Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 160 ∙ (Presupposti per ammissione alla procedura )


Falcidia dei creditori privilegiati e continuità aziendale
Tutte le MassimeCassazione
La proposta deve contemplare tutti i creditiCausa concretaRiconoscimento di debitoMancata indicazione dei beni oggetto del privilegioConcordato di gruppoOfferta condizionataCreditori postergatiCredito di rivalsa ivaContenuto attestazioneDestinazione di beni ad alcuni creditori soltantoApporto dei soci illimitatamente responsabiliAccordi stipualti con singoli crediori, patti para-concordatariSoddisfazione con mezzi diversi dal denaroStato analitico delle attivitàRetrocessione dell'azienda

Le classi
Criteri di formazione delle classi
Sindacato del tribunale sulla formazione delle classiOmogeneita' di posizione guridica e di interessi economici

Il pagamento di almeno il 20% dei crediti chirografari
Natura della disposizione
Interpretazione del termine assicurareInterpretazione del termine pagamentoAmmontare dei crediti chirografariEffetti sui crediti privilegiatiConcordato con continuità aziendaleConcordato cd. misto liquidatorio e con continuità aziendaleAffitto di azienda finalizzato alla successiva cessioneUtilità da assicurare a ciascun creditoreSindacato del tribunaleModifica della propostaRegime transitorio

Crediti privilegiati
Iva e ritenute operate e non versate
Relazione giurataRispetto dell'ordine delle cause di prelazioneFinanza esterna e rispetto dell'ordine delle cause di prelazioneSurplus derivante dalla continuazione dell'attività o dalla liquidazione concordataria e rispetto dell'ordine delle cause di prelazioneTerzo datore di ipotecaCrediti privilegiati capientiConcorso dei creditori privilegiati con i creditori chirografari per la parte di credito non soddisfattaFalcidia dei creditori privilegiati e continuità aziendale


Falcidia dei creditori privilegiati e continuità aziendale

Concordato preventivo - Continuità aziendale - Destinazione dei flussi ricavabili dalla prosecuzione dell’attività - Applicazione delle norme di cui agli artt. 2740 e 2741 c.c.
Nel concordato preventivo con continuità aziendale, tutte le risorse, anche quelle ricavabili dalla prosecuzione dell’attività, devono essere destinate alla soddisfazione dei creditori nel rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione.

Tale principio si ricava dalla corretta applicazione delle norme di cui agli artt. 2740 e 2741 c.c., secondo le quali il debitore risponde dei debiti con i tutti i propri beni anche futuri, e tenendo presente che le norme di cui all’art. 160 legge fall., che consentono la falcidia dei creditori incapienti, vanno interpretate nel rispetto del principio sopra richiamato, tenendo come riferimento non il patrimonio del debitore quale ricavabile dalla liquidazione fallimentare, bensì quello ricostruito in sede concordataria, compressivo, dunque, anche delle entrate future derivanti dalla prosecuzione dell’attività, posto che queste risorse altro non sono che il prodotto della trasformazione dei beni esistenti al momento della proposizione della domanda di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 24 Gennaio 2019.


Continuità aziendale - Creditori privilegiati - Degradazione al chirografo - Risorse derivanti dalla continuità aziendale - Finanza esterna
Le risorse liberate per mezzo dei ricavi generati dalla continuità aziendale non configurano attivo patrimoniale vincolato alla distribuzione secondo i principi di cui agli articoli 2740 e 2741 c.c.; la irreversibile degradazione al chirografo della quota incapiente dei crediti privilegiati non è, infatti, suscettibile di reversione volta che il debitore si sia avvalso della facoltà di soddisfare non integralmente detti crediti nei limiti consentiti dall’articolo 160, comma 2, legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Settembre 2016.