Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 113 ∙ (Ripartizioni parziali)


Ammissione con riserva di presentazione del titolo
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Sindacato sull'importo dei crediti ammessiDiscrezionalità del giudice sugli accantonamentiCrediti condizionaliProvvedimenti provvisoriamente esecutivi e non passati in giudicatoCreditore che abbia proposto opposizione allo stato passivoCreditore non ammesso al passivoCreditore ammesso al passivo con formula genericaCreditore tardivoSpese in prededuzioneCrediti prededucibiliOpposizione e accantonamento di crediti non ammessiAmmissione con riserva di presentazione del titoloConcordato preventivo e ripartoOpposizione a sentenza di fallimento e accantonamentoAmmissione con riserva di crediti erarialiIstanza di revocazioneVendita di immobili ipotecati e tempi della ripartizioneRestituzione di accontiAcconti parzialiSospensione del ripartoRicorso per cassazioneReclamo al tribunaleConcordato preventivo


Ammissione con riserva di presentazione del titolo

Piano di riparto parziale – Natura del provvedimento – Ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. – Ammissibilità

Piano di riparto parziale – Reclamo – Legittimazione – Qualunque interessato

Piano di riparto – Impugnazione – Violazione delle norme sul litisconsorzio necessario – Vizio del processo – Annullamento anche d'ufficio – Rinvio della causa al giudice di prime cure

Il decreto del tribunale che dichiara esecutivo il piano di riparto parziale, pronunciato sul reclamo avente ad oggetto il provvedimento del giudice delegato, nella parte in cui decide la controversia concernente, da un lato, il diritto del creditore concorrente a partecipare al riparto dell'attivo fino a quel momento disponibile e, dall'altro, il diritto degli ulteriori interessati ad ottenere gli accantonamenti delle somme necessarie al soddisfacimento dei propri crediti, nei casi previsti dalla L. Fall., art. 113, si connota per i caratteri della decisorietà e della definitività e, pertanto, avverso di esso, è ammissibile il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost.

In tema di riparto fallimentare, ai sensi della L. Fall., art. 110 (nel testo applicabile ratione temporis come modificato dal D.Lgs. n. 169 del 2007), sia il reclamo L. Fall., ex art. 36 avverso il progetto - predisposto dal curatore - di riparto, anche parziale, delle somme disponibili, sia quello L. Fall., ex art. 26 contro il decreto del giudice delegato che abbia deciso il primo reclamo, possono essere proposti da qualunque controinteressato, inteso quale creditore che, in qualche modo, sarebbe potenzialmente pregiudicato dalla diversa ripartizione auspicata dal reclamante, ed in entrambe le impugnazioni il ricorso va notificato a tutti i restanti creditori ammessi al riparto anche parziale.

E’ applicabile anche nell'ambito dei procedimenti in camera di consiglio, ed in quelli di impugnazione del piano di riparto dell'attivo il principio per cui, quando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata nè dal giudice di primo grado, che non abbia disposto l'integrazione del contraddittorio, nè da quello di appello, che non abbia provveduto a rimettere la causa al primo giudice, resta viziato, ai sensi dell'art. 354 c.p.c., comma 1, l'intero processo e s'impone, in sede di giudizio di cassazione, l'annullamento, anche d'ufficio, delle pronunce emesse ed il conseguente rinvio della causa al giudice di prime cure, a norma dell'art. 383 c.p.c., comma 3. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 26 Settembre 2019, n. 24068.


Fallimento - Presentazione del titolo - Riserva del creditore di depositarlo successivamente all'approvazione dello stato passivo - Ripartizioni parziali - Ammissibilità dei predetti crediti - Pagamento in sede di riparto finale - Condizioni - Presentazione del titolo - Necessità
Dalla disposizione del n. 2 dell'art. 113 legge fall. - secondo cui i creditori che si siano riservati di presentare il titolo del proprio credito non sono esclusi dalle ripartizioni parziali, ma la loro quota viene accantonata sino alla ripartizione finale, fermo restando che in tale sede il pagamento del credito nella percentuale spettante resta subordinata alla presentazione del titolo - si desume che i crediti risultanti da documentazione che il creditore si riservi di depositare successivamente all'approvazione dello stato passivo non possono essere esclusi, in quanto la produzione della documentazione giustificativa è necessaria solo all'atto della ripartizione finale dell'attivo fallimentare. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 1997, n. 2439.