Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 161 ∙ (Domanda di concordato)


Tutte le MassimeCassazione
Pubblicazione nel registro delle impreseInammissibilitàDomanda di concordato successiva alla omologa del concordato preventivoAbuso del processoCompetenza per territorioConcordato di gruppoUtilità da assicurare a ciascun creditoreTermine per adempimentoSegnalazione al pubblico ministeroRegime transitorioSocietà in accomandita semplice sciolta per mancata ricostituzione della pluralità dei sociDomanda di concordato preventivo proposta in proprio dal socio accomandatario di società in accomandita sempliceElenco dei creditori

Concordato con riserva
Introduzione del procedimento di concordato preventivo
Precedente presentazione al tra istanzaConcordato con riserva e autorizzazione alla conciliazione con Agenzia delle entrateImprenditore individuale non tenuto al deposito dei bilanciSottoscrizione del difensoreProroga del termine per il deposito del piano e della documentazioneConcessione di un termine eccedente la previsione della normaSospensione feriale dei terminiDecorrenza e scadenza del termineFideiussione ai promissari acquirenti ex L. 122/2005Divieto di pagamento di attestatore e professionistiPagamenti non autorizzatiDURCConsorzio

Atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione
Requisiti
Mantenimento delle linee autoliquidantiAtti legalmente compiutiAtti di gestione dell'impresaTrasferimento di beni immobiliOpposizione a decreto ingiuntivoProcedura competitivaRicorso per cassazione

Obblighi informativi periodici
Violazione degli obblighi informativi
Perentorietà del termine per adempimento agli obblighi informativiPermanenza degli obblighi informativi durante successivamente alla ammissione alla proceduraInammissibilità e audizione del debitoreAutorizzazione alla definizione di accertamento con adesioneAutorizzazione alla vendita competitiva

Attestazione del professionista
Pubblico ufficiale
InadempimentoLiquidazione del compenso del professionistaOggetto e contenutoPrevisione di scenari diversi ed alternativiAttestazione condizionataTerzietà del professionsistaMutamento dell'attestatoreResponsabilità penaleValutazione e controllo del giudiceObbligo di disclosurePagamento dilazionato dei creditori privilegiatiUtilità specificamente individuata ed economicamente valutabileFusione societaria



Concordato preventivo c.d. "in bianco" - Autorizzazione ex art. 161, comma 7, l.fall. al compimento di atto urgente di straordinaria amministrazione - Reclamo - Pronuncia anche sull’atto “a valle” - Ricorribilità per cassazione - Fondamento - Fattispecie
In materia di concordato preventivo c.d. "in bianco", il provvedimento con il quale il giudice, nel decidere in sede di reclamo ex art. 26 l.fall. avverso l'autorizzazione, ex art. 161, comma 7, l.fall., al compimento di un atto urgente di straordinaria amministrazione pronunci anche sull'atto "a valle", esorbita dall'ambito della volontaria giurisdizione, assumendo natura decisoria e palesandosi suscettibile di ledere potenzialmente i diritti nascenti dall'atto anzidetto, sicchè deve ritenersi ricorribile per cassazione ex art. 111, comma 7, Cost.. (Nella specie, la S.C., cassando il relativo decreto, ha dichiarato la nullità della statuizione con la quale il giudice del reclamo, anziché limitarsi a revocare l'autorizzazione alla stipula di un affitto d'azienda, aveva pronunciato, altresì, l'annullamento del contratto stipulato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Novembre 2019, n. 29912.


Concordato preventivo – Pagamento di crediti anteriori – Atto di straordinaria amministrazione soggetto ad autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall. – Carattere di urgenza – Autorizzazione ex art. 182 quinquies quinto comma l. fall. – Attestazione del professionista – Necessità – Esclusione
In pendenza di domanda di concordato c.d. con riserva qualificato in continuità aziendale, la richiesta di autorizzazione al pagamento di debiti anteriori chiaramente funzionali alla prosecuzione dell’attività, ove si appalesi come “urgente” in considerazione della natura dei beni e dei servizi indicati, rientra nell’alveo di cui all’art. 161, comma 6, l. fall., considerato che l’art. 182 quinquies l. fall. si pone rispetto alla previsione di cui all’art. 161, comma 7, l. fall. in un rapporto di species a genus. L’assoggettabilità della richiesta nell’ambito del citato art. 161 l. fall., proprio per il suo carattere di urgenza, consente di superare la attestazione del professionista richiesta dall’art. 182 quinquies l. fall., a cui si sostituisce la valutazione operata dal Tribunale di convenienza ed opportunità dell’atto rispetto all’interesse della massa dei creditori. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 18 Novembre 2019.


Concordato preventivo – Concordato con riserva – Obbligo di deposito degli ultimi tre bilanci – Imprenditore individuale non tenuto alla redazione dei bilanci – Deposito delle scritture contabili e delle dichiarazioni fiscali
L’imprenditore individuale non tenuto alla redazione del bilancio, al fine di soddisfare il requisito di cui all’art. 161, comma 6, legge fall., deve depositare le scritture contabili e le dichiarazioni fiscali in modo da consentire al tribunale la verifica della conformità a detti documenti della situazione patrimoniale elaborata dal ricorrente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 24 Ottobre 2019.


Concordato preventivo – Precedente dichiarazione di inammissibilità di istanza di pre-concordato – Elemento ostativo alla ammissione al concordato – Esclusione – Formulazione della proposta di esclusiva competenza del debitore
La precedente dichiarazione di inammissibilità di istanza di pre-concordato non osta all'ammissione alla procedura, atteso che il disposto dell'ultimo periodo dell'art. 161 comma 7 legge fall. riguarda la diversa ipotesi dell'avvenuta presentazione di un piano di concordato (e non di semplice istanza di pre-concordato, come nel caso in esame) successivamente dichiarato inammissibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 22 Ottobre 2019.


Fallimento – Concordato preventivo – Mancata approvazione – Preconcordato – Nuova domanda – Inammissibilità
La presentazione di una semplice (senza contenuti) seconda domanda di preconcordato dopo la mancata approvazione della proposta di concordato presentata all’esito della prima procedura di preconcordato integra un inammissibile abuso del diritto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19 Luglio 2019.


Compenso dell’attestatore del piano di concordato - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. - Ratio normativa - Inadempimento

Compenso dell’attestatore del piano di concordato - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. - Attestazione di veridicità dei dati aziendali - Valori immobiliari - Inclusione - Acritica riproduzione delle risultanze delle perizie redatte da un terzo stimatore - Inadempimento - Obbligo di vaglio critico da parte del professionista attestatore

Compenso dell’attestatore - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. -  Fattibilità del piano di concordato - Diligenza professionale - Inadempimento - Obbligo di effettuare stress tests

Compenso dell’attestatore - Relazione ex art. 161, comma 3, l.f. - Inadempimento - Valutazione ex ante - Irrilevanza delle circostanze successive

La valutazione circa la sussistenza di un inadempimento del professionista in sede di predisposizione della relazione ex art. 161, comma 3, l.f. deve tener conto della ratio della stessa norma, finalizzata a far sì che i creditori della società ed il giudice possano avere un riscontro “affidabile” circa lo stato patrimoniale e finanziario della società che chiede l’ammissione alla procedura, nonché circa la concreta fattibilità del piano proposto.

Integra grave inadempimento del professionista in sede di predisposizione della relazione ex art. 161, comma 3, l.f. l’aver mutuato, senza approfondito vaglio critico, le risultanze delle perizie redatte da un terzo stimatore.

Il professionista deve operare una ricostruzione ex ante dei possibili scenari che possono impedire l’attuazione del programma di concordato mediante veri e propri stess tests, con l’indicazione, se del caso, di eventuali strade alternative da percorrere al fine di scongiurare tali eventualità negative.

L’adempimento del professionista nella predisposizione della relazione ex art. 161, comma 3, l.f. va valutato secondo il parametro di diligenza ex art. 1176, comma 2, c.c. ed ex ante; pertanto, in sede di opposizione allo stato passivo ex art. 98 l.f. non possono costituire limiti alla cognizione del Tribunale sull’operato del professionista circostanze successive all’espletamento dell’incarico, quali l’avvenuta approvazione del concordato da parte dei creditori, l’assenza di contestazioni mosse dal Commissario Giudiziale ovvero le circostanze che hanno condotto alla risoluzione del concordato. (Giovanni Cedrini) (Maura Vadalà) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 03 Giugno 2019.


Concordato preventivo - Atti legalmente compiuti dall'imprenditore dopo la presentazione di una domanda di concordato - Distinzione tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione - Idoneità dell'atto a incidere negativamente sul patrimonio del debitore
La nozione di atti legalmente compiuti, di cui alla L. Fall., art. 161, comma 7, è legata innanzi tutto al significato della distinzione tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione, la quale va intesa secondo la L. Fall., art. 167; sicché resta incentrata sul requisito della idoneità dell'atto a incidere negativamente sul patrimonio del debitore, pregiudicandone la consistenza o compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori, perché in grado di determinarne la riduzione ovvero di gravarlo di vincoli e di pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali prevalenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713.


Concordato preventivo – Atti compiuti nella fase di preconcordato (c.d. “concordato in bianco” o “concordato con riserva”) – Atti di gestione dell'impresa – Atti consentiti – Criterio distintivo
Nella fase di preconcordato, ai sensi della L. Fall., art. 161, comma 7, è consentito al ricorrente di compiere atti di gestione dell'impresa, senza necessità di autorizzazione del tribunale, ai soli fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713.


Concordato preventivo – Atti compiuti nella fase di preconcordato (c.d. “concordato in bianco” o “concordato con riserva”) – Carattere di ordinaria o di straordinaria amministrazione – Valutazione – Interesse della massa dei creditori
Anche dopo la presentazione di una domanda di concordato con riserva, la valutazione in ordine al carattere di ordinaria o di straordinaria amministrazione dell'atto deve essere compiuta con riferimento all'interesse della massa dei creditori, e non dell'imprenditore insolvente, essendo possibile che atti astrattamente qualificabili di ordinaria amministrazione se compiuti nel normale esercizio dell'impresa possano, invece, assumere un diverso connotato se compiuti nel contesto procedimentale attivato dalla domanda suddetta, laddove gli stessi finiscano con l'investire gli interessi del ceto creditorio mediante l'assunzione di ulteriori debiti o la sottrazione di beni alla disponibilità della massa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713.


Concordato preventivo – Atti legalmente compiuti dall'imprenditore dopo la presentazione di una domanda di concordato in bianco – Prededucibilità – Rinuncia al concordato – Consecuzione tra le procedure – Mancanza di discontinuità dell'insolvenza

Concordato preventivo – Atti compiuti nella fase di preconcordato (c.d. “concordato in bianco” o “concordato con riserva”) – Atti di gestione dell'impresa – Atti consentiti – Criterio distintivo

Concordato preventivo – Atti legalmente compiuti dall'imprenditore dopo la presentazione di una domanda di concordato – Distinzione tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione – Idoneità dell'atto a incidere negativamente sul patrimonio del debitore

Concordato preventivo – Atti compiuti nella fase di preconcordato (c.d. “concordato in bianco” o “concordato con riserva”) – Carattere di ordinaria o di straordinaria amministrazione – Valutazione – Interesse della massa dei creditori

Concordato preventivo – Atti compiuti nella fase di preconcordato (c.d. “concordato in bianco” o “concordato con riserva”) – Carattere di ordinaria o di straordinaria amministrazione – Valutazione – Onere di fornire informazioni sul tipo di proposta

I crediti di terzi, scaturenti da atti legalmente compiuti dall'imprenditore dopo la presentazione di una domanda di concordato in bianco, sono in astratto prededucibili, per espressa disposizione di legge, nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa, anche ove vi sia stata rinuncia al concordato, poiché il requisito della consecuzione tra le procedure dipende dalla mancanza di discontinuità dell'insolvenza.

Nella fase di preconcordato, ai sensi della L. Fall., art. 161, comma 7, è consentito al ricorrente di compiere atti di gestione dell'impresa, senza necessità di autorizzazione del tribunale, ai soli fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio.

La nozione di atti legalmente compiuti, di cui alla L. Fall., art. 161, comma 7, è legata innanzi tutto al significato della distinzione tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione, la quale va intesa secondo la L. Fall., art. 167; sicché resta incentrata sul requisito della idoneità dell'atto a incidere negativamente sul patrimonio del debitore, pregiudicandone la consistenza o compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori, perché in grado di determinarne la riduzione ovvero di gravarlo di vincoli e di pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali prevalenti.

Anche dopo la presentazione di una domanda di concordato con riserva, la valutazione in ordine al carattere di ordinaria o di straordinaria amministrazione dell'atto deve essere compiuta con riferimento all'interesse della massa dei creditori, e non dell'imprenditore insolvente, essendo possibile che atti astrattamente qualificabili di ordinaria amministrazione se compiuti nel normale esercizio dell'impresa possano, invece, assumere un diverso connotato se compiuti nel contesto procedimentale attivato dalla domanda suddetta, laddove gli stessi finiscano con l'investire gli interessi del ceto creditorio mediante l'assunzione di ulteriori debiti o la sottrazione di beni alla disponibilità della massa.

La necessità di valutare l'atto compiuti nella fase di preconcordato in coerenza con la situazione nella quale è posto in essere impone al debitore, che intenda presentare una domanda di concordato "con riserva", l'onere di fornire informazioni sul tipo di proposta (o anche sul contenuto del piano) idonee a discernere verso quale forma di concordato egli abbia inteso indirizzarsi, per modo da confrontare rispetto a essa la valutazione degli atti consentiti; sicchè in difetto l'atto, che si riveli idoneo a incidere negativamente sul patrimonio, deve essere considerato, ai fini dell'art. 161, comma 7, come di amministrazione straordinaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

(Conformi: Cass. civ., Sez. I, 29 maggio 2019, nn. 14713/19, 14714/19, 14715/19, 14716/19, 14717/19, 14718/19, 14719/19, 14720/19, 14721/19, 14722/19, 14723/19, 14724/19, 14725/19, 14726/19, 14727/19, 14728/19, 14729/19, 14730/19, 14731/19, 14732/19, 14733/19) Cassazione civile, sez. I, 29 Maggio 2019, n. 14713.


Procedure concorsuali – Concordato preventivo – Presenza di contributi INPS e Inail non pagati – Diritto al DURC regolare – Esclusione
La pendenza di una procedura di concordato preventivo non può considerarsi alla stregua di una disposizione legislativa che consenta di sospendere il pagamento di contributi previdenziali, e ciò per la ragione che le limitazioni ad effettuare i pagamenti conseguenti alla domanda presentata dal debitore devono in definitiva ascriversi ad un atto volontario del debitore non a una disposizione legislativa.

[Il Tribunale ha rigettato la domanda della società diretta ad ottenere dagli enti previdenziali il rilascio di Durc regolare, nonostante il mancato pagamento di obbligazioni contributive antecedenti al deposito del ricorso per l'ammissione al concordato preventivo.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Maggio 2019.


Procedure concorsuali – Concordato con riserva – Liquidazione del compenso ai cd. pre-commissari giudiziali – Applicazione analogica delle norme relative ai commissari giudiziali – Esclusione – Applicazione delle norme relative agli ausiliari del giudice – Affermazione
La liquidazione del compenso spettante ai cosiddetti pre-commissari giudiziali non può essere effettuata ai sensi dell'articolo 5 D.M. 30/2012, il quale non prevede i criteri per la determinazione del compenso spettante ai commissari giudiziali nominati nel concordato con riserva, figura introdotta dal DL 69/2013.

In assenza di specifica previsione normativa, la liquidazione del compenso va effettuata in applicazione delle previsioni di cui alla disciplina generale in materia di liquidazione del compenso agli ausiliari del giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 12 Aprile 2019.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologa - Successiva domanda di ammissione al concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento
La domanda di concordato preventivo ai sensi dell'art. 161, comma 1, l.fall. è ammissibile anche dopo che sia stato omologato l'accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto dal medesimo imprenditore, in quanto il principio di alternatività delle procedure concorsuali, di cui all'art. 161, comma 6, l.fall., non trova applicazione nel caso di consecuzione delle stesse, restando preclusa al debitore – quando non abbia ottenuto l'ammissione al concordato ovvero l'omologa di un accordo – soltanto la possibilità di ripresentare nel biennio successivo una nuova domanda di concordato cd. con riserva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 2019, n. 10106.


Concordato preventivo con riserva – Termine per il deposito del piano e della documentazione in pendenza di istanze di fallimento – Proroga del termine – Valutazione discrezionale dell’Ufficio
Nell’ipotesi di concordato preventivo con riserva presentato in pendenza del procedimento per la dichiarazione di fallimento, il termine di 60 giorni previsto dall’art. 161 VI L.F., per il deposito del piano, della proposta e della documentazione, è prorogabile una sola volta fino ad un massimo di 60 giorni e con valutazione unica e discrezionale da parte del Tribunale in ordine all’arco temporale ulteriormente concedibile.
Il termine di proroga previsto dall’art. 161 u.c. L.F. per una durata massima di 60 giorni, può essere concesso in misura inferiore alla stregua della valutazione discrezionale operata dall’Ufficio ed è espressamente qualificato dalla legge come perentorio e non ordinatorio. Pertanto, ove la proroga venga concessa per un termine inferiore a quello massimo di 60 giorni, lo stesso termine non può essere prorogato con un secondo provvedimento che allunghi tale termine fino al massimo consentito, in virtù del principio generale di improrogabilità dei termini perentori sancito dall’art. 153 c.p.c. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Aprile 2019.


Concordato preventivo con riserva - Termine per presentare la proposta - Deposito della proposta - Documentazione ex art. 161 l.fall. - Integrazione successiva - Ammissibilità - Fattispecie
In tema di concordato preventivo, il debitore che dopo la domanda di ammissione al concordato con riserva abbia presentato la relativa proposta senza la documentazione prescritta dall'art. 161 l.fall., può ancora avvalersi del termine di sessanta giorni accordato dal tribunale, ex art. 161, comma 6, l.fall., allo scopo di integrare la detta documentazione. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza della corte d'appello che aveva revocato il fallimento dichiarato dal tribunale dopo aver dichiarato inammissibile la proposta del debitore, depositata solo sette giorni dopo la domanda di concordato con riserva, in quanto priva della necessaria attestazione del professionista ex art. 161, comma 3, l.fall.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Marzo 2019, n. 7577.


Concordato preventivo - Attestatore - Requisiti soggettivi - Terzietà e indipendenza rispetto al debitore - Rapporti personali o professionali - Indagine sulla idoneità a comprometterne l’indipendenza - Necessità - Fattispecie
Ai fini dell'ammissibilità della proposta di concordato preventivo, ai sensi dell'art. 161, comma 3, l.fall., in presenza di rapporti personali o professionali dell'attestatore con l'impresa proponente o con coloro che hanno interesse all'operazione di risanamento, il giudice deve sempre verificare che tali rapporti siano tali da compromettere in concreto l'indipendenza del suo giudizio. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della Corte d'appello, che aveva respinto la domanda di omologa del concordato preventivo per mancanza di indipendenza dell'attestatore, solo perché legato da rapporto di parentela con una dipendente della società proponente). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Marzo 2019, n. 6922.


Domanda di concordato preventivo - Regolarità e attendibilità delle scritture contabili - Controllo del tribunale - Esclusione - Attestazione del professionista - Verifica completezza dati aziendali e criteri di giudizio - Ammissibilità
In tema di concordato preventivo, nel valutare l'ammissibilità della domanda, il tribunale non può controllare direttamente la regolarità ed attendibilità delle scritture contabili del proponente, ma soltanto svolgere un sindacato sulla corretta predisposizione dell'attestazione del professionista designato ai sensi dell'art. 161, comma 2, l.fall., in termini di completezza dei dati aziendali e di comprensibilità dei criteri di giudizio adottati, rientrando tale attività nella verifica della regolarità della procedura indispensabile per garantire la corretta formazione del consenso dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2019, n. 5653.


Concordato preventivo - Termine ex art. 161, comma 6, l. fall. - Decorrenza - "Dies a quo"
Nel caso di presentazione della domanda di concordato con riserva, di cui all'art. 161, comma 6, l. fall., come introdotto dall'art. 33 del d.l. 22 n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 134 del 2012, il termine che il giudice concede per il deposito della proposta, del piano e della documentazione di cui ai commi 2 e 3 del citato articolo, decorre dalla data di presentazione della detta domanda, non da quella dell'emissione del provvedimento con cui il giudice concede il termine, né dalla comunicazione di tale provvedimento da parte della cancelleria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29740.


Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Modifiche alla proposta concordataria - Procedimento teso alla revoca dell’ammissione ex art. 173 l.fall. - Irrilevanza - Limite temporale - Fase anteriore alle operazioni di voto - Fondamento - Fattispecie
Nel concordato preventivo le modifiche alla proposta presentata possono intervenire anche in pendenza del procedimento teso alla revoca dell'ammissione al concordato ex art. 173 l.fall., poiché l'art. 175, comma 2, l.fall. – nel testo applicabile "ratione temporis" prima della sua soppressione disposta dal d.l. n. 83 del 2015, conv. con modif. dalla l. n. 132 del 2015 –, riconosce espressamente tale facoltà fino all'inizio delle operazioni di voto, al fine di evitare che il calcolo delle maggioranze si fondi su voti espressi in riferimento ad una proposta diversa da quella oggetto di omologa (Nella specie la S.C. ha ritenuto che il proponente potesse modificare la proposta in pendenza del procedimento teso alla revoca della sua ammissione al concordato e prima del voto, mediante la presentazione di fideiussioni tese a migliorarla senza necessità di ulteriori attestazioni in ordine al piano concordatario rimasto immutato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29741.


Concordato preventivo – Cessione dei beni – Cessione parziale – Effetto esdebitatorio – Esclusione

Concordato preventivo – Concordato con continuità aziendale – Cessione parziale dei beni – Ammissibilità – Finalità dell’istituto

Concordato preventivo – Concordato di gruppo – Inammissibilità – Confusione delle masse attive e passive delle singole società – Esclusione

La cessione dei beni di fonte contrattuale non ha un effetto esdebitatorio (a differenza di quanto avviene nel concordato) e, come tale, consente ai creditori cessionari di agire esecutivamente anche sulle attività non cedute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato con continuità aziendale, ai sensi dell'art. 186-bis L. Fall., la cessione parziale dei beni è espressamente prevista in relazione alla peculiare finalità perseguita dall'istituto, che è quella di consentire la prosecuzione dell'attività di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile la proposta unitaria di concordato da parte di società fra loro collegate da vincolo di direzione e controllo che preveda l'attribuzione ai creditori di ciascuna società solo di parte del patrimonio di questa (Cass. 13 ottobre 2015, n. 20559; Cass. 13 luglio 2018, n. 18761); il concordato preventivo può, pertanto, essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola impresa, con l’ulteriore precisazione che la separazione delle masse attive e passive rappresenta (anche in ragione del meccanismo di formazione delle maggioranze necessarie) un dato imprescindibile della normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2018, n. 26005.


Concordato preventivo - Concordato preventivo con riserva - Sospensione dei pagamenti - DURC - Rilascio DURC regolare - Ammissione Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari o conservativi - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
Dalla presentazione della domanda di concordato, anche con riserva ex art. 161, comma 6 L. Fall., opera la fattispecie della “sospensione dei pagamenti” per cui dovrà essere attesta la regolarità contributiva della società preponente mediante il rilascio di DURC regolare.

Gli effetti della presentazione di una domanda di concordato ex art. 161, comma 6, c.p.c. (almeno sino alla scadenza dei termini concessi ed all’eventuale dichiarazione di inammissibilità), sono, dal punto di vista della “sospensione dei pagamenti” del tutto assimilabili alle domande di concordato complete di proposta, piano ed ulteriore documentazione. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 16 Ottobre 2018.


Concordato con riserva - Termine per il deposito del piano e della documentazione in caso di pendenza di ricorsi di fallimento - Discrezionalità del tribunale - Esclusione
In tema di concordato con riserva, qualora pendano ricorsi per la dichiarazione di fallimento, è escluso che al debitore possa assegnarsi un termine per il deposito della proposta e del piano non coincidente con quello fisso di sessanta giorni espressamente previsto dall'art. 161, comma 10, l.fall., in quanto la norma esclude che il tribunale possa operare al riguardo una valutazione discrezionale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Ottobre 2018, n. 25602.


Concordato preventivo – Relazione di attestazione – Credito dell’attestatore – Inadempimento – Domanda di ammissione al passivo – Rigetto

Concordato preventivo – Percentuale minima

Deve essere integralmente rigettata la domanda di ammissione al passivo del credito relativo al compenso del professionista che abbia attestato il piano di concordato preventivo quando la relazione da lui redatta sia risultata del tutto inidonea ad attestare la fattibilità del piano e, dunque, a supportare la domanda di concordato.

[Nel caso di specie, l’attestazione, che pure nelle conclusioni dava atto della fattibilità del piano, nelle motivazioni anteponeva considerazioni che evidenziavano una incertezza assoluta sullo sviluppo della liquidazione, con la conseguenza che la domanda di concordato preventivo è stata dichiarata inammissibile anche per l'assenza di una adeguata attestazione di fattibilità del piano. Inoltre, nell’ambito di un piano la cui fattibilità dipendeva dagli apporti di un soggetto esterno, l’attestatore non aveva provveduto a verificare la correttezza e serietà delle valutazioni effettuate dal proponente circa la solvibilità dell’apportante e non ha rappresentato ai creditori che, mancando un impegno vincolante del medesimo, il liquidatore del concordato non avrebbe potuto agire per ottenerne l’adempimento.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, a seguito dell’introduzione della percentuale minima di soddisfazione del ceto chirografario (nel concordato liquidatorio) e dell’obbligo di assicurare una “utilità specifica ed economicamente valutabile” (per tutti i tipi di concordato), si impone, da parte del Tribunale, un vaglio più rigoroso delle condizioni di concreta fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Settembre 2018.


Concordato preventivo – Fallimento – Relazione di attestazione – Adempimento del professionista attestatore – Apertura della procedura di concordato – Irrilevanza
In tema di opposizione allo stato passivo fallimentare, il professionista che abbia chiesto, ma non ottenuto, in ragione di carenze evidenzianti il difetto della dovuta diligenza, il riconoscimento del credito professionale per l'attività di predisposizione della relazione redatta, ai sensi dell'art. 161, comma 3, L. Fall., su incarico della società proponente il concordato preventivo e poi dichiarata fallita, non può invocare, a dimostrazione del suo agire diligente, l'avvenuta ammissione della società stessa alla procedura concordataria.

Infatti, la valutazione compiuta dal tribunale ex art. 163, comma 1, L. Fall. non costituisce un'approvazione della relazione, nè un apprezzamento di competenza esclusiva del tribunale in ambito concordatario, in quanto il provvedimento di ammissione a detta procedura non assevera definitivamente, con valore di giudicato, l'esattezza dell'adempimento del professionista, potendo la suddetta valutazione essere successivamente smentita dal medesimo tribunale, in sede di procedura fallimentare, per effetto di quanto acclarato a seguito di un più approfondito controllo da parte del commissario giudiziale (nella specie, di accertamento dell'inattendibilità di rilevanti dati esposti nella relazione). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2018, n. 22785.


Concordato preventivo – Deposito del ricorso prenotativo – Effetti – Applicazione della normativa successiva

Concordato preventivo – Finanza esterna – Libera distribuzione – alterazione dell’ordine delle cause legittime di prelazione – Ammissibilità – Flussi di cassa generati o attesi dalla prosecuzione dell’attività di impresa – Qualificabili come finanza esterna – Esclusione

Il debitore acquisisce lo statuto di debitore concordatario per il solo deposito della domanda, anche riservata ai sensi dell’art. 161, sesto comma l.fall., che determina la costituzione del rapporto processuale con il giudice, chiamato ad una pronuncia su di essa, e prima ancora l’instaurazione di un regime di controllo giudiziale sull’amministrazione (com’è evidente proprio nel concordato con riserva) e sui contratti pendenti ex art. 169-bis l.fall., oltre che uno statuto di relativa insensibilità del patrimonio alle iniziative di terzi ex art. 168 l.fall., con regole sui crediti e l’inefficacia importate dal fallimento e progressivamente estese (da ultimo, l’art. 43, comma 4, nell’art. 169 l.fall. novellato dal d.l. n. 83 del 2015).

Il procedimento concordatario è pertanto introdotto dal ricorso di cui al primo e sesto comma dell’art. 161 l.fall. e non dal successivo deposito del piano, con la conseguenza che il deposito della domanda di concordato “con riserva” determina di per sé, immediatamente ed a prescindere dal deposito del plano, tutta una serie di effetti tipici della procedura concordataria: non può quindi negarsi che essa introduca una procedura di concordato, fattispecie a formazione progressiva in cui il deposito del piano rappresenta solo uno degli elementi costitutivi.

La disciplina introdotta dal D.L. 27 giugno 2015, n. 83 non può pertanto essere applicata ai concordati pendenti ed introdotti con ricorso, sia pure ex art. 161, comma 6, l.fall., depositato in data anteriore alla entrata in vigore del citato decreto-legge. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, la c.d. “finanza esterna” o “nuova finanza” deve ritenersi liberamente distribuibile e non soggetta al principio affermato dall’ultima parte del co. 2 dall’art. 160 l.fall. il quale vieta l’alterazione dell’ordine delle cause legittime di prelazione.

I flussi di cassa generati o attesi dalla prosecuzione dell’attività di impresa non sono qualificabili come finanza esterna e devono quindi sottostare alla regola del rispetto dell’ordine delle cause di prelazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 31 Agosto 2018.


Concordato preventivo con continuità aziendale – Relazione del professionista attestatore – Analisi di sensitività del piano mediante la previsione di scenari diversi ed alternativi – Analisi critica
La relazione del professionista attestatore del piano di concordato con continuità aziendale deve esaminare la funzionalità della prosecuzione dell’attività posta alla base del piano rispetto al miglior interesse dei creditori con argomenti completi e logicamente condivisibili; deve, inoltre, effettuare l’analisi di sensitività del piano mediante la previsione sia di scenari diversi ed alternativi connessi al possibile variare di alcuni parametri (come il fatturato, i tempi di realizzo dei beni, o il loro prezzo di realizzo; etc.), sia della loro influenza sulla fattibilità del piano (stress test) mediante un lavoro non superficiale di analisi critica, non recependo acriticamente le assumptions del piano e della proposta, ma illustrando in modo anche dettagliato le criticità che potrebbero palesarsi durante la sua esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 05 Luglio 2018.


Concordato preventivo - Credito del professionista per la redazione di relazione di asseverazione - Liquidazione del compenso - Normativa applicabile - Art. 27 del d.m. n. 140 del 2012 - Esclusione - Art. 21 del d.m. n. 140 del 2012 - Applicabilità - Fondamento
La liquidazione del compenso spettante al professionista che, nell'ambito del concordato preventivo, abbia redatto la relazione di asseverazione di cui all'art. 161, comma 3, l. fall., non deve avvenire secondo i criteri di cui all'art. 27 d. m. n. 140 del 2012, che riguarda le attività di complessiva assistenza al debitore nel periodo preconcorsuale, trovando invece applicazione i parametri fissati dall'art. 21 dello stesso decreto per le attività di "valutazioni, perizie e pareri", essendo l'incarico funzionale alla redazione di un "parere motivato", ovvero a "relazioni di stima richiesta da disposizioni di legge o di regolamenti". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Giugno 2018, n. 16934.


Concordato "con riserva" riunito al procedimento prefallimentare - Termini per il deposito del piano e della proposta ex art. 161, comma 6, l. fall. - Applicabilità della sospensione feriale - Esclusione
Allorchè il concordato preventivo con riserva sia proposto in pendenza di istanza di fallimento, i termini concessi dal giudice per il deposito della proposta, del piano e della documentazione non sono soggetti alla sospensione feriale, in forza di quanto previsto dall'art. 3 della l. n. 742 del 1960 che, attraverso il richiamo all'art. 92 del r.d. n. 12 del 1941, la esclude per i procedimenti relativi alla dichiarazione e revoca di fallimenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 2018, n. 15435.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Patti paraconcordatari - Contenuto - Fattispecie
Non è soggetto alla autorizzazione del giudice delegato di cui all'art. 167, comma 2, legge fall. - in quanto costituente un fatto giuridico presupposto del piano che precede, logicamente e cronologicamente l'ammissione alla procedura, laddove il giudice delegato esercita il proprio controllo su atti di gestione dell’impresa che intervengono successivamente all’apertura della procedura medesima - il patto paraconcordatario, soggetto alla sola condizione sospensiva dell'omologazione del concordato preventivo, che:
a) preveda il riscadenziamento dei piani di ammortamento dei mutui in essere, anche per le rate già scadute al momento del deposito del ricorso, consentendo in tal modo di escludere la violazione del limite annuale di moratoria per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, previsto dall’art. 186-bis, comma 2 lett. c), legge fall.;
b) non contenga novazione di mutui, né riconoscimenti di diritti di terzi;
c) non preveda l'apporto di nuova finanza da collocarsi in prededuzione;
d) conferisca mandato irrevocabile per la vendita di un bene immobile con efficacia che decorra successivamente alla data di termine del piano, così che l’esecuzione del mandato a vendere sia collocata non solo al di là delle fasi di ammissione alla procedura e di omologa, ma anche al di fuori dell’orizzonte temporale del piano, cosicché tale dispositivo (nella fattispecie di garanzia in un concordato di sola continuità) non incide sulla struttura del patrimonio del ricorrente in quel periodo di osservazione che la disciplina concordataria sottopone al controllo autorizzativo del tribunale o del giudice delegato, né interferisce con la fase esecutiva del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 07 Giugno 2018.


Concordato preventivo - Pagamento di cambiali tratte - Assolvimento del rapporto di valuta tra traente in concordato e beneficiario creditore - Violazione della par condicio - Inefficacia
Nel concordato preventivo, a meno non vi sia applicazione dello strumento dello scioglimento dei contratti pendenti di cui all'art. 169-bis legge fall., non si verifica lo scioglimento della delegazione di pagamento.

Pertanto, in caso di pagamento di cambiali tratte, l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria a carico del traente e in favore del beneficiario (credito anteriore, costituente il rapporto di valuta) - ancorché attuata mediante un maccanismo di delegatio solvendi (ossia dando il traente incarico al trattario, obbligato nei confronti del traente in virtù del rapporto di provvista) - comporta che il trattario assolva contestualmente sia al debito di provvista nei confronti del traente (credito dell’imprenditore concordante o credito di massa) sia, contestualmente, al rapporto di valuta corrente tra beneficiario e traente (debito concorsuale).

Secondo la prospettiva del traente in concordato, dunque, il traente riceve indirettamente il pagamento effettuato dal trattario, il quale è efficace nei confronti del traente in quanto l’imprenditore ammesso al concordato preventivo conserva l’amministrazione dei beni ed è quindi legittimato a ricevere pagamenti, direttamente o indirettamente.

Tuttavia, l’assolvimento del rapporto di valuta tra traente in concordato e beneficiario creditore concorsuale deve reputarsi inefficace, in quanto comporta violazione della par condicio creditorum, perché integra l'esecuzione di un pagamento di creditori concorsuali indipendentemente dall’ordine di graduazione previsto dal concordato e ciò per il solo fatto di essere in possesso di uno strumento di pagamento cartolare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Giugno 2018.


Obbligazioni e contratti – Attività professionale – Adempimento – Obbligazioni di mezzi – Attività idonea al raggiungimento del risultato – Diligenza professionale

Concordato preventivo – Attività di assistenza del professionista – Valutazione di adempimento – Violazione di principi inderogabili

Se è vero che le obbligazioni inerenti l’attività professionale sono, di regola, obbligazioni di mezzi e non di risultato (in quanto il professionista, assumendo l'incarico, si impegna a prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato ma non a conseguirlo) è anche vero che l’attività resa dal professionista deve comunque essere idonea a raggiungere quel risultato avendo egli, da un lato, il dovere primario di tutelare le ragioni del cliente e, dall'altro lato, quello di conformarsi al parametro della diligenza fissato dall'art. 1176, comma 2, c.c., che è quello della diligenza del professionista di media attenzione e preparazione; il contenuto dell’attività svolta non è dunque indifferente ai fini della valutazione di adempimento dell’obbligazione e della maturazione del diritto al pagamento del compenso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non può ritenersi adempiente all’obbligazione professionale assunta il professionista che assista il cliente nella formulazione di una proposta di concordato che violi principi giuridici di natura inderogabile quali il rispetto delle cause di prelazione e del principio di competitività nell’attività liquidatoria introdotto dal combinato disposto dagli artt. 163-bis e 182 l.f. 

[Nel caso di specie, la proposta prevedeva: 1) il pagamento dei debiti chirografari senza che fosse stato integralmente adempiuto il debito privilegiato e senza l’intervento di nuova finanza; 2) il pagamento dei debiti personali dei soci e non di quelli della società con il ricavato della vendita dei beni dei soci stessi, 3) la liquidazione del compendio aziendale in assenza dei principi di competitività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 01 Giugno 2018.


Fallimento - Proposta di concordato preventivo - Credito incluso nell’elenco di cui all’art. 161, comma 2, lett. b), l.fall. - Successivo fallimento dell’imprenditore - Confessione stragiudiziale - Esclusione
In tema di insinuazione al passivo, l'elenco dei creditori previsto dall'art. 161, comma 2, lett. b), l.fall., che sia stato depositato dall'imprenditore unitamente alla domanda di concordato preventivo, non può assumere valore confessorio nel successivo fallimento del medesimo, in quanto gli effetti di una dichiarazione avente valore di confessione stragiudiziale si producono se e nei limiti in cui essa sia fatta valere nella controversia in cui siano parti, anche in senso processuale, gli stessi soggetti, rispettivamente, autore e destinatario della dichiarazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2018, n. 11197.


Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Atto urgente di straordinaria amministrazione - Autorizzazione del tribunale - Necessità

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Natura coattiva

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Offerta formulata da soggetto già individuato - Stima del bene - Necessità - Esclusione

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Offerta formulata da soggetto già individuato - Applicazione della disciplina di cui agli artt. 182 e 107 l.f. - Esclusione

Concordato preventivo - Procedura competitiva di cui all'art. 163-bis l.f. - Offerta condizionata - Inammissibilità - Condiciones iuris

Procedure concorsuali - Vendite - Diritto di prelazione - Compatibilità - Vendita di un complesso di beni costituenti ramo d'azienda

L'attuazione della procedura competitiva di cui all'art. 163-bis legge fall. durante la fase preconcordataria, quando dunque il concordato non sia ancora stato dichiarato aperto ai sensi dell'art. 163 legge fall., costituisce atto urgente di straordinaria amministrazione che, come tale, richiede l'autorizzazione del tribunale.

[Nel caso di specie, il tribunale ha individuato il requisito dell'urgenza nella necessità di concludere la procedura competitiva in tempo utile per trasferire parte dei contratti stipulati dalla proponente, la cui efficacia era stata sospesa ai sensi dell’art. 169-bis legge fall., e di evitare il rischio che la committente potesse invocare la risoluzione dei contratti medesimi ed applicare le penali in essi previste.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La vendita di cui all’art. 163-bis l. fall. ha natura coattiva, in quanto: a) comporta gli effetti cd. purgativi di una vendita forzata (art. 108), eseguita con decreto di trasferimento del giudice o con atto notarile previa autorizzazione del giudice ed è dunque attuata dall’autorità giudiziaria o comunque da essa delegata; b) è posta in essere indipendentemente dalla volontà del debitore, in quanto soggetta a procedura competitiva; c) si svolge nell’interesse del ceto creditorio; d) prevede la distribuzione del ricavato nel rispetto delle cause legittime di prelazione ai sensi dell’art. 2741 c.c.; d) quando ha ad oggetto l'azienda, produce effetti liberatori dalla responsabilità dell’acquirente per i debiti sorti prima del trasferimento e risultanti dai libri contabili obbligatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Lo svolgimento della procedura competitiva di cui all'art. 163-bis legge fall., la quale trova applicazione nel caso di offerta formulata da soggetto già individuato e destinata al trasferimento di un bene, non richiede che sia prima effettuata la stima, in quanto il legislatore pare avere ritenuto a tal fine sufficiente l’individuazione del prezzo da parte dell'offerente.

L’effettivo valore del bene oggetto della proposta sarà poi stabilito dal mercato, a condizione che sia garantito, mediante idonea pubblicità, l’accesso a tutti i dati necessari per una completa ed analitica valutazione dell’asset oggetto di trasferimento; questo meccanismo risponde, infatti, anche alle esigenze di celerità ed urgenza che spesso connotano le vendite di beni oggetto di offerte da parte di soggetto individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Se è vero che la disciplina di cui all’163-bis l. fall. trova applicazione nel caso di offerta formulata da soggetto già individuato destinata al trasferimento di un bene - la cui procedura deve comunque effettuarsi prima dell’udienza fissata per l’adunanza dei creditori anche nell'ipotesi in cui il piano preveda che il trasferimento del bene abbia luogo dopo l’omologazione, è possibile affermare che la disciplina generale in tema di vendite nel concordato preventivo di cui agli artt. 182 e 107 legge fall. troverà applicazione nei casi in cui nel piano concordatario sia prevista la liquidazione di un bene che non sia stato oggetto di proposta di acquisto da parte di un soggetto certo ed individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'offerta. prevista dall'art. 163-bis legge fall., di acquisto di un bene del concordato formulata da soggetto individuato, così come le offerte dei partecipanti alla relativa gara competitiva, non possono essere sottoposte a condizione, salvo che si tratti di condizioni previste dalla legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il diritto di prelazione è compatibile con la procedura di vendita competitiva delle procedure concorsuali quando il bene oggetto del diritto di prelazione coincide con quello oggetto di trasferimento; laddove, invece, tale coincidenza non vi sia, come nel caso della vendita di un complesso di beni costituenti ramo d'azienda, l'attività svolta dagli organi fallimentari, in quanto mirata alla salvaguardia di finalità pubblicistiche, non può soffrire impedimenti disposti da una regola interna ad un rapporto di carattere privatistico del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 09 Maggio 2018.


Concordato preventivo – Attestazione di veridicità dei dati aziendali – Natura del giudizio del professionista – Conformità della proposta ai meri dati contabili – Inadeguatezza – Indicazione di ogni informazione utile ai creditori circa fatti pregressi rilevanti – Necessità

Concordato preventivo – Ruolo dell’attestatore – Diligenza professionale qualificata ex art. 1176 secondo comma c.c. – Sussistenza

Concordato preventivo – Prestazione dell’attestatore – Qualificazione dell’obbligazione come di mezzi e non di risultato – Limiti

L’asseverazione della contabilità, nei suoi dati di sintesi finale, non può ridursi alla mera riproduzione dei saldi di partita o delle macro voci riassuntive delle poste di bilancio ovvero della movimentazione finanziaria ed economica di sintesi dell’impresa, essendo l’attestazione richiesta dall’art. 161 terzo comma l. fall. (e penalmente protetta dall’art. 236 bis l. fall.), già per la sua prima parte, completa e veritiera se permette la decifrabilità dell’andamento economico-finanziario che ha permesso all’impresa di contabilizzare i risultati delle proprie scritture, non potendo dunque prescindere da una chiara evidenziazione – anche alla stregua di informazioni ‘rilevanti’ – dei fattori (uscite, ricavi, impegni), cioè delle operazioni, condizionati causalmente il dato finale. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)

Con riferimento al ruolo dell’attestatore, va ribadito che la diligenza richiesta è quella qualificata, mediante svolgimento impegnato ed attento dell’incarico, accurato e competente, aggiornato anche dell’evoluzione interpretativa circa i doveri di attestazione; la combinazione degli art. 161 comma terzo l. fall. e 186 bis comma secondo lett. b) l. fall. ha quindi riguardo ad un professionista non comune, specialista della materia, specificamente ingaggiato per (e dunque attrezzato a) esplicare regole tecniche funzionali, nell’attestazione, a tutelare in modo efficace l’interesse del committente, secondo una misura di diligenza notevole e proporzionata e l’interesse procedimentale all’abbreviazione del percorso istruttorio, raccogliendo l’attestatore (con profili di doverosità per la sua indipendenza) elementi la cui riassunzione qualificata e solenne (nell’atto di attestare) accelera la progressività e la stabilità dell’accesso al concorso, nell’interesse dei creditori. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)

Se è vero che il risultato ultimo perseguito dal creditore non risulta incluso nella prestazione per la aleatorietà del suo raggiungimento, dipendendo non solo da volontà e impegno del debitore ma anche da condizioni estranee al suo controllo, cionondimeno ogni obbligazione è finalizzata ad un  risultato; appare cioè priva di razionalità economica, e assente di causa concreta, una obbligazione in cui sia dedotto un comportamento fine a se stesso, cioè privo di una utilità destinata al creditore, dovendo pertanto ammettersi che il normale raggiungimento di risultati oggettivamente apprezzabili che, concorrendo altri fattori, possono condurre a quelli finali attesi dal debitore, va valutato tra gli elementi dedotti nel rapporto professionale e come tali scrutinabili ex post alla stregua di profili di inadempimento.

(Fattispecie in cui la Suprema Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Rimini che aveva escluso dal passivo il credito vantato dal professionista attestatore, in riferimento a proposta di concordato preventivo, per grave inadempimento nell’espletamento dell’incarico. In particolare, il credito era stato radicalmente negato per non avere l’attestatore rilevato la commissione di atti depauperativi del patrimonio sociale da parte dell’organo amministrativo anteriormente al deposito della domanda di concordato c.d. con riserva,  nonché per aver ritenuto fattibile un piano concordatario in continuità aziendale in carenza di un realistico piano industriale). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Maggio 2018, n. 10752.


Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla attestazione - Verifica di regolarità dell'andamento della procedura - Garanzia della corretta formazione del consenso dei creditori - Fattispecie in tema di stima di immobili
Nel concordato preventivo, spetta al giudice il compito di controllare la corretta predisposizione dell'attestazione in termini di completezza dei dati e comprensibilità dei criteri di giudizio, ciò rientrando nella verifica di regolarità dell'andamento della procedura, che è presupposto indispensabile al fine della garanzia della corretta formazione del consenso dei creditori.

[Nel caso di specie, l'attestatore aveva mancato di indicare i criteri seguiti ai fini della condivisione dei valori immobiliari riportati nella perizia di parte allegata alla domanda.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 09 Marzo 2018, n. 5825.


Concordato preventivo – Attestazione – Integrazione e modifica – Mutamento dell’attestatore
L’imprenditore che propone istanza di concordato preventivo non può integrare la relazione dell’attestatore con quella di altro professionista o mutare la persona dell’attestatore quando non vi siano modifiche sostanziali della proposta o del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Marzo 2018.


Fusione societaria - Potenziale pregiudizio per i creditori delle società partecipanti
La fusione societaria può pregiudicare la posizione dei creditori delle società partecipanti perché, attuata la fusione, tutti concorrono sull'unico patrimonio risultante dalla fusione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Concordato preventivo - Fusione societaria - Tutela dei creditori - Opposizione
La tutela dei creditori partecipanti alla fusione è presidiata dallo strumento dell'opposizione di cui all'art. 2503 c.c., posto che il regime giuridico attualmente vigente non contempla (a differenza di quanto previsto nella legge delega per la riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza) che, nell'ipotesi in cui il piano di concordato preventivo si fondi su un'operazione di fusione societaria, l'opposizione dei creditori possa essere proposta unicamente nella sede ove si svolge il controllo giudiziale della domanda concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Concordato preventivo - Fusione societaria - Tutela dei creditori - Opposizione
Nel caso di concordato preventivo che si fondi su un'operazione di fusione societaria e la domanda di concordato sia presentata da una soltanto delle società, la relazione di attestazione deve prendere in considerazione anche la posizione delle altre società partecipanti alla fusione, il cui atteggiamento può influire sulla fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Concordato preventivo - Fusione societaria - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Operatività in relazione alle società partecipanti alla fusione
Nel caso di concordato preventivo che si fondi su un'operazione di fusione societaria e la domanda di concordato sia presentata da una soltanto delle società, il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari di cui all'art. 168 l.fall. opera solo in relazione alla società che abbia presentato ricorso per concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Gruppo di imprese - Nozione
Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie, insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.

All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" può pertanto ritenersi fondato in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre, ne consegue che il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie nella quale l'unitarietà della proposta e del piano sia intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.

["Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie. Tale riconoscimento è insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.
All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" è legittimo in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre.
Pertanto, il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie di cui dà atto l'impugnata sentenza, nella quale l'unitarietà della proposta e del piano era intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.
Situazioni analoghe a queste la prassi ha nel tempo delineato nel contesto di tecniche di redazione di domande o proposte di concordato caratterizzate dalla costituzione di nuove società alle quali conferire i beni di altre, per modo di accedere al concordato su iniziativa della conferitaria - e/o (secondo i casi) della conferente legittimata dalla condizione di titolarità della massa attiva e passiva.
E può aggiungersi che la non corrispondenza tra i concetti puntualmente messa in luce da una parte della dottrina nella contrapposizione tra una nozione "forte" (o propria) e una "debole" (o impropria) del concordato di gruppo - è oggi viepiù confortata dal progetto di riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza, culminato nello schema di disegno di legge attualmente all'esame del Parlamento.
Tale schema prospetta invero di inserire la afferente procedura di concordato preventivo nel contesto di disciplina teso alla definizione del gruppo di imprese, e di modellare codesta definizione sull'insieme delle "società o imprese sottoposte alla direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 e ss., nonché art. 2545-septies c.c.", corredata dalla presunzione semplice di assoggettamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c. Sicché a tanto affida il presupposto affinché la procedura di concordato preventivo del gruppo di imprese venga poi disciplinata, consentendo che più società o imprese, appartenenti al medesimo gruppo e sottoposte alla giurisdizione dello Stato, abbiano a proporre "con un unico ricorso domanda di ammissione ad una procedura di concordato preventivo unitaria, fondata su un unico piano, o su piani reciprocamente collegati e interferenti ferma restando in ogni caso l'autonomia delle rispettive masse attive e passive".
Nel caso di specie, non risulta che sia stato neppure dedotto che le società in questione fossero state assoggettate - magari solo di fatto - a eterodirezione o a controllo.
7. L'anzidetta sottolineatura consente al collegio di puntualizzare che la sezione si è di recente determinata nel senso della attuale non proponibilità del concordato di gruppo in mancanza di una disciplina positiva che si occupi di regolare la competenza del tribunale, le forme del ricorso, la nomina degli organi, nonché la formazione delle classi e delle masse. Donde ha affermato che, in base alla disciplina vigente, il concordato preventivo può essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola impresa (v. Cass. n. 20559-15).
Nella fattispecie in esame, nella quale non viene in questione un profilo di competenza, neppure è il caso di maggiormente indugiare su quanto emergente dalla citata pronuncia.
Essendosi dinanzi a una forma di aggregazione diversa dal gruppo societario propriamente inteso, evocare la questione circa l'ammissibilità o meno di un concordato di gruppo è poco conferente. Quel che unicamente rileva è difatti questo: che la commistione delle masse, debitamente accertata dal giudice del merito e ostativa finanche al vero concordato di gruppo, impedisce di ravvisare il presupposto di ammissibilità di ogni prospettazione concordataria che rifluisca su soggetti distinti.
8. Ferma allora la considerazione previa in ordine al profilo involto dal sintagma "concordato di gruppo", può osservarsi che in tutti i casi di aggregazione diversa dal gruppo, ove vi siano proposte concordatarie tra loro coordinate in prospettiva di conferimenti e accolli tra le singole società di cui si tratta, elemento imprescindibile resta l'autonomia delle masse attive e passive e la conseguente votazione separata sulle proposte da parte dei creditori di ciascuna società o impresa. Mentre la corte d'appello ha accertato che la proposta in esame era unica ed era stata caratterizzata da una confusione di masse tra loro non coincidenti, essendo mancato il conferimento integrale dei beni in (*) ed essendo risultata questa società priva di impianto contabile onde potersi apprezzare la dedotta (e in sè oltre tutto inverosimile) inesistenza di obbligazioni proprie, medio tempore contratte."] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19014.


Concordato preventivo – Attestazione del professionista – Finalità – Veridicità dei dati aziendali – Verifica della reale consistenza del patrimonio dell'azienda – Accertamento delle varie componenti e loro valorizzazione – Adeguata motivazione dei criteri di stima adottati – Necessità – Rinvio alle stime peritali del piano – Insufficienza
La relazione del professionista ex art. 161 terzo comma l. fall. ha lo scopo di fornire un adeguato supporto informativo al Tribunale ed al ceto creditorio, chiamato ad esprimere le proprie valutazioni sulla convenienza del piano concordatario (v. Tribunale Firenze 4 maggio 2016); egli dunque non può limitarsi ad attestare genericamente la veridicità dei dati aziendali e a prendere in considerazione dati meramente formali, o a utilizzare formule di stile con meri richiami a valutazioni e ragionamenti fatti nel piano;
nè può limitarsi ad attestare genericamente la fattibilità del piano, dovendo invece, sotto la sua personale responsabilità, esporre in modo specifico ed approfondito le proprie valutazioni, supportate da verifiche concrete, motivando in relazione alle specifiche ragioni per cui ritiene che il piano predisposto dal debitore abbia una fondata possibilità di riuscita.

In sede di giudizio di ammissibilità, il tribunale deve quindi verificare che la relazione, elaborata dal professionista incaricato dal debitore, sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'impresa sia aggiornata e dettagliata, che lo stato analitico ed estimativo delle attività possa considerarsi tale e che la predetta relazione, attestante la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano, sia adeguatamente motivata, indicando le verifiche effettuate nonché la metodologia e i criteri seguiti per pervenire all'attestazione, anche riguardo la congruità della valutazione dei beni immobili che dovranno formare oggetto di cessione ai creditori (vedi Cass.13817/2011; Cass.3586/2011; Cass.21860/2010).

(Fattispecie in cui la relazione dell’attestatore art. 161 terzo comma l. fall. è stata ritenuta inidonea e carente di motivazione, in riferimento alle stime peritali dei beni concordatari, per la presenza di formule di stile del seguente tipo : ‘avendo verificato tutti gli elementi e i dati inseriti nella stima del perito incaricato dalla società, si ritiene congruo il valore ivi indicato e che lo stesso possa essere conseguito nell’ammontare e nei tempi all’interno della presente procedura concorsuale’). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 20 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Finanziamenti – Mantenimento delle linee autoliquidanti – Prosecuzione dei rapporti – Esecuzione – Autorizzazione – Esclusione
Il mantenimento in essere di finanziamenti con modalità c.d. “auto liquidanti” può considerarsi quale atto di ordinaria amministrazione, in assenza dell’accensione di nuove garanzie accessorie o collegate sul patrimonio della società.

Tale conclusione può essere accolta anche dopo l’entrata in vigore delle modifiche apportate al comma 3 dell’art. 182-quinquies l.f., dovendosi ritenere che la richiesta ivi prevista al mantenimento di linee di credito auto liquidanti (che letteralmente può essere proposta ma non deve essere autorizzata) renda necessario un provvedimento autorizzativo del Tribunale soltanto in caso di modifica in pejus delle condizioni applicate o delle garanzie accessorie collegate, ovvero ancora di ampliamento della provvista concessa; non avrebbe infatti senso una interpretazione letterale di tale disposizione che, in contrario con molteplici altri indici normativi favorevoli alla prosecuzione dei contratti pendenti nel concordato, finirebbe per validare una inaccettabile automatica interruzione/sospensione delle principali fonti di finanziamento usualmente in essere al momento del deposito del ricorso ex art. 161 co. 6 l.f.; sul punto si condivide quanto espresso da Trib. Ancona, 11/12/2016: “gli atti di esecuzione dei contratti posti alla base delle c.d. linee autoliquidanti di cui all’art. 182-quinquies, comma 3, legge fall. sono atti di ordinaria amministrazione che, come tali, non debbono essere autorizzati; essi infatti, non comportano la stipulazione di nuovi finanziamenti in quanto danno luogo a mere variazioni all’interno di una provvista già concessa". (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Modifiche apportate dalla legge di conversione del D.L. 83/2015 – Utilizzo della parola “assicurare” all’art. 161, comma 2, lett. e) ed all’art. 163, comma 5, l.f. – Interpretazione – Rendere sicuro – Dare ragionevole certezza all’attuazione del piano concordatario – Regola generale applicabile ad ogni tipo di concordato
L’utilizzo della parola “assicurare” all’art. 161, comma 2, lett. e) l.f. (applicabile ad ogni tipo di concordato) ed all’art. 163, comma 5, l.f. (che si riferisce espressamente al concordato con continuità aziendale) esprime la volontà del legislatore di voler “rendere sicuro”, dare cioè ragionevole certezza, all’attuazione del piano concordatario non solo con riferimento alla percentuale minima prevista per il concordato liquidatorio, ma anche ad ogni altro tipo di concordato, avendo la regola in esame portata generale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Individuazione - criteri
Ai fini dell'autorizzazione di cui all'articolo 161, comma 7, l.fall. sono da considerarsi atti di straordinaria amministrazione quelli idonei ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore pregiudicandone la consistenza e compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori in quanto ne determinano la riduzione ovvero la gravano di vincoli e di pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali prevalenti.

La valutazione va svolta con riferimento all'interesse della massa dei creditori e non già dell'imprenditore, essendo possibile che atti astrattamente qualificabili di ordinaria amministrazione, se compiuti nel normale esercizio di un'impresa in bonis assumano un diverso connotato qualora siano compiuti nell'ambito di una procedura concordataria.

[Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto sussistente il requisito dell'urgenza, in considerazione della rapida svalutazione dei beni, degli elevati costi di conservazione e sgombero del magazzino, della funzionalità dello sgombero alla cessione dell'immobile ove i beni erano custoditi e all'acquisizione di liquidità per far fronte a impellenti costi della procedura.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Giugno 2017.


Concordato con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Liquidazione di determinati beni - Applicazione della disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.f. - Mancanza di offerta da parte di soggetto già individuato - Esclusione
Nel caso di istanza per autorizzazione al compimento di atti straordinaria amministrazione ex art. 161, comma 7, l.fall. che comportino la liquidazione di determinati beni, non vi è ragione di applicare la disciplina delle offerte concorrenti di cui all'art. 163-bis l.fall qualora non vi sia offerta da parte di soggetto già individuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Giugno 2017.


Concordato preventivo – Opposizione a decreto ingiuntivo di rilevante importo – Conferimento incarico professionale – Atto di ordinaria amministrazione – Sussistenza – Necessità di autorizzazione ex articolo 161, comma 7, L.F. – Esclusione
Il conferimento da parte della società concordataria di incarico professionale per l’opposizione a decreto ingiuntivo rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione che non richiedono l’autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall., a prescindere dal valore della causa. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 16 Giugno 2017.


Concordato preventivo – Modifiche di cui al DL 83 del 2015 – Sindacato del tribunale – Fattibilità economica – Sussistenza
A seguito dell’introduzione, nel concordato liquidatorio, della percentuale minima di pagamento del venti per cento dell’ammontare complessivo dei creditori chirografari (art. 160, comma 4, legge fall.) e, con riferimento a tutti i tipi di concordato, dell’obbligo di assicurare un’utilità specifica ed economicamente valutabile (art. 161, comma 2, lett. e), la valutazione del giudice in ordine alla fattibilità del concordato preventivo  non è più limitata alla verifica della incompatibilità del piano con norme inderogabili (cd. fattibilità giuridica) od alla assoluta e manifesta inettitudine dello stesso a raggiungere gli obiettivi prefissati (cd. fattibilità economica); con le modifiche di cui al decreto legge n. 83 del 2015, sono stati, infatti, attribuiti al tribunale più penetranti poteri di indagine tra i quali, quello di verificare la fattibilità tout court del piano valutando tutti gli elementi a disposizione, senza alcun vincolo che non sia quello del canone del prudente apprezzamento di cui all’art. 116 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 26 Aprile 2017.


Concordato preventivo – Professionista attestatore – Requisiti – Indipendenza – Fattispecie
Lo svolgimento di qualsiasi attività libero professionale in favore della società proponente il concordato costituisce motivo di incompatibilità con l’ufficio di professionista attestatore, in quanto la norma, laddove prevede che "in ogni caso" il professionista attestatore non deve aver svolto attività professionale in favore del proponente il concordato, esclude ogni eccezione e non consente alcun margine di valutazione.

Allo stesso modo, non può assumere detto incarico colui che condivida uno studio professionale con il professionista incaricato dal debitore di assisterlo in occasione della presentazione della domanda di concordato e sia, pertanto, a suo volta creditore.

La violazione dell'indipendenza del professionista attestatore è un vizio radicale, che impedisce al professionista di svolgere in maniera adeguata la propria funzione, di essere ed apparire una figura di garanzia nell'interesse, oltre che del proponente il concordato, di ogni singolo creditore e dell'intera procedura. La sanzione, anche a tutela degli interessi pubblicistici sottesi alla procedura, non può pertanto essere diversa dall'inammissibilità della proposta di concordato preventivo ex art. 162, comma 2, legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 19 Aprile 2017, n. 9927.


Concordato preventivo – Atti di straordinaria amministrazione – Trasferimento di beni immobili – Stipula di compravendita immobiliare
Così come sono certamente di straordinaria amministrazione gli atti di trasferimento di beni immobili, stante l’incidenza che hanno sulla composizione dell’attivo patrimoniale dell’imprenditore in concordato e la modifica del patrimonio dell’impresa posto a garanzia dei creditori (Cass., 12 gennaio 2007, n. 578, Cass., 20 ottobre 2005, n. 20291; Cass., 11 agosto 2004, n. 15484; Cass., 18 febbraio 1999, n. 1357, Cass., 8 agosto 1997, n. 7390; Cass., 13 dicembre 1996, n. 11144; App. Venezia, 29 maggio 2014; Trib. Forlì, 5 marzo 2014; Trib. Monza, 6 giugno 2013; Trib. Milano, 11 dicembre 2012), altrettanto deve ritenersi per quegli atti che costituiscono per l’imprenditore concordante un obbligo a stipulare un contratto di compravendita immobiliare che sia esso stesso atto di straordinaria amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017.


Concordato preventivo – Concordato con riserva – Atti di straordinaria amministrazione – Caratteristiche
La stipula di atti di straordinaria amministrazione durante il concordato con riserva deve risultare urgente a termini dell’art. 161, comma 7, legge fall., nonché conforme se non propedeutica alla proposta concordataria (o di accordo di ristrutturazione) in fase di predisposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017.


Concordato preventivo – Atti di straordinaria amministrazione – Autorizzazione – Valutazione del tribunale – Utilità e profitto a favore dei creditori
Ciò che rileva, al fine di ritenere autorizzabile in termini di urgenza (e convenienza), ai sensi dell’art. 161, comma 7, legge fall.,  l’atto negoziale è l’utilità dell’atto che si andrebbe a stipulare e la natura profittevole per la massa dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017.


Concordato preventivo – Concordato con riserva – Atti di straordinaria amministrazione – Alienazione di bene immobile – Stima e procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Necessità
Durante il concordato preventivo c.d. “con riserva” la alienazione di un bene immobile, ovvero la costituzione di un vincolo contrattuale per l’alienazione di un bene immobile a un determinato valore può ritenersi profittevole per la massa solo se tale valore sia stato fissato in base a stime attendibili e previo esperimento di un procedimento competitivo, senza i quali non è possibile verificare se il valore di scambio è ottimale per la massa dei creditori, nel cui interesse viene svolta l’attività gestoria dell’impresa. La necessità del preventivo esperimento della procedura competitiva è, del resto, prevista espressamente dal disposto dell’ultimo comma dell’art. 163-bis legge fall. (“la disciplina del presente articolo si applica, in quanto compatibile, anche agli atti da autorizzare ai sensi dell'articolo 161, settimo comma, nonché all'affitto di azienda o di uno o più rami di azienda”), applicabile agli atti di straordinaria amministrazione del concordato con riserva (Trib. Monza, 17 maggio 2016; Trib. Alessandria, 22 marzo 2016).

L’esperimento di una procedura competitiva potrebbe astrattamente portare l’imprenditore a stipulare il contratto definitivo con terzi a valori diversi e più convenienti rispetto a quelli espressi dal contratto precedentemente stipulato e, in questo caso, il valore espresso dalla procedura competitiva potrebbe essere persino conveniente, anche in considerazione del costo derivante per la massa dall’onere contrattuale conseguente alla responsabilità contrattuale assunta nei confronti dell’originario promissario acquirente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017.


Concordato preventivo – Pubblicazione nel registro delle imprese della domanda di concordato – Richiesta del cancelliere – Decorrenza degli effetti protettivi
La pubblicazione nel registro delle imprese della domanda di concordato preventivo si ha per avvenuta nel momento in cui il cancelliere ne richiede l’iscrizione ai sensi dell’art. 161, comma 5, legge fall. ed è dunque da tale momento che si producono gli effetti protettivi di cui all’art. 168 legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Grosseto, 14 Marzo 2017.


Domanda di concordato preventivo presentata allo scopo di differire la dichiarazione di fallimento - Abuso del processo - Configurabilità - Conseguenze - Inammissibilità - Fattispecie
La domanda di concordato preventivo presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte d’appello che aveva respinto il reclamo proposto dalla società fallita avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, pronunciata dopo che la medesima proponente aveva rinunciato ad una prima proposta di concordato ed aveva presentato altra proposta concordataria dopo il trasferimento della sede legale all’estero e in presenza di talune istanze di fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2017, n. 5677.


Concordato preventivo – Attestazione di fattibilità  inadeguata – Inammissibilità della domanda
L’attestazione di fattibilità del professionista a mente dell’art. 161 comma 3, legge fall. che contenga riflessioni che denotano incertezze circa il reperimento delle liquidità indispensabili per il pagamento dei creditori chirografari non risulta sorretta da argomentazioni coerenti ed è quindi inadeguata, rendendo inammissibile la domanda di concordato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Marzo 2017.


Concordato preventivo – Partecipazione del pubblico ministero – Necessità – Esclusione
La previsione della comunicazione al pubblico ministero della domanda di concordato preventivo non comporta la necessaria partecipazione, a pena di nullità, di tale organo al procedimento o alla sua fase di impugnazione, in quanto detta comunicazione ha lo scopo di provocare, nell’interesse pubblico, controlli della regolarità della procedura.

l'Ufficio della Procura della Repubblica presso il tribunale che deve seguire l'andamento anche istruttorio del procedimento, può, infatti, prendere parte alla camera di consiglio indetta per ogni audizione del debitore, in quella o altra sede instare per la richiesta di fallimento, esplicare poteri di sollecitazione ed introdurre elementi di fatto nei diversi incidenti di reversione nell'iter del progetto concordatizio, ma tutto ciò sempre all'interno della facoltatività del suo intervento, che non è dunque previsto a pena di nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Febbraio 2017, n. 5074.


Concordato preventivo - Concordato cd. con riserva - Richiesta di concessione del termine di cui all’art. 161, comma 6, l.fall. - Valutazione in ordine all'ammissibilità della domanda ai fini dell'abuso del processo - Esclusione
In tema di concordato preventivo con riserva, la richiesta di concessione del termine previsto dall’art. 161, comma 6, l.fall., per la presentazione della proposta, del piano e della relativa documentazione, non implicando alcuna valutazione in ordine all'ammissibilità della domanda di concordato, non integra un abuso del processo, la cui sussistenza, d'altronde, risolvendosi in un sindacato sull'idoneità della proposta a superare la situazione di crisi dell'imprenditore, con un soddisfacimento sia pur modesto e parziale dei creditori, presuppone necessariamente la conoscenza (che potrà esservi solo alla scadenza di tale termine) delle condizioni offerte dal debitore e delle modalità di realizzazione dell'accordo, nonché dei dati contabili che le giustificano. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2017.


Concordato preventivo con riserva successiva alla declaratoria di inammissibilità di altra domanda di concordato - Inammissibilità per abuso del processo - Valutazione di fatto spettante al giudice di merito - Sindacabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie
La domanda di concordato preventivo con riserva, che segua alla declaratoria di inammissibilità di altra istanza concordataria e sia presentata dal debitore non già per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando si violino i canoni generali di correttezza e buona fede ed i principi di lealtà processuale e del giusto processo. Implicando una verifica dell'intento del debitore di piegare l'istituto concordatario al perseguimento di finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento lo ha predisposto, il predetto apprezzamento si traduce in un'indagine di fatto riservata al giudice di merito e censurabile in sede di legittimità esclusivamente per vizio di motivazione, nei limiti in cui tale vizio è deducibile come motivo di ricorso per cassazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ravvisato l’abuso del processo nel comportamento dell’imprenditore che, a seguito della declaratoria di inammissibilità della prima proposta concordataria, aveva presentato una nuova proposta ex art. 161, comma 6, l.fall. con modifiche di carattere meramente formale e marginale, nonché recependo le valutazioni del commissario giudiziale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2017.


Concordato preventivo - Utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile - Ratio - Natura vincolante della proposta
L'utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore è rispettata quanto la debitrice presenta una proposta vincolante, potenzialmente idonea a garantire il soddisfacimento promesso ai creditori. La ratio della norma è quella di scongiurare la presentazione di domande che lascino del tutto indeterminato ed aleatorio il conseguimento di una utilità specifica per i creditori e va intesa nella necessità che l'attuazione del piano concordatario sia prospettata dalla debitrice e attestata dal professionista in termini di ragionevole certezza. (Davide Cognolato) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 25 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Concordato con riserva – Divieto di pagamento dei professionisti
Durante il periodo di concordato con riserva e fino alla omologazione è vietato il pagamento dell’attestatore e degli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 25 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Pagamento dei professionisti – Divieto
Dopo l’apertura della procedura di concordato e fino all’omologazione, sono vietati i pagamenti all’attestatore e agli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 20 Gennaio 2017.


Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Competenza per territorio - Concordato preventivo con riserva - Incompetenza per territorio - Momento in cui può essere rilevata da parte del tribunale - Declaratoria di incompetenza - Principio della "translatio iudicii" - Applicabilità
Nel caso di ricorso per concordato preventivo cd. con riserva, il rilievo della incompetenza per territorio da parte del tribunale adito, ai fini dell'art. 38 c.p.c., può avvenire solo nel momento in cui il giudice disponga di tutti gli elementi necessari per la sua valutazione e, dunque, unicamente con l’allegazione della proposta, del piano e della documentazione di cui all’art. 161 l.fall. L’eventuale declaratoria di incompetenza comporta la trasmissione degli atti al giudice dichiarato competente ex art. 9-bis l.fall., secondo il criterio generale della "translatio iudicii". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 16 Gennaio 2017, n. 907.


Concordato preventivo – Attestazione del professionista – Requisiti – Terzietà – Fattispecie
Già al tempo della sua istituzione, il regime dell'attestatore, benché ambiguo quanto al potere di nomina (se riservato al debitore o all'autorità giudiziaria, relativamente al piano attestato), dava per implicito che la terzietà, la perizia, lo svolgimento di attività professionale di abilitazione ordinistica e la responsabilità integrassero requisiti tutti previsti in via generale e dunque compatibili solo con la natura esterna dell'incarico, il cui conferimento, se anche proveniente dal debitore redigente la domanda di concordato, non avrebbe potuto coincidere con una prestazione assolvibile dallo stesso imprenditore, il quale non può essere considerato terzo rispetto ai creditori nelle asseverazioni contenute in un atto volto a sostituirsi a prime verifiche di veridicità e prognosi su elementi contabili e di progetto ancora riferibili al medesimo autore della proposta, così come del resto lo stesso debitore proponente non è terzo rispetto alla proposta di concordato ed al piano da lui predisposti.

Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che ha ritenuto inammissibile la proposta di concordato perché fondata su attestazione redatta da professionista che era anche amministratore della società proponente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2017, n. 607.


Concordato preventivo – Domanda di concordato con riserva – Sottoscrizione da parte del debitore della procura al difensore
Ai fini della presentazione della domanda di concordato cd. prenotativo di cui all'art.161, comma 6, legge fall., deve ritenersi sufficiente la sottoscrizione da parte del debitore nel ricorso della procura al difensore, non occorrendo la doppia sottoscrizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Concordato con riserva – Assegnazione di un termine superiore a quello previsto dall’art. 161, commi 6 e 10 l.f. – Termine non eccedente quello complessivo – Ragionevole affidamento – Effetti
La concessione al debitore di un termine superiore a quello previsto dall’art. 161, comma 6, legge fall., ma non eccedente quello complessivo assegnabile considerando l’eventuale proroga, non dà luogo ad un provvedimento abnorme, così che deve ritenersi tempestivo, anche in ragione del ragionevole affidamento ingenerato nel proponente, il deposito del piano e della documentazione che abbia avuto luogo entro il termine concesso.

(Nel caso di specie, il Tribunale dopo aver erroneamente concesso al debitore, per il deposito del piano e della documentazione, un termine di 92 giorni (era pendente istanza di fallimento, per cui il termine non avrebbe potuto superare i 60 giorni), ha dichiarato inammissibile la domanda di concordato nonostante il debitore, dopo aver chiesto la proroga, avesse comunque provveduto al deposito rispettando il primo termine assegnato. La Corte d’Appello ha, quindi, accolto il reclamo del debitore ed il Fallimento proposto ricorso per cassazione.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Gennaio 2017, n. 270.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Divieto di pagamento dell’attestatore e dei professionisti incaricati della preparazione della domanda - Violazione - Inammissibilità
Durante il periodo di concordato con riserva e fino all’omologazione, è in ogni caso vietato il pagamento dell’attestatore e degli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato, comportando la violazione di detto divieto l’inammissibilità della domanda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 28 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Indicazione della utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile – Prospettazione di una liquidazione più vantaggiosa rispetto a quella fallimentare – Facoltà del curatore di avvalersi di un mediatore
Non soddisfa l’onere della indicazione della utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente deve assicurare a ciascun creditore ai sensi dell’art. 161, comma 2, lett. e) legge fall. la prospettazione di una liquidazione più vantaggiosa per i creditori, rispetto a quella fallimentare, perché attuata sulla base di manifestazioni di interesse e con l’ausilio di un mediatore, laddove anche il curatore del fallimento può attivarsi per raccogliere manifestazioni di interesse ed altresì avvalersi di un mediatore, il quale potrebbe veicolare maggiori utilità rispetto a una vendita competitiva affidata unicamente alle forme della vendita forzata ex art. 107, comma 2, legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Divieto di pagamento dell’attestatore e dei professionisti incaricati della preparazione della domanda - Violazione - Inammissibilità
Durante il periodo di concordato con riserva e fino all’omologazione, è in ogni caso vietato il pagamento dell’attestatore e degli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda di concordato, comportando la violazione di detto divieto l’inammissibilità della domanda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ivrea, 02 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Collaborazione con il commissario giudiziale - Informativa periodica - Permanenza dell'onere nella fase successiva alla ammissione alla procedura
La collaborazione tra l’impresa che ha proposto ricorso per concordato preventivo e il commissario giudiziale (necessaria per lo svolgimento della sua funzione di sorveglianza, controllo, vigilanza e predisposizione della relazione di cui all’art. 172 l.f., essenziale alla corretta formazione del consenso dei creditori ai fini del voto) permane durante tutta la fase successiva alla ammissione alla procedura e ciò nonostante l'adempimento dei doveri informativi periodici sia contemplato solo dall'art. 161, comma 8, legge fall. che disciplina la fase del concordato cd. in bianco. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 24 Novembre 2016.


Fideiussione ex L.122/2005 - Stato di crisi - Concordato preventivo con riserva - Accordo dì ristrutturazione - Escutibilità
La fideiussione ex L. 122/2005 è escutibile allorché sia stata presentata una domanda di ammissione al concordato preventivo con riserva ai sensi dell'art. 161, comma 6 legge fall. e ciò anche fino all'omologa dell'eventuale accordo di ristrutturazione che prescinda dall'attualità della posizione del promissario acquirente, anche se all'epoca del decreto legislativo del 2005 non era prevista l'ipotesi di presentazione del concordato con riserva ex art 161, comma 6, legge fall., poiché in entrambe le ipotesi è presente lo stato di crisi richiesto dalla legge 122/2005. (Claudio Pirola) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Novembre 2016.


Soluzioni concordate della crisi - Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati - Relazione giurata del professionista - Ambito di rilevanza - Limiti
La relazione giurata del professionista designato dal tribunale è funzionale alla verifica di un valore che consenta di determinare la misura di soddisfazione del credito presumibilmente realizzabile in caso di liquidazione dei beni e dei diritti, quale limite minimo suscettibile di essere previsto nella proposta di concordato.

Essa non assume alcuna rilevanza quando il proponente abbia confezionato la proposta prevedendo il pagamento del credito in conformità del titolo ma con semplice dilazione. In tal caso, la misura del soddisfacimento non è legata al valore dei beni o dei diritti suscettibili di liquidazione, ma molto più semplicemente all'incidenza del decorso del tempo, per cui ogni valutazione al riguardo, in vista del successivo computo delle maggioranze, può essere effettuata dagli organi della procedura.

Il pagamento integrale ma rateizzato, anche se accompagnato dalla corresponsione degli interessi, comportando un sacrificio della posizione del creditore privilegiato, giustifica  la necessità di garantire la sua partecipazione al voto; non giustifica invece, per difetto di ratio, la necessità di acquisire la relazione del professionista cui fa riferimento l'art. 124, terzo comma, della legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Ottobre 2016.


Concordato preventivo - Durata della procedura - Termine massimo per l’adempimento
La durata massima della procedura concorsuale indicata in sei anni dalla c.d. Legge Pinto può costituire il parametro di riferimento per l’individuazione del termine massimo previsto dal piano per l’adempimento del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 22 Settembre 2016.


Concordato preventivo – Attestazione – Funzione – Valutazione e controllo del giudice
Il professionista attestatore, come professionista indipendente, svolge funzioni assimilabili a quelle di un ausiliario del giudice ed all'attestazione deve essere attribuita la funzione di fornire dati, informazioni e valutazioni sulla base di riscontri effettuati dall'interno, elementi tutti che sarebbero altrimenti acquisibili esclusivamente soltanto tramite un consulente tecnico nominato dal giudice.

Da ciò va tratta la conseguenza per la quale va escluso che destinatari naturali della funzione attestatrice siano soltanto i creditori e, viceversa, che il giudicante ben possa discostarsi dal relativo giudizio, così come potrebbe fare a fronte di non condivise valutazioni di un suo ausiliario.

E' certo, peraltro, che il controllo del giudice non è di secondo grado, ossia destinato realizzarsi soltanto sulla completezza e congruità logica dell'attestato del professionista, potendo invece estendersi sino alla verifica del collegamento effettivo fra i dati riscontrati ed il conseguente giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Settembre 2016.


Concordato preventivo – Oggetto della proposta – Regolazione della crisi – Indicazione delle modalità di soddisfacimento dei crediti – Necessità – Valutazione dei creditori – Informazione – Necessità
La proposta di concordato preventivo deve necessariamente avere ad oggetto la regolazione della crisi, la quale a sua volta può assumere concretezza soltanto attraverso le indicazioni delle modalità di soddisfacimento dei crediti (in esse comprese quindi le relative percentuali ed i tempi di adempimento), rispetto alla quale la relativa valutazione (sotto i diversi aspetti della verosimiglianza dell'esito e della sua convenienza) è rimessa al giudizio dei creditori, in quanto diretti interessati. Giudizio che presuppone che i creditori ricevano una puntuale informazione circa i dati, le verifiche interne e le connesse valutazioni, incombenti che assumono un ruolo centrale nello svolgimento della procedura in questione ed al cui soddisfacimento sono per l'appunto deputati a provvedere dapprima il professionista attestatore, in funzione dell'ammissibilità al concordato (art. 161 l.f.), e quindi il commissario giudiziale prima dell'adunanza per il voto (art. 172 l.f.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 14 Settembre 2016.


Concordato preventivo – Relazione dell’attestatore – Acritico recepimento di dati indicati dal proponente – Mancanza di valutazioni su elementi fondamentali
Il professionista deve non soltanto verificare, valutare ed attestare, ma anche riferire le proprie fonti conoscitive e i controlli effettuati specificamente, per giungere alle proprie conclusioni.

(Nel caso di specie, la Corte d'appello aveva condotto la valutazione della relazione, concludendo per la non rispondenza della stessa al tipo ed agli obiettivi di legge, dopo un'approfondita disamina delle verifiche e delle valutazioni effettuate, riscontrando che in gran parte, i dati utilizzati dal professionista erano stati semplicemente recepiti da quanto indicato dalla società debitrice, ovvero da contratti da questa stipulati in vista del concordato, che fondamentali valutazioni erano state espresse in forma dubitativa, o in forma apodittica, e che nessun elemento di giudizio era stato fornito per porre i creditori in grado di valutare l'effettiva realizzabilità dei crediti, costituenti la voce principale del fabbisogno concordatario.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Agosto 2016.


Concordato preventivo – Ricorso ex art. 161 comma 6 l.f. – Competenza territoriale – Trasferimento sede sociale
Il Giudice territorialmente competente si individua con riferimento al luogo ove è ubicato il centro decisionale ed amministrativo della società ricorrente, risultando inconferente il trasferimento della sede legale di questa nell’anno anteriore al deposito del ricorso ex art. 161, c. 6 l. fall. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 20 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Divieto di presentazione di domanda di concordato con riserva nel biennio - Valutazione della legittimità della domanda - Canoni generali di correttezza e buona fede
Il disposto di cui all’articolo 161, comma 9, legge fall. non impedisce, di per sé, la riproposizione infrabiennale di una proposta di concordato con riserva ex art. 161, comma 6, legge fall., qualora una precedente proposta sia stata dichiarata ammissibile e la procedura si sia, per una qualche ragione, estinta; la norma, in realtà, pone un criterio, implicito ma non eludibile, di legittimità della ulteriore proposta concordataria, legittimità che deve essere valutata anche con riferimento alla precedente dinamica processuale, in ossequio ai canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo enunciati dalle SSUU della Corte di legittimità anche in riferimento alla specifica ipotesi del concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 18 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Competenza per territorio del tribunale del luogo in cui l'impresa ha la propria sede principale a decidere sulla domanda di concordato – Inderogabilità – Esclusione
L'art. 161 legge fall. non stabilisce l'inderogabilità della competenza territoriale del tribunale del luogo in cui l'impresa ha la propria sede principale a decidere sulla domanda di concordato. Pertanto, il tribunale che sia competente a decidere sull'istanza di fallimento ai sensi dell'art. 9, comma 2, legge fall., non può declinare la propria competenza territoriale rispetto alla sola domanda di concordato, ma è tenuto a disporre la riunione dei due procedimenti ai sensi dell'art. 273 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 15 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Domanda – Presupposti di ammissibilità – Applicazione
La disciplina transitoria contemplata dal d.l. 83/2015 prevede che i nuovi e più stringenti presupposti di ammissibilità della domanda si applichino soltanto ai procedimenti di concordato preventivo introdotti successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione (21 agosto 2015). (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016.


Concordato preventivo – Soddisfazione dei crediti chirografari in misura almeno pari al 20% – Applicazione
Se la domanda di concordato preventivo è stata depositata anteriormente all’entrata in vigore della legge di conversione del d.l. 83/2015 (21 agosto 2015), qualsiasi modifica successivamente apportata al piano e alla proposta non può intendersi espressione di una nuova e distinta domanda e quindi di un nuovo procedimento e, pertanto, il debitore non è tenuto ad assicurare una soddisfazione dei creditori chirografari pari almeno al 20%. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016.


Fallimento – Creditori privilegiati – Credito non soddisfatto – Concorso con i creditori chirografari
La necessità del concorso dei creditori privilegiati con i creditori chirografari per la parte di credito non soddisfatto risulta positivamente prevista solo dalla disciplina del fallimento, intesa a regolare un trattamento che il debitore deve supinamente subire, senza possibilità di partecipare alla regolamentazione negoziale della crisi. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Procedimento - Introduzione - Domanda di concordato con riserva
Il procedimento concordatario ai sensi dell'art. 161, comma 6, legge fall. è introdotto dal ricorso di cui al primo e sesto comma della norma e non dal deposito del piano, con la conseguenza che  il deposito della domanda di concordato "con riserva" determina di per sé, immediatamente ed a prescindere dal deposito del plano, tutta una serie di effetti tipici della procedura concordataria per cui non può certo negarsi che essa introduca una procedura di concordato, fattispecie a formazione progressiva in cui il deposito del piano rappresenta solo uno degli elementi costitutivi.

Le disposizioni introdotte dal d.l. 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2015 n. 132, non si applicano ai procedimenti di concordato preventivo pendenti alla data di entrata in vigore della nuova disciplina per effetto del deposito di una domanda prenotativa ex art. 161, comma 6, legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 27 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Obblighi informativi periodici - Ratio - Inadempimento - Inammissibilità del ricorso
Durante la fase di concordato con riserva, l’adempimento agli obblighi informativi periodici disposti dal tribunale ha natura essenziale ed è connaturato alla struttura della procedura, perché rappresenta il contraltare degli effetti protettivi concessi dall’articolo 168 legge fall.; la necessità dell’informazione di tutti i creditori e la trasparenza del comportamento dell’imprenditore rappresentano, infatti, i pilastri dell’istituto protettivo e la violazione di tali prescrizioni non può che determinare la revoca della procedura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 23 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Inammissibilità - Audizione del debitore - Necessità - Rapporto con il procedimento per dichiarazione di fallimento
Ove sia stata presentata proposta di concordato preventivo cd. "in bianco" ai sensi dell'art. 161, comma 6, legge fall., va rispettato l'obbligo di audizione del debitore ex art. 162, comma 2, legge fall. per consentire allo stesso di svolgere le proprie difese prima della pronuncia di inammissibilità, salvo che, inserendosi la proposta nell'ambito della procedura prefallimentare, il debitore sia stato comunque sentito in relazione alla proposta ed abbia avuto modo di svolgere le sue difese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Giugno 2016, n. 12957.


Concordato preventivo - Fattibilità del piano condizionata al verificarsi di evento futuro ed incerto - Inammissibilità
È inammissibile il piano di concordato preventivo condizionato al verificarsi di un evento incerto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 01 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Attestazione - Attestazione condizionata - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie in tema di linee di credito auto-liquidanti
L’attestazione in ordine alla fattibilità del piano di concordato può fare riferimento ad eventi futuri che costituiscono presupposto per la realizzazione del piano solo qualora tali eventi siano specificamente individuati, circoscritti nel tempo e con una elevata probabilità che possano verificarsi.

(Nel caso di specie, il piano di concordato era condizionato alla concessione di linee di credito auto-liquidanti). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 01 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Vendita di merci deperibili - Modalità competitiva ex art. 163-bis l.f. - Atto urgente di straordinaria amministrazione ex art.161, comma 7, l.f.
Durante la fase di concordato con riserva ex articolo 161, comma 6, legge fall., la vendita da attuarsi mediante modalità competitive ai sensi dell'articolo 163-bis legge fall. di beni dell'impresa proponente può essere ricondotta nel novero degli atti di straordinaria amministrazione a carattere di urgenza di cui all'articolo 161, comma 7, legge fall. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto condivisibili le ragioni addotte dalla proponente a sostegno dell'istanza per la vendita in blocco delle merci del magazzino, in ragione della necessità di procedere alla tempestiva vendita di beni a rapida obsolescenza e la cui conservazione avrebbe comportato una riduzione della capacità di soddisfacimento dei creditori, tenuto conto dei costi relativi ai canoni di locazione del magazzino, al personale addetto, alla manutenzione di locali e attrezzature, nonché delle utenze necessarie alla conservazione di prodotti reperibili). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04 Maggio 2016.


Concordato preventivo – Società in accomandita semplice sciolta per mancata ricostituzione della pluralità dei soci – Ammissibilità della domanda
La domanda di concordato preventivo è ammissibile anche al verificarsi di una delle circostanze di cui all’art. 2323 c.c., posto che il venir meno della pluralità dei soci nella società in accomandita semplice non determina l’estinzione della società ma unicamente il suo scioglimento, senza comportare modificazioni soggettive dei rapporti facenti capo all’ente, la titolarità dei quali si concentra nell’unico socio rimasto che li gestisce quindi con finalità liquidatorie. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Aprile 2016.


Concordato preventivo – Domanda proposta in proprio dal socio accomandatario – Inammissibilità
Non è ammissibile la domanda di concordato preventivo proposta in proprio dal socio accomandatario di una società in accomandita semplice, quand’anche sciolta ex art.2323 c.c., posto che tale soggetto, pur essendo fallibile ex art.147 l.f., non riveste la qualifica di imprenditore commerciale e quindi non può accedere alla procedura di concordato preventivo ma solo, eventualmente, alle procedure previste dalla L.n.3/2012. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Autorizzazione alla definizione di accertamento con adesione - Presupposti - Migliore soddisfazione dei creditori - Fattispecie
Durante la fase di concordato preventivo con riserva è possibile autorizzare il proponente, ai sensi dell'articolo 161, comma 7, legge fall., alla definizione di un accertamento con adesione dell'Agenzia delle entrate che, in osservanza al principio della loro migliore soddisfazione, si prospetti vantaggioso per la massa dei creditori. (Nel caso di specie, il Tribunale ha autorizzato la definizione dell'accertamento con adesione rilevando: i) l'assenza di rischio di alterazione dell'ordine delle cause di prelazione, in considerazione del fatto che l'attivo sociale era ampiamente capiente alla collocazione in prededuzione delle somme necessarie ed al presumibile fabbisogno dei crediti privilegiati di grado antergato a quello dei crediti vantati dall'erario; ii) che la proposizione di un ricorso avanti alla competente commissione tributaria non appariva conveniente in ragione della presumibile fondatezza dell'accertamento dell'Amministrazione finanziaria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Procedimento - Introduzione - Domanda di concordato con riserva
Il procedimento concordatario ai sensi dell'art. 161, comma 6, legge fall. è introdotto dal ricorso di cui al primo e sesto comma della norma e non dal deposito del piano, con la conseguenza che  il deposito della domanda di concordato "con riserva" determina di per sé, immediatamente ed a prescindere dal deposito del plano, tutta una serie di effetti tipici della procedura concordataria per cui non può certo negarsi che essa introduca una procedura di concordato, fattispecie a formazione progressiva in cui il deposito del piano rappresenta solo uno degli elementi costitutivi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Concordato cd. "con riserva" - Pagamento non autorizzato di debito scaduto eseguito dopo il deposito della domanda - Inammissibilità della proposta - Automaticità - Esclusione - Accertamento della natura straordinaria, o meno, dell'atto e della frode alle ragioni dei creditori - Necessità
Il pagamento non autorizzato di un debito scaduto eseguito in data successiva al deposito della domanda di concordato con riserva, non comporta, in via automatica, l'inammissibilità della proposta, dovendosi pur sempre valutare se detto pagamento costituisca, o meno, atto di straordinaria amministrazione ed, in ogni caso, se la violazione della regola della "par condicio" sia diretta a frodare le ragioni dei creditori, pregiudicando le possibilità di adempimento della proposta negoziale formulata con la domanda di concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 2016, n. 7066.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Deposito della domanda - Effetti - Cristallizzazione dei debiti della massa - Apertura del procedimento
Il deposito della domanda di concordato preventivo con riserva è idoneo a produrre l'effetto della cristallizzazione dei debiti della massa e, quindi, l'apertura del procedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 05 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Termine per la presentazione della proposta, del piano e dell’ulteriore documentazione - Natura perentoria - Istanza di proroga - Rigetto - Impugnabilità in cassazione
In presenza di una domanda di concordato preventivo con riserva, il provvedimento del tribunale che abbia rigettato l'istanza di proroga del termine per il deposito della proposta, del piano e della documentazione di cui ai commi secondo e terzo dell'art. 161 legge fall., resta insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Mancata presentazione della proposta, del piano e dell’ulteriore documentazione - Inammissibilità della domanda - Deposito di nuova domanda di concordato - Ammissibilità
Respinta l'istanza di proroga e scaduto il termine concesso ex art. 161, comma 6, legge fall., la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile dal tribunale, ai sensi dell'art. 162, comma 2, legge fall.; va, tuttavia, fatta salva la facoltà per il proponente, in pendenza dell'udienza fissata per la dichiarazione di inammissibilità, ovvero anche per l'esame di eventuali istanze di fallimento, di depositare una nuova domanda di concordato, ai sensi del primo comma dell'art. 161 legge fall. (corredata della proposta, del piano e dei documenti), dalla quale si desuma la rinuncia a quella con riserva, sempre che la nuova domanda non si traduca in un abuso dello strumento concordatario. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Inammissibilità
In assenza di apposita previsione normativa, deve ritenersi inammissibile il concordato di gruppo ove vi sia confusione tra le masse attive e passive delle società coinvolte e ciò anche nell’ipotesi in cui la proposta rimetta al tribunale il compito di procedere alla separazione delle rispettive procedure e di assumere separati provvedimenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 31 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Commissario giudiziale - Relazione ex articolo 172  l.f. - Funzione - Informazione dei creditori e del pubblico ministero - Facoltà di pubblico ministero di contraddire in quanto parte del procedimento concordatario
L'art. 172 legge fall. obbliga il commissario giudiziale solo a redigere l'inventario del patrimonio del debitore e una relazione particolareggiata delle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori; e la stessa relazione, oltre ad essere depositata in cancelleria almeno tre giorni prima dell'adunanza dei creditori, viene trasmessa al Pubblico Ministero, in quanto parte del procedimento concordatario ai sensi dell'art. 161, ultimo comma, legge fall., avendo questi piena facoltà di contraddire sulla domanda di concordato preventivo.

E' del tutto evidente, allora, che non possa proprio configurarsi il reato di omessa denunzia ex art. 361 c.p., ove risulti che il commissario giudiziale abbia illustrato in maniera esaustiva le condizioni nelle quali era stata fatta richiesta di concordato preventivo sia al tribunale (che, nel caso di specie, poi ha omologato il concordato) che al pubblico ministero, il quale - oltre a poter contraddire sulla domanda del debitore - avrebbe potuto eventualmente rilevare la penale rilevanza dei fatti descritti nella relazione del commissario giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 21 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Informazione ai creditori sulla entità e natura del passivo - Documentazione allegata alla proposta - Relazione del commissario giudiziale - Richiamo alla documentazione a supporto della proposta - Ausilio (concorrente o postumo) da parte di terzi nelle condotte distrattive poste in essere dagli amministratori - Esclusione
L'informazione dei creditori sulla entità e natura del passivo è affidata alla documentazione allegata alla proposta di concordato nonchè alla relazione del commissario giudiziale sulla scorta della verifica dei crediti ed è completata, senza necessità di ulteriore comunicazione, dai risultati dell'ammissione provvisoria dei crediti ai fini del voto (Sez. 1, Sentenza n. 15345 del 4 luglio 2014, Rv. 631813).

Ne consegue che anche il semplice richiamo fatto dal commissario giudiziale alla documentazione a supporto della proposta di concordato può ritenersi sufficiente a mettere i creditori, il giudice delegato e il pubblico ministero in condizioni di conoscere tutta la situazione patrimoniale della società in maniera adeguata, tanto da scongiurare qualsiasi ausilio (concorrente o postumo) da parte di terzi nelle condotte distrattive poste in essere dagli amministratori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 21 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Costituzione del rapporto processuale - Deposito del ricorso per concordato anche con riserva
Il debitore, per quanto non ancora ammesso al concordato preventivo con il decreto di cui all'art. 163 legge fall., già acquisisce lo statuto di debitore concordatario per il solo deposito della domanda ai sensi dell'art. 161 legge fall., costituendosi il rapporto processuale con il giudice, chiamato ad una pronuncia su di essa e prima ancora instaurandosi un regime di controllo giudiziale sull'amministrazione (com'è evidente ad es. nel concordato con riserva, nonché quanto ai contratti pendenti ex art. 169-bis legge fall.), oltre che uno statuto di relativa insensibilità del patrimonio alle iniziative di terzi (ex art. 168 legge fall.), con regole sui crediti e l'inefficacia addirittura importate dal fallimento e progressivamente estese (da ultimo, l'art. 43, comma 4, nell'art. 169 legge fall. novellato dal d.l. n. 83 del 2015). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Nuova proposta – Disciplina applicabile
Si applicano le disposizioni di cui al d.l. 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni in l. 6 agosto 2015, n. 132, alla nuova domanda di concordato preventivo, proposta successivamente alla sua entrata in vigore, anche laddove la domanda originaria sia stata introdotta nel periodo anteriore alla novella legislativa. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Entrata in vigore del D.L. 83/2015 - Modifica della proposta - Nuova proposta di concordato - Distinzione - Disciplina applicabile
La modifica di una proposta di concordato preventivo introdotto con ricorso depositato anteriormente all'entrata in vigore del D.L. 83/2015 deve essere attentamente valutata onde verificare se la stessa si risolva in una semplice modifica ovvero dia luogo ad una nuova domanda di concordato che, come tale, dovrà essere regolata dalla nuova disciplina. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Applicazione della disciplina di cui al decreto legge 83 del 2015 - Concordato con riserva depositato in data precedente - Piano e documentazione depositata in data successiva
Solamente con il deposito della proposta e del piano l'imprenditore "introduce" la procedura di concordato preventivo. (Il Tribunale ha ritenuto di dover applicare da disciplina del decreto legge 83 del 2015 in quanto l'imprenditore aveva presentato il ricorso ex articolo 161, comma 6, legge fall. in data anteriore all'entrata in vigore della nuova normativa ed il piano e la documentazione in data successiva). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 01 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Assunzione di una precisa obbligazione pecuniaria - Utilità specificatamente individuata ed economicamente valutabile
L'assunzione di una precisa obbligazione di natura pecuniaria consente di rispettare il principio di cui all'articolo 161 lett. e) legge fall., secondo il quale la proposta deve indicare l'utilità specificatamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore. (Nel caso di specie, l'offerta di pagamento di una percentuale pari al 16% del credito è stata considerata vincolante, trattandosi di concordato con continuità di risanamento in modo da consentire al professionista designato ed al tribunale di formulare, rispettivamente, un attestazione ed un giudizio di funzionalità della prosecuzione dell'impresa al migliore soddisfacimento dei creditori sulla base di un preciso parametro di confronto fra i flussi di cassa generati dalla prosecuzione dell'impresa, nel periodo interessato del piano di sviluppo industriale finanziario, e quelli che sarebbero generati nell'ipotesi in cui i beni non oggetto di cessione creditori venissero invece liquidati nell'ambito di una procedura concorsuale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Distinzione delle singole masse - Partecipazione di imprese con sede nel circondario dello stesso tribunale - Ammissibilità - Fattispecie - Conferimento delle aziende in società in accomandita semplice
La problematica in ordine all'ammissibilità del concordato di gruppo deve ritenersi limitata agli aspetti procedurali, con particolare riferimento alla conformazione del voto in sede di adunanza dei creditori ed alla competenza territoriale del tribunale; deve, pertanto, ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese dove vengano tenute distinte le attività e le passività di ogni singola impresa del gruppo, così da consentire ad ogni creditore di verificare la propria posizione creditoria e l'impatto della proposta sul soddisfacimento della stessa, e dove le società proponenti abbiano tutte sede nel circondario dello stesso tribunale e risultino altresì in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, legge fall.

Nel caso di specie, le società proponenti il concordato hanno conferito le proprie aziende in una società in accomandita semplice costituita allo scopo di presentare un ricorso per concordato preventivo con conservazione e continuità dell'attività delle singole imprese; la costituzione di detta società è stata sottoposta alla condizione risolutiva della mancata definitiva omologazione del concordato e l'atto di conferimento di ogni azienda prevede espressamente il mantenimento dell'autonomia organizzativa e contabile di ciascuna di esse nonché l'acquisizione della partecipazione nella conferitaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 05 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Professionista attestatore - Qualità di pubblico ufficiale - Esclusione
Il professionista che, ai sensi dell'articolo 161, comma 3, legge fall., attesta la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di concordato preventivo svolge funzioni in parte assimilabili a quelle di un ausiliario del giudice e non di pubblico ufficiale. L'attestazione dallo stesso resa non vincola, infatti, il controllo di legittimità esercitato dal giudice sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, affidando peraltro ai creditori la valutazione di merito su tale giudizio, avente ad oggetto le probabilità di successo economico del piano ed i rischi allo stesso inerenti.

In proposito, va poi dato rilievo al fatto che nessuna norma attribuisce al detto professionista la qualità di pubblico ufficiale, aspetto, questo, reso significativo dalla circostanza per la quale ad altri soggetti operanti nell'ambito delle procedure concorsuali tale qualifica è invece espressamente conferita dalla legge fallimentare, al curatore dall'art. 30, al commissario giudiziale dall'art. 165 ed al commissario liquidatore dall'art. 199 legge fall., mancanza di previsione normativa che è stata ritenuta determinante per escludere la qualità di pubblico ufficiale in capo al liquidatore giudiziale nominato nella procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 02 Dicembre 2015, n. 9542.


Concordato preventivo - Applicazione delle nuove disposizioni di cui al D.L. 83/2015 ed alla legge di conversione 132/2015 - Procedimenti introdotti con ricorso sensi dell'art. 161, comma 6, l.f. depositato prima del 21 agosto 2015 - Esclusione
Le nuove disposizioni di cui al D.L. 83/2015 ed alla legge di conversione 132/2015 non si applicano ai procedimenti di concordato preventivo ove il ricorso, anche con riserva ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fall., sia stato depositato prima del 21 agosto 2015. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Proposte concorrenti - Applicazione alla procedura di concordato introdotta con ricorso ex articolo 160, comma 6, l.f. in data anteriore al d.l. 83/2015 - Esclusione
Poiché alla procedura di concordato preventivo introdotta con ricorso prenotativo ex articolo 160, comma 6, legge fall. non si applica la normativa di cui al decreto legge 83/2015, convertito in legge 132/2015, deve ritenersi inammissibile la proposta concorrente depositata dal terzo nell'ambito di una procedura iniziata con ricorso prenotativo depositato in data 6 maggio 2015, proposta che potrà essere presa in considerazione solo nel caso in cui venga fatta propria e deliberata dal debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 26 Novembre 2015.


Concordato con riserva - Conciliazione con l'agenzia delle entrate - Autorizzazione del tribunale - Necessità
Durante il periodo di concordato con riserva, può essere autorizzata, ai sensi dell'articolo 161, comma 7, legge fall., la stipula di una conciliazione con l'agenzia delle entrate del contenzioso tributario pendente, qualora la soluzione appaia conveniente per i creditori allo scopo di evitare una potenziale più gravosa passività che deriverebbe dalla soccombenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Informazione dei creditori - Modalità - Chiarezza dell'esposizione - Semplice consegna della contabilità e di documentazione - Insufficienza
In tema di atti in frode ai creditori rilevanti per la revoca del concordato preventivo ai sensi dell'articolo 173 legge fall., va precisato che l'obbligo di disclosure grava sul proponente il concordato e non sull'attestatore e che tale obbligo non può ritenersi assolto semplicemente perché la circostanza emerge dalla documentazione contabile della società, in quanto l'informazione dovuta ai creditori si basa su una chiara esposizione in ordine a circostanze rilevanti e non può di certo essere affidata alla semplice consegna delle scritture contabili e di documentazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Natura di vero e proprio procedimento concorsuale - Sussistenza
La presentazione della domanda di concordato preventivo con riserva di produzione della documentazione comporta l'instaurazione di un regime concorsuale nell'ambito del quale si inserisce il successivo decreto di ammissione alla procedura che fa retroagire gli effetti al momento di presentazione del ricorso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 04 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Presentazione in data anteriore al D.L. 83/2015 - Applicazione della nuova disciplina - Esclusione
Le disposizioni di cui al decreto legge n. 83/2015, così come quelle di cui alla legge di conversione, non si applicano ai procedimenti per concordato preventivo introdotti, anche con ricorso cd. "con riserva", prima del 27 giugno 2015, data di entrata in vigore del citato decreto legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 04 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Indicazione dell'utilità che il debitore si obbliga ad assicurare a ciascun creditore - Promessa di una determinata percentuale del credito - Esclusione - Utilità ceduta i creditori - Misura della soddisfazione ottenibile - Distinzione
La nuova previsione di cui all'articolo 161, comma 2, lett. e) legge fall., secondo la quale il debitore che propone il concordato deve indicare le utilità che si obbliga ad assicurare a ciascun creditore, deve essere interpretata nel senso per cui l'oggetto dell'obbligazione non si risolve, salvo espressa indicazione in tal senso, in una individuata percentuale del credito, bensì nell'utilità assicurata ai creditori che in un concordato con cessione dei beni sarà costituita dai beni messi a disposizione, posto che una cosa è l'utilità ceduta, altra cosa è la misura della soddisfazione da essa ottenibile, rispetto alla quale, in assenza di espressa obbligazione in tal senso, non vi è impegno da parte del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Procedimento di revoca - Comunicazione al pubblico ministero - Legittimazione alla presentazione dell'istanza di fallimento - Esclusione
La comunicazione al pubblico ministero prevista dall'articolo 173, comma 2, legge fall., così come quella di cui all'articolo 161 legge fall. che il tribunale dispone senza alcun preventivo vaglio, non sono riconducibili alla segnalazione del giudice civile di cui all'art. 7 legge fall. che legittima il pubblico ministero alla presentazione della richiesta di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Inammissibilità - Ragioni - Fattispecie
Allo stato attuale della legislazione, non può ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese, posto che: i) la competenza territoriale del tribunale fallimentare stabilita dagli articoli 9, 161 e 195 L.F. ha natura inderogabile; ii) il concordato deve riguardare individualmente le singole società del gruppo; iii) il concordato preventivo della società non si estende ai soci illimitatamente responsabili, i quali beneficiano soltanto dell'effetto esdebitatorio, ai sensi dell'articolo 184, comma 2, L.F. unicamente per i debiti sociali, non per quelli personali di ciascuno di loro; iv) in presenza di un concordato di diverse società legate da rapporti di controllo, anche ove soggette a direzione unitaria, occorre tenere distinte le masse attive e passive, le quali conservano la loro autonomia giuridica, dovendo restare separate le posizioni debitorie e creditorie delle singole società; v) sul piano procedimentale, le maggioranze per l'approvazione del concordato devono essere calcolate in riferimento alle singole imprese del gruppo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Ottobre 2015, n. 20559.


Fallimento - Apertura (Dichiarazione) di Fallimento - Iniziativa - Istanza del P.M. - Revoca del concordato preventivo comunicata al P.M. - Richiesta di fallimento - Legittimazione - Sussistenza - Fondamento
Il pubblico ministero è legittimato a formulare la richiesta di fallimento a seguito della comunicazione del decreto con il quale il tribunale abbia revocato l'ammissione al concordato preventivo, essendo egli, nel sistema della legge, informato sia della domanda di concordato ai fini dell'intervento nella procedura e dell'eventuale richiesta di fallimento (art. 161 legge fall.), sia della procedura d'ufficio per la revoca dell'ammissione al concordato (art. 173 legge fall.), onde è anche il naturale e legittimo destinatario della comunicazione dell'esito di tale procedimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2012, n. 4209.