Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 113-bis ∙ (Scioglimento delle ammissioni con riserva)


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Apposizione della riserva e potere officioso del giudice di meritoNatura cautelare della ammissione del credito con riservaAmmissione del credito con riserva e opposizione allo stato passivoCredito risultante da sentenza non passata in giudicatoReclamo



Fallimento - Stato passivo - Ammissione con riserva - Riserva prevista dall'art. 96, comma 2, n. 2, l.fall. - Potere officioso del giudice di merito - Conseguenze - Credito per il rimborso di un prestito obbligazionario fondato su titoli prodotti in copia - Ammissione con riserva dell'esibizione dei titoli in originale - Ammissibilità anche in assenza di istanza di parte
In tema di formazione dello stato passivo, l'apposizione della riserva prevista dall'art. 96, comma 2, n. 2, l.fall. (nel testo conseguente alle modifiche apportate dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5) costituisce un potere officioso del giudice di merito, il quale, pertanto, accogliendo la domanda di insinuazione del credito al rimborso di un prestito obbligazionario, può legittimamente apporre, ove fondata su titoli prodotti in mera copia, la riserva della loro esibizione in originale, pur se l'ammissione con riserva non sia stata richiesta o sia stata richiesta tardivamente. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 01 Dicembre 2015, n. 24449.


Fallimento - Stato passivo - Domanda di insinuazione tardiva - Crediti derivanti da rapporto contrattuale oggetto di sentenza impugnata in appello - Art. 95, terzo comma, legge fall., nel testo anteriore alla sostituzione disposta dal d.lgs. n. 5 del 2006 - Interpretazione estensiva - Configurabilità - Sospensione necessaria del procedimento di ammissione al passivo in attesa della definizione del gravame - Legittimità - Esclusione - Fondamento
In tema di rapporti tra accertamento del passivo e giudizi pendenti innanzi ad altro giudice, la norma dettata dall'art. 95, comma terzo, legge fall. (nel testo applicabile "ratione temporis"), secondo cui è necessaria l'impugnazione se non si vuole ammettere il credito risultante da sentenza non passata in giudicato, va interpretata estensivamente, trovando applicazione anche nel caso in cui il fallimento sopravvenga alla sentenza, di accoglimento o di rigetto, anche parziale, della pretesa del creditore della parte dichiarata fallita, con conseguente illegittimità dell'ordinanza di sospensione ex art. 295 cod. proc. civ. del procedimento di ammissione al passivo, nelle more della definizione del giudizio di appello. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Luglio 2013, n. 17834.