Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 113 ∙ (Ripartizioni parziali)


Acconti parziali
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Sindacato sull'importo dei crediti ammessiDiscrezionalità del giudice sugli accantonamentiCrediti condizionaliProvvedimenti provvisoriamente esecutivi e non passati in giudicatoCreditore che abbia proposto opposizione allo stato passivoCreditore non ammesso al passivoCreditore ammesso al passivo con formula genericaCreditore tardivoSpese in prededuzioneCrediti prededucibiliOpposizione e accantonamento di crediti non ammessiAmmissione con riserva di presentazione del titoloConcordato preventivo e ripartoOpposizione a sentenza di fallimento e accantonamentoAmmissione con riserva di crediti erarialiIstanza di revocazioneVendita di immobili ipotecati e tempi della ripartizioneRestituzione di accontiAcconti parzialiSospensione del ripartoRicorso per cassazioneReclamo al tribunaleConcordato preventivo


Acconti parziali

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Acconti parziali - Stabilità - Esclusione - Conseguenze - Verifica dell'eventuale eccedenza in fase di riparto finale - Effetti - Obbligo di restituzione dell'indebito
La corresponsione ad uno o più dei creditori concorsuali, prima della formazione dello stato passivo, di un acconto parziale ex art. 212, secondo comma, legge fall., non può assumere - a differenza dei riparti parziali (artt. 212, quarto comma, e 113 legge fall.) - alcun carattere di stabilità e, quindi, non viola, di per sé, la "par condicio creditorum" e la graduazione stabilita dall'art. 111 legge fall., il cui rispetto va, piuttosto, accertato in sede di riparto finale dell'attivo realizzato, verificando se il creditore, con la percezione di un acconto parziale eccedente l'importo a lui attribuibile secondo le regole del concorso, abbia - ed eventualmente in quale misura - ricevuto un pagamento non dovuto, che ha, pertanto - ma solo in quel momento (e non prima, in conformità alla norma dell'art. 1185, secondo comma, cod. civ.) - l'obbligo di restituire alla procedura in base alla disciplina generale in tema di indebito stabilita dall'art. 2033 cod. civ. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 2015, n. 4741.


Fallimento - Formazione dello stato passivo - Ammissione con riserva - Crediti erariali opposti davanti alle commissioni tributarie - Ammissione con riserva - Partecipazione al riparto finale - Potere dello esattore - Provvedimento di sospensione del processo in pendenza della istanza di ammissione con riserva - Natura di sentenza - Sottoscrizione del solo presidente del collegio - Nullità
A norma dell'art. 45, secondo comma, del d.P.R. n. 602 del 1973 l'ammissione al passivo fallimentare con riserva dei crediti erariali opposti davanti alle commissioni tributarie - essendo tali crediti equiparabili a quelli condizionali indicati dal terzo comma dell'art. 55 della legge fallimentare - conferisce all'esattore i poteri di partecipare al riparto finale sia pure mediante accantonamento, e di conseguire la realizzazione del proprio credito per l'ipotesi che questo sia positivamente accertato in Sede giurisdizionale. Pertanto, il provvedimento di sospensione del processo (in pendenza della detta istanza di ammissione con riserva dei predetti crediti) fino alla definizione del giudizio innanzi alle commissioni tributarie, equivalendo a rigetto della istanza stessa, ha natura di sentenza anche se adottato con la Forma dell'ordinanza, ed è giuridicamente inesistente se sottoscritto dal solo Presidente del collegio. ( Conf 1297/81, mass n 411890, sull'ultima parte; ( Conf 1806/74, mass n 369999, sulla prima parte). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Novembre 1987, n. 8761.