Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 113 ∙ (Ripartizioni parziali)


Principio di buona amministrazione
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Principio di buona amministrazioneSindacato sull'importo dei crediti ammessiDiscrezionalità del giudice sugli accantonamentiCrediti condizionaliProvvedimenti provvisoriamente esecutivi e non passati in giudicatoCreditore che abbia proposto opposizione allo stato passivoCreditore non ammesso al passivoCreditore ammesso al passivo con formula genericaCreditore tardivoSpese in prededuzioneCrediti prededucibiliOpposizione e accantonamento di crediti non ammessiAmmissione con riserva di presentazione del titoloOpposizione a sentenza di fallimento e accantonamentoAmmissione con riserva di crediti erarialiIstanza di revocazioneVendita di immobili ipotecati e tempi della ripartizioneRestituzione di accontiSospensione del ripartoRicorso per cassazioneReclamo al tribunale


Principio di buona amministrazione

Fallimento – Riparto parziale – Creditori opponenti – Nuovo art. 110 l.f. – Interpretazione
Il novellato art. 110, comma 1, legge fall., prevede che il curatore, nel disporre i riparti parziali, "riservi" le somme per le spese di procedura e per il resto individui le somme immediatamente ripartibili e quelle ripartibili ai creditori opponenti solo previo rilascio di una fideiussione a garanzia della restituzione di quanto ripartito in eccesso all'esito dei giudizi di cui all'art. 98 legge fall.

La lettura che si deve dare di tale norma è che, laddove il creditore opponente si possa collocare utilmente all'esito favorevole dell'opposizione nel riparto parziale delle liquidità disponibili (al netto, cioè, delle sole spese di procedura previste), gli deve essere data la possibilità di ottenere anticipatamente l'assegnazione delle somme previo rilascio di idonea garanzia di restituzione.

Il quarto periodo del citato primo comma, ove prescrive che ai creditori “che avrebbero diritto alla ripartizione delle somme ricavate nel caso in cui risulti insussistente, in tutto o in parte, il credito avente diritto all’accantonamento ovvero oggetto di controversia a norma dell’art. 98”, si applichi la disposizione di cui al periodo precedente, deve, invece, essere interpretato nel senso che il legislatore abbia voluto introdurre un obbligo di accantonamento in favore di coloro che abbiano anche soltanto un giudizio di opposizione in corso in primo grado e ciò a prescindere da ogni delibazione circa la fondatezza o meno della pretesa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 03 Aprile 2017.


Fallimento - Accertamento del passivo - Dichiarazioni tardive - Partecipazione alle ripartizioni precedenti - Ritardo dipeso da causa non imputabile al creditore - Fattispecie relativa a mutamento giurisprudenziale
I creditori ammessi a norma dell'art. 101 legge falliment. concorrono sulle ripartizioni anteriori alla loro ammissione solo se il "ritardo è dipeso da causa ad essi non imputabile". (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che non costituisca causa non imputabile un mutamento di indirizzo giurisprudenziale in ordine ad un principio peraltro già affermato da precedenti pronunce della stessa S.C.) (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Giugno 2006, n. 13830.


Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Conseguenze - Esclusione del creditore tardivo dai riparti anteriori sia alla sua domanda che al provvedimento di ammissione al passivo del suo credito - Portata
Il principio di cui all'art. 112 della legge fallimentare, che esclude il creditore tardivo dai riparti anteriori non solo alla sua domanda di insinuazione ma anche all'ammissione al passivo del suo credito, comporta che il detto creditore assume su di sè il doppio rischio della tardività della domanda e della durata del processo tardivamente iniziato, processo che non blocca i riparti parziali o finali verificatisi nel corso della sua pendenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 1999, n. 1391.