Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 160 ∙ (Presupposti per ammissione alla procedura )


Sindacato del tribunale
Tutte le MassimeCassazione
La proposta deve contemplare tutti i creditiCausa concretaRiconoscimento di debitoMancata indicazione dei beni oggetto del privilegioConcordato di gruppoOfferta condizionataCreditori postergatiCredito di rivalsa ivaContenuto attestazioneDestinazione di beni ad alcuni creditori soltantoApporto dei soci illimitatamente responsabiliAccordi stipualti con singoli crediori, patti para-concordatariSoddisfazione con mezzi diversi dal denaroStato analitico delle attivitàRetrocessione dell'azienda

Le classi
Criteri di formazione delle classi
Sindacato del tribunale sulla formazione delle classiOmogeneita' di posizione guridica e di interessi economici

Il pagamento di almeno il 20% dei crediti chirografari
Natura della disposizione
Interpretazione del termine assicurareInterpretazione del termine pagamentoAmmontare dei crediti chirografariEffetti sui crediti privilegiatiConcordato con continuità aziendaleConcordato cd. misto liquidatorio e con continuità aziendaleAffitto di azienda finalizzato alla successiva cessioneUtilità da assicurare a ciascun creditoreSindacato del tribunaleModifica della propostaRegime transitorio

Crediti privilegiati
Iva e ritenute operate e non versate
Relazione giurataRispetto dell'ordine delle cause di prelazioneFinanza esterna e rispetto dell'ordine delle cause di prelazioneSurplus derivante dalla continuazione dell'attività o dalla liquidazione concordataria e rispetto dell'ordine delle cause di prelazioneTerzo datore di ipotecaCrediti privilegiati capientiConcorso dei creditori privilegiati con i creditori chirografari per la parte di credito non soddisfattaFalcidia dei creditori privilegiati e continuità aziendale


Sindacato del tribunale

Concordato preventivo con cessione dei beni – Natura della percentuale di soddisfacimento minimo dei creditori chirografari – Sindacato demandato al Tribunale circa l’idoneità della proposta ad assicurare il soddisfacimento dei creditori chirografari nella percentuale minima
La previsione contenuta nell’art. 160, comma 4, l. fall. (aggiunto dall’ art. 4, comma 1, lett. a, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132), secondo cui la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, ha introdotto un ulteriore requisito di ammissibilità della domanda di concordato preventivo.

Ciò tuttavia non incide sull’estensione del sindacato del tribunale sulla proposta e sul piano di concordato preventivo, circoscritto alla verifica della fattibilità giuridica, intesa come verifica della non incompatibilità dello stesso con norme inderogabili mentre il controllo di fattibilità economica, intesa quale realizzabilità in concreto del piano  proposto dal debitore, è circoscritto nei limiti della verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Alla luce di tali criteri, la prospettiva che la liquidazione del patrimonio immobiliare di titolarità del debitore proponente non dia i risultati sperati, costituisce, una volta che il valore dei cespiti sia stato determinato sulla base di parametri prudenziali, una questione di fattibilità economica rimessa alla valutazione esclusiva del ceto creditorio. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Novembre 2018.


Concordato preventivo – Relazione di attestazione – Credito dell’attestatore – Inadempimento – Domanda di ammissione al passivo – Rigetto

Concordato preventivo – Percentuale minima

Deve essere integralmente rigettata la domanda di ammissione al passivo del credito relativo al compenso del professionista che abbia attestato il piano di concordato preventivo quando la relazione da lui redatta sia risultata del tutto inidonea ad attestare la fattibilità del piano e, dunque, a supportare la domanda di concordato.

[Nel caso di specie, l’attestazione, che pure nelle conclusioni dava atto della fattibilità del piano, nelle motivazioni anteponeva considerazioni che evidenziavano una incertezza assoluta sullo sviluppo della liquidazione, con la conseguenza che la domanda di concordato preventivo è stata dichiarata inammissibile anche per l'assenza di una adeguata attestazione di fattibilità del piano. Inoltre, nell’ambito di un piano la cui fattibilità dipendeva dagli apporti di un soggetto esterno, l’attestatore non aveva provveduto a verificare la correttezza e serietà delle valutazioni effettuate dal proponente circa la solvibilità dell’apportante e non ha rappresentato ai creditori che, mancando un impegno vincolante del medesimo, il liquidatore del concordato non avrebbe potuto agire per ottenerne l’adempimento.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, a seguito dell’introduzione della percentuale minima di soddisfazione del ceto chirografario (nel concordato liquidatorio) e dell’obbligo di assicurare una “utilità specifica ed economicamente valutabile” (per tutti i tipi di concordato), si impone, da parte del Tribunale, un vaglio più rigoroso delle condizioni di concreta fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Settembre 2018.


Concordato preventivo – Natura – Continuità aziendale o liquidatoria – Potere del tribunale di qualificare la domanda
Qualora appaia evidente che la fonte prevalente di soddisfazione dei creditori non sia costituita dai flussi derivanti dalla continuità aziendale, il tribunale (cui compete il potere di qualificare giuridicamente la domanda indipendentemente dalla qualificazione data dal proponente), ritenuta la natura liquidatoria del concordato, ne può dichiarare l’inammissibilità ai sensi dell’art. 173 l.fall. se non risulta assicurato il pagamento del venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Ottobre 2017.


Concordato preventivo – Sindacato del tribunale sulla causa concreta – Eventuale indisponibilità dell’immobile – Eventuale mancato rinnovo dell’autorizzazione amministrativa
Il sindacato del tribunale sulla effettiva realizzabilità della causa concreta della proposta di concordato preventivo può estendersi a fattori quali l’imminente scadenza del contratto di affitto di azienda, con conseguente eventuale indisponibilità dell’immobile ospitante la struttura aziendale, nonché l’eventualità del mancato rinnovo dell’accreditamento presso il servizio sanitario nazionale necessario per la prosecuzione dell’attività sanitaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Settembre 2017, n. 22691.


Concordato preventivo – Modifiche di cui al DL 83 del 2015 – Sindacato del tribunale – Fattibilità economica – Sussistenza
A seguito dell’introduzione, nel concordato liquidatorio, della percentuale minima di pagamento del venti per cento dell’ammontare complessivo dei creditori chirografari (art. 160, comma 4, legge fall.) e, con riferimento a tutti i tipi di concordato, dell’obbligo di assicurare un’utilità specifica ed economicamente valutabile (art. 161, comma 2, lett. e), la valutazione del giudice in ordine alla fattibilità del concordato preventivo  non è più limitata alla verifica della incompatibilità del piano con norme inderogabili (cd. fattibilità giuridica) od alla assoluta e manifesta inettitudine dello stesso a raggiungere gli obiettivi prefissati (cd. fattibilità economica); con le modifiche di cui al decreto legge n. 83 del 2015, sono stati, infatti, attribuiti al tribunale più penetranti poteri di indagine tra i quali, quello di verificare la fattibilità tout court del piano valutando tutti gli elementi a disposizione, senza alcun vincolo che non sia quello del canone del prudente apprezzamento di cui all’art. 116 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 26 Aprile 2017.


Concordato preventivo - Fattibilità giuridica ed economica - Distinzione - Esclusione

Concordato preventivo - Fattibilità - Sindacato del giudice - Sussistenza

La previsione di cui all’ultimo comma dell’art.160 legge fall. consente di ritenere superata la distinzione fra fattibilità giuridica ed economica, atteso che tale previsione attribuisce al tribunale  il potere di effettuare un controllo più approfondito sui requisiti di fattibilità economica del piano concordatario, reintroducendo una percentuale minima di soddisfazione dei chirografari per le ipotesi di concordato liquidatorio. (Mary Moramarco) (riproduzione riservata)

La fattibilità del piano concordatario costituisce un requisito di ammissibilità della procedura sul quale il giudice deve esercitare un sindacato diretto di merito. Pertanto il controllo deve investire il il suo oggetto per l'intero, non potendosi degradare a livello di “assoluta e manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obbiettivi prefissati. (Mary Moramarco) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 06 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari - Condizione di ammissibilità della proposta - Inidoneità del piano concordatario ad assicurare il pagamento del ceto chirografario nella percentuale minima di legge - Arresto della procedura
Il rispetto della norma di cui al quarto comma dell’art. 160 l.fall., la quale prescrive che la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, costituisce una vera e propria condizione di ammissibilità della proposta, ferma restando la teorica possibilità che il debitore prospetti un soddisfacimento ulteriore del chirografo con un pagamento in percentuali superiori a quella minima del venti per cento o con forme alternative di soddisfacimento, diverse dal pagamento, che tuttavia potranno solo essere esuberanti rispetto al pagamento del venti per cento, e mai sostitutive dello stesso.

Ne consegue che, ove dovesse ritenersi certa l’inidoneità del piano concordatario ad assicurare il pagamento del ceto chirografario nella percentuale minima di legge, la conseguenza non potrebbe essere che l’arresto della procedura per l’acclarata mancanza di una condizione di ammissibilità della proposta di concordato.

Se quindi, in termini di principio, non v’è dubbio che il tema dell’effettivo valore dei beni ceduti alla massa dei creditori per il loro soddisfacimento inerisca alla cd. fattibilità economica del piano ed in quanto tale sia devoluto alle valutazioni che la massa dei creditori esprime con il voto, favorevole o sfavorevole, alla proposta (Cass., Sezioni Unite, n. 1521/13), è allo stesso modo indubbio che, qualora il commissario giudiziale ritenga che il valore dei beni ceduti ai creditori sia insufficiente ad assicurare il pagamento dei creditori chirografari nella misura di legge del venti per cento, e sia in grado di supportare tale prognosi con elementi plausibili, per il tribunale sia doveroso, prendendo atto di ciò, arrestare il concordato preventivo e, in presenza dei presupposti di legge, dichiarare il fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 24 Novembre 2016.


Concordato preventivo - Livello minimo di soddisfazione dei creditori chirografari - Sindacato del tribunale sulla proposta - Sussistenza - Limiti
La prescrizione, contenuta nel quarto comma dell’articolo 160 legge fall., di un livello di soddisfazione dei creditori chirografari non inferiore al 20% del loro ammontare conferisce al tribunale il potere, nei limiti di detta percentuale, di controllo e di sindacato sulla proposta di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 01 Agosto 2016.


Concordato preventivo - Requisito del pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Interpretazione del termine assicurare
Il quarto comma del novellato articolo 160 legge fall. deve essere letto nel senso che in ogni caso il debitore deve proporre fondatamente il pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari laddove per fondatamente deve intendersi una prospettazione a metà strada fra il concetto di garanzia e quello della ragionevole previsione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Requisito del pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari - Poteri di verifica del tribunale - Oggetto
Per effetto dell'introduzione del requisito del pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari, il potere del tribunale è limitato alla verifica che la proposta contenga l'assicurazione di detto soddisfacimento sulla base di un piano che non possa essere qualificato come manifestamente inidoneo a raggiungere tale obiettivo, trattandosi di una verifica della conformità della proposta al modello normativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari - Interpretazione - Preciso impegno obbligatorio dell'imprenditore - Requisito di ammissibilità - Verifica da parte del commissario giudiziale
La disposizione introdotta all'ultimo comma dell'articolo 160 legge fall., secondo la quale “in ogni caso la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari”, si interpreta nel senso dell’assunzione di un preciso impegno obbligatorio dell’imprenditore in crisi a cedere tutti i propri beni ai creditori purché il compendio attivo consenta il soddisfacimento del ceto creditorio privo di cause di prelazione in misura non inferiore al nuovo limite minimale di ammissibilità introdotto; del resto, che non si tratti di una semplice prospettazione, ma di un vero e proprio impegno soggetto a verifica da parte del commissario giudiziale, risulta, oltre che dal collegamento della nuova disposizione con l’utilità “specifica” che il debitore deve necessariamente impegnarsi ad assicurare in forza del novellato art. 161, comma 2, lett. e), dall’apertura tranchant della disposizione “In ogni caso”: trattasi infatti di elementi testuali rilevanti, destinati a saldarsi altresì con l’argomento teleologico fornito dalla relazione di accompagnamento alla riforma, secondo cui la modifica ha “la finalità di evitare che possano essere presentate proposte per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo che lascino del tutto indeterminato e aleatorio il conseguimento di un’utilità specifica per i creditori”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Novembre 2015.