Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 113 ∙ (Ripartizioni parziali)


Concordato preventivo e riparto
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Sindacato sull'importo dei crediti ammessiDiscrezionalità del giudice sugli accantonamentiCrediti condizionaliProvvedimenti provvisoriamente esecutivi e non passati in giudicatoCreditore che abbia proposto opposizione allo stato passivoCreditore non ammesso al passivoCreditore ammesso al passivo con formula genericaCreditore tardivoSpese in prededuzioneCrediti prededucibiliOpposizione e accantonamento di crediti non ammessiAmmissione con riserva di presentazione del titoloConcordato preventivo e ripartoOpposizione a sentenza di fallimento e accantonamentoAmmissione con riserva di crediti erarialiIstanza di revocazioneVendita di immobili ipotecati e tempi della ripartizioneRestituzione di accontiAcconti parzialiSospensione del ripartoRicorso per cassazioneReclamo al tribunaleConcordato preventivo


Concordato preventivo e riparto

Concordato preventivo in continuità aziendale - Riparto finale - Fondo rischi per l’eventualità che l’impresa sia condannata a restituire le somme percepite - Esclusione
Nella redazione del piano di riparto finale di un concordato preventivo in continuità aziendale, non vi è l’obbligo di disporre un fondo rischi a fronte dell’eventualità che l’impresa in concordato possa essere condannata a restituire le somme percepite, dopo la presentazione della domanda di ammissione a concordato preventivo, in virtù di decreti ingiuntivi, provvisoriamente esecutivi, successivamente opposti, perché nessuna disposizione della legge fallimentare prevede l’obbligatorietà, nella fase esecutiva del concordato, di disporre accantonamenti siffatti, risultando pacificamente inapplicabile la disposizione di cui all’art. 113 l.f. (che peraltro prevede una norma di stretta interpretazione nell’ambito del fallimento, per di più relativa ai soli riparti parziali). (Giulio Bergomi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 20 Settembre 2017.


Fallimento - Formazione dello stato passivo - Revocazione dei crediti ammessi - Accantonamento in via cautelare delle somme spettanti al creditore - Competenza
In Sede di procedura fallimentare, la Competenza a statuire lo accantonamento - in via cautelare - delle somme spettanti ad un creditore, contro la cui ammissione al passivo sia stata proposta istanza di revocazione, è riservata dall'art. 102, comma quarto, legge fallimentare al giudice di detto giudizio, e non al giudice delegato al fallimento (ancorché le due funzioni si cumulino nella persona dello stesso magistrato), restando affidato al secondo il compito di adottare nel decreto approvativo del piano di riparto, le Disposizioni esecutive dell'accantonamento, se già disposto. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 1986, n. 1547.