Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 115 ∙ (Pagamento ai creditori)


Facoltà del giudice delegato di disporre modi di pagamento diversi dal denaro
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Facoltà del giudice delegato di disporre modi di pagamento diversi dal denaroRinuncia alla insinuazione al passivoCessione di creditoCessione del credito ex artt. 58 TUB e 4 l.30 aprile 1999, n. 130Cessione di credito e nuova domanda di insinuazione al passivoCessione avvenuta nel corso della procedura di fallimentoPagamento del credito ipotecario effettuato dal terzoSubentro nel credito ipotecario e annotazione della surrogazione ex art.2843 cod. civ.Subingresso dei soci alla società nella titolarità di un credito


Facoltà del giudice delegato di disporre modi di pagamento diversi dal denaro

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Pagamento dei creditori - Pagamento in modo diverso dal denaro contante fatto direttamente al domicilio del creditore - Ammissibilità.
L'art. 115 della legge fallimentare prevedendo che il curatore provvede al pagamento delle somme assegnate ai creditori nel piano di ripartizione nei modi stabiliti dal giudice delegato, comporta che il giudice delegato possa disporre modi di pagamento diversi da quello in danaro contante fatto direttamente al domicilio del creditore (art. 1182, 1277 cod. civ.) con efficacia liberatoria per il fallimento (es. Rilascio di assegni circolari, consegna di libretti di banca) potendo essi servire a facilitare il compito della curatela. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Maggio 1985, n. 2827.