Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 118 ∙ (Casi di chiusura)




Effetti della chiusura del fallimento
Definitività della chiusura del fallimento
Tutte le MassimeCassazione
Chiusura del fallimento in pendenza di giudizi
Interpretazione del termine «giudizi»
Chiusura del fallimento in pendenza di giudizi e cancellazione della società dal registro imprese

Casi di chiusura del fallimento
Chiusura del fallimento in mancanza di domande di ammissione al passivo
Estinzione delle passività ad opera di terzi e chiusura del fallimento

Adempimenti
Accantonamenti nel riparto finale a favore dei creditori opponenti allo stato passivo
Chiusura del fallimento e deposito di somme a garanzia di futuri crediti di impostaFuturo riparto

Effetti della chiusura del fallimento
Definitività della chiusura del fallimento
Effetti della chiusuraChiusura del fallimento e decadenza degli organi fallimentariChiusura del fallimento di società di capitali e poteri rappresentativi dei suoi organiChiusura del fallimento ed estinzione della societàAzione revocatoria e chiusura del fallimentoChiusura del fallimento ed effetti della aggiudicazioneChiusura del fallimento e mancata emissione del decreto di trasferimento in favore di aggiudicatarioLegittimazione alla richiesta del rimborso iva del contribuente, tornato in bonis

Effetti della chiusura sull'accertamento del passivo
Giudizio di ammissione al passivo e chiusura del fallimento
Insinuazione tardiva e chiusura del fallimentoOpposizione allo stato passivo e chiusura del fallimento

Effetti della chiusura del fallimento sui rapporti processuali
Chiusura del fallimento ed interruzione del processo
Chiusura del fallimento e legittimazione processuale del curatoreChiusura del fallimento e legittimazione del fallito ad impugnare la sentenza di fallimentoChiusura del fallimento e legittimazione dei singoli creditori alla azione esecutiva individualeChiusura del fallimento e riacquisto della capacità processuale del fallitoChiusura del fallimento e prosecuzione da parte di imprenditore tornato in bonis del processo iniziato dal curatoreChiusura del fallimento e improcedibilità della opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimentoChiusura del fallimento e ricorso per cassazioneIntegrale pagamento dei creditori e delle spese della procedura fallimentare e riacquisto della capacità di agire

Impugnazioni
Legittimazione del creditore al reclamo avverso il decreto di chiusura del fallimento
Legittimazione del creditore non ammesso al passivo al reclamo avverso il decreto di chiusuraReclamo contro la chiusura del fallimento e sospensione dei termini

Altri casi
Integrazione del compenso del curatore
Sostituzione del curatore nel corso della procedura e liquidazione del compensoCreditore non ammesso al passivo e contestazioni al rendicontoChiusura del fallimento per concordato ed effetti sulla legittimazione del curatore sui giudizi di reclamo pendentiConcordato fallimentare e giudizi in corso intrapresi dal curatoreOmologazione del concordato e decadenza degli organi fallimentariRagionevole di durata del processo e individuazione del momento iniziale e di quello conclusivoEqua riparazione per la durata non ragionevole delle procedure fallimentari, decorrenza del termine per azione




Effetti della chiusura del fallimento
Definitività della chiusura del fallimento

Fallimento - Chiusura - Definitività del provvedimento - Decorso del termine per il reclamo di cui all'articolo 26 legge fall.
Nella disciplina anteriore così come quella successiva alle cd. novelle fallimentari, una decisione va considerata "definitiva" se sia insuscettibile di essere revocata, modificata o riformata dal medesimo giudice o da altro giudice chiamato a provvedere in grado successivo: pertanto, nelle procedure fallimentari giunte a compimento, tale situazione si verifica dalla data in cui il decreto di chiusura del fallimento non è più reclamabile in appello (Cass. 12 luglio 2011, n. 15251, in relazione a fattispecie ratione temporis disciplinata dalla legge fallimentare nel testo anteriore alle modifiche apportate dai d.lgs. 9 gennaio 2006 n. 5 e 12 settembre 2007 n. 169), e, quindi, nell'ipotesi in cui la decisione che conclude il processo presupposto sia stata depositata ma non notificata, la sua definitività si identifica, nella procedura fallimentare, con il decorso del termine di cui all'art. 26 legge fall. (Cass. 21 gennaio 2015, n. 1091, quanto a fattispecie ratione temporis disciplinate dalle modifiche apportate dai d.lgs. predetti; Cass. 2 settembre 2014, n. 18538). Qualora, pertanto, il reclamo sia stato proposto, la definitività della chiusura del fallimento va individuata nel momento in cui il decreto reso dalla corte d'appello divenga definitivo, per mancata impugnazione per cassazione o per rigetto del ricorso per cassazione. Non si tratta di efficacia retroattiva dell'art. 119 1.f., ma di applicazione dei principi generali sugli effetti delle impugnazioni e della definitività dei provvedimenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Ottobre 2015, n. 20292.