Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 160 ∙ (Presupposti per ammissione alla procedura )


Tutte le MassimeCassazione
La proposta deve contemplare tutti i creditiCausa concretaRiconoscimento di debitoMancata indicazione dei beni oggetto del privilegioConcordato di gruppoOfferta condizionataCreditori postergatiCredito di rivalsa ivaContenuto attestazioneDestinazione di beni ad alcuni creditori soltantoApporto dei soci illimitatamente responsabiliAccordi stipualti con singoli crediori, patti para-concordatariSoddisfazione con mezzi diversi dal denaroStato analitico delle attivitàRetrocessione dell'azienda

Le classi
Criteri di formazione delle classi
Sindacato del tribunale sulla formazione delle classiOmogeneita' di posizione guridica e di interessi economici

Il pagamento di almeno il 20% dei crediti chirografari
Natura della disposizione
Interpretazione del termine assicurareInterpretazione del termine pagamentoAmmontare dei crediti chirografariEffetti sui crediti privilegiatiConcordato con continuità aziendaleConcordato cd. misto liquidatorio e con continuità aziendaleAffitto di azienda finalizzato alla successiva cessioneUtilità da assicurare a ciascun creditoreSindacato del tribunaleModifica della propostaRegime transitorio

Crediti privilegiati
Iva e ritenute operate e non versate
Relazione giurataRispetto dell'ordine delle cause di prelazioneFinanza esterna e rispetto dell'ordine delle cause di prelazioneSurplus derivante dalla continuazione dell'attività o dalla liquidazione concordataria e rispetto dell'ordine delle cause di prelazioneTerzo datore di ipotecaCrediti privilegiati capientiConcorso dei creditori privilegiati con i creditori chirografari per la parte di credito non soddisfattaFalcidia dei creditori privilegiati e continuità aziendale



Concordato preventivo – Proposta – Riconoscimento di debiti – Esclusione
La presentazione della proposta di concordato preventivo non costituisce riconoscimento di debito. (Studio legale prof. avv. Oreste Cagnasso e Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 24 Maggio 2019.


Concordato preventivo - Attivo concordatario - Apporto di beni personali dei soci illimitatamente responsabili - Neutralità rispetto all'attivo - Esclusione - Conseguenze
In tema di concordato preventivo, i beni personali dei soci illimitatamente responsabili (nella specie, di una s.a.s.) non entrano automaticamente nell'attivo concordatario; tuttavia, qualora i detti soci apportino i loro beni personali, questi non possono più essere considerati in modo neutrale rispetto all'attivo patrimoniale, specie ove provengano dalla liquidazione di beni sui quali grava un vincolo in favore di taluni creditori sociali, sicché il ricavato della loro liquidazione deve essere destinato al soddisfacimento dei creditori prelatizi, secondo il giudizio comparativo richiesto dall'art. 160, comma 2, l. fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Gennaio 2019, n. 13391.


Concordato preventivo con cessione dei beni – Natura della percentuale di soddisfacimento minimo dei creditori chirografari – Sindacato demandato al Tribunale circa l’idoneità della proposta ad assicurare il soddisfacimento dei creditori chirografari nella percentuale minima
La previsione contenuta nell’art. 160, comma 4, l. fall. (aggiunto dall’ art. 4, comma 1, lett. a, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132), secondo cui la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, ha introdotto un ulteriore requisito di ammissibilità della domanda di concordato preventivo.

Ciò tuttavia non incide sull’estensione del sindacato del tribunale sulla proposta e sul piano di concordato preventivo, circoscritto alla verifica della fattibilità giuridica, intesa come verifica della non incompatibilità dello stesso con norme inderogabili mentre il controllo di fattibilità economica, intesa quale realizzabilità in concreto del piano  proposto dal debitore, è circoscritto nei limiti della verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Alla luce di tali criteri, la prospettiva che la liquidazione del patrimonio immobiliare di titolarità del debitore proponente non dia i risultati sperati, costituisce, una volta che il valore dei cespiti sia stato determinato sulla base di parametri prudenziali, una questione di fattibilità economica rimessa alla valutazione esclusiva del ceto creditorio. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Novembre 2018.


Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Modifiche alla proposta concordataria - Procedimento teso alla revoca dell’ammissione ex art. 173 l.fall. - Irrilevanza - Limite temporale - Fase anteriore alle operazioni di voto - Fondamento - Fattispecie
Nel concordato preventivo le modifiche alla proposta presentata possono intervenire anche in pendenza del procedimento teso alla revoca dell'ammissione al concordato ex art. 173 l.fall., poiché l'art. 175, comma 2, l.fall. – nel testo applicabile "ratione temporis" prima della sua soppressione disposta dal d.l. n. 83 del 2015, conv. con modif. dalla l. n. 132 del 2015 –, riconosce espressamente tale facoltà fino all'inizio delle operazioni di voto, al fine di evitare che il calcolo delle maggioranze si fondi su voti espressi in riferimento ad una proposta diversa da quella oggetto di omologa (Nella specie la S.C. ha ritenuto che il proponente potesse modificare la proposta in pendenza del procedimento teso alla revoca della sua ammissione al concordato e prima del voto, mediante la presentazione di fideiussioni tese a migliorarla senza necessità di ulteriori attestazioni in ordine al piano concordatario rimasto immutato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29741.


Concordato preventivo – Cessione dei beni – Cessione parziale – Effetto esdebitatorio – Esclusione

Concordato preventivo – Concordato con continuità aziendale – Cessione parziale dei beni – Ammissibilità – Finalità dell’istituto

Concordato preventivo – Concordato di gruppo – Inammissibilità – Confusione delle masse attive e passive delle singole società – Esclusione

La cessione dei beni di fonte contrattuale non ha un effetto esdebitatorio (a differenza di quanto avviene nel concordato) e, come tale, consente ai creditori cessionari di agire esecutivamente anche sulle attività non cedute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato con continuità aziendale, ai sensi dell'art. 186-bis L. Fall., la cessione parziale dei beni è espressamente prevista in relazione alla peculiare finalità perseguita dall'istituto, che è quella di consentire la prosecuzione dell'attività di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile la proposta unitaria di concordato da parte di società fra loro collegate da vincolo di direzione e controllo che preveda l'attribuzione ai creditori di ciascuna società solo di parte del patrimonio di questa (Cass. 13 ottobre 2015, n. 20559; Cass. 13 luglio 2018, n. 18761); il concordato preventivo può, pertanto, essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola impresa, con l’ulteriore precisazione che la separazione delle masse attive e passive rappresenta (anche in ragione del meccanismo di formazione delle maggioranze necessarie) un dato imprescindibile della normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2018, n. 26005.


Concordato preventivo – Relazione di attestazione – Credito dell’attestatore – Inadempimento – Domanda di ammissione al passivo – Rigetto

Concordato preventivo – Percentuale minima

Deve essere integralmente rigettata la domanda di ammissione al passivo del credito relativo al compenso del professionista che abbia attestato il piano di concordato preventivo quando la relazione da lui redatta sia risultata del tutto inidonea ad attestare la fattibilità del piano e, dunque, a supportare la domanda di concordato.

[Nel caso di specie, l’attestazione, che pure nelle conclusioni dava atto della fattibilità del piano, nelle motivazioni anteponeva considerazioni che evidenziavano una incertezza assoluta sullo sviluppo della liquidazione, con la conseguenza che la domanda di concordato preventivo è stata dichiarata inammissibile anche per l'assenza di una adeguata attestazione di fattibilità del piano. Inoltre, nell’ambito di un piano la cui fattibilità dipendeva dagli apporti di un soggetto esterno, l’attestatore non aveva provveduto a verificare la correttezza e serietà delle valutazioni effettuate dal proponente circa la solvibilità dell’apportante e non ha rappresentato ai creditori che, mancando un impegno vincolante del medesimo, il liquidatore del concordato non avrebbe potuto agire per ottenerne l’adempimento.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, a seguito dell’introduzione della percentuale minima di soddisfazione del ceto chirografario (nel concordato liquidatorio) e dell’obbligo di assicurare una “utilità specifica ed economicamente valutabile” (per tutti i tipi di concordato), si impone, da parte del Tribunale, un vaglio più rigoroso delle condizioni di concreta fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Settembre 2018.


Concordato preventivo – Creditori postergati – Diritto di voto – Sussistenza – Condizioni
Nel concordato preventivo, la proposta del debitore può prevedere la suddivisione dei creditori in classi con il riconoscimento del diritto di voto ai creditori postergati che siano stati inseriti in apposita classe, purché il trattamento previsto per questi ultimi sia tale da non derogare alla regola del loro soddisfacimento sempre posposto a quello integrale degli altri creditori chirografari. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Giugno 2018, n. 16348.


Concordato preventivo - Principio del rispetto dell’ordine dei privilegi - Interpretazione
Con riferimento al concordato preventivo, il principio del rispetto dell’ordine dei privilegi consiste nella necessaria integrale soddisfazione del grado di privilegio generale precedente prima di poter soddisfare il grado successivo e che, in caso di incapienza dei beni dell’impresa ai chirografari possano essere destinate esclusivamente risorse provenienti da terzi, e non dal patrimonio del debitore (c.d. finanza esterna).

Il mancato rispetto dell’ordine delle cause di prelazione, stabilito dall’art. 160 secondo comma l. fall., riguarda la fattibilità giuridica del concordato, cioè la conformità della proposta alle norme inderogabili di legge, la cui valutazione è rimessa al tribunale e non alla volontà negoziale dei creditori. (1) (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 10 Maggio 2018.


Concordato preventivo - Omologazione - Formazione di classi di creditori - Omogeneità delle posizioni giuridiche e degli interessi economici - Esame congiunto dei detti criteri - Necessità - Valutazione in fatto riservata al giudice di merito - Sindacato in sede di legittimità - Limiti
In tema di concordato preventivo, ove intenda prevedere la suddivisione in classi, la proposta deve necessariamente conformarsi ai due criteri fissati dal legislatore nell'art. 160, comma 1, lett. c), l.fall., costituiti dall'omogeneità delle posizioni giuridiche (che riguardano la natura del credito, le sue qualità intrinseche, il carattere chirografario o privilegiato, l'eventuale esistenza di contestazioni, ovvero la presenza o meno di garanzie prestate da terzi o di un titolo esecutivo) e degli interessi economici (riferiti alla fonte e alla tipologia socio-economica del credito, ovvero al peculiare tornaconto vantato dal suo titolare). Rientra tra i compiti del tribunale - con un accertamento in fatto che non è sindacabile in sede di legittimità ove adeguatamente motivato - valutare congiuntamente i detti criteri al fine di verificare l'omogeneità dei crediti raggruppati, che non può essere affermata in termini di assoluta identità, essendo sufficiente la presenza di tratti principali comuni di importanza preponderante, che rendano di secondario rilievo quelli differenzianti, in modo da far apparire ragionevole una comune sorte satisfattiva per le singole posizioni costituite in classe. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Aprile 2018, n. 9378.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate - Formazione delle classi - Falcidia di crediti con grado di privilegio anteriore ai tributi
Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi dell'art. 182-ter legge fall. - nel testo vigente prima della novella introdotta dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 81, -, il proponente, fermo restando l'obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate, ricorrendo i presupposti dell'art. 160, comma 2, legge fall., può inserire i restanti crediti in classi diverse, applicando una falcidia anche a quelli muniti di privilegio di grado anteriore rispetto ai suddetti tributi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Marzo 2018, n. 5906.


Concordato preventivo misto – Teoria della combinazione maggiormente aderente alla realtà
La presenza di elementi di continuità aziendale - purché non di irrisoria rilevanza rispetto al tutto, né artificiosamente creati - giustifica l’applicazione dell’art. 186-bis e quindi l’esclusione dell’obbligo relativo alla percentuale minima di pagamento dei creditori chirografari nella misura del venti per cento. (Mario Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 27 Febbraio 2018.


Concordato preventivo – Proposta concorrenti – Legittimazione – Mandatario alla gestione dei crediti – Esclusione

Concordato preventivo – Classi – Criteri di formazione – Collocamento in classi diverse di creditori con stessa posizione giuridica ed interessi economici omogenei – Esclusione

La proposta concorrente di concordato preventivo presuppone la titolarità in capo al proponente di crediti nei confronti del debitore, requisito, questo, che non può ritenersi sussistente in capo al soggetto incaricato della gestione dei crediti medesimi in forza di apposito mandato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, i creditori aventi la stessa posizione giuridica ed interessi economici omogenei non possono essere collocati in classi diverse riservando loro un trattamento differente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 02 Febbraio 2018.


Concordato preventivo – Natura – Continuità aziendale o liquidatoria – Potere del tribunale di qualificare la domanda
Qualora appaia evidente che la fonte prevalente di soddisfazione dei creditori non sia costituita dai flussi derivanti dalla continuità aziendale, il tribunale (cui compete il potere di qualificare giuridicamente la domanda indipendentemente dalla qualificazione data dal proponente), ritenuta la natura liquidatoria del concordato, ne può dichiarare l’inammissibilità ai sensi dell’art. 173 l.fall. se non risulta assicurato il pagamento del venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Ottobre 2017.


Crediti parti correlate - Postergazione - Inapplicabilità art. 2467 e 2497-quinquies c.c.

Modifica della proposta di concordato preventivo - Applicabilità del d.l. 83/2015 - Nuova proposta radicalmente nuova - Effetti notativi - Applicabilità della nuova disciplina

Ai crediti delle c.d. “parti correlate” riconducibili a finanziamenti soci e società infragruppo in favore della debitrice e sorti in data anteriore al 1° gennaio 2004 non sono applicabili le disposizioni relative alla postergazione di cui agli art. 2467 e 2497-quinquies c.c., in quanto il legislatore non ha previsto alcuna deroga dell’art. 11 dis. prel. c.c.

E’ dunque onere della società escussa dimostrare la presenza di ragioni ostative al riconoscimento del debito.

[Il tribunale, in mancanza della indicazione di ragioni ritiene impeditive alla esigibilità dei crediti in esame, ha ritenuto che gli stessi dovessero essere inclusi tra i chirografari ed ha quindi revocato il concordato ai sensi dell'art. 173. Legge fall. per il mancato raggiungimento della soglia minima di soddisfazione dei creditori chirografari. (Paolo Borrelli) (riproduzione riservata)

E’ applicabile la disciplina “medio tempore” introdotta dal d.l. 83/2015 che contiene nuove regole in tema di concordato preventivo laddove la proposta debba considerarsi radicalmente nuova rispetto alla precedente introdotta secondo la vecchia disciplina al fine di evitare una elusione della “ratio delle norme riformate”. (Paolo Borrelli) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 10 Ottobre 2017.


Concordato preventivo – Sindacato del tribunale sulla causa concreta – Eventuale indisponibilità dell’immobile – Eventuale mancato rinnovo dell’autorizzazione amministrativa
Il sindacato del tribunale sulla effettiva realizzabilità della causa concreta della proposta di concordato preventivo può estendersi a fattori quali l’imminente scadenza del contratto di affitto di azienda, con conseguente eventuale indisponibilità dell’immobile ospitante la struttura aziendale, nonché l’eventualità del mancato rinnovo dell’accreditamento presso il servizio sanitario nazionale necessario per la prosecuzione dell’attività sanitaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Settembre 2017, n. 22691.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Gruppo di imprese - Nozione
Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie, insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.

All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" può pertanto ritenersi fondato in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre, ne consegue che il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie nella quale l'unitarietà della proposta e del piano sia intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.

["Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie. Tale riconoscimento è insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.
All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" è legittimo in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre.
Pertanto, il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie di cui dà atto l'impugnata sentenza, nella quale l'unitarietà della proposta e del piano era intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.
Situazioni analoghe a queste la prassi ha nel tempo delineato nel contesto di tecniche di redazione di domande o proposte di concordato caratterizzate dalla costituzione di nuove società alle quali conferire i beni di altre, per modo di accedere al concordato su iniziativa della conferitaria - e/o (secondo i casi) della conferente legittimata dalla condizione di titolarità della massa attiva e passiva.
E può aggiungersi che la non corrispondenza tra i concetti puntualmente messa in luce da una parte della dottrina nella contrapposizione tra una nozione "forte" (o propria) e una "debole" (o impropria) del concordato di gruppo - è oggi viepiù confortata dal progetto di riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza, culminato nello schema di disegno di legge attualmente all'esame del Parlamento.
Tale schema prospetta invero di inserire la afferente procedura di concordato preventivo nel contesto di disciplina teso alla definizione del gruppo di imprese, e di modellare codesta definizione sull'insieme delle "società o imprese sottoposte alla direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 e ss., nonché art. 2545-septies c.c.", corredata dalla presunzione semplice di assoggettamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c. Sicché a tanto affida il presupposto affinché la procedura di concordato preventivo del gruppo di imprese venga poi disciplinata, consentendo che più società o imprese, appartenenti al medesimo gruppo e sottoposte alla giurisdizione dello Stato, abbiano a proporre "con un unico ricorso domanda di ammissione ad una procedura di concordato preventivo unitaria, fondata su un unico piano, o su piani reciprocamente collegati e interferenti ferma restando in ogni caso l'autonomia delle rispettive masse attive e passive".
Nel caso di specie, non risulta che sia stato neppure dedotto che le società in questione fossero state assoggettate - magari solo di fatto - a eterodirezione o a controllo.
7. L'anzidetta sottolineatura consente al collegio di puntualizzare che la sezione si è di recente determinata nel senso della attuale non proponibilità del concordato di gruppo in mancanza di una disciplina positiva che si occupi di regolare la competenza del tribunale, le forme del ricorso, la nomina degli organi, nonché la formazione delle classi e delle masse. Donde ha affermato che, in base alla disciplina vigente, il concordato preventivo può essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola impresa (v. Cass. n. 20559-15).
Nella fattispecie in esame, nella quale non viene in questione un profilo di competenza, neppure è il caso di maggiormente indugiare su quanto emergente dalla citata pronuncia.
Essendosi dinanzi a una forma di aggregazione diversa dal gruppo societario propriamente inteso, evocare la questione circa l'ammissibilità o meno di un concordato di gruppo è poco conferente. Quel che unicamente rileva è difatti questo: che la commistione delle masse, debitamente accertata dal giudice del merito e ostativa finanche al vero concordato di gruppo, impedisce di ravvisare il presupposto di ammissibilità di ogni prospettazione concordataria che rifluisca su soggetti distinti.
8. Ferma allora la considerazione previa in ordine al profilo involto dal sintagma "concordato di gruppo", può osservarsi che in tutti i casi di aggregazione diversa dal gruppo, ove vi siano proposte concordatarie tra loro coordinate in prospettiva di conferimenti e accolli tra le singole società di cui si tratta, elemento imprescindibile resta l'autonomia delle masse attive e passive e la conseguente votazione separata sulle proposte da parte dei creditori di ciascuna società o impresa. Mentre la corte d'appello ha accertato che la proposta in esame era unica ed era stata caratterizzata da una confusione di masse tra loro non coincidenti, essendo mancato il conferimento integrale dei beni in (*) ed essendo risultata questa società priva di impianto contabile onde potersi apprezzare la dedotta (e in sè oltre tutto inverosimile) inesistenza di obbligazioni proprie, medio tempore contratte."] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19014.


Concordato preventivo - Criteri di stima dei beni facenti parte dell'attivo concordatario - Requisito di cui all'art. 160, ultimo comma, l.f. secondo il quale la proposta deve "assicurare" il pagamento di almeno il venti per cento dei crediti chirografari
I criteri di stima dei beni immobili facenti parte dell'attivo concordatario che si limitino a far riferimento ai soli dati forniti dall'Agenzia delle Entrate per le compravendite immobiliari e alla dichiarazione di agenzie immobiliari operanti nell'area interessata non sono idonei a soddisfare il requisito di cui all'art. 160, ultimo comma, l.fall. secondo il quale la proposta deve "assicurare" il pagamento di almeno il venti per cento dei crediti chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo - Descrizione analitica dei beni e dei rapporti costituenti l'azienda facente parte dell'attivo - Necessità
E' inammissibile la proposta di concordato che non offra una descrizione analitica dei beni e dei rapporti costituenti l'azienda facente parte dell'attivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo - Cessione dei beni ai creditori - Mancata cessione di beni compresi nell'azienda affittata - Inammissibilità
E' inammissibile per violazione dell'art. 2740 c.c., la proposta di concordato dalla quale si ricavi che i beni oggetto del contratto di affitto dell'azienda di proprietà della proponente rimangano di proprietà di quest'ultima all'esito della liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo - Affitto di azienda - Regolamentazione degli effetti della retrocessione dell'azienda concessa in affitto - Indeterminatezza del piano
Costituisce elemento di indeterminatezza del piano di concordato la mancata regolamentazione degli effetti della retrocessione dell'azienda concessa in affitto (con particolare riferimento ai rapporti di lavoro dipendente, alla responsabilità per debiti dell'azienda ceduta ed ai contratti pendenti), tenuto conto del fatto che i benefici previsti dall'art. 104-bis l.fall. per la circolazione dell'azienda nel fallimento non sono invocabili nell'ambito del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Falcidia di crediti tributari – Modifiche apportate all’art. 182-ter l.f. dalla legge 232/2016 – Rispetto dell’ordine delle cause di prelazione – Uso della finanza esterna – Limiti
Dopo l’introduzione delle modifiche apportate all’art. 182-ter l.fall. dalla legge 232/2016, l’uso della finanza esterna ma deve essere tale da assicurare il pieno rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione.

Nel caso di specie, il credito IVA avente privilegio anteriore a quello per IMU, era stato trattato in modo peggiore, prevedendosi per il primo un degrado al 35,34% e per il secondo un pagamento integrale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Modifiche apportate dalla legge di conversione del D.L. 83/2015 – Utilizzo della parola “assicurare” all’art. 161, comma 2, lett. e) ed all’art. 163, comma 5, l.f. – Interpretazione – Rendere sicuro – Dare ragionevole certezza all’attuazione del piano concordatario – Regola generale applicabile ad ogni tipo di concordato
L’utilizzo della parola “assicurare” all’art. 161, comma 2, lett. e) l.f. (applicabile ad ogni tipo di concordato) ed all’art. 163, comma 5, l.f. (che si riferisce espressamente al concordato con continuità aziendale) esprime la volontà del legislatore di voler “rendere sicuro”, dare cioè ragionevole certezza, all’attuazione del piano concordatario non solo con riferimento alla percentuale minima prevista per il concordato liquidatorio, ma anche ad ogni altro tipo di concordato, avendo la regola in esame portata generale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato fallimentare – Falcidia dei crediti privilegiati – Relazione giurata – Necessità
La relazione giurata ex art. 160, comma 2, l.fall., che deve necessariamente preesistere a quella dell’attestatore di cui all’art. 161, comma 3, l.fall., della quale costituisce anterius logico e giuridico, è un presupposto necessario per la falcidia dei diritti di prelazione ed alla sua mancanza non è possibile porre rimedio mediante la concessione da parte del tribunale del termine di cui all’art. 162, comma 2, l.fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 24 Maggio 2017.


Concordato preventivo – Modifiche di cui al DL 83 del 2015 – Sindacato del tribunale – Fattibilità economica – Sussistenza
A seguito dell’introduzione, nel concordato liquidatorio, della percentuale minima di pagamento del venti per cento dell’ammontare complessivo dei creditori chirografari (art. 160, comma 4, legge fall.) e, con riferimento a tutti i tipi di concordato, dell’obbligo di assicurare un’utilità specifica ed economicamente valutabile (art. 161, comma 2, lett. e), la valutazione del giudice in ordine alla fattibilità del concordato preventivo  non è più limitata alla verifica della incompatibilità del piano con norme inderogabili (cd. fattibilità giuridica) od alla assoluta e manifesta inettitudine dello stesso a raggiungere gli obiettivi prefissati (cd. fattibilità economica); con le modifiche di cui al decreto legge n. 83 del 2015, sono stati, infatti, attribuiti al tribunale più penetranti poteri di indagine tra i quali, quello di verificare la fattibilità tout court del piano valutando tutti gli elementi a disposizione, senza alcun vincolo che non sia quello del canone del prudente apprezzamento di cui all’art. 116 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 26 Aprile 2017.


Concordato preventivo liquidatorio – Mancata assicurazione del pagamento del 20% dei crediti chirografari – Inammissibilità
La proposta concordataria che rappresenti in linea di massima il trattamento offerto ai crediti ma non esprima un impegno serio e vincolante circa il pagamento di quanto meno il 20% ai crediti chirografari è inammissibile, mancando l’assicurazione richiesta dall’ultimo comma dell’art.160 legge fall. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Marzo 2017.


Concordato preventivo - Incapienza dei crediti privilegiati speciali e generali
L'applicabilità dell'art. 160, secondo comma, l.fall. non va limitata si soli crediti assistiti da privilegio speciale, nella parte in cui il credito sia incapiente, ma estesa anche ai crediti muniti di privilegio generale, sempre nella misura in cui tale credito risulti capiente. Al creditore privilegiato deve essere garantito almeno ciò che incasserebbe dalla vendita del cespite, secondo un calcolo da effettuarsi nel rispetto delle cause legittime di prelazione esistenti alla data di apertura del concorso. (Davide Cognolato) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 25 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Finanza esterna “allargata” – Surplus derivante dalla continuità aziendale e dalla liquidazione in sede concordataria – Rispetto dell’ordine delle cause di prelazione – Necessità
Non è condivisibile l’opinione secondo la quale, nel concordato con continuità aziendale, il surplus concordatario consisterebbe nella maggiore utilità ricavabile dalla prosecuzione dell’attività aziendale rispetto all’alternativa liquidatoria che, conseguentemente, costituirebbe il limite all’operare della garanzia dei creditori (cd. miglior soddisfacimento dei creditori), così come nel concordato con cessione dei beni il surplus concordatario consisterebbe nel differenziale di valore rinvenibile dalla prosecuzione dell’attività liquidatoria in sede concordataria rispetto alla liquidazione operata in sede fallimentare (o esecutiva individuale).

Secondo detta tesi, nel primo caso, tale surplus è costituito dal vantaggio che deriverebbe ai creditori dalla cessazione della discontinuità imposta dalla perdita dei mezzi propri (turnaround), conseguente a una revoca della liquidazione successiva alla omologazione della proposta di concordato; nel secondo caso sarebbe dato da una liquidazione ottimale operata non in sede negoziale, né in sede fallimentare, ma dal liquidatore giudiziale in sede concordataria a valori più elevati di quelli ritraibili dalla liquidazione fallimentare.

Senonché, la prosecuzione dell’attività di impresa in sede concordataria non può comportare il venir meno della garanzia patrimoniale del debitore, che risponde dei suoi debiti con tutti i beni, presenti e futuri (art. 2740 c.c.), non creando la prosecuzione dell’attività di impresa un patrimonio separato o riservato in favore di alcune categorie di creditori (anteriori o posteriori alla domanda di concordato). Né pare, consentito azzerare in sede concordataria il rispetto delle cause legittime di prelazione (art. 2741 c.c.), che è un corollario della responsabilità patrimoniale, principio che viene meno solo a seguito delle attività liquidatorie poste in essere in sede di esecuzione forzata o, comunque, per effetto di vendite coattive (purgative).

Non è, pertanto, normativamente prospettabile una distribuzione del ricavato delle procedure competitive di liquidazione concordataria diverso da quello conseguibile in sede fallimentare, stante in entrambi i casi il vincolo del rispetto della cause legittime di prelazione. Può, quindi, affermarsi che sia doveroso che nel concordato con cessione dei beni i beni vengano collocati al prezzo offerto dal mercato, ancorché auspicabilmente superiore al valore stimato ex ante, quale effetto del meccanismo incrementale tipico del procedimento competitivo. Non può, pertanto, prospettarsi ex post alcun surplus derivante dalla liquidazione dei beni (ove questa venga operata in sede concorsuale), quale che sia la sede della liquidazione (concordato preventivo o fallimento), non essendo tale ricavato liberamente destinabile dal proponente con alterazione dell’ordine legale delle cause di prelazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Fattibilità giuridica ed economica - Distinzione - Esclusione

Concordato preventivo - Fattibilità - Sindacato del giudice - Sussistenza

La previsione di cui all’ultimo comma dell’art.160 legge fall. consente di ritenere superata la distinzione fra fattibilità giuridica ed economica, atteso che tale previsione attribuisce al tribunale  il potere di effettuare un controllo più approfondito sui requisiti di fattibilità economica del piano concordatario, reintroducendo una percentuale minima di soddisfazione dei chirografari per le ipotesi di concordato liquidatorio. (Mary Moramarco) (riproduzione riservata)

La fattibilità del piano concordatario costituisce un requisito di ammissibilità della procedura sul quale il giudice deve esercitare un sindacato diretto di merito. Pertanto il controllo deve investire il il suo oggetto per l'intero, non potendosi degradare a livello di “assoluta e manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obbiettivi prefissati. (Mary Moramarco) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 06 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari - Condizione di ammissibilità della proposta - Inidoneità del piano concordatario ad assicurare il pagamento del ceto chirografario nella percentuale minima di legge - Arresto della procedura
Il rispetto della norma di cui al quarto comma dell’art. 160 l.fall., la quale prescrive che la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, costituisce una vera e propria condizione di ammissibilità della proposta, ferma restando la teorica possibilità che il debitore prospetti un soddisfacimento ulteriore del chirografo con un pagamento in percentuali superiori a quella minima del venti per cento o con forme alternative di soddisfacimento, diverse dal pagamento, che tuttavia potranno solo essere esuberanti rispetto al pagamento del venti per cento, e mai sostitutive dello stesso.

Ne consegue che, ove dovesse ritenersi certa l’inidoneità del piano concordatario ad assicurare il pagamento del ceto chirografario nella percentuale minima di legge, la conseguenza non potrebbe essere che l’arresto della procedura per l’acclarata mancanza di una condizione di ammissibilità della proposta di concordato.

Se quindi, in termini di principio, non v’è dubbio che il tema dell’effettivo valore dei beni ceduti alla massa dei creditori per il loro soddisfacimento inerisca alla cd. fattibilità economica del piano ed in quanto tale sia devoluto alle valutazioni che la massa dei creditori esprime con il voto, favorevole o sfavorevole, alla proposta (Cass., Sezioni Unite, n. 1521/13), è allo stesso modo indubbio che, qualora il commissario giudiziale ritenga che il valore dei beni ceduti ai creditori sia insufficiente ad assicurare il pagamento dei creditori chirografari nella misura di legge del venti per cento, e sia in grado di supportare tale prognosi con elementi plausibili, per il tribunale sia doveroso, prendendo atto di ciò, arrestare il concordato preventivo e, in presenza dei presupposti di legge, dichiarare il fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 24 Novembre 2016.


Concordato preventivo in continuità aziendale ex art. 186-bis L.F. - Creditori privilegiati - Art. 160 comma 2° L.F. - Finanza del terzo - Incapienza patrimonio del debitore alla data del deposito ricorso - Rispetto ordine cause di prelazione
La regola generale dell’art. 160 comma 2, L.F., del rispetto dell’ordine delle prelazioni, che è indefettibile nel concordato liquidatorio, salvo l’apporto di nuova finanza che può essere utilizzata anche in apparente violazione di tale ordine, proprio perché non promana dal patrimonio del debitore e non è vincolata a garantirne le obbligazioni, deve essere intesa anche nel concordato in continuità come operativamente limitata, nel tempo, alla data della presentazione della domanda di concordato e nella “dimensione applicativa” al patrimonio della concordataria esistente a quella data.

Il parametro che costituisce il limite di riferibilità per appurare se vi sia violazione o meno dell’ordine della prelazione è il momento della presentazione della domanda perché ciò che è valutabile ai fini della capienza in sede di redazione del piano è solo il patrimonio attuale della società e solo esso sarebbe passibile di azioni esecutive o di collocazione sul mercato al cui risultato si dovrebbe comparare l’offerta formulata dalla società per appurare se essa lede il privilegio o meno.

E’ evidente che tale comparazione non può essere condotta con il patrimonio che residuerà al termine di piano caratterizzato da reinvestimenti, eseguiti con finanza esterna, sia perché esso è indeterminato per definizione, sia, soprattutto, perché esso, senza la nuova finanza, non potrebbe certo avere quelle dimensioni che presumibilmente avrà, e probabilmente non sussisterebbe per nulla, visto che in assenza di concordato non vi è alcuna alternativa al fallimento.

Nel concordato preventivo in continuità aziendale l’utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile è vincolante, anche per consentire al professionista designato ex art. 67 L.F. in modo chiaro e attendibile un reale giudizio di strumentalità della prosecuzione dell’attività di impresa rispetto al miglior soddisfacimento dei creditori. (Riccardo Sgrò) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Novembre 2016.


Continuità aziendale - Creditori privilegiati - Degradazione al chirografo - Risorse derivanti dalla continuità aziendale - Finanza esterna
Le risorse liberate per mezzo dei ricavi generati dalla continuità aziendale non configurano attivo patrimoniale vincolato alla distribuzione secondo i principi di cui agli articoli 2740 e 2741 c.c.; la irreversibile degradazione al chirografo della quota incapiente dei crediti privilegiati non è, infatti, suscettibile di reversione volta che il debitore si sia avvalso della facoltà di soddisfare non integralmente detti crediti nei limiti consentiti dall’articolo 160, comma 2, legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Settembre 2016.


Concordato preventivo - Termine per l’adempimento della proposta - Irragionevolezza - Effetti sulla causa concreta della proposta - Sindacato del tribunale
Se è vero che il tempo dell'adempimento è fisiologicamente collegato alla convenienza della proposta (suscettibile del solo vaglio dei creditori), è altrettanto vero che tale affermazione trova un limite ove l'irragionevolezza del termine vada a minare la causa in concreto della proposta; e ciò in quanto i tempi "ragionevolmente contenuti" di realizzazione della proposta integrano uno dei requisiti della causa concreta del concordato.

Il termine di adempimento della proposta di concordato preventivo non può, pertanto essere dipendere dalla disponibilità della maggioranza dei creditori, in quanto un termine per l'esecuzione del concordato manifestamente irragionevole non assicurerebbe il soddisfacimento della causa del concordato e giustificherebbe quindi il sindacato del tribunale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 22 Settembre 2016.


Finanziamenti dei soci - Rimborso - Postergazione - Condizioni - Estensione della regola a finanziamenti erogati da soggetti in posizione di influenza o vicinanza
Condizione sufficiente per l’estensione della regola della postergazione al finanziamento ai sensi dell’articolo 2467 c.c. è costituita dalla sussistenza di una posizione di influenza o di vicinanza dei soci di vertice alla gestione del soggetto che finanzia ed a quella del soggetto finanziato.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che dovesse essere applicata la regola della postergazione al finanziamento erogato da una società terza che, benché non sia socia quella finanziata, appartiene al medesimo gruppo, con identità di interessi economici perseguiti e coordinamento dei processi decisionali relativi ad entrambe.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 22 Settembre 2016.


Concordato preventivo - Soglia minima di soddisfazione dei creditori chirografari - Assicurazione con ragionevole grado di certezza dell’adempimento dell’obbligazione - Necessità
Il requisito di cui al quarto comma dell’articolo 160 legge fall., aggiunto in sede di conversione dalla legge 6 agosto 2015, n. 132 del decreto legge 27 giugno 2015, n. 83, il quale impone all’imprenditore di assicurare una minima soddisfazione dei creditori chirografari, non può essere interpretato nel senso di una mera prospettazione di tale soddisfazione, ma deve consistere in una proposta idonea, con ragionevole grado di certezza, ad assicurare l’adempimento dell’obbligazione.

(Nel caso di specie, il Tribunale, dopo aver rilevato che l’esito negativo anche di un solo tentativo di vendita di un bene immobile avrebbe comportato l’insufficienza dell’attivo al soddisfacimento minimo dei creditori, ha dichiarato inammissibile il ricorso per concordato preventivo, osservando che solo la stipulazione di un contratto preliminare o la proposta irrevocabile di acquisto, connessa alla prestazione di una garanzia dell’adempimento, avrebbe potuto conferire i canoni di certezza all’assunzione dell’obbligazione in questione.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 01 Agosto 2016.


Concordato preventivo - Livello minimo di soddisfazione dei creditori chirografari - Sindacato del tribunale sulla proposta - Sussistenza - Limiti
La prescrizione, contenuta nel quarto comma dell’articolo 160 legge fall., di un livello di soddisfazione dei creditori chirografari non inferiore al 20% del loro ammontare conferisce al tribunale il potere, nei limiti di detta percentuale, di controllo e di sindacato sulla proposta di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 01 Agosto 2016.


Concordato preventivo – Soddisfazione creditori privilegiati con mezzi diversi dal danaro – Ammissibilità
La soddisfazione con mezzi diversi dal denaro può essere offerta non solo ai creditori chirografari, ma anche ai creditori muniti di diritto di prelazione. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 29 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Soddisfazione creditori privilegiati con mezzi diversi dal danaro – Ammissibilità
Il soddisfacimento dei creditori con forme diverse dal pagamento in denaro (nella specie, accollo liberatorio) non richiede il consenso individuale dei singoli creditori interessati, ma si fonda su deliberazioni maggioritarie coinvolgenti tutti i creditori, anche quelli non aderenti. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 29 Luglio 2016.


Percentuale minima del venti per cento – Applicazione anche ai creditori privilegiati soddisfatti in modo non integrale – Obbligatorietà
L’art. 160, comma 5, legge fall., nella parte in cui stabilisce che la proposta di concordato liquidatorio debba assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari, trova applicazione anche rispetto al trattamento dei creditori privilegiati, qualora il debitore si sia avvalso della facoltà di falcidiare il relativo credito ai sensi dell’art. 160, comma 2, legge fall., dovendo escludersi la possibilità di un trattamento dei creditori privilegiati deteriore rispetto ai chirografari. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 29 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Ordine delle cause di prelazione – Interpretazione
Il principio del necessario rispetto dell’ordine delle cause di prelazione sancito dall’art. 160, comma 2, legge fall. non impone di non pagare i creditori di rango inferiore finché non siano soddisfatti quelli di rango poziore, bensì semplicemente che questi ultimi non vengano trattati in maniera deteriore rispetto ai primi. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 29 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Pagamento del venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari - Assunzione di impegno obbligatorio da parte del proponente
L’articolo 160, ultimo comma, legge fall., nella parte in cui prevede che la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari, implica l’assunzione di un impegno obbligatorio da parte del proponente il quale non può limitarsi a formulare una proposta semplicemente descrittiva o ipotetica in ordine al probabile ricavato dalla liquidazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 29 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Pagamento del venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari - Interpretazione del termine assicurare - Impegno irrevocabile all’acquisto - Verifiche di tenuta delle valutazioni di plausibilità sulla realizzazione dei valori
In mancanza di un impegno irrevocabile all’acquisto dei beni ceduti ai creditori o di altre forme di garanzia della vendita, perché sia soddisfatto il requisito previsto dall’ultimo comma dell’articolo 160 legge fall., secondo il quale l’imprenditore che propone il concordato deve “assicurare” il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari, sono necessarie rigorose concrete valutazioni sulla plausibilità della realizzazione dei valori indicati (attraverso, per esempio, la comparazione con vendite similari), soggette a verifiche di tenuta in presenza di fattori di rischio o di scostamenti fisiologici dei valori, o rigorosi stress test. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 29 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Creditore contestato – Collocamento in autonoma classe – Effetti del voto

Concordato preventivo – Creditori postergati – Collocamento in autonoma classe – Approvazione delle maggioranze delle singole classi – Effetti transattivi riconducibili al voto

Nulla vieta che il creditore contestato possa essere inserito, proprio in ragione della contestazione, in una classe a parte ed il suo voto abbia espressamente e dichiaratamente l’attitudine a cristallizzare ed accettare il pagamento nella misura ridotta. (Giorgio Aschieri) (riproduzione riservata)

E’ possibile inserire i creditori postergati tra i creditori della procedura concordataria se le maggioranze delle singole classi previste approvino espressamente tale inserimento e sempreché il creditore postergato sia inserito in classe a parte.

Il fatto che il creditore ipoteticamente postergato abbia accettato il suo inserimento in una classe ad hoc, permette di ritenere prevalente la posizione transattiva emergente dal voto e quindi di considerarlo a tutti gli effetti creditore concordatario. (Giorgio Aschieri) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28 Luglio 2016.


Fallimento – Creditori privilegiati – Credito non soddisfatto – Concorso con i creditori chirografari
La necessità del concorso dei creditori privilegiati con i creditori chirografari per la parte di credito non soddisfatto risulta positivamente prevista solo dalla disciplina del fallimento, intesa a regolare un trattamento che il debitore deve supinamente subire, senza possibilità di partecipare alla regolamentazione negoziale della crisi. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata) Appello Torino, 30 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Ammissibilità della proposta - Valutazione di beni immobili - Criteri
Nell’ambito del concordato preventivo, la attendibilità del valore attribuito al compendio immobiliare facente parte del piano può fondarsi su dichiarazioni di interesse all’acquisto al prezzo di stima, sull’offerta di immobili simili in zone limitrofe ed omologhe ed anche sul confronto con beni dello stesso genere che siano stati di recente oggetto di valutazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 22 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Contenuto della proposta - Trattamento di determinati creditori secondo quanto previsto in singoli accordi negoziali
È ammissibile la proposta di concordato che preveda il pagamento di determinati creditori sulla base di singoli accordi con gli stessi non ancora stipulati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 20 Maggio 2016.


Appello avverso la dichiarazione di fallimento – Inammissibilità concordato preventivo – Norme sull’applicazione della prelazione insistente sui beni di un terzo coobligato del debitore concordatario – Regole in tema di legittimità informativa e fattibilità giuridica del piano – Mancata efficacia di giudicato della mera reiezione del concordato preventivo
Diversamente da quanto previsto dagli artt. 160, comma 2, e 177, comma 3, legge fall. per l’ipotesi del titolare di diritti di prelazione sui beni del debitore, nel diverso caso del titolare di diritto di prelazione soltanto su beni di un terzo coobbligato del debitore, l’ordinamento non consente alcuna decurtazione o limitazione del diritto di credito di tale creditore in ragione della solidarietà passiva sussistente tra debitore concordatario e terzo debitore, che impone di considerare nel passivo concordatario l’intero credito senza alcuna sua limitazione alla - eventuale - differenza tra l’ammontare del credito residuo e quanto ricavato dalla distinta garanzia patrimoniale fornita dal terzo debitore non concordatario. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Appello Genova, 05 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Proposta - Contenuto - Necessaria previsione di tutti i crediti - Giustificazione dell'eventuale loro trattamento differenziato - Necessità
La proposta di concordato deve contemplare tutti i crediti e fornire una giusitificazione dell'eventuale loro trattamento differenziato, il quale deve comunque esprimere un apprezzabile indice di soddisfacimento. (Nel caso di specie, la proposta non aveva in alcun mdo preso in coniserazione il credito per accessori del credito IVA) Cassazione civile, sez. I, 04 Maggio 2016, n. 8804.


Concordato preventivo - Affitto di azienda - Finalità di cessione - Natura - Concordato liquidatorio - Soglia del venti per certo - Applicabilità
La proposta di concordato incentrata sulla stipula di contratti di affitto di azienda finalizzati alla successiva cessione in favore degli affittuari qualifica il concordato preventivo come liquidatorio puro, con conseguente applicazione della soglia di sbarramento del pagamento del venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari prevista dal nuovo IV comma dell’art 160 L.F. (Giuseppe D'Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 29 Aprile 2016.


Concordato preventivo liquidatorio – Assicurazione ai creditori di pagamento della percentuale minima del 20%
La previsione del comma IV dell’art.160 l.f. come novellato dal D.L.83/2015 in sede di conversione in L. n.132/15, laddove stabilisce che sia assicurato ai chirografari il pagamento del 20% del credito è da intendersi come impegno vincolante e preciso dell’imprenditore supportato da un piano prudenziale e coerente. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Procedimento - Introduzione - Domanda di concordato con riserva
Il procedimento concordatario ai sensi dell'art. 161, comma 6, legge fall. è introdotto dal ricorso di cui al primo e sesto comma della norma e non dal deposito del piano, con la conseguenza che  il deposito della domanda di concordato "con riserva" determina di per sé, immediatamente ed a prescindere dal deposito del plano, tutta una serie di effetti tipici della procedura concordataria per cui non può certo negarsi che essa introduca una procedura di concordato, fattispecie a formazione progressiva in cui il deposito del piano rappresenta solo uno degli elementi costitutivi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Soglia minima di pagamento dei creditori chirografari - Applicazione al concordato con continuità aziendale indiretta - Esclusione
L’esonero dal pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari si applica anche al concordato con continuità aziendale cd. indiretta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 13 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Soglia minima di pagamento dei creditori chirografari - Applicazione al concordato con continuità aziendale indiretta - Esclusione
Il concordato preventivo il quale preveda la continuità aziendale e nel contempo la liquidazione di beni non funzionali all’esercizio dell’impresa potrà beneficiare dell’esenzione dall’obbligo del pagamento della soglia minima dei creditori chirografari di cui all’articolo 160, ultimo comma, legge fall. qualora i creditori chirografari vengano pagati esclusivamente con il ricavato derivante dalla prosecuzione dell’attività di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 13 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Soglia minima del 20% di pagamento dei creditori chirografari - Interpretazione del termine di pagamento - Utilizzo del denaro quale strumento normale di adempimento delle obbligazioni pecuniarie
Il termine "pagamento" contenuto nel quarto comma dell'articolo 160 legge fall., introdotto dal d.L. 83/2015, deve essere interpretato nel senso che il debitore si deve obbligare al pagamento monetario dell'importo del 20% del complessivo ammontare dei crediti chirografari, non essendo consentita la loro soddisfazione in altro modo se non per quanto riguarda la eventuale eccedenza rispetto a detta percentuale che il debitore libero di offrire. Depone in favore di questa interpretazione il chiaro e per nulla ambiguo tenore letterale della disposizione, giacché il termine "pagamento" ha un suo significato tecnico preciso, in alcun modo equivalente al concetto di "soddisfacimento" e che riconduce senza incertezze al denaro il quale, ai sensi dell'articolo 1277 c.c., costituisce lo strumento normale di adempimento delle obbligazioni pecuniarie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Inammissibilità
In assenza di apposita previsione normativa, deve ritenersi inammissibile il concordato di gruppo ove vi sia confusione tra le masse attive e passive delle società coinvolte e ciò anche nell’ipotesi in cui la proposta rimetta al tribunale il compito di procedere alla separazione delle rispettive procedure e di assumere separati provvedimenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 31 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Concordato misto - Disciplina applicabile della componente prevalente
Nel concordato “misto" dovrà applicarsi la disciplina della componente prevalente, da ritenersi preferibile anche in considerazione delle recenti modifiche apportate all’art. 160 legge fall. in tema di percentuale di pagamento da assicurare ai creditori chirografari; in proposito va precisato che, nel concordato con continuità aziendale, la percentuale offerta ai creditori chirografari deve essere oggetto di un vero e proprio impegno vincolante alla prestazione agli stessi offerta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Elementi del piano sottoposti a condizione sospensiva - Omologa del concordato - Inammissibilità
È inammissibile la proposta di concordato preventivo che si fondi su un contratto preliminare di cessione dell’azienda, sull’apporto di finanza esterna o su altri benefici volti a favorire la realizzazione del piano, la cui efficacia sia sottoposta alla condizione sospensiva dell’omologa del concordato entro un termine troppo breve. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 22 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Entrata in vigore del D.L. 83/2015 - Modifica della proposta - Nuova proposta di concordato - Distinzione - Disciplina applicabile
La modifica di una proposta di concordato preventivo introdotto con ricorso depositato anteriormente all'entrata in vigore del D.L. 83/2015 deve essere attentamente valutata onde verificare se la stessa si risolva in una semplice modifica ovvero dia luogo ad una nuova domanda di concordato che, come tale, dovrà essere regolata dalla nuova disciplina. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Applicazione della disciplina di cui al decreto legge 83 del 2015 - Concordato con riserva depositato in data precedente - Piano e documentazione depositata in data successiva
Solamente con il deposito della proposta e del piano l'imprenditore "introduce" la procedura di concordato preventivo. (Il Tribunale ha ritenuto di dover applicare da disciplina del decreto legge 83 del 2015 in quanto l'imprenditore aveva presentato il ricorso ex articolo 161, comma 6, legge fall. in data anteriore all'entrata in vigore della nuova normativa ed il piano e la documentazione in data successiva). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 01 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Caratteristiche - Applicazione alle ipotesi di affitto d'azienda e successiva cessione - Esclusione
Il concordato con continuità aziendale implica una sopportazione del rischio di impresa da parte dei creditori concorsuali, la quale può giustificarsi e sussistere solo nell'ipotesi in cui l'impresa sia gestita dall'imprenditore e la gestione continui a presentare dei parametri di aleatorietà per i creditori concordatari. Deve, pertanto, essere esclusa l'applicazione della disciplina del concordato con continuità aziendale qualora il piano preveda l'affitto dell'azienda quale strumento di transito verso il successivo trasferimento a terzi della stessa. (Nel caso di specie, il Tribunale, in applicazione della disciplina introdotta dal decreto legge 83 del 2015, ha ritenuto necessario che fosse assicurato ai creditori chirografari il soddisfacimento di almeno il 20% dei loro crediti). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 01 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Requisito del pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Interpretazione del termine assicurare
Il quarto comma del novellato articolo 160 legge fall. deve essere letto nel senso che in ogni caso il debitore deve proporre fondatamente il pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari laddove per fondatamente deve intendersi una prospettazione a metà strada fra il concetto di garanzia e quello della ragionevole previsione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Requisito del pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Poteri di verifica del tribunale - Oggetto
Per effetto dell'introduzione del requisito del pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari, il potere del tribunale è limitato alla verifica che la proposta contenga l'assicurazione di detto soddisfacimento sulla base di un piano che non possa essere qualificato come manifestamente inidoneo a raggiungere tale obiettivo, trattandosi di una verifica della conformità della proposta al modello normativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Distinzione delle singole masse - Partecipazione di imprese con sede nel circondario dello stesso tribunale - Ammissibilità - Fattispecie - Conferimento delle aziende in società in accomandita semplice
La problematica in ordine all'ammissibilità del concordato di gruppo deve ritenersi limitata agli aspetti procedurali, con particolare riferimento alla conformazione del voto in sede di adunanza dei creditori ed alla competenza territoriale del tribunale; deve, pertanto, ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese dove vengano tenute distinte le attività e le passività di ogni singola impresa del gruppo, così da consentire ad ogni creditore di verificare la propria posizione creditoria e l'impatto della proposta sul soddisfacimento della stessa, e dove le società proponenti abbiano tutte sede nel circondario dello stesso tribunale e risultino altresì in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, legge fall.

Nel caso di specie, le società proponenti il concordato hanno conferito le proprie aziende in una società in accomandita semplice costituita allo scopo di presentare un ricorso per concordato preventivo con conservazione e continuità dell'attività delle singole imprese; la costituzione di detta società è stata sottoposta alla condizione risolutiva della mancata definitiva omologazione del concordato e l'atto di conferimento di ogni azienda prevede espressamente il mantenimento dell'autonomia organizzativa e contabile di ciascuna di esse nonché l'acquisizione della partecipazione nella conferitaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 05 Gennaio 2016.


Concordato preventivo – Declassamento in chirografo del credito di rivalsa iva ex art. 2758 c.c. – Perizia di stima ex art. 160 secondo comma l. fall. – Necessità – Esclusione – Condizioni – Giacenze di beni sui quali insiste il privilegio non identificati né identificabili – Sufficienza
E’ legittima la proposta che declassa a chirografo i crediti da rivalsa iva senza alcuna relazione ex art. 160 secondo comma l. fall. ove la proponente ritenga insussistenti i presupposti di fatto necessari per il riconoscimento del privilegio in quanto le giacenze di magazzino risultano costituite da beni non identificati né identificabili, attesa dunque la carenza delle condizioni per procedere ad alcuna relazione giurata. Ai fini del riconoscimento del privilegio di rivalsa iva, è dunque necessario che il bene sia presente nel patrimonio del debitore e riferibile alle fatture non pagate e non a precedenti cessioni. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 24 Dicembre 2015.


Concordato preventivo – Declassamento in chirografo del credito di rivalsa iva ex art. 2758 c.c. – Contestazione della data di riferimento della perizia di stima ex art. 160 secondo comma l. fall. – Questione  attinente la convenienza economica della proposta – Sussistenza
Con riferimento al privilegio del credito di rivalsa iva ex art. 2758 c.c. da riconoscere nei limiti del valore delle giacenze, la doglianza relativa alla data presa a riferimento per la stima del magazzino ex art 160 secondo comma l. fall. (nella specie, non al momento della proposta concordataria ma ad una data successiva), è questione relativa alla convenienza ed alla fattibilità economica e non giuridica del concordato, come tale demandata al giudizio esclusivo del ceto creditorio. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 24 Dicembre 2015.


Concordato preventivo – Irregolarità contabili pregresse – Rilevanza ai fini della revoca dell’ammissione ex art. 173 l. fall. – Esclusione – Condizioni – Esposizione corretta nella domanda di concordato – Sufficienza
In riferimento ad operazioni gestorie potenzialmente pregiudizievoli poste in essere dall’organo amministrativo anteriormente alla presentazione del concordato, va escluso il carattere decettivo del comportamento del debitore, ai fini dell’art. 173 l. fall., ogni qual volta egli abbia dato conto in merito a dette operazioni in sede di ammissione al concordato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 24 Dicembre 2015.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Natura mista del piano concordatario - Soddisfacimento dei creditori in prevalenza con il ricavato dalla liquidazione
La natura "mista" del piano concordatario non esclude che il concordato debba essere comunque considerato con continuità aziendale, anche quando il soddisfacimento dei creditori avvenga in prevalenza con il ricavato della liquidazione di tutti i cespiti mobiliari o immobiliari che non risultino funzionali all'esercizio dell'impresa. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 23 Dicembre 2015.


Concordato preventivo – Regola del pagamento del 20% dell'ammontare dei crediti chirografari – Valenza quale criterio interpretativo della disciplina previgente – Esclusione
Il nuovo disposto dell'art. 160, ultimo comma, l. fall., che prevede che la proposta di concordato, qualora non sia riconducibile al disposto dell' art. 186-bis l. fall., debba assicurare il pagamento di almeno il 20% dell' ammontare dei crediti chirografari, riguarda solamente i procedimenti di concordato preventivo introdotti successivamente all'entrata in vigore della legge di conversione 6 agosto 2015 n. 132 e non può quindi essere applicata a procedure di concordato avviate prima (nella specie, con ricorso di concordato “pieno” depositato il 18 febbraio 2015).
La nuova regolamentazione non può essere nemmeno utilizzata per una diversa interpretazione della disciplina previgente, al fine di introdurre ora soglie minime di soddisfazione da applicarsi nelle procedure concordatarie iniziate sotto il vigore della normativa anteriore, atteso che una simile operazione, oltre a violare il generale principio previsto dall' art. 11 delle preleggi, costituirebbe una chiara violazione delle disposizioni transitorie contenute nella recente novella.

(Fattispecie relativa a opposizione all’omologazione di concordato preventivo prevedente una percentuale di soddisfazione per i creditori privilegiati degradati per incapienza dell' attivo pari al 2,7%, con rigetto dell’eccezione di carenza di causa del concordato). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 04 Dicembre 2015.


Concordato preventivo - Pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari - Interpretazione - Preciso impegno obbligatorio dell'imprenditore - Requisito di ammissibilità - Verifica da parte del commissario giudiziale
La disposizione introdotta all'ultimo comma dell'articolo 160 legge fall., secondo la quale “in ogni caso la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari”, si interpreta nel senso dell’assunzione di un preciso impegno obbligatorio dell’imprenditore in crisi a cedere tutti i propri beni ai creditori purché il compendio attivo consenta il soddisfacimento del ceto creditorio privo di cause di prelazione in misura non inferiore al nuovo limite minimale di ammissibilità introdotto; del resto, che non si tratti di una semplice prospettazione, ma di un vero e proprio impegno soggetto a verifica da parte del commissario giudiziale, risulta, oltre che dal collegamento della nuova disposizione con l’utilità “specifica” che il debitore deve necessariamente impegnarsi ad assicurare in forza del novellato art. 161, comma 2, lett. e), dall’apertura tranchant della disposizione “In ogni caso”: trattasi infatti di elementi testuali rilevanti, destinati a saldarsi altresì con l’argomento teleologico fornito dalla relazione di accompagnamento alla riforma, secondo cui la modifica ha “la finalità di evitare che possano essere presentate proposte per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo che lascino del tutto indeterminato e aleatorio il conseguimento di un’utilità specifica per i creditori”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Applicazione delle nuove disposizioni di cui al D.L. 83/2015 ed alla legge di conversione 132/2015 - Procedimenti introdotti con ricorso sensi dell'art. 161, comma 6, l.f. depositato prima del 21 agosto 2015 - Esclusione
Le nuove disposizioni di cui al D.L. 83/2015 ed alla legge di conversione 132/2015 non si applicano ai procedimenti di concordato preventivo ove il ricorso, anche con riserva ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fall., sia stato depositato prima del 21 agosto 2015. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Sindacato del giudice - Limitazione alla fattibilità giuridica - Presupposto - Attestazione del professionista - Caratteristiche - Prognosi seria di adempimento - Formulazione di motivata idoneità del piano al raggiungimento dei risultati esposti dal debitore - Manifestazione dell'iter logico tecnico, metodologico e giuridico - Necessità
La limitazione del sindacato del giudice al solo profilo della fattibilità giuridica del piano e la devoluzione ai creditori del giudizio circa la sua fattibilità economica presuppongono e richiedono la sussistenza di una idonea preventiva attestazione di realizzabilità del piano nell'ambito della quale al professionista viene domandata una valutazione che, pur espressa secondo la propria perizia ed esperienza e pur articolandosi in una congettura, deve tuttavia esprimere una prognosi seria di adempimento nel raffronto tra le componenti essenziali del programma e la situazione economico-patrimoniale dell'impresa. Il giudizio da lui espresso si risolve, pertanto, in una formulazione di motivata idoneità del piano al raggiungimento di risultati esposti dal debitore ed in un'analisi di dettaglio che dia conto dei criteri usati, con la precisazione che, come per la veridicità dei dati aziendali, anche nella prognosi di fattibilità l'esperto deve indicare in modo non generico i tempi e i modi di raggiungimento del risultato prospettato e gli strumenti di verifica dell'obiettivo, rendendo manifesto l'iter logico tecnico, metodologico e giuridico seguito nei riscontri documentali, nelle sue attestazioni, nei suoi giudizi professionali e nelle sue conclusioni, non potendo egli limitarsi a recepire acriticamente i dati contabili dell'imprenditore ma dovendo effettuare una dinamica approfondita delle conclusioni valutative espresse nel piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Cessione dei beni - Attestazione del professionista - Caratteristiche
Nell'ambito di un concordato preventivo incentrato sulla cessione dei beni, il punto focale dell'attestazione del professionista è rappresentato dalla stima del presumibile valore di realizzo dei beni da liquidare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Articolo 160 L.F. - Deroga al principio della parità di trattamento dei creditori - Formazione delle classi - Destinazione di beni ad alcuni creditori soltanto - Illegittimità
Se è vero che l'articolo 160 legge fall., nella misura in cui consente un trattamento differenziato per le varie classi di creditori, comporta una deroga all'articolo 2741 c.c., è altrettanto vero che il prevedere una ripartizione percentualmente differenziata di un'unica massa attiva non significa destinare determinati beni esclusivamente ad alcuni creditori o secondo un meccanismo del tutto sovrapponibile a quello del privilegio ipotecario o speciale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Fallimento procedure concorsuali - Costituzione pattizia di un privilegio al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge - Nullità
La costituzione pattizia di un privilegio di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge deve ritenersi nulla per violazione del combinato disposto degli articoli 2741 e 2745 c.c. ed inidonea a giustificare l'ammissione del credito al passivo del fallimento del debitore in via privilegiata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Falcidia del credito privilegiato capiente - Presupposti - Accettazione da parte del creditore falcidiato - Mancanza dell'accettazione - Pagamento integrale dei crediti privilegiati - Necessità
La falcidia del credito erariale privilegiato non è paragonabile alla falcidia di qualsiasi credito chirografario: la seconda falcidia è un effetto diretto dell’approvazione del concordato da parte della maggioranza dei creditori, cosicché anche la minoranza dissenziente ne subirà le conseguenze; al contrario, la falcidia del credito privilegiato “capiente” (privilegiato generale o speciale) è ammissibile solo in quanto accettato dal creditore falcidiato: in assenza di tale assenso la falcidia del credito privilegiato e la contestuale soddisfazione dei creditori chirografari viola la regola dell’art. 160, comma 2 , legge fall. e le regole in tema di cause di prelazione dei crediti, in base alle quali il concordato deve pagare integralmente i crediti privilegiati e non può pagare i creditori chirografari con sostanze della proponente se non abbia prima integralmente soddisfatto il monte crediti privilegiato.
(Nel caso di specie, la proponente aveva prospettato ai creditori il pagamento in via chirografaria del debito erariale privilegiato per l'ipotesi in cui l'erario avesse espresso voto sfavorevole alla transazione fiscale; il Tribunale, constatata la capienza del debito in questione e ritenendo che lo stesso dovesse essere pagato integralmente in quanto privilegiato, ha constatato la mancanza di risorse per la soddisfazione dei creditori chirografari). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Informazione dei creditori - Rilevanza - Modalità e momenti di espressione nell'ambito del procedimento di concordato
L'informazione dei creditori, la quale assume nella costruzione generale dell'istituto concordatario valore essenziale, giacché il voto dei creditori è idoneo a condizionare la minoranza dissenziente, può valere quale pilastro dello strumento a condizione che si tratti di un voto informato, trova plurime sedi di espressione nel procedimento di concordato; essa viene in primo luogo fornita dal proponente ed attuata mediante la trasmissione della proposta ai creditori da parte del commissario giudiziale secondo le indicazioni fornite dal tribunale quando pronuncia il provvedimento di ammissione; una successiva informazione "terza" viene poi assicurata dal commissario giudiziale nella relazione ex articolo 172 legge fall. ed una ulteriore informazione dei creditori può aver luogo in sede di adunanza ex articolo 175 legge fall., alla quale il proponente deve obbligatoriamente presenziare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Previsione di pagamento di un debito come privilegiato - Mancata indicazione dei beni oggetto del privilegio speciale - Mancanza della relazione ex art. 160, comma 2, l.f. per giustificare la falcidia del debito - Pagamento integrale - Necessità
Nell'ipotesi in cui il piano di concordato preveda il pagamento di un debito in via privilegiata ma nulla riferisca in ordine ai beni oggetto del privilegio speciale né alleghi una relazione ex art. 160, comma 2, legge fall. al fine di giustificarne il pagamento falcidiato, il debito in questione va necessariamente pagato integralmente (Cass. 24970/2013). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Qualificazione dei crediti - Natura privilegiata pretermessa - Facoltà del creditore di invocarla anche dopo l'omologa del concordato - Necessità dell'iniziativa del creditore per crediti per i quali debbano essere dimostrati i requisiti di fatto per il riconoscimento del privilegio - Distinzione rispetto ai crediti per i quali la natura privilegiata o meno dipende dalla mera applicazione della norma di legge
Nel procedimento di concordato, il debitore espone tutti i propri debiti e spiega come intende pagarli ed il tribunale deve d’ufficio valutare la corretta qualificazione di quei crediti, la legittima modalità di pagamento e la fattibile prospettiva di soddisfazione. In ordine alla corretta qualificazione dei crediti va del resto sottolineato come la natura privilegiata eventualmente pretermessa in sede di ammissione possa essere invocata dal creditore anche dopo l’omologa del concordato, non ricorrendo nella procedura concorsuale in esame la preclusione connessa all’accertamento dei crediti: ecco perché il fatto che in sede di preammissione il creditore abbia invocato una determinata qualificazione del credito non appare dirimente, ben potendo ridiscutersi la questione anche in fase successiva e dovendo comunque il concordato garantire adeguata capienza. Il problema dell’iniziativa del creditore può quindi porsi solo per quei crediti per i quali debbano essere dimostrati i requisiti di fatto per il riconoscimento del privilegio (es. privilegio artigiano), ma non per quei crediti ove la natura privilegiata o meno dipende dalla mera applicazione di una norma di legge.
Cosicché di fronte ad un credito privilegiato mobiliare speciale, ove il debitore proponente non deduca ed attesti l’inesistenza dei beni su cui insiste il privilegio, in fase di ammissione e poi di adunanza è il tribunale che d’ufficio deve verificare che il credito sia trattato come privilegiato e gli sia assicurata integrale soddisfazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Natura di vero e proprio procedimento concorsuale - Sussistenza
La presentazione della domanda di concordato preventivo con riserva di produzione della documentazione comporta l'instaurazione di un regime concorsuale nell'ambito del quale si inserisce il successivo decreto di ammissione alla procedura che fa retroagire gli effetti al momento di presentazione del ricorso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 04 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Presentazione in data anteriore al D.L. 83/2015 - Applicazione della nuova disciplina - Esclusione
Le disposizioni di cui al decreto legge n. 83/2015, così come quelle di cui alla legge di conversione, non si applicano ai procedimenti per concordato preventivo introdotti, anche con ricorso cd. "con riserva", prima del 27 giugno 2015, data di entrata in vigore del citato decreto legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 04 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Credito vantato dalla società controllante - Postergazione
Il fatto che il principale credito chirografario sia vantato dalla società che controlla quella ammessa alla procedura di concordato impone di considerare il credito della prima come credito da finanziamento suscettibile di postergazione a norma dell'articolo 2467 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Crediti postergati - Distinzione dei creditori chirografari - Necessità
Comporta la violazione delle regole di formazione delle classi dei creditori la proposta di concordato che collochi nell'unica classe di creditori chirografari anche il credito da finanziamento soci postergato ai sensi dell'articolo 2467 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Novembre 2015.


Concordato con riserva - Idoneità della domanda ex articolo 161, comma 6, legge fall. ad introdurre il procedimento concordatario - Esclusione - Idoneità del ricorso prenotativo a comportare l'applicazione della disciplina anteriore alla legge di conversione 6 agosto 2015 n. 132 del decreto-legge 27 giugno 2015 n. 83 - Esclusione
Con la domanda di cui all'articolo 161, comma 6, legge fall. (cd. "concordato con riserva", "preconcordato", "prenotativo" o "in bianco") il debitore non introduce un procedimento concordatario, ma si riserva soltanto la possibilità di farlo in alternativa al deposito della domanda di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis legge fall., il che consente di affermare che la causa di questo tipo di domanda si risolve nella richiesta di un termine di riflessione protetto dalle iniziative dei creditori, causa, questa, diversa da quella che caratterizza il procedimento di concordato preventivo, il quale si apre con il completamento della fase prodromica e che provoca la decisione del tribunale ai sensi degli articoli 162 o 163 legge fall. (Il Tribunale, ha ritenuto che il deposito della domanda di cui all'articolo 161, comma 6, legge fall. non fosse idoneo a "prenotare" la "norma regolatrice" del procedimento e che, conseguentemente, al caso di specie, dovesse farsi applicazione delle nuove disposizioni introdotte dal D.L. 83/2015, già in vigore al momento del deposito della documentazione e del piano concordatari). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Regola del pagamento del 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Natura di norma generale applicabile ad ogni tipo di concordato - Concordato con continuità aziendale - Eccezione
La nuova disposizione introdotta al quarto comma dell'articolo 160 legge fall., la quale prevede che la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, ha natura di norma generale applicabile ad ogni tipo di concordato, fatta eccezione di quello con continuità aziendale di cui all'articolo 186-bis legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Pagamento del 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Interpretazione del termine pagamento - Soddisfazione - Equivalenza
Il termine "pagamento" contenuto nel nuovo quarto comma dell'articolo 160 legge fall., comma aggiunto dalla legge di conversione 6 agosto 2015 n. 132 del decreto-legge 27 giugno 2015 n. 83, deve essere inteso nel senso più generale di "soddisfazione". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Pagamento del 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Divieto di non alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione - Incidenza della regola sul trattamento dei creditori privilegiati soddisfatti non integralmente
La nuova disposizione, introdotta al quarto comma dell'articolo 160 legge fall. dalla legge 6 agosto 2015 n. 132 che ha convertito il decreto-legge 27 giugno 2015 n. 83, secondo la quale la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, è destinata ad incidere anche sul trattamento dei creditori privilegiati per i quali sia prevista una soddisfazione non integrale, in quanto una soddisfazione di detti creditori in misura complessivamente inferiore alla soglia minima del venti per cento avrebbe l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Pagamento del 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Applicazione al trattamento della singola classe - Esclusione - Rilevanza dell'ammontare dei crediti chirografari e non del singolo credito
La nuova regola introdotta al quarto comma dell'articolo 160 legge fall. dalla legge 6 agosto 2015 n. 132, che ha convertito il decreto-legge 27 giugno 2015 n. 83, secondo la quale la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, non si espande, nel concordato con classi, fino a condizionare il trattamento della singola classe tanto da imporre che per ciascuna classe la proposta debba necessariamente prevedere un pagamento non inferiore a detta soglia; depone a favore di questa interpretazione non solo il principio di ragionevolezza, per il quale è ragionevole prevedere un trattamento minimo per una classe composta ad esempio da creditori muniti di garanzie esterne, ma anche la lettera stessa della norma che si riferisce espressamente allo "ammontare" dei crediti chirografari e non già al singolo credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Soglia minima del 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Eccezione per il concordato con continuità aziendale - Realizzazione della causa in concreto del concordato - Percentuale minima del 5%
L'eccezione alla regola generale contenuta nel nuovo quarto comma dell'articolo 160 legge fall., aggiunto dalla legge 6 agosto 2015 n. 132, che ha convertito il decreto-legge 27 giugno 2015 n. 83, secondo la quale la soglia minima del venti per cento di soddisfazione dell'ammontare dei crediti chirografari non si applica al concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186-bis legge fall., non consente comunque di proporre ai creditori una percentuale irrisoria; pertanto, affinché possa dirsi realizzata la causa in concreto del concordato, la percentuale prevista per la soddisfazione dei creditori chirografari non potrà essere inferiore al cinque per cento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato misto liquidatorio e con continuità aziendale - Disciplina applicabile - Soglia minima del 20% ai creditori chirografari - Criterio della prevalenza
Nell'ipotesi di concordato cd. misto, liquidatorio e con continuità aziendale, onde evitare il ricorso abusivo alla continuità aziendale al solo scopo di aggirare la regola della soglia minima di pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, dovrà farsi applicazione del criterio della prevalenza, per cui si dovrà ritenere applicabile la regola di cui al quarto comma, primo periodo dell'art. 160 legge fall. ogni qual volta il ricavato dalla liquidazione dei beni estranei al segmento della continuità rappresenti la quota principale dell'attivo concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Indicazione dell'utilità che il debitore si obbliga ad assicurare a ciascun creditore - Promessa di una determinata percentuale del credito - Esclusione - Utilità ceduta i creditori - Misura della soddisfazione ottenibile - Distinzione
La nuova previsione di cui all'articolo 161, comma 2, lett. e) legge fall., secondo la quale il debitore che propone il concordato deve indicare le utilità che si obbliga ad assicurare a ciascun creditore, deve essere interpretata nel senso per cui l'oggetto dell'obbligazione non si risolve, salvo espressa indicazione in tal senso, in una individuata percentuale del credito, bensì nell'utilità assicurata ai creditori che in un concordato con cessione dei beni sarà costituita dai beni messi a disposizione, posto che una cosa è l'utilità ceduta, altra cosa è la misura della soddisfazione da essa ottenibile, rispetto alla quale, in assenza di espressa obbligazione in tal senso, non vi è impegno da parte del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Soglia del 20% ai creditori chirografari - Indicazione dell'utilità assicurata a ciascun creditore - Interpretazione del termine "assicurare" - Obbligo di garanzia - Esclusione - Mera previsione probabilistica - Esclusione - Proposta che appaia fondata del pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari
Le modifiche apportate dal decreto-legge 27 giugno 2015 n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015 n. 132, agli articoli della legge fallimentare 160, comma 4, (che prevede la soglia minima del venti per cento di pagamento dell'ammontare dei crediti chirografari) e 161, comma 2, lett. e), (secondo la quale il debitore che propone il concordato deve indicare le utilità che si obbliga ad assicurare a ciascun creditore), comportano che la soglia minima di accesso a qualsivoglia tipologia di concordato, con esclusione di quelli nei quali sia prevalente la continuità aziendale, non stia più nella previsione di un pagamento o soddisfazione di almeno il venti per cento dei crediti chirografari o di quelli privilegiati falcidiati, ma consista nella assicurazione di un tale livello di soddisfazione, con la precisazione che il termine "assicurare", pur non potendo essere inteso nel senso di "garantire", seppur relativo a valutazioni prognostiche, non si identifica con una mera previsione probabilistica; la disposizione contenuta nel quarto comma del citato articolo 161 deve, pertanto, essere letta nel senso che in ogni caso il debitore deve proporre "fondatamente" il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato con continuità aziendale - Formulazione della proposta - "Assicurazione" della percentuale di soddisfazione
Anche nel concordato con continuità aziendale, così come nel concordato in generale, la proposta, seppure non vincolata dalla soglia legale di accesso di cui all'articolo 160, comma 4, legge fall., deve essere formulata in termini di "assicurazione" della percentuale di soddisfazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 6 agosto 2015 n. 132 di conversione del d.l. 27 giugno 2015 n. 83 - Verifica del presupposto della assicurazione della percentuale minima offerta ai creditori - Giudizio di merito del tribunale sul requisito della assicurazione della percentuale offerta - Ammissibilità - Valutazione riservata ai creditori della concreta prospettiva realizzatoria
La necessità, conseguente alle modifiche introdotte dalla legge 6 agosto 2015 n. 132 di conversione del decreto-legge 27 giugno 2015 n. 83, di una formulazione della proposta concordataria in termini di "assicurazione" della percentuale offerta ai creditori e, quindi, in termini più certi rispetto a quelli di mera previsione che hanno caratterizzato la disciplina previgente, consente al tribunale di esprimere un giudizio di merito in ordine alla rispondenza della assicurazione data dal debitore alla concreta prospettiva realizzatoria, valutazione, quest'ultima, che attiene alla fattibilità economica della proposta e che dovrà essere attestata dal professionista ai sensi dell'articolo 161, comma 3, legge fall. e la cui valutazione finale compete ai creditori, anche nell'ipotesi in cui, nel corso della procedura, il commissario giudiziale offra ricostruzioni alternative e diverse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 29 Ottobre 2015.


Postergazione - Crediti derivanti da forniture effettuate dal socio in periodo di squilibrio - Natura postergata - Sussistenza - Fattispecie
Ha natura postergata ex articolo 2467 c.c. il credito derivante da prestazioni di beni o di servizi effettuate dal socio in un periodo in cui la società versava in situazione di squilibrio finanziario, tanto che sarebbe stato ragionevole un conferimento, ovvero in una situazione di eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto.
(Nel caso di specie, i) le forniture che hanno dato origine al credito - che il tribunale ha ritenuto costituisse un finanziamento indiretto effettuato dai soci - erano state effettuate in un periodo in cui i soci avevano deliberato la messa in liquidazione della società, dando atto della perdita del capitale al di sotto del minimo di legge nonché di precedenti confronti informali sulla questione, ed avevano, inoltre, affittato d'azienda ad un terzo; oltre al fatto che le forniture erano quantitativamente di gran lunga superiori rispetto a quelle dell'anno precedente; ii) il piano prevedeva l'ipotesi alternativa dell'apporto di finanza esterna per l'ipotesi in cui al credito in questione fosse stata riconosciuta la natura postergata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 23 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Applicazione delle disposizioni di cui al decreto legge n. 83 del 2015 - Regime transitorio - Procedimenti introdotti dopo l'entrata in vigore del decreto legge - Interpretazione - Concordato con riserva - Esclusione
Per procedimenti di concordato preventivo introdotti dopo l'entrata in vigore del d.l. 83/2015 di cui alla disposizione transitoria contenuta nell'art. 23 del medesimo decreto legge devono intendersi anche quei procedimenti instaurati con la domanda di concordato con riserva ai sensi dell'art. 161, comma 6, legge fall., ove il deposito della proposta, del piano e della relativa documentazione, costituisce una semplice evoluzione o integrazione che non comporta l'introduzione di un nuovo e diverso procedimento.
Depongono in tal senso i seguenti rilievi:
- l'art. 161, comma 6, legge fall. si riferisce in modo inequivoco alla domanda di concordato: "L'imprenditore può depositare il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo entro un termine fissato dal giudice..."
- è vero che il cd. preconcordato può approdare anche ad un accordo di ristrutturazione dei debiti, ma, nel prevedere tale ipotesi, il comma 6 dell'art. 161 citato prescrive il deposito di una "domanda ai sensi dell'articolo 182-bis, primo comma..." mentre, nel caso in cui il concordato con riserva sfoci in una proposta concordataria, non è richiesto il deposito di alcuna nuova domanda, bensì soltanto della proposta, del piano e della relativa documentazione;
- nello stesso senso depone, significativamente, il nuovo testo dell'art. 182-quinquies, che, per l'ipotesi di richiesta di autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili presentata in fase di preconcordato, prevede che l'autorizzazione può essere concessa "anche prima del deposito della documentazione di cui all'articolo 161, commi secondo e terzo", anche qui non richiedendo il deposito di una domanda di concordato;
- la pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese è prevista una sola volta, anche se il ricorso che la contiene è presentato ai sensi dell'art. 161, comma 6, e dalla relativa data decorrono i termini delle revocatorie ove al concordato faccia seguito la dichiarazione di fallimento (art. 69-bis);
- gli effetti della domanda di concordato decorrono poi in ogni caso dalla data della sua presentazione, sia nel caso di ricorso presentato a mente del comma 1 che in quello di ricorso depositato ai sensi del comma 6, (art 169);
- l'art. 161, comma 6, sul presupposto teorico della distinzione fra domanda, proposta e piano, già da tempo predicata dalla dottrina, ha inteso anticipare alla presentazione della sola domanda di concordato (della richiesta cioè diretta al tribunale, con cui l'imprenditore chiede che la regolazione della crisi di impresa venga accertata e legittimata mediante lo strumento concordatario) la produzione degli effetti protettivi propri dell'istituto, e sulla base dello stesso presupposto la giurisprudenza di merito ha unanimemente riferito al momento della presentazione del ricorso di concordato con riserva la verifica della sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi per l'accesso alla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 15 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Inammissibilità - Ragioni - Fattispecie
Allo stato attuale della legislazione, non può ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese, posto che: i) la competenza territoriale del tribunale fallimentare stabilita dagli articoli 9, 161 e 195 L.F. ha natura inderogabile; ii) il concordato deve riguardare individualmente le singole società del gruppo; iii) il concordato preventivo della società non si estende ai soci illimitatamente responsabili, i quali beneficiano soltanto dell'effetto esdebitatorio, ai sensi dell'articolo 184, comma 2, L.F. unicamente per i debiti sociali, non per quelli personali di ciascuno di loro; iv) in presenza di un concordato di diverse società legate da rapporti di controllo, anche ove soggette a direzione unitaria, occorre tenere distinte le masse attive e passive, le quali conservano la loro autonomia giuridica, dovendo restare separate le posizioni debitorie e creditorie delle singole società; v) sul piano procedimentale, le maggioranze per l'approvazione del concordato devono essere calcolate in riferimento alle singole imprese del gruppo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Ottobre 2015, n. 20559.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Predisposizione del piano concordatario - Differenziazione rispetto ai creditori chirografari - Creazione di apposita classe - Necessità
Il creditore postergato non può essere inserito nel piano di concordato di cui facciano parte anche altri creditori chirografari in posizione indifferenziata rispetto ad essi, ossia senza che il postergato venga inserito in apposita classe che ne preveda e rispetti il trattamento disomogeneo rispetto agli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Creditori postergati - Trattamento - Divieto di alterazione delle cause legittime di prelazione
È illegittima una proposta di concordato che destini parte delle risorse dell'attivo concordatario al pagamento dei creditori postergati in danno dei chirografari, senza che un'eventuale approvazione maggioritaria della stessa, con o senza classi, possa valere a sanare il vulnus all'articolo 2467 c.c., traducendosi una tale proposta in una violazione del disposto dell'articolo 160, comma 2, legge fall, a mente del quale in nessun caso il trattamento stabilito per ciascuna classe può avere l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione, disposizione nella quale ben può farsi rientrare l'articolo 2467 c.c., inteso come una forma di privilegio in negativo o anti-privilegio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Concordato preventivo – Crediti per IVA e per ritenute d'acconto operate e non versate – Falcidia – Ammissibilità
Sulla base di quanto ha statuito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la recentissima sentenza ECLI:EU:C:2016:206 del 7 aprile 2016 non è incompatibile con l'ordinamento italiano una falcidia dell'IVA in sede concordataria ed a maggior ragione, lo stesso ragionamento deve valere per le "ritenute" citate nell'art. 182-ter, non avendo esse neppure quel rilievo Europeo che aveva portato la Cassazione a escludere la falcidiabilità concordataria dell'IVA. Da ciò consegue che la non falcidiabilità di IVA e ritenute deve essere confinata nell'ambito della transazione fiscale, e dunque la legittimità della falcidia in assenza di transazione fiscale che è solo facoltativa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2015.