Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 111-ter ∙ (Conti speciali)


Quota di spese generali imputabili a ciascun bene
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Conti specialiQuota di spese generali imputabili a ciascun beneCreditore pignoratizioSpese di amministrazione e conservazione dei beniRapporto con la disposizione articolo 111 bisCreditore ipotecarioCompenso del curatoreIndividuazione dei beni sui quali opera la prelazione del creditore ipotecario e stato passivoEstensione ipoteca ai macchinariConflitto fra crediti prededucibili e crediti assistiti da cause di prelazioneCriterio della proporzionalita'Spese peritali di stima dei beniTributi locali maturati dopo la dichiarazione di fallimento


Quota di spese generali imputabili a ciascun bene

Fallimento - Pegno e ipoteca - Gestione della massa attiva - Conti speciali - Quota di spese generali addebitabili al creditore pignoratizio - Fattispecie
La norma di cui all'articolo 111-ter, comma 3, L.F. (secondo la quale, con riferimento ai crediti pignoratizi, il curatore deve tenere un conto speciale, con analitica indicazione delle entrate ed uscite di carattere specifico e della quota delle spese generali imputabile a ciascun bene o gruppo di beni secondo un criterio proporzionale) non lascia spazio a dubbi in ordine al fatto che il creditore pignoratizio, oltre ai costi speciali strettamente relativi al bene posto in garanzia (come le spese di conservazione, gestione e custodia), in applicazione del principio di solidarietà concorsuale da un lato e di rilevanza ed inerenza dall'altro, debba sostenere anche le spese generali della procedura. (Nel caso di specie, il Tribunale ha precisato che al creditore pignoratizio non potevano essere imputate alcune spese generali quali quelle relative ad un contenzioso tributario, al giudizio di opposizione al fallimento, alle consulenze in tema di rapporti di lavoro). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 11 Febbraio 2015.


Espropriazione forzata - Fallimento - Creditore titolare di ipoteca - Spese gravanti sul bene.
Il creditore titolare di ipoteca su un bene facente parte dell’attivo fallimentare è tenuto a sopportare le spese della procedura che si riferiscano al bene gravato, avendosi riguardo sia a quelle specificamente sostenute per la sua gestione e liquidazione, sia a quelle generali riconducibili all’interesse e all’utilità anche potenziale del creditore garantito (Cass 4626/1999). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Gennaio 2013.


Fallimento - Accertamento del passivo - Costi della procedura suscettibili di prededuzione - Beni gravati da garanzia reale - Prededucibilità delle spese sostenute - Oneri di amministrazione e liquidazione dei beni.
In ordine al problema dell’incidenza dei costi della procedura fallimentare, suscettibili di prededuzione ai sensi dell’art. 111 l.f., sulle somme provenienti dalla vendita di beni gravati da garanzia reale e destinate ad essere attribuite in sede di distribuzione ai creditori assistiti da tale garanzia, a prededucibilità delle spese sostenute per la procedura fallimentare è limitata ai beni oggetto di garanzie reali speciali, agli oneri correlati all’amministrazione e alla liquidazione di tali beni, ovvero attinenti ad attività di amministrazione direttamente rivolte alla conservazione o all’incremento dei beni stessi o comunque destinate a realizzare una specifica utilità ai creditori garantiti (Cass 4626/1999; Cass. 5104/1997). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Gennaio 2013.


Fallimento - Accertamento del passivo - Costi della procedura gravanti sul ricavato dalla vendita di beni ipotecati - Compenso del curatore - Amministrazione e liquidazione dei beni - Attività di ammissione al passivo del credito garantito.
Il creditore ipotecario deve sopportare una parte del costo della procedura fallimentare che è rappresentato dal compenso dovuto al curatore, in considerazione delle attività da lui compiute, di amministrazione e di liquidazione dei beni ipotecati e volte a consentire il soddisfacimento delle ragioni del medesimo creditore, nonché dell’attività svolta dal curatore stesso nella fase della verifica e dell’ammissione al passivo del credito garantito, del pari indispensabile affinché il creditore possa partecipare al concorso (Cas. 5104/1997). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Gennaio 2013.