilità giuridica - Presupposto - Attestazione del professionista - Caratteristiche - Prognosi seria di adempimento - Formulazione di motivata idoneità del piano al raggiungimento dei risultati esposti dal debitore - Manifestazione dell'iter logico tecnico, metodologico e giuridico - Necessità
La limitazione del sindacato del giudice al solo profilo della fattibilità giuridica del piano e la devoluzione ai creditori del giudizio circa la sua fattibilità economica presuppongono e richiedono la sussistenza di una idonea preventiva attestazione di realizzabilità del piano nell'ambito della quale al professionista viene domandata una valutazione che, pur espressa secondo la propria perizia ed esperienza e pur articolandosi in una congettura, deve tuttavia esprimere una prognosi seria di adempimento nel raffronto tra le componenti essenziali del programma e la situazione economico-patrimoniale dell'impresa. Il giudizio da lui espresso si risolve, pertanto, in una formulazione di motivata idoneità del piano al raggiungimento di risultati esposti dal debitore ed in un'analisi di dettaglio che dia conto dei criteri usati, con la precisazione che, come per la veridicità dei dati aziendali, anche nella prognosi di fattibilità l'esperto deve indicare in modo non generico i tempi e i modi di raggiungimento del risultato prospettato e gli strumenti di verifica dell'obiettivo, rendendo manifesto l'iter logico tecnico, metodologico e giuridico seguito nei riscontri documentali, nelle sue attestazioni, nei suoi giudizi professionali e nelle sue conclusioni, non potendo egli limitarsi a recepire acriticamente i dati contabili dell'imprenditore ma dovendo effettuare una dinamica approfondita delle conclusioni valutative espresse nel piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Cessione dei beni - Attestazione del professionista - Caratteristiche
Nell'ambito di un concordato preventivo incentrato sulla cessione dei beni, il punto focale dell'attestazione del professionista è rappresentato dalla stima del presumibile valore di realizzo dei beni da liquidare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Criticità in ordine alla convenienza economica del piano - Riflessi sulla attestazione - Limiti
Eventuali criticità del piano di concordato preventivo, quali la mancanza di concrete manifestazioni di interesse all'acquisto dei beni, incertezza ed aleatorietà delle vendite all'asta e le tempistiche di incasso di crediti erariali, costituiscono ordinarie premesse per qualsiasi giudizio di convenienza riservato ai creditori e non condizioni tali da rendere l'attestazione una mera congettura di astratta probabilità di successo del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 23 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Carenze informative - Esposizione di dati sulla correttezza delle precedenti gestioni - Esistenza di atti di frode - Compito dell'attestatore - Limiti
Con riferimento ad eventuali carenze informative nella predisposizione della domanda di concordato e del piano, va precisato che non spetta all'attestatore predisporre dati sulla correttezza delle precedenti gestioni, sull'esistenza di atti di frode rilevanti ai sensi dell'articolo 173 L.F. o su eventuali azioni revocatorie o risarcitorie esercitabili, a meno che le stesse non siano esposte come parte integrante del piano. Tali aspetti dovranno, infatti, essere oggetto delle indagini del commissario giudiziale e della sua relazione ex articolo 172 L.F., onde consentire ai creditori di valutare quali possono essere gli scenari alternativi all'approvazione del concordato ed i loro effetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 23 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Fattibilità economica - Giudizio del tribunale - Manifesta ed assoluta inattitudine del piano
Il tribunale può esprimere un giudizio negativo sulla fattibilità economica del concordato preventivo con cessione dei beni solamente nei casi estremi di manifesta ed assoluta inattitudine del piano a realizzare in concreto le sue finalità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 23 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Probabile ricavato dalla liquidazione dei beni - Valutazione - Incertezza - Effetti sulla causa concreta del concordato - Valutazione riservata ai creditori
Nel concordato preventivo, una volta che non si possa escludere che il ricavato dalla liquidazione dei beni sia in linea con quanto stimato dal tecnico della società - trattandosi di ipotesi più o meno probabile e comunque possibile - non può in radice escludersi la sussistenza della causa concreta del concordato preventivo e la scelta se dar credito ad essa piuttosto che a quella più riduttiva dell'esperto della procedura compete ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 23 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Controllo del tribunale - Potere-dovere di rilevare eventuali carenze informative - Incongruenze o contraddizioni emergenti dal piano o dalla relazione del professionista - Sussistenza
Se è vero che il giudizio sull'attendibilità della previsione di realizzo dei crediti - in relazione alla solvibilità dei debitori, alle garanzie prestate, alla pendenza di eventuali controversie ed all'esistenza di altre circostanze idonee ad impedirne o ritardarne la riscossione - spetta in linea di principio al commissario giudiziale, nell'ambito della verifica che egli è tenuto a compiere, a seguito dell'apertura della procedura, in ordine all'osservanza da parte del debitore del principio di prudenza nell'esposizione dei dati aziendali, ai fini della predisposizione della relazione da sottoporre ai creditori, ai sensi della L. Fall., artt. 172 e 175, ciò non esclude tuttavia il potere-dovere del tribunale (e della corte d'appello in sede di reclamo) di rilevare eventuali carenze informative della documentazione sottoposta al suo esame, ovvero incongruenze o contraddizioni emergenti dal piano stesso e dalla relazione del professionista attestatore, dovendo esso procedere, ai fini dell'ammissione alla procedura, ad una delibazione in ordine alla correttezza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte a sostegno del giudizio di fattibilità del piano, nonché in ordine alla coerenza complessiva delle conclusioni finali prospettate, alla possibilità giuridica di dare esecuzione alla proposta di concordato o all'inidoneità prima facie della stessa a soddisfare in qualche misura i crediti rappresentati, nel rispetto dei termini di adempimento previsti.

Tale delibazione si configura d'altronde come un momento imprescindibile del controllo demandato al tribunale tanto ai fini dell'ammissione alla procedura quanto ai fini dell'omologazione e della revoca, il quale, come ripetutamente affermato dalla Corte, non è limitato alla completezza ed alla congruità logica della relazione del professionista, ma si estende alla fattibilità giuridica della proposta, la cui valutazione implica un giudizio in ordine alla compatibilità delle relative modalità di attuazione con norme inderogabili e con la causa concreta dell'accordo, avente come finalità il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore ed il riconoscimento in favore dei creditori di una sia pur minimale consistenza del credito vantato in tempi di realizzazione ragionevolmente contenuti (cfr. Cass., Sez. Un., 23 gennaio 2013, n. 1521; Cass., Sez. 1, 23 maggio 2014, n. 11497; 31 gennaio 2014, n. 2130).

Nel caso di specie, la sentenza impugnata aveva rilevato che i creditori non erano stati informati dell'avvenuta cessione del marchio utilizzato dalla ricorrente per la commercializzazione dei propri prodotti, la cui indisponibilità avrebbe impedito di assicurare la continuità aziendale asseritamente perseguita dalla proposta, facendo in tal modo apparire irragionevole la prospettiva di una realizzazione integrale dei crediti vantati nei confronti dei franchisees. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) (1) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2014, n. 22045.


Concordato preventivo - Vaglio da parte del tribunale delle argomentazioni dell'attestatore
Il tribunale ha pieno titolo per sindacare la correttezza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dall'attestatore a sostegno del formulato giudizio di fattibilità del piano e la coerenza complessiva delle conclusioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Fattibilità economica - Consenso informato dei creditori - Controllo del tribunale - Oggetto
Malgrado la pretesa riserva delle questioni inerenti la fattibilità economica al solo consenso informato dei creditori, persiste il controllo del tribunale, se: 1) l'attestazione, pur non fornendo una rappresentazione non infedele del nucleo dei fatti sottesi alla prognosi di fattibilità, trae conclusioni manifestamente incoerenti con tali premesse; e 2) lo scostamento tra i dati previsionali dell'attestatore e una ragionevole previsione su quelle premesse di fatto e di entità tale da lasciare presumere ex ante il mancato soddisfacimento anche ipotetico e parziale dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Fattibilità economica - Valutazione dei creditori - Limiti - Valutazione del tribunale
Se è vero che di massima le prognosi e valutazioni formulate dall’attestatore attengono alla fattibilità economica e che il giudizio di fattibilità economica spetta di massima ai soli creditori, tuttavia appaiono esistere prognosi e valutazioni che il tribunale legittimamente può sottoporre a verifica perché formulate: 1) assumendo dati di fatto falsi; 2) tacendo dati di fatto veri, rilevanti secondo un canone di normalità ai fini del giudizio prognostico; 3) discostandosi in modo manifestamente incoerente da una pur genuina rappresentazione del quadro delle circostanze fattuali. Sulla base di queste premesse, la linea di confine tra la manifesta irrealizzabilità, di fronte alla quale “non c’è da effettuare valutazioni o da assumere rischi di sorta” e il giudizio di fattibilità che “fisiologicamente presenta margini di opinabilità ed implica possibilità di errore, che a sua volta si traduce in un fattore rischio per gli interessati” passa dunque lungo lo spartiacque segnato dalla rappresentazione veritiera, non irrealistica del quadro delle circostanze fattuali e dalla non manifesta incoerenza e irragionevolezza delle conclusioni rispetto alle premesse di fatto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Valutazione da parte del giudice della relazione del professionista - Inidoneità - Inammissibilità della proposta.
Il giudizio in ordine alla inidoneità della relazione resa dal professionista attestatore ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F. rientra nell'ambito del sindacato del tribunale ed è di per sé sufficiente a fondare la dichiarazione di inammissibilità della proposta di concordato preventivo. (Nel caso di specie, il professionista attestatore non ha spiegato il motivo per cui un piano fondato sulla cessione dei medesimi assets ai medesimi soggetti che non sono stati in grado di acquistarli nel corso di un precedente concordato potesse trovare realizzazione a distanza di pochi mesi dall'esito negativo della prima procedura). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Valutazione del professionista attestatore - Controllo del giudice - Prevalenza - Potere del giudice di discostarsi dal giudizio espresso dal professionista - Sussistenza.
Benché, nel concordato preventivo, al professionista attestatore sia demandato il compito di certificare la veridicità dei dati forniti dall'imprenditore e di esprimere una valutazione in ordine alla fattibilità del piano dallo stesso proposto, occorre precisare che il controllo del giudice su questi aspetti non è di secondo grado, destinato cioè a realizzarsi soltanto sulla completezza e congruità logica della motivazione offerta dal professionista anche sotto il profilo del collegamento effettivo tra i dati riscontrati ed il giudizio espresso; il giudice può, infatti, discostarsi dal giudizio espresso dal professionista, così come potrebbe fare a fronte di non condivise valutazioni di un suo ausiliario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Verifica puntuale ed analitica dei dati aziendali e delle scritture contabili - Necessità - Revoca del concordato ex articolo 173 l.f.
Tra le condizioni di ammissibilità rilevanti ex artt. 162 e 173 l.fall. rientra la relazione del professionista che attesta la veridicità dei dati aziendali. Conseguentemente, il tribunale può e deve dichiarare inammissibile la proposta di concordato preventivo a corredo della quale sia stata presentata una relazione che, pur contenendo la formale attestazione della veridicità dei dati aziendali, debba considerarsi sostanzialmente incompleta e per questo inattendibile. Ciò verifica, tra le altre ipotesi, quando il professionista che redige la relazione che accompagna la domanda di concordato preventivo non abbia svolto una verifica puntuale ed analitica dei dati aziendali e delle scritture contabili. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Abnorme o eccessiva sottovalutazione dei cespiti offerti ai creditori - Violazione del presupposto della veridicità dei dati aziendali - Violazione degli obblighi di informazione dei creditori - Atti di frode - Fraudolento occultamento di valori patrimoniali attivi.
L'abnorme e comunque palesemente eccessiva sottovalutazione dei cespiti offerti ai creditori, pur considerata una soglia di normale tollerabilità legata ad ineliminabili soggettività dell'attività di stima, inficia il presupposto della veridicità dei dati aziendali integrando, da un lato, la violazione di obblighi di informazione veridica del ceto creditorio e, dall'altro, la tipizzazione della fattispecie residuale e generica degli "altri atti di frode" se non quella tipica di fraudolento occultamento di valori patrimoniali attivi. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Opera del tribunale di valutare la completezza della relazione sulla veridicità dei dati e sulla fattibilità del piano - Sussistenza.
Non vi sono dubbi che, nel quadro normativo anteriore all'entrata in vigore della riforma di cui al decreto-legge n. 83 del 2012, il tribunale possa e debba dichiarare inammissibile la proposta di concordato preventivo a corredo della quale sia stata presentata una relazione che, pur contenendo la formale attestazione della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano concordatario, sia sostanzialmente incompleta ed inattendibile per aver omesso di prendere in considerazione accadimenti sicuramente rilevanti ai fini della prognosi in ordine all'adempimento del concordato preventivo alla cui formulazione la attestazione sulla fattibilità del piano è finalizzata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 08 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Dovere del commissario giudiziale di vagliare la relazione attestativa sotto il profilo della veridicità dei dati e della fattibilità del piano - Potere del tribunale di rilevare le carenze della relazione che incidono sul giudizio di fattibilità del piano - Sussistenza.
Il potere dovere del commissario giudiziale di vagliare la relazione attestativa sotto il profilo della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano concordatario non esime il tribunale dal rilevare, già nel corso del procedimento destinato alla valutazione dell'ammissibilità della proposta di concordato preventivo ed anche d'ufficio, gli eventuali difetti di completezza della predetta relazione o degli altri documenti presentati dal debitore, di difetti che siano tali da inficiare la plausibilità del giudizio prognostico con essa formulato sulla fattibilità del piano, al fine di consentire al debitore di porvi rimedio, se possibile, nel termine di cui all'articolo 162, comma 1, legge fallimentare o, in mancanza, di definire il procedimento con la dichiarazione di inammissibilità della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 08 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Potere del tribunale di valutare la fattibilità del piano - Sussistenza - Necessità di garantire i creditori l'esercizio di un voto consapevole - Valutazione negativa del commissario giudiziale in ordine alla fattibilità - Sottoposizione della proposta al voto dei creditori - Non necessità.
Se è vero che il giudice non è più chiamato a sindacare la convenienza del concordato, egli è tuttavia tenuto a controllare che la proposta sia redatta in modo coerente, completo e compatibile con i fatti, in modo da consentire ai destinatari di accettarla o respingerla con cognizione di causa. In tale prospettiva, l'esame dei requisiti di ammissione non può prescindere dai contenuti concreti, non perché questi debbano soggiacere al gradimento del tribunale, ma perché occorre garantire ai creditori la possibilità di manifestare la loro opinione al riguardo in un quadro chiaro e realistico. Da ciò consegue che non vi è alcuna ragione di sottoporre la proposta al voto dei creditori qualora, sulla scorta dei controlli eseguiti dal commissario giudiziale, emerga la non fattibilità del piano che sia stata malamente attestata dal professionista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 28 Settembre 2012.


Concordato preventivo - Accertamento della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano - Valutazione del tribunale - Esclusione.
In sede di ammissione alla procedura di concordato preventivo, al tribunale non compete il sindacato su un accertamento della veridicità dei dati aziendali essendo tale valutazione, unitamente a quella di fattibilità del piano, riservata al professionista attestatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Sindacato del tribunale sulla convenienza e fattibilità della proposta - Esclusione - Controllo del parere dell'esperto in relazione ai requisiti richiesti dalla legge - Corretta informazione dei creditori.
Nonostante la giurisprudenza sul punto non sia concorde, è preferibile ritenere che il tribunale - esclusa la sindacabilità della convenienza e fattibilità della proposta - mantenga un potere di controllo non tanto della legittimità sostanziale del piano proposto, quanto della rispondenza del parere espresso dall'esperto ai requisiti voluti dalla legge, essendo volto alla tutela della corretta informazione dei creditori. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 18 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Fattibilità del piano - Inadeguatezza del giudizio espresso dal professionista attestatore - Inammissibilità della proposta.
Deve essere dichiarata inammissibile la proposta di concordato qualora il giudizio di fattibilità espresso dal professionista attestatore non sia sorretto da adeguata e convincente motivazione in ordine ad un aspetto essenziale del piano e tale giudizio contrasti in modo evidente con le risultanze della documentazione allegata e la normativa applicabile al caso di specie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 16 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Procedimento di revoca del concordato ai sensi dell'articolo 173, legge fallimentare - Potere del giudice di valutare la fattibilità del piano - Esclusione valutazione del commissario giudiziale - Rilevanza per i creditori al fine di esprimere un giudizio di convenienza sulla proposta.
Il principio secondo il quale, nell'ambito del concordato preventivo, il giudice, nel valutare la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano, si deve astenere da un'indagine di merito, salvo il caso in cui siano proposte opposizioni e con i limiti di cui all'art. 180 legge fallimentare, è applicabile anche in sede di riesame della proposta ex art. 173 legge fallimentare e ciò anche se, in questo caso, il tribunale dispone del conforto dell'apporto conoscitivo e valutativo del commissario giudiziale. Tale apporto, infatti, non è destinato al giudice ma alla platea dei creditori che possono così comparare la proposta e le valutazioni dell'esperto attestatore con la relazione di un organo investito di una pubblica funzione. Resta, infatti, insuperabile il rilievo secondo cui il tribunale è privo del potere di valutare d'ufficio il merito della proposta, in quanto tale potere appartiene solo ai creditori così che solo in caso di dissidio tra i medesimi in ordine alla fattibilità, denunciabile attraverso l'opposizione alla omologazione, il tribunale, preposto per sua natura alla soluzione dei conflitti, può intervenire risolvendo il contrasto con una valutazione di merito in esito ad un giudizio, quale è quello di omologazione, in cui le parti contrapposte possono esercitare appieno il loro diritto di difesa del tutto inattuabile, invece e per quanto concerne i creditori, nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare di cui si discute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011.


Concordato preventivo - Ammissibilità della proposta - Potere del tribunale - Limiti - Verifica dell'idoneità della relazione del professionista.
Nel concordato preventivo, il tribunale, rilevata la completezza della documentazione presentata a corredo del ricorso, può ritenere inammissibile la proposta soltanto quando la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano presenti lacune e contraddizioni tali da risultare evidentemente inidonea a fornire le necessarie informazioni in ordine all'effettiva possibilità che si realizzino le condizioni in esso previste. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 18 Ottobre 2010.


Concordato Preventivo - Attestazione dell'esperto ai sensi dell'articolo 161,comma 3,l.f. - Relazione del commissario di cui all'articolo 172 l.f.- Possibile equivalenza tra tali valutazioni - Sussiste.
Nel concordato preventivo, qualora tra la relazione del professionista attestatore e quella del commissario giudiziale vi siano discrepanze, la valutazione del tribunale dovrà basarsi sulla oggettività dei rilievi operati dai due soggetti, superando così le eventuali divergenze che dipendano da semplici opinioni professionali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 21 Luglio 2010.


Concordato preventivo – Contenuto della relazione del professionista – Fattibilità del piano – Ambito ed estensione del giudizio del tribunale. (07/09/2010)
Nell'ambito del procedimento di concordato preventivo, il giudizio del tribunale deve mirare ad un temperamento di opposte esigenze in quanto inteso, da un lato, a non frustrare l’esplicarsi di una libera dinamica economica attraverso la soluzione giudizialmente concordata del dissesto e, dall'altro lato, ad impedire, sulla base di un'attestazione seria ed affidabile che la legge espressamente prescrive, il passaggio alla fase della votazione e della formazione del consenso di proposte prive di quei requisiti di serietà e di fattibilità. In quest'ottica, assume rilievo determinante la relazione del professionista di cui all'articolo 161, comma 3, legge fallimentare, dovendo detta attestazione contenere un vaglio tale da poter essere successivamente verificato e da poter giustificare un'eventuale giudizio di responsabilità nei confronti del professionista. L'analisi del professionista deve, infatti, presentare quale requisito minimo oggetto del giudizio di ammissibilità la analitica esplicitazione dei controlli contabili effettuati, dei criteri utilizzati, delle ragioni per cui, al motivato vaglio tecnico proprio della scienza aziendale di cui l'esperto e istituzionale conoscitore, i dati possono essere ritenuti ragionevolmente verificati. In ordine al requisito di fattibilità, la circostanza che il giudizio su di esso abbia indefettibilmente natura prognostica non esclude che l'analisi del professionista debba essere ancorata all'esposizione di una serie di elementi di fatto, di natura contabile, economica e finanziaria, idonei a fondare un giudizio, se non di sicura, almeno di probabile realizzabilità del piano e dei suoi risultati in termini di soddisfacimento dei creditori. La valutazione giudiziale di ammissibilità del concordato non deve quindi estendersi ad una approfondita disamina della fondatezza delle valutazioni espresse dall'esperto, ma può e deve consistere in una sorta di giudizio sul giudizio, che tende non già a ripercorrere criticamente gli stessi accertamenti e valutazioni ma a verificare se il percorso critico valutativo sia stato effettuato e congruamente motivato, in modo da consentire l'assunzione di responsabilità di cui si è detto. (Nel caso di specie, il Tribunale prima e la Corte di Appello poi hanno ritenuto che la proposta di concordato non fosse ammissibile in quanto mancava nella relazione del professionista una vera e propria attestazione di veridicità dei dati aziendali - intesa quale attestazione di effettiva e verificata corrispondenza tra di elementi contabili esposti dalla società debitrice della proposta e la realtà attuale – ed anche perchè la relazione in questione conteneva riserve tali da mettere in dubbio la realizzabilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 14 Luglio 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Attestazione del piano – Funzione di garanzia – Esclusione di verifiche di merito da parte del tribunale – Attestazione della veridicità dei dati – Assunzione di responsabilità del professionista – Illustrazione delle verifiche compiute – Necessità. (26/05/2010)
L’interpretazione dell’art. 161, comma 3, legge fallimentare suggerisce di valorizzare la fondamentale funzione di garanzia che la relazione dell’attestatore assume nell’ambito del procedimento a fronte della scelta di esimere il tribunale, ai fini dell’ammissione, da ogni verifica nel merito. In considerazione di ciò, il professionista dovrà attestare, con chiara ed inequivoca assunzione di responsabilità, la veridicità dei dati aziendali, così come esposti nella situazione patrimoniale prodotta e posti alla base del piano, nonché la fattibilità del piano stesso, illustrando congruamente, al fine di consentire al tribunale il controllo sulla completezza e logicità dell’iter argomentativo, le verifiche compiute in ordine alla suddetta veridicità dei dati (con riferimento ovviamente sia alle poste passive che alle poste attive) e gli elementi di fatto e le valutazioni che il professionista ha ritenuto idonee a dimostrare con ragionevole certezza - benché con i limiti propri di un giudizio prognostico - l’attuabilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Marzo 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Attestazione del piano – Relazione del professionista – Osservanza delle regole tecniche contabili richieste – Rinvio a verifica svolte dal professionista – Motivazione – Rinvio ad altri elaborati – Produzione – Necessità. (26/10/2010)
Il professionista che, ai sensi dell’art. 161, comma 3, legge fallimentare, attesta il piano concordatario, deve svolgere tutte le verifiche che, secondo le regole tecniche della revisione contabile e delle discipline che rilevano in ordine alla concreta articolazione della proposta concordataria, siano necessarie ai fini dell’attestazione richiesta, ossia ai fini della sua idoneità ad assicurare, secondo una valutazione ex ante, la ragionevole certezza dell’attuazione del piano. Non può, quindi, ritenersi ammissibile, in sede di attestazione, l’utilizzo di formule generiche volte a delimitare la portata dell’attestazione stessa, e quindi della responsabilità ad essa connessa, mediante il semplice rinvio ad alcune verifiche, pur concretamente svolte dall’attestatore, ma che omettano qualunque motivazione sulla ritenuta adeguatezza delle stesse in seguito ad un loro vaglio critico e prive di assunzione di responsabilità in ordine al loro recepimento. In ogni caso, qualora la relazione faccia riferimento, come detto con le necessarie verifiche ed assunzione di responsabilità, ad altri elaborati peritali, piani attestati o ad altri analoghe relazioni, di tali documenti dovrà necessariamente essere effettuata la produzione in giudizio al fine di porre i destinatari interessati al piano e gli organi di controllo nelle condizioni di vagliarne criticamente il loro contenuto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Marzo 2010, n. 0.