Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 155 ∙ (Patrimoni destinati ad uno specifico affare )


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Fondo patrimonialePatrimonio familiareLiquidazione coatta della SGRPendenza di giudizio relativo al patrimonio destinato



Patrimonio destinato - Fallimento della società - Giudizio avente ad oggetto un rapporto obbligatorio facente capo al patrimonio destinato - Interruzione
Nel caso venga dichiarato il fallimento della società, la causa avente ad oggetto un rapporto obbligatorio facente capo al patrimonio destinato dalla stessa gestito ai sensi degli articoli 2447-bis e seguenti c.c. deve essere dichiarate interrotta in applicazione dell'articolo 155 L.F. in base al quale, in caso di fallimento della società, l'amministrazione del patrimonio destinato è attribuita al curatore che vi provvede con gestione separata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06 Aprile 2012.


Fondi comuni di investimento - Liquidazione coatta amministrativa della società di gestione del risparmio - Disciplina applicabile - Disciplina dettata dall’articolo 155 L.F. per i patrimoni destinati di società dichiarate fallite
Il richiamo operato dall’articolo 57, comma 3, TUF all’articolo 80, commi da 3 a 6, del TUB consente di affermare che qualora la società di gestione del risparmio venga sottoposta a liquidazione coatta amministrativa, la disciplina applicabile ai fondi da essa gestiti sarà quella dettata dall’articolo 155 L.F. relativa ai patrimoni destinati di società dichiarate fallite; spetterà, quindi, ai commissari liquidatori della SGR in liquidazione coatta la gestione dei fondi di investimento ad essa facenti capo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Marzo 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali – Fallimento – Effetti – Per il fallito – Beni del fallito – Beni non compresi – Art. 46, n. 3, legge fall., nel testo anteriore al d. lgs. n. 5 del 2006 – Fondo patrimoniale – Applicabilità – Fondamento. (04/06/2010)
L'art. 46, n. 3, della legge fall. (nel testo anteriore al d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5), secondo cui non sono compresi nel fallimento i redditi dei beni costituiti in patrimonio familiare, salvo quanto disposto dagli artt. 170 e 326 cod. civ., sebbene dettato per l'abrogato istituto del patrimonio familiare, si applica anche al nuovo istituto del fondo patrimoniale, ad esso succeduto, in quanto, pur non coincidendo le relative discipline, per l'attenuazione dei vincoli di inalienabilità ed inespropriabilità previsti in riferimento al fondo patrimoniale, risultano identici i fini perseguiti dai due istituti e lo strumento a tal fine predisposto, consistente nella previsione di un patrimonio separato costituito da un complesso di beni determinati, assoggettati ad una speciale disciplina di amministrazione ed a limiti di alienabilità ed espropriabilità. Cassazione civile, 22 Gennaio 2010, n. 1112.


Fondo patrimoniale – Fallimento – Esclusione – Modifica e interpretazione dell’art. 46 n. 3 legge fall.. (29/06/2010)
I beni facenti parte del fondo patrimoniale, in quanto costituenti un patrimonio separato, non sono attratti al fallimento e non sono compresi nella massa. La modifica apportata all’art. 46, n. 3, legge fallimentare dal D.Lgs. n. 5/2006, con la quale fra l’altro il richiamo al patrimonio familiare è stato sostituito con quello relativo al fondo patrimoniale, costituisce una circostanza che indirettamente comprova che la mancata formalizzazione di un divieto di acquisizione da parte del fallimento di beni facenti parte del fondo patrimoniale fosse imputabile ad un difettoso coordinamento normativo determinato dalla successione di leggi nel tempo, anziché alla volontà del legislatore. Questa impostazione emerge anche dalla previsione contenuta nell’articolo 155 legge fallimentare, come modificato dal D.Lgs. n. 5/2006, che esclude l’acquisibilità al fallimento dei patrimoni destinati ad uno specifico affare, così confermando il principio della non confondibilità di beni deputati al soddisfacimento di specifiche esigenze secondo le modalità normativamente indicate, con gli altri beni dell’imprenditore fallito. Cassazione civile, sez. I, 22 Gennaio 2010, n. 1112.